Impacchettare per ri-scoprire

Tema: sapervedere 

Attività: lo scrigno dei momenti speciali 

Età: per tutti (i piccoli avranno bisogno della mediazione dei genitori) 

Opera: Statua di Vittorio Emanuele a Cavallo impacchettata  - Milano-

 Autore:   

Mancano pochi giorni a Natale e mi interrogavo su cosa poter scrivere... una riflessione che fosse in qualche modo legata ai valori di questo particolare periodo dell’anno, ma senza scadere nella banalitá o in considerazioni moralistiche e scontate. E allora ho pensato ai doni nell’arte e mi è venuto in mente il lavoro di una coppia di artisti che si presta molto bene a  questo discorso.

Christo e Jeanne-Claude sono partner nella vita e nel lavoro e sono noti per la loro passione per “impacchettare” monumenti famosi. In decenni di attivitá hanno impacchettato il Ponte Nuovo a Parigi, il Reichstag a Berlino, la statua di Vittorio Emanuele a cavallo in piazza del Duomo a Milano, ma anche scogliere, alberi, fontane ed isole...

La loro idea di base è che impacchettando le cose si creano nuove aspettative e si donano nuovi significati agli oggetti. L’atto stesso di impacchettarli permette poi di scoprirli di nuovo, sia letteralmente che in senso figurativo, ri-scoprendo il piacere di vederli. Monumenti ed elementi dell’ambiente vanno infatti spesso a fondersi e confondersi con l’ambiente stesso, perdendo la loro identitá e finendo con il venir ignorati per la maggior parte del tempo.

L’intento di Christo e Jeanne-Claude è proprio quello di offrire alle persone la possibilitá di notare nuovamente questi oggetti, vederli con nuovi occhi e poterli apprezzare appieno. Un processo estremamente semplice, ma geniale proprio nel suo essere cosí basilare. I due artisti sono stati frequentemente etichettati come “gli impacchettatori”, ma, come spesso succede nel rapporto tra critica ed artisti, questi ultimi trovano la definizione alquanto riduttiva.

I loro intenti si spingono ben oltre il semplice impacchettare. Christo e Jeanne-Claude cercano infatti di impregnare ogni loro atto artistico di un certo non so che di amore e tenerezza, come speciale qualità estetica aggiuntiva. Il fatto che le loro opere siano in una certa misura effimere e che siano piú vicine ad un concetto di performance ed happenings piú che non sculture nel senso tradizionale del termine, le rende speciali, scatenando nelle persone l’urgenza di vederle, di prendere parte all’evento insolito.

Un bell’esempio pratico di questa idea é offerto da Jeanne-Claude stessa nel comparare il proprio lavoro ad un arcobaleno. Il carattere speciale e magico dell’evento, nonché il suo essere transitorio e passeggero, spinge le persone  a voler assistere, partecipare, ed a farlo subito, poiché aspettare significherebbe perdere un’occcasione. Concentrare la propria attenzione sul qui e ora, focalizzndosi sul momento presente. Ritengo questa idea estremamente azzeccata parlando di genitorialità in clima natalizio. In quanto genitori consapevoli, non vogliamo certo perdere nessuna occasione, nella nostra vita di tutti i giorni, per apprezzare il carattere speciale e prezioso di ogni momento con i nostri figli. Cose che normalmente sembrerebbero normali e perfino banali devono in realtá essere riscoperte (scartate come piccoli doni) in quanto momenti magici e particolari.

E allora dobbiamo imparare a giocare con la realtá un pó come fanno Christo e Jeanne-Claude, imparare ad impacchettare mentalmente un po' tutto, per il gusto poi di scartare e scoprire ció che si nasconde all’interno, con la meraviglia, lo stupore e l’entusiasmo che hanno i nostri figli la mattina di Natale mentre aprono i pacchetti sotto l’albero.

Per l’ennesima volta mi trovo a suggerire di cercare di avere nuovi occhi, filtri speciali attraverso cui vedere le cose da prospettive inedite.

Visto che tra non molto si chiuderà anche l’anno, vi propongo un’attività da iniziare il primo gennaio e continuare per tutto il 2015, allenandosi a notare e ri-scoprire i momenti speciali. Istituite un barattolo dei momenti magici dell’anno. Un contenitore di vetro (piú o meno riciclato: un vasetto vuoto della marmellata andrà benissimo) con il coperchio potrá essere decorato insieme ai vostri bambini come piú vi piace, o anche semplicemente con l’aggiunta di un’etichetta adesiva o di un cartoncino ed un filo colorato, diventando uno scrigno dei momenti speciali. Ogni volta che vi imbattete in qualcosa di bello (un momento particolarmente piacevole in vacanza con i vostri bambini, una chiacchierata con un amico, lo sguardo di una persona incrociata al supermercato, o anche semplicemente un qualcosa della quotidianitá che siete riusciti a notare e ad apprezzare...) scrivete la data e quello che é successo su un foglietto di carta. Poi piegatelo in modo da farlo diventare piccolino e mettetelo nel barattolo. Continute cosí, accumulando bei pensieri. Invitate tutti i membri della famiglia a farlo. Alla fine dell’anno aprirete il barattolo e tutti i foglietti (un pó come scartare delle caramelle!), rileggendoli uno ad uno. Sará bello riscoprire, ricordare e condividere quello che durante l’anno ha lasciato il segno.

Spiegate ai vostri bambini il senso di questo gioco. Capiranno anche se sono piccoli e sapranno contribuire con entusiasmo, chiedendovi di scrivere i loro pensieri.

L’anno prenderá sicuramente una direzione molto positiva e consapevole, e sará un’imperdibile occasione per farvi a vicenda un dono speciale!

Consigli di approfondimento 

 Libri:

Thich Nhat Hanh "Quando bevi il té stai bevendo nuvole" Terra Nuova Edizioni

Thich Nhat Hanh "La pace é ogni passo" Astrolabio Edizioni

Thich Nhat Hanh "Semi di felicitá. Coltivare la consapevolezza insieme ai bambini" Terra Nuova Edizioni

Thich Nhat Hanh "Discorsi ai bambini" Astrolabio Edizioni

 

Vi invito inoltre a cercare informazioni circa pratiche di Mindfulness e suggerisco la Meditazione dei Sassolini, unoccasione per sperimentare con i vostri bambini la consapevolezza ed allenarsi a concentrarsi sul momento presente.

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Il bambino arrabbiato. Favole per capire le rabbie infantili.

“Una rabbia infantile cela il più delle volte una situazione di conflitto e di sofferenza psicologica. Quando un genitore si trova di fronte a tali manifestazioni spesso si sente in un tunnel: vede che il piccolo sta male ma non riesce a individuare i reali motivi che si nascondono dietro il disagio e la sofferenza del proprio figlio.

Se riusciamo a capire che un bambino si arrabbia perché sta soffrendo per qualcosa che impedisce il suo naturale processo evolutivo, è più facile anche per noi adulti cercare dentro di noi delle strade diverse per aiutarlo a sciogliere i suoi nodi.

Attraverso l’uso di favole, che prendono spunto da storie reali, questo libro offre alcuni suggerimenti per aiutare gli adulti a comprendere meglio le rabbie infantili.” 

 

autore: Alba Marcoli

editore: Mondadori (collana Oscar saggi)

La sottile linea scura

Lansdale Joe R. é un autore americano che spazia dal giallo al western, dall'horror al romanzo storico, dalla satira sociale al romanzo di formazione come 'La sottile linea scura'.

Ambientato nel Texas del 1958 è la storia del tredicenne Stanley, che lavora nel drive-in del padre e mette il naso in un segreto che doveva rimanere celato. In quell'estate avviene "la perdita dell'innocenza" di Stanley, il mondo per lui cambierà per sempre.

La 'sottile linea scura', che segna per lui la scoperta del male, del dolore e della morte insieme con l'esplosione del sesso e la consapevolezza del conflitto razziale, diventa il mezzo con cui l'autore ci fa immergere in quegli anni Cinquanta che sembrano così lontani.

Se avete letto con passione 'Il buio oltre la siepe' di Harper Lee questo è un libro che fa per voi.

Autore: Lansdale Joe R.

Editore: Einaudi

Io sono Malala. La mia battaglia per la libertà e l'istruzione delle donne

Malala Yousafzai è una ragazza nata in Pakistan nella valle dello Swat. Nel libro descrive con orgoglio la bellezza della sua terra: la natura meravigliosa, la bellezza delle montagne e delle sue acque; racconta con sguardo attento anche la storia del suo paese e del suo popolo: i Pashtun, suddivisi in varie tribù sparse nel Pakistan e nell’Afghanistan dove l’ospitalità e l’onore sono i valori fondamentali. Malala ci racconta della sua famiglia, di suo padre e di sua madre che si sono sposati per amore e non attraverso un accordo stipulato dalle rispettive famiglie.

Il padre, in particolare, figlio di un Imam insegnante di teologia, è un padre diverso dagli altri che usano violenza contro le loro mogli. Suo padre condivide ogni scelta di vita con la propria moglie. Anche il nome Malala fu scelto da lui perché era il nome di un’eroina afghana che nel 1880 incitò le truppe del suo paese che stavano per essere sconfitte dall’esercito inglese: innalzò una bandiera afghana, venne uccisa, ma il suo coraggio servì a vincere una sanguinosa battaglia.

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