Nativi digitali. Approccio alla lettura

Un genitore su tre legge favole al proprio bambino perché è lui a chiederglielo, è uno dei dati emerso da un'indagine qualitativa Doxa Kids, durante il convegno “L’App o il libro della buonanotte. Come cambia la lettura per i più piccoli”  tenutosi presso Più libri più liberi, la Fiera nazionale della piccola e media editoria.

 

I genitori dicono  di raccontare le favole ai figli per aiutarli a sviluppare le capacità e il linguaggio, ma per le mamme raccontare una favola al bimbo equivale soprattutto a passare del tempo di qualità con il proprio figlio. La mancanza di tempo è il motivo principale per cui i genitori non raccontano o leggono storie ai propri figli, sono i papà a citare più spesso questo motivo.

Per 8 mamme su 10 (79%) e per 6 papà su 10 (59%)  il libro di carta è lo strumento privilegiato per leggere o raccontare storie ai propri bambini, ma c'è oggi un margine anche per le nuove tecnologie, il 7% usa dvd e App su tablet e smartphone.

Il 30% delle famiglie italiane con bambini dai 0 ai 13 anni possiede almeno un tablet, l’82% di questi lo fa usare al figlio (in media 4 volte alla settimana e per sessioni medie di un'ora).

Il tablet sta quindi cambiando l'approccio alla lettura dei “nativi digitali” e, in molti casi, un'App potrà affiancare un libro di carta.

Attenzione però, i medici dell'American Academy of Pediatrics (AAP) riuniti a San Diego per il congresso nazionale, sconsigliano l’uso dei tablet e schermi elettronici prima dei 2 anni di età. Sí ai giochi e le App a misura di bambini più grandi, ma non per più di 1 o 2 ore al giorno e, sempre, con la supervisione di un adulto. "La cosa peggiore che può succedere oggi è negare ai bambini l'accesso al mondo digitale ma la seconda cosa, più pericolosa ancora, è quella di dargli un accesso illimitato" dichiara Donald Shifrin dell'AAP.

Sono sulla stessa lunghezza d’onda gli specialisti della Società italiana di pediatria (SIP); il presidente Giovanni Corsello sottolinea "I pediatri non vogliono demonizzare l'uso di tali dispositivi. Dai 2 anni in poi l'innovazione tecnologica permette di avere nuove opportunità e alcuni programmi, quando ben studiati, favoriscono lo sviluppo dei bambini. Va evitato invece l'abuso e che i piccoli facciano da soli. Ci vuole la partecipazione attiva dei genitori nella scelta dei programmi e nel controllo. Prima dei 2 anni di età invece va preferita l'interazione umana allo stimolo virtuale".

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Le emozioni dei bambini

"Comprendere le emozioni dei bambini significa aiutarli a crescere felici. Traendo spunti ed esempi dal vivere quotidiano Isabelle Filliozat, psicopterapeuta di fama, aiuta a capire il significato di tanti comportamenti e a trovare le parole e i modi per risolver le situazioni che appaiono più difficili.

L'autrice non dà soluzione preconfezionate, ma analizza i problemi di tutti i giorni, che lei stessa mamma, di due bimbi di 2 e 4 anni all'epoca della stesura del libro, ha provato e soprattutto non trascende da quello che sono i genitori. Per capire il bambino che abbiamo davanti occorre ascoltare il bambino che siamo stati. Le emozioni dei nostri bambini allora hanno radici profonde, quello che non sopportiamo in loro tocca le corde più intime del nostro essere.

Oltre ad esaminare sotto nuovi aspetti le problematiche più comuni dei bambini e ad offrire spunti di riflessione, Filliozat descrive quali sono le emozioni più diffuse del vivere quotidiano per aiutare a cogliere quanto c'è di gioioso in ogni attimo della vita con i figli.

Questo libro potrebbe a prima vista rientrare nel filone dell'intelligenza emotiva introdotta da Goleman (Daniel Goleman, L'Intelligenza emotiva, ed. Rizzoli, 1996), ma a mio avviso ha qualcosa in più. Oltre a "partire dal basso", nel senso che si cala nei panni della mamma e del papà, è più vicino alla nostra sensibilità europea, a cui sta stretta il libro-manuale. L'autrice cita in bibliografia Alice Miller, la psicoterapeuta zurighese che ha descritto e documentato la sofferenza inespressa dei bambini e la difficoltà dei loro genitori a essere disponibili a capirla.

Questo libro si può non amare, si può non condividere in parte o del tutto, ma sicuramente colpisce il genitore che lo legge e, oserei dire, nella maggior parte dei casi fa scaturire delle emozioni che si credevano sepolte. Nel mio caso ha rivoluzionato il mio modo di essere madre."

autrice: Isabelle Filliozat

editore: Pickwick

Ai bambini piace leggere

"Scegliendo questo libro, avete dimostrato di essere interessati all'amore dei bambini per la lettura... Spero che i miei suggerimenti possano suscitare in voi nuove idee, stimolandovi a sviluppare nuovi metodi che contribuiscano al tentativo di educare i figli alla passione per la lettura."

Lettori non si nasce, lo si diventa, ma, come c'insegna Kathy Zahler, non è detto che il diventarlo debba essere noioso, faticoso o difficile. In questo libro ci presenta cinquanta attività divertenti, facili e pratiche che possono aiutare i banbini a sviluppare un amore duraturo per i libri. Ogni attività è descritta in modo semplice ed esauriente. Le istruzioni spiegano cosa fare, che materiale procurarsi e come incoraggiare i ragazzi a voler sapere sempre di più. Un manuale utilissimo per genitori ed insegnanti.

autore: Kathy A. Zahler (traduzione di A. Zabini)

editore: TEA

La Shoah dei bambini. La persecuzione dell'infanzia ebraica in Italia 1938 -1945

Il Novecento è stato anche il secolo dei bambini, in cui è nata una cultura dell'infanzia, in cui ci si è accorti dell'importanza del vissuto infantile sullo sviluppo della persona, anche da adulta. Eppure o forse proprio per questo, nello stesso tempo, il progetto nazista ha rimosso proprio l'infanzia nella sua specificità, per estirpare le radici di una popolazione. 
L'attenzione ai bambini è necessaria per fondare un futuro di diritti e di pace, eppure anche adesso in tutto il mondo l'infanzia è violata, non rispettata, negata.

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