Leggere diversamente

A Brugherio c'è una biblioteca speciale dedicata anche a lettori con problemi, infatti presso la sezione ragazzi, è presente una raccolta di libri su misura per bambini e ragazzi con difficoltà, disabilità motorie o della comunicazione.

Libri per lettori dislessici, libri tattili e in braille, libri in simboli, nei quali i contenuti sono adattati a una modalità di lettura diversa da quella convenzionale.


"Dal maggio 2010 la biblioteca alimenta questa preziosa raccolta con nuove e mirate acquisizioni, rinvenute nell'editoria specializzata o autoprodotte dalla biblioteca stessa, grazie alla cooperazione tra operatori locali e Centro Sovrazonale di CAA del Policlinico di Milano."

La maggior parte di voi sa che cos'è un libro in braille (metodo tradizionale di scrittura e lettura per i non vedenti) ma forse pochi sanno che cosa sono gli IN-book…
Gli IN-book sono libri illustrati, pensati per essere ascoltati mentre vengono letti ad alta voce, dove il testo adattato e scritto in simboli - WLS (Widgit Literacy Symbols) o PCS (Picture Communication Symbols) due linguaggi simbolici differenti - unito alle immagini, permette ai bambini di capire meglio la storia.
I simboli sono uno degli elementi fondamentali della Comunicazione aumentativa e alternativa (CAA l'insieme di conoscenze, tecniche, strategie e tecnologie che facilitano e aumentano la comunicazione in persone che hanno difficoltà ad usare i più comuni canali comunicativi, soprattutto il linguaggio orale e la scrittura) e rappresentano una vera e propria seconda lingua visiva che affianca quella uditiva. Sono sempre composti da un'immagine grafica, dalla parola alfabetica scritta in alto, da un sottile bordo che tiene insieme le due.
Nella lettura ad alta voce degli IN-book, l'adulto indica uno per uno i simboli che compongono la frase, senza rallentare la lettura e mantenendone la vivacità. Può così sostenere l'ascolto del bambino con l'accompagnamento della "lingua visiva", che facilita l'attenzione e la comprensione di quanto si ascolta.
I bambini con disabilità, soprattutto complessa e della comunicazione, sono dunque quelli che potrebbero avere i maggiori vantaggi dall'essere esposti molto precocemente alla lettura ad alta voce. Sono invece quelli a cui si legge meno e più tardi perché è difficile trovare dei libri adatti a loro. 

Approfondimenti: 

Centro Sovrazonale di Comunicazione Aumentativa
http://www.sovrazonalecaa.org/

Segnaliamo la nuova collana "CAA: Comunicazione Aumentativa e Alternativa" edita da Erickson:

http://www.erickson.it/Pagine/Risultati-collana.aspx?col=23644



Foto: US Department of Education

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I No che aiutano a crescere

A prima vista si può pensare che questo libro presenti il "No" come strumento educativo e non come conseguenza di un normale rapporto tra le persone.

Almeno, così pare leggendo la quarta di copertina:
Un neonato strilla, un bambino vampirizza la madre, un adolescente sta fuori fino a notte fonda. Per paura di frustrarli, i genitori spesso rinunciano a educare i figli, a riconoscere i confini tra l'io e il mondo, a controllare gli impulsi, a dominare l'ansia, a sopportare le avversità. Nelle famiglie si creano cosi situazioni di disagio per la semplice incapacità di dire un no. Dovrebbe essere ovvio che in certi casi bisogna dire di no, eppure l'opinione comune è che sia meglio dire di sì. Non saper negare o vietare qualcosa al momento giusto può pero avere conseguenze negative sulla relazione tra genitori e figli, come anche sullo sviluppo della personalità dei bambini.

In realtà, il libro è un'analisi lucida e profonda del comportamento dei bambini dalla nascita all'adolescenza e del loro rapporto con i genitori. I "No" e i limiti non sono solo quelli che il genitore dice al bambino, ma sono soprattutto quelli che il genitore impara a dire a se stesso per favorire la crescita del figlio. Le ragioni del bambino sono sempre tenute in considerazione, come pure l'interazione madre-figlio. I limiti sono anche per la madre, quando non sa accettare che il figlio possa essere diverso da come lei se lo immagina, quando non accetta che possa essere autonomo, o quando interferisce con il ritmo e le sue modalità di apprendimento.

È pieno di ottimi spunti e di buon senso e, a dispetto del titolo, non è affatto un incoraggiamento a una revisione autoritaria del ruolo genitoriale.

autore: Asha Phillips (traduzione L. Cornalba)

editore: Feltrinelli

I bambini nascono per essere felici. I diritti li aiutano a crescere

Il termine "diritto", sempre più presente nel nostro vocabolario comune, è alla base del nostro vivere, per questo è fondamentale che anche i più piccoli ne conoscano il significato, che siano consapevoli che in quanto bambini, hanno dei diritti propri, perché anche "da grandi" ne siano veri promotori.

Le parole di Vanna Cercenà e le immagini di Gloria Francella danno qui una reinterpretazione della "Convenzione sui Diritti dell'Infanzia approvata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989, ratificata dall'Italia con legge del 27 maggio 1991 n. 176 depositata presso le Nazioni Unite il 5 settembre 1991".

Data la complessità del testo originale, gli articoli sono stati raggruppati in temi principali: da quelli a carattere più generale a quelli più specifici su identità, famiglia, partecipazione, educazione, protezione, salute, informazione, controllo dell'attuazione. Ognuno di questi argomenti viene sviluppato puntualmente con il riferimento agli articoli - spiegati con termini semplici e comprensibili – e una divertente e arguta filastrocca, di cui le immagini, coloratissime e ricche di particolari, sono il perfetto complemento visivo.

Come gli altri libri-gioco della collana Carte in Tavola, seguendo la numerazione delle schede, si affiancano le immagini fino a formare un'unica grande tavola illustrata: un grande albero su cui "sbocciano" le rappresentazioni dei 20 diritti riportati sul retro.

TEMI TRATTATI: diritto, famiglia, identità, multiculturalità, informazione, gioco, disabilità, salute, uguaglianza, pace, scuola, libertà, genitorialità, Stato.


Il giardino dei giochi dimenticati

"Giocare non è solo giocare: è cercare (quello che serve per realizzare un'idea), è immaginare (qualcosa che nessuno ha mai fatto), è costruire (un oggetto che sarà per noi indimenticabile)".
In questo manuale i due autori restituiscono a genitori smemorati e a bambini curiosi i giochi che i padri e i nonni facevano per strada e nei cortili: giochi contadini, giochi rari, giochi storici, giochi dimenticati e soprattutto insegnano loro a costruirli con divertenti e dettagliate illustrazioni.

In realtà oltre a essere un libro per bambini è un libro per i loro genitori e per chi continua a essere un po' bambino; raccoglie infatti un patrimonio culturale che ci tramandiamo, e che ricordiamo con nostalgia. I giochi descritti hanno due ingredienti fondamentali: i costi bassissimi di realizzazione e la fantasia. Per dirla con le parole dell'autore: "un bambino rimane piccolo per poco tempo, poi ha tutta la vita per ricordare chi ha passato del tempo a giocare con lui".

Giorgio F. Reali è il fondatore dell'Accademia del gioco dimenticato.

La prefazione è di Stefano Bartezzaghi.

autore: Giorgio F. Reali, Niccolò Barbiero

editore: Salani