Quanto è bello annoiarsi, soprattutto quando si è bambini

L’infanzia è,  più di ogni altra, l’età della fantasia e la noia ne è il principale motore.

Perché la nostra società ha tanta paura del tempo non impiegato, di quei momenti in cui non si ha niente da fare?

Noi adulti passiamo le nostre giornate ad incastrare impegni; ci dividiamo  tra lavoro, commissioni e gestione dei figli e ogni minuto della settimana è  calcolato al millimetro, per evitare pericolosi ritardi sulla nostra tabella di marcia; ovviamente prevediamo anche per i nostri figli una serie di attività ben strutturate, in modo da assicurarci che sfruttino il tempo al meglio, al fine di sviluppare il più possibile le loro potenzialità.

La  nostra preoccupazione è che possano acquisire tutte le competenze di cui avranno bisogno, per muoversi al meglio nella società, quando, a loro volta, saranno adulti.

Ma può un adulto diventare tale, se non gli si dà la possibilità di crescere in libertà ?

Ci chiediamo mai se in questa corsa frenetica,  per adempiere a tutti i nostri  impegni e soprattutto a quelli dei nostri figli, lasciamo loro gli spazi, per essere dei semplici bambini?

Diamo mai la possibilità  ai nostri piccoli di esplorare le frontiere della fantasia, della scoperta del sé; quel sé, che nasce dallo stare anche da soli e magari dall’avere delle ore vuote, da riempire con le proprie idee ed i propri sogni?

Il più delle volte, quando i nostri figli vengono magari da noi, annoiati, perché non sanno come occupare il tempo, ci sentiamo in dovere di proporre loro delle attività, o di coinvolgerli  in nuovi giochi.

Come ci affanniamo, per organizzare attività a loro misura, trascorrendo anche interi weekend studiati per scacciare la monotonia! E come ci sentiamo tristi , se non vediamo i nostri figli divertiti... Quasi ci pervade un senso di colpa, per non aver fatto del nostro meglio per distrarli!

Forse questa noia, che loro provano, è spiacevole più per noi che per loro, perché ci trasmette un senso di vuoto che non sappiamo gestire, perché non sappiamo concepire un tempo non utilizzato al meglio. Ma siamo davvero sicuri che il tempo dell’adulto coincida con quello del bambino?

Se noi lasciassimo i nostri figli da soli, di fronte al vuoto della noia, senza porvi rimedio, che cosa succederebbe? Ve lo siete chiesto mai?  Accadrebbe che, finalmente, si potrebbe esprimere al meglio la loro parte bambina…si perché i nostri figli  sono dei bambini e non dei piccoli adulti, come magari siamo portati a considerarli.

E  cos’è la cosa che sanno fare meglio i bambini? È ovvio: giocare! Ma giocare senza che qualcuno dall’esterno decida per loro tempi e modi.

Il cosiddetto gioco spontaneo, quello, per intenderci, praticato dai piccoli sin dall’asilo nido, che a noi adulti sembra che non porti a nulla, perché non trasmette  nuove nozioni ai nostri bambini, né permette loro di acquisire nuove abilità.

Proprio questo tipo di gioco, per i più piccoli, è fonte di grande soddisfazione.

Attraverso questa attività si ricaricano, elaborano le esperienze vissute nella giornata e sperimentano se stessi e la loro capacità di risolvere i problemi inattesi che gli si presentano. Ecco perché bisognerebbe lasciarli liberi di giocare.

Noi genitori non dovremmo preoccuparci più di tanto di intrattenerl. Ricordate quando, 40 o 50 anni fa, i bambini, dopo aver assolto agli impegni scolastici, andavano a giocare in cortile, liberi di esplorare e di compiere le  loro grandi e nuove avventure ? Perché anche noi non lasciamo che vadano in cortile ?

Ovviamente la nostra realtà non è più quella di un tempo, come anche non sono più gli stessi i cortili di oggi. Ma, pensateci, ai nostri figli non serve per forza un cortile vero e proprio, ma un cortile metaforico, magari la loro stanza può diventare un cortile, o un altro angolo della  casa, o qualsiasi altro spazio; basta avere il coraggio di lasciarli a tu per tu con la noia, avere fiducia che se la caveranno, anche senza il nostro intervento.

Permettiamo che i nostri figli vivano nel caos disorganizzato, dove la loro fantasia  faccia da padrona e vedrete quanto svilupperanno le loro potenzialità; meglio perfino di quanto fanno, quando li portiamo ad un corso di inglese, o di nuoto, o di musica.

E questo corso per imparare ad annoiarsi, non costa neanche un euro; un bel risparmio in questi tempi di crisi! E  se poi, mentre loro si annoiano divertendosi, ci prendessimo anche noi quel tempo per oziare? Sarebbe veramente un’esperienza unica e rigenerante.

Allora non ci resta che provare!

 

Ilaria Sacchetti per Officina Genitori

 

L'autrice: laureata in lettere e filosofia, specializzata in biblioteconomia presso la Scuola Vaticana di Biblioteconomia, è scrittrice esordiente di saggi educativi di psicologia infantile. Sito web: http://ilariasacchetti.jimdo.com/

 

 

Indirizzo Sito Web:  http://ilariasacchetti.jimdo.com/ 

Pin It
Accedi per commentare

Libri di Marcello Bernardi

Leggi tutto...

Ti mangio!

Mentre si avventura in bici per i boschi, insieme alla sorella Sara, il piccolo Leo viene inghiottito all’improvviso da un grande e pelosissimo mostro: il temibile INGHIOTTONE dei BOSCHI!

Sara, senza perdersi d’animo, si lancia all’impazzata sulla sua bicicletta in un’operazione di soccorso ma proprio mentre sta per raggiungerlo, quel tondo mostro vorace viene inghiottito a sua volta da un mostro ancora più grande: un enorme GNAMMETE ALATO! Sara non si dà per vinta, accelera sulla sua bicicletta, ma mentre sta per raggiungere lo Gnammete Alato, un gigante ACCHIAPPONE MARINO balza fuori dal mare e se lo pappa in un sol boccone!

Ma non può immaginare che un mostro ancora più grande, il celebre SLURPANTE SPINATO, abbia già messo gli occhi su quell’enorme e prelibato... ehm... bocconcino marino!

Come farà Sara a tirar fuori Leo da tutte quelle voraci fauci?! E sembra non esserci mai fine, perché ecco balzar fuori perfino un immenso e affamatissimo ZOMPONE DAI DENTI A SCIABOLA!

Ora basta! Bisogna intervenire! E con astuzia e intraprendenza i due fratellini riusciranno a trovare una soluzione davvero geniale! I mostri, anche quelli più grandi, sono avvisati: mai sottovalutare l’intelligenza, la fantasia e la furbizia dei bambini!

Il libro, TI MANGIO! di John Fardell, edito in Italia dal Castoro, ha vinto come Miglior libro nella sezione “Crescere con i libri” nell’ambito della 4^edizione del premio Nazionale Nati per Leggere (Miglior libro per bambini tra i 3 e i 6 anni, relativo al tema "Il coraggio"), con la seguente motivazione:

Per la scintillante inventiva che dimostra come chi ha coraggio sa tenere gli occhi ben aperti sulla realtà senza chiudere quelli della fantasia.

 

autore: John Fardell

editore: Il Castoro

TANDEM, due storie che viaggiano insieme

Si dice spesso che il piacere di leggere cresce leggendo. All'inizio però non sempre le cose sono facili per i piccoli lettori alle prime armi. Diventa quindi fondamentale aiutare i bambini a non spaventarsi davanti ad un libro facendo in modo che invece ne siano attratti sentendo il desiderio di toccarlo, sfogliarlo, leggerlo. Impareranno così che i libri sono contenitori di emozioni che aiutano a fantasticare e noi saremo riusciti a trasmettere il desiderio e il piacere della lettura.

Leggi tutto...