Bibliografia. Babbo Natale

Babbo Natale è preoccupato perché i bambini di oggi non sono più quelli di una volta, infatti non sanno più fantasticare, e invece di sognare preferiscono rimanere sempre “connessi” con la vita attraverso i loro computer e cellulari, per non parlare poi di quei bambini che hanno smesso di credere in lui!

Che disastro!

Questa bibliografia contiene favole per bambini che, se lette in compagnia degli adulti, sprigioneranno la fantasia che  farà tornare a sognare adulti e bambini.

Età di lettura: da 3 anni.

 

V. Rizzi; F. Carabelli “Babbo Natale e la notte dei sogni” Ed. Gribaudo, 2016

Babbo Natale non sa proprio come fare: vorrebbe esaudire i desideri di bambini e bambine, ma il postino ha perso tutte le letterine! Solo Mister Pi lo potrà aiutare!

 

P. Corentin “Babbo Natale e le formiche” Babalibri, 2014

Tanto tempo fa, quando Babbo Natale passava per i camini, poteva anche capitare di vederlo. C'è chi se lo ricorda ancora. Ma poi i tetti si riempirono di antenne della televisione e diventò impossibile atterrare sui tetti. Una volta, poi, entrando in un camino, Babbo Natale si accorse che era stato sostituito da un televisore. Provò a passare per le finestre, o dalla porta, per il buco della spazzatura, addirittura per il buco del lavandino... Finché non trovò una soluzione "piccola piccola", tanto piccola che è diventato invisibile...

 

Età di lettura: da 4 anni.

 

H. Wilson; A. Stohner “Il piccolo Babbo Natale” Emme Edizioni, 2015

C'era una volta un Piccolo Babbo Natale che aveva un grande sogno: volare nel cielo con la sua piccola slitta e portare i regali ai bambini. Ogni anno costruiva giocattoli bellissimi, ma poi, quando gli altri partivano, si ritrovava tutto solo con i suoi inutili pacchetti. Il Piccolo Babbo Natale aveva il cuore pieno di tristezza, quando una notte udì un lamento nel bosco..

 

R. Briggs “Babbo Natale” Rizzoli, 2014

È la Vigilia e Babbo Natale si prepara per la consegna dei regali. Ma che faticaccia! Soprattutto se fa freddo, c'è la neve e il camino è troppo stretto...

 

B. Raymond “Babbo Natale va in vacanza” Rizzoli, 2014

L'irresistibile Babbo Natale, creato dall'illustratore inglese Raymond Briggs, torna con una nuova avventura. Questa volta niente regali da consegnare: si parte per le vacanze. Ma dove? Al caldo, naturalmente!

 

C. Beigel; R. Garrigue “Anche i giocattoli scrivono a Babbo Natale” Ed Jaka book, 2014

Nessuno sa quello che sto per raccontarvi, ma le cose stanno proprio così! Anche i giocattoli, buoni o cattivi che siano, scrivono a Babbo Natale per scegliere i loro bambini. A dire la verità quelle che scrivono non sono proprio lettere, ma cartoline! Solo un giocattolo ha ancora le idee confuse. Quale sorpresa gli riserverà Babbo Natale?

 

Età di lettura: da 6 anni.

 

R. Merritt “Dove sono le mutande di Babbo Natale?” Ed. Coccole Books, 2015

Ha inizio la ricerca per ritrovare le mutande di Babbo prima che sia Natale! 

 

C. Bulgheri “C@ro Babbo Natale...” Felci, 2013

Tutto accade uno strano Natale, quando la cassetta della posta di Babbo Natale rimane inspiegabilmente vuota: a poche settimane dal 25 dicembre neanche una lettera recapitata all'indirizzo del Polo nord. Finché un giorno ne arriva una di un bambino "tradizionale", che si scusa di non aver utilizzato la posta elettronica perché non gli piace per niente. Si accende allora nella mente di Babbo Natale una lampadina: il computer!? Che storia è questa!? E la mail cosa mi rappresenterebbe? Babbo Natale non si capacita ma si mette in pari: con la tecnologia e con la consegna dei regali...

 

Età di lettura: da 7 anni.

 

G. Senigaglia “Babbo Natale va in pensione” EdiGiò, 2013

Quell'anno l'inverno non voleva arrivare, le renne erano ancora disperse e Babbo Natale e i folletti leggevano le letterine in mutande e canottiera. Ma le richieste dei bambini erano davvero insolite: cellulari, computer, televisori... Come mai nessuno voleva più i giocattoli? Per Babbo Natale è davvero troppo! Così decide di andare in pensione e si ritira ai Caraibi. Ce la faranno i folletti da soli? E voi come pensate che sia finita? Avete trovato i doni sotto l'albero?

 

J. Stevenson “Dov'è finito Babbo Natale?” Mondadori, 2013

Bisogna essere per forza allegri, alti e rotondi per fare la parte di Babbo Natale alla festa della vigilia? E se poi quello vero, con tutto il buio che c'è, dovesse dimenticarsi di passare? Nessun problema, c'è chi tiene d'occhio il cielo! Intanto la generosità tutta speciale degli abitanti del villaggio fa accadere cose strane e meravigliose: c'è chi insegue per strada un nastro rosso, c'è chi trova nella neve dolcetti all'uva passa e, proprio quando tutti sono a letto, ma non tutti sono addormentati, c'è anche chi sente un tintinnio...

 

T. Buongiorno “Chi ha paura di Babbo Natale?” Piemme 2012

Il mondo di Babbo Natale è in pericolo: sono infatti sempre di più i bambini che non credono in lui, a cominciare da Alice. Ma quando la maestra propone a lei e ai suoi compagni di scrivergli delle letterine, succede una cosa imprevedibile. I palloncini con cui vengono spedite volano attratti da una strana forza fin nel giardino di qualcuno che con il Natale ha un conto in sospeso...

 

Vivarelli; A. Ferrari “Caro babbo Natale” Ed. Inerlinea, 2010

Ecco un libro originale e "politicamente scorretto" quanto basta per far pensare e per mettersi dalla parte del bambini, senza retoriche. Un'irriverente serie di lettere a Babbo Natale scritte da un bambino che non è disposto a lasciarsi prendere in giro ma che rimane testardamente deciso a credere nella magia del Natale, costi quel che costi.

 

E. Da Rosa “Ma Babbo Natale non ce l'ha il cellulare?” Nuove Edizioni Romane, 2009

Fabrizio, per eseguire un compito dato dalla maestra a tutta la classe, scrive ogni giorno di dicembre una lettera a Babbo Natale. Ed è così facendo che, giorno dopo giorno, racconta la sua vita divisa tra doveri scolastici, litigate con i compagni, dialoghi con adulti che spesso non capiscono, sfide con rampanti ragazzine. Lo stesso compito svolge anche la sua compagna Hayet, giunta dal Marocco e poco esperta di Babbi Natali. Un libro ricco di affettuosa ironia che è uno speciale calendario dell'Avvento.

 

R. Grazzani; W. GRazzani “Babbo Natale va in vacanza a Riccione” Piemme, 2004

Un giorno a casa di Babbo Natale arriva una lettera diversa dalle altre. Dentro c'è un dépliant con una scritta gialla: Vieni in vacanza a Riccione! Babbo Natale decide di partire... in incognito, a bordo della sua roulotte, con il cane Bruno e le renne! Riuscirà a godersi quindici giorni di mare senza che nessuno scopra la sua identità?

 

Età di lettura: da 10 anni.

 

R. Goscinny; J.J. Sempé “Il piccolo Nicola e Babbo Natale”, Ed. Donzelli, 2016

«Caro Babbo Natale, come tutti gli anni ho detto a papà e alla mamma che ti avrei scritto una lettera per chiederti i regali che mi dovresti portare per Natale. Questa volta però ci sono rimasto male perché papà mi ha detto che quest’anno tu hai pochi soldi perché hai dovuto far riparare la slitta, per via di quel brutto incidente che hai avuto, quando uno scemo che veniva da destra con un’altra slitta ti è venuto addosso. Pensa che la settimana scorsa al mio papà è successa la stessa identica cosa con la macchina. Poi papà mi ha detto che dovevo fare il bravo e che invece di chiedere i regali per me, avrei dovuto chiederli per tutte le persone alle quali voglio bene e per i miei amici. Quindi per me io non ti chiedo niente. Per la mia maestra, che è così buona e carina quando noi non facciamo troppo i diavoli in classe, mi piacerebbe avere la risposta esatta di tutti i problemi di matematica che lei ci dà durante l’anno… Come vedi, caro Babbo Natale, ti ho chiesto delle cose per tutte le persone alle quali voglio bene. Per me, te l’ho già detto, non voglio niente. Ma se per caso ti restasse ancora qualche soldo e se per caso avessi voglia di farmi una sorpresa, ci sarebbe l’aeroplano che ho visto nella vetrina del negozio di giocattoli. Però fa attenzione quando passi per i camini, perché quell’aeroplano è rosso, e basta poco che si sporca. In ogni caso, ti prometto che cercherò il più possibile di fare il bravo e ti dico anche: Buon Natale!»

 

ADULTI  

“Babbo Natale è strunz” 80144 Edizioni, 2010

Quale frase sentite più spesso nel periodo natalizio: buon Natale? Sbagliato! La frase più ripetuta è: "Odio le feste, spero che passino in fretta". Questo è un volume che racconta l'altro Natale, quello di chi rifiuta l'idea di scegliere regali in negozi affollatissimi. Quello di chi deve mandare giù roba insipida per assecondare le manie culinarie di una zia alla quale non si può dire di no. Di chi è cresciuto senza un genitore e col resto della famiglia a soffocarlo d'amore per non farne sentire l'assenza. Quello di chi Babbo Natale lo prenderebbe a calci e chissà cos'altro... Sedici autori, sguinzagliati da noi tra deliri pre e post natalizi per mettere nero su bianco, una volta per sempre, il lato oscuro di Babbo Natale e di tutto quello che rappresenta in quell'orgia internazionale che è il mese di dicembre. Un'orgia innanzitutto commerciale nella quale ci daremo da fare anche noi proprio con questo volume di storie dolci e spietate, malinconiche e divertenti. Un libro per chi, quell'inesorabile Natale, lo ama e lo festeggia, perché chi lo detesta sa già tutto. Buon Natale!

 

Ultimo aggiornamento: Dicembre 2016

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Manuale a uso dei bambini che hanno genitori difficili

Con molto humour Jeanne Van den Brouck, pseudonimo dietro il quale si nasconde una psicoanalista parigina, cerca tutte le situazioni familiari in cui possono incappare i bambini di ogni età, attraverso le quali essi devono costruire la propria personalità e “educare” i loro genitori difficili.

Un estratto:
In breve bisogna aiutare quanto più si può la maturazione dei genitori; in caso contrario saranno soltanto dei “grandi” sempre più decrepiti ma non diventeranno mai adulti. Sembra siano i figli adolescenti quelli che si accollano più volentieri questa parte del lavoro educativo. Si tratta essenzialmente di scuotere le strutture sclerotiche nelle quali i genitori tendono a rinchiudersi appena cessano di venir stimolati. Per permettere ai genitori di conservare l’agilità necessaria, il figlio diventa allora fonte di difficoltà permanenti a tutti i livelli: affettivo, morale, intellettuale, materiale. Il lavoro è enorme, spossante e impegna tutta l’energia del figlio. In molti casi si rivela anche deludente: spesso i genitori non si rendono conto degli sforzi compiuti per loro e non mostrano alcuna riconoscenza. A volte si ribellano, o reagiscono con atteggiamenti quasi paranoici. Soltanto i figli pronti a pagare di persona dovranno dunque intraprendere un lavoro tanto ingrato.

autore: Jeanne Van den Brouck (tradotto da A. Vittorini)

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Desiderare un figlio, adottare un bambino

L'adozione di un bambino è una scelta complessa ed articolata che inizia dal desiderio di prendersi cura di un figlio nato da altri. Il nostro lavoro, che ci mette in contatto quotidianamente con questa realtà, ci ha fornito uno spazio privilegiato di osservazione, e ci ha indotte a riflettere su quale ruolo possano svolgere i servizi per sostenere le famiglie adottive. Abbiamo cercato di dare voce a tutti i protagonisti dell\'adozione: i genitori, i bambini, gli operatori, gli insegnanti e gli educatori delle case-famiglia, proponendo una chiave di lettura in cui ognuno possa ritrovare un terreno di confronto e trasformare le peculiarità in risorse.

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Finalmente una raccolta di racconti per l'infanzia scritta con il cuore. 

"Anche le cose hanno un'anima " di Claudia Volpe non narra di vampiri, fantasmi e mostri spaziali che alimentano gli incubi dei bambini. Solo storie di oggetti comuni, ma con l'anima ed i sentimenti veri di ogni giorno.

Gli oggetti "parlano" ai bambini e così li vedrete giocare e colloquiare, oltre che con i giocattoli, anche con le pentole della mamma, con le mollette, con la frutta Certo, ogni epoca ha dei personaggi particolarmente cari ai bambini e, nel terzo millennio, tra mille sofisticati giochi elettronici e libri che narrano di invincibili eroi spaziali e terrestri e di mostri più o meno spaventosi, io credo che ci sia ancora un po' di spazio per le storie semplici che narrano di buoni sentimenti; passano gli anni, ma il cuore dei nostri bambini rimane sempre lo stesso, in qualsiasi tempo si viva, perché l'essenza più vera dell'infanzia è costituita principalmente di fantasia e teneri affetti. Leggi tutto...