"…finché morte non ci separi!"

Ammettiamolo, quante volte si è sentita questa breve e semplice frase pronunciata davanti a parenti e amici, più o meno commossi, sigillo impresso con inchiostro indelebile con l'assoluta convinzione dei protagonisti?

Tutto sembrava perfetto, niente avrebbe diviso "ciò che Dio unisce"… o almeno così dicevano.
Già, perché, come svegliati da un bellissimo sogno, coloro che erano la coppia perfetta improvvisamente si trovano a fare i conti con silenzi, musi lunghi, incomprensioni, furiosi litigi, spesso e purtroppo, anche davanti ai figli.
Sono molte le cause che portano alla fine di una relazione. Ovviamente non si può fare un elenco perché ogni storia è unica e benché i motivi siano quasi sempre gli stessi, le ragioni che inducono i due coniugi a prendere strade diverse variano a seconda delle caratteristiche della coppia, della personalità degli individui e dell'educazione ricevuta.


Con gli anni, infatti, la passione e il dedicarsi pienamente all'altro possono cambiare.
Il lavoro, per alcuni l'ambizione o la competizione nei confronti del partner, o la vita frenetica a cui solitamente siamo abituati possono essere tra i fattori che portano i soggetti a mettere in discussione il proprio rapporto.
La scelta di porre fine ad un breve o lungo legame comporta vari sentimenti quali: collera nei confronti del compagno o della compagna, confusione, dolore, fallimento o per altri addirittura sollievo e voglia di ricominciare.
Tuttavia se alla base del rapporto esiste la volontà di un riavvicinamento e di comprensione delle esigenze dell'altro, ci sono buone possibilità che la crisi venga superata, diversamente si va incontro alla rottura vera e propria.

Un'altra questione riguarda l'educazione e il rapporto con i figli o con le famiglie di origine. È logico pensare che vi siano delle nette differenze circa gli insegnamenti ricevuti e difficilmente, soprattutto quando si è convinti di aver avuto un'ottima educazione, si accettano le richieste del partner.

Inoltre, l'arrivo di un figlio porta sempre uno sconvolgimento all'interno della coppia; la donna, soprattutto i primi tempi, si dedica totalmente al nuovo arrivato e questo può essere vissuto dal compagno come un abbandono o un allontanamento.
È bene sottolineare che i genitori non devono mai dimenticare di essere prima di tutto un uomo e una donna e che il benessere della coppia ha una valenza sostanziale. 
Ciò che è fondamentale tenere sempre a mente poi è che i bambini, anche quelli molto piccoli, sono come una spugna e assorbono non solo momenti felici che si vivono all'interno del nucleo familiare, ma anche e specialmente ogni tipo di malessere e disagio che esiste tra i genitori.

Quando due coniugi decidono, dopo ripetute riappacificazioni, che forse è meglio separarsi devono dare importanza al modo in cui gestire la situazione con i figli.
Si è detto che non tutte le coppie sono uguali e si affronta la triste vicenda in modo del tutto diversa. Ci sono coppie che riescono a trovare un compromesso e gestiscono la faccenda in maniera serena e in alcuni casi ritornano, addirittura, ad essere amici, mentre ci sono adulti che presi dalla rabbia e delusione continuano a farsi "guerra" anche dopo molti anni dal divorzio.

Poiché è dovere dei genitori occuparsi dell' educazione dei figli è bene, in questo tipo di situazioni, affrontare il discorso nella maniera più civile possibile. Accusarsi davanti ai figli o offendere il coniuge davanti ai bambini o ai ragazzi, specie se poi adolescenti, non è di sicuro positivo. Si scatenano nei confronti del genitore offeso dei sentimenti di rabbia che in alcuni casi possono sfociare nel rifiuto ad avere un rapporto sereno ed equilibrato.

I genitori devono capire che questo difficile compito educativo li accompagnerà per tutta la vita e, soprattutto, devono rassicurare i figli che quello che è successo non è colpa loro. 
Quando non si vive più nella serenità e nella comprensione è bene porre fine a qualcosa che porterà solo tristezza e infelicità in tutti i componenti.

Infine, i genitori devono far comprendere ai propri figli che verranno amati ugualmente da entrambi, così come è sempre stato, anche se non vivranno più insieme, che è normale litigare e poi fare pace, ma a volte quando ciò non è più possibile è giusto per il bene di tutti prendere strade diverse. Mai verrà a mancare la presenza e l'affetto di una delle due figure genitoriali, figure fondamentali e importanti per un corretto sviluppo psicoeducativo.



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Il bambino nascosto. Favole per capire la psicologia nostra e dei nostri figli.

“Sono due bambini nascosti protagonisti di queste pagine: quello che sta dietro ogni comportamento e sintomo infantile e quello che ognuno di noi adulti si porta dentro, proiettandolo spesso inconsapevolmente sui bimbi che ci camminano accanto nella vita.

Il libro vuole aiutare a scoprire attraverso la rielaborazione fantastica di effettive storie infantili come ogni comportamento, dal punto di vista psicologico, si strutturi in maniera del tutto inconscia nel mondo interno fin dai primissimi anni della nostra esistenza.

La fatica di crescere viene analizzata a partire da temi diversi (l’abbandono dell’infanzia, la nostalgia, la perdita, il tradimento, la paura), tutti ugualmente significativi del disagio infantile. Ed è così che la scoperta del mondo interno di un bambino attraverso la riappropriazione delle nostre stesse emozioni di una volta costituisce una valida chiave d’accesso al mondo dei ragazzi, per poterli capire e aiutare meglio”

autore: Alba Marcoli

editore: Mondadori (collana Oscar saggi)

Cane nero

Conoscete la leggenda del terribile Cane Nero? Pare basti un suo sguardo per scatenare gli eventi più funesti. 

Così, quando una mattina d'inverno si presenta fuori dalla casa dalla famiglia Hope, tutti scappano impauriti. Tranne la giovane Small, che saprà riportare la bestia alle giuste dimensioni.
Un libro che insegna ai bambini (e non solo) a guardare in faccia e ad affrontare le proprie paure e le proprie ansie, non importa l'età. Magari scoprendo che non sono poi così tremende come uno pensa.

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Ti mangio!

Mentre si avventura in bici per i boschi, insieme alla sorella Sara, il piccolo Leo viene inghiottito all’improvviso da un grande e pelosissimo mostro: il temibile INGHIOTTONE dei BOSCHI!

Sara, senza perdersi d’animo, si lancia all’impazzata sulla sua bicicletta in un’operazione di soccorso ma proprio mentre sta per raggiungerlo, quel tondo mostro vorace viene inghiottito a sua volta da un mostro ancora più grande: un enorme GNAMMETE ALATO! Sara non si dà per vinta, accelera sulla sua bicicletta, ma mentre sta per raggiungere lo Gnammete Alato, un gigante ACCHIAPPONE MARINO balza fuori dal mare e se lo pappa in un sol boccone!

Ma non può immaginare che un mostro ancora più grande, il celebre SLURPANTE SPINATO, abbia già messo gli occhi su quell’enorme e prelibato... ehm... bocconcino marino!

Come farà Sara a tirar fuori Leo da tutte quelle voraci fauci?! E sembra non esserci mai fine, perché ecco balzar fuori perfino un immenso e affamatissimo ZOMPONE DAI DENTI A SCIABOLA!

Ora basta! Bisogna intervenire! E con astuzia e intraprendenza i due fratellini riusciranno a trovare una soluzione davvero geniale! I mostri, anche quelli più grandi, sono avvisati: mai sottovalutare l’intelligenza, la fantasia e la furbizia dei bambini!

Il libro, TI MANGIO! di John Fardell, edito in Italia dal Castoro, ha vinto come Miglior libro nella sezione “Crescere con i libri” nell’ambito della 4^edizione del premio Nazionale Nati per Leggere (Miglior libro per bambini tra i 3 e i 6 anni, relativo al tema "Il coraggio"), con la seguente motivazione:

Per la scintillante inventiva che dimostra come chi ha coraggio sa tenere gli occhi ben aperti sulla realtà senza chiudere quelli della fantasia.

 

autore: John Fardell

editore: Il Castoro