Premio Nobel per la Pace 2014 a due difensori dei diritti dei bambini

Il Comitato per il Nobel ha assegnato il Premio Nobel per la Pace 2014 a Malala Yousafzai e a Kailash Satyarthi “per la loro battaglia contro la sopraffazione dei bambini e dei giovani e per il diritto di tutti i bambini all’educazione”

 Tutti probabilmente conosciamo Malala, la ragazzina pakistana che nel 2012, a soli 15 anni, è stata vittima di un attentato talebano e a 16 ha incantato l'Assemblea dell'ONU con un discorso appassionato in favore dei diritti delle donne e dell'istruzione gratuita e obbligatoria in tutto il mondo per ogni bambina e per ogni bambino (http://www.minori.it/minori/il-discorso-allonu-di-malala-yousafzai).

Meno conosciuto è l'altro vincitore del premio ed è a lui che vogliamo quindi dedicare questo piccolo approfondimento.

Kailash Satyarthi, 60 anni, è  un attivista indiano dei diritti umani, impegnato sin dagli anni '90 nella lotta contro il lavoro minorile: con la sua organizzazione Bachpan Bachao Andolan (Missione Salvare l'Infanzia), ha liberato oltre 80.000 bambini da varie forme di schiavitù, aiutandoli nella loro reintegrazione, riabilitazione e formazione.

Membro di diverse organizzazioni internazionali, ha contribuito allo sviluppo di importanti convenzioni internazionali sui diritti dei bambini ed ha fondato il network Rugmark (ora conosciuto come GoodWeave International) il primo sistema di certificazione per i tappeti fabbricati in Asia meridionale senza l'utilizzo di lavoro minorile.

Questa organizzazione ha cercato di aumentare la consapevolezza dei consumatori occidentali sulle questioni relative alla responsabilità delle multinazionali in materia di consumo e commercio socialmente responsabile.

Satyarthi sostiene che il lavoro minorile genera povertà, disoccupazione, analfabetismo, crescita incontrollata della popolazione ed altri problemi sociali; nel 2004 in occasione della Marcia globale contro il lavoro minorile disse: “Basterebbero tre giorni di spesa militare mondiale, pari a 11 miliardi di dollari, per far sparire la piaga del lavoro minorile attraverso l’istruzione data ai 246 milioni di bambini lavoratori».

Kailash Satyarthi ha dedicato il premio a tutti i bambini che vivono ancora in schiavitù, vittime del lavoro forzato ed ha auspicato di poter collaborare presto con Malala nella lotta comune contro lo sfruttamento e la mancanza di diritti.

Ci piace infine sottolineare la scelta importante, e certamente non casuale, da parte del Comitato per il Nobel di una musulmana e un hindu: in un momento in cui spesso le immagini ci rimandano scene di orrore e di violenza inaudita, sono state premiate due persone che portano avanti la loro lotta solo con azioni non-violente, con la forza delle loro idee e del loro esempio e contro ogni estremismo.

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L’ora di lezione. Per un’erotica dell’insegnamento

Non sono più rami storti da raddrizzare e nemmeno vasi da riempire i nostri ragazzi che frequentano le scuole, siano esse primarie, secondarie o università . L’insegnante deve recuperare il ruolo che è indicato nella stessa etimologia  della parola “insegnare”, lasciare un segno, un’impronta importante nell’allievo, svincolandosi dal contenuto del sapere, per trasmettere l’amore per il sapere. 

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Il bambino perduto e ritrovato. Favole per far la pace col bambino che siamo stati.

“Gli adulti ritengono comunemente di poter pensare e agire in modo libero nei loro comportamenti abituali, mentre in realtà sono spesso condizionati dal bambino che sono stati, con la sua vitalità e creatività, ma anche con le sue realtà irrisolte, che possono interferire con le loro attuali relazioni, quella con i figli innanzi tutto.


Forse nel desiderio di evitare, ai figli, fatiche eccessive, gli adulti a volte spianano loro troppo la strada, impedendogli così di confrontarsi con le difficoltà che invece aiutano a crescere e a rinforzarsi: Altre volte, anche, aspettano da loro quei successi che invece a loro sono mancati e che consolino la loro basa autostima, e questo complica la vita sia a loro che ai figli.


Questo libro vorrebbe aiutare noi adulti, sempre attraverso delle favole costruite su molte storie reali condensate in una, a cercare di evitare che le ombre del nostro passato interferiscano troppo con la nostra relazione con i bambini e i ragazzi condizionandoli eccessivamente e involontariamente nelle loro scelte e nella disposizione mentale con cui affronteranno la vita.”

autore: Alba Marcoli

editore: Mondadori (collana Oscar saggi)

 

Il mare in fondo al bosco

…quella era un città buia fitta di misteri, una città piccola perché un bambino come lui, Paolo, potesse esplorarla e scoprirci dei segreti…

Trovò in terra dei libri, li guardò uno dopo l’altro e a poco a poco riuscì a leggerli. Intanto si accorgeva che quello che stava leggendo riusciva a vederlo anche se non c’erano le figure. “Forse - pensò - sto diventando anch’io un bambino inventato. Sarebbe divertente!”
A un tratto aprì un libro e dalle pagine si alzò una foresta: era un libro animato, di quelli da cui, quando si sfogliano, si vedono saltar fuori castelli, boschi, velieri, talmente belli che sembrano veri. Gli venne voglia di provare a entrarefra quegli alberi. Quella foresta poi era una giungla, certo zeppa di belve, di serpenti di insetti velenosissimi.
Be’ paura o non pauraaveva una gran smania divederla quella giungla, l’idea di passare dal buio di una città pericolosa, al buio di una foresta tropicale, adesso, lo tentava troppo.
Sentì delle voci e un gran correre: lontano nelle strade dei tipi loschi.

Il romanzo è una fantasticheria in cui, con ritmo crescente, compaiono città insidiose, giungle popolate di belve, mari in burrasca, magie luminose, grovigli di strade misteriose. I protagonisti sono bambini, bande criminali, mercanti di schiavi, maghi e mostri orrendi, pirati e scimmie, folletti e coccodrilli.

Età di lettura consigliata: da 4 anni.

autore: Pinin Carpi

editore: Einaudi Ragazzi