Lo sviluppo del linguaggio nel bambino

Il linguaggio è una nostra prerogativa e non esiste in nessun altro essere vivente un qualcosa di simile per complessità e livello di elaborazione: si comunica per mezzo di un codice complesso, cioè di una lingua. Nei bambini molto piccoli, che non sanno ancora parlare, l'ascolto assume un'importanza fondamentale nell'apprendimento delle successive abilità, essi esplorano l'ambiente esterno utilizzando il corpo come veicolo per produrre e interiorizzare i suoni che sentono, utilizzando più canali per interagire con ciò che li circonda.

Un indice importante dello sviluppo linguistico è rappresentato dal numero di parole che il bimbo sa produrre. All'età di due anni riesce ad usare circa cinquanta vocaboli: questa capacità cresce rapidamente, anche in base agli stimoli offerti dalla famiglia e dalla scuola. Dai tre ai sette anni i bambini accrescono fortemente le loro competenze linguistiche a livello di comprensione, produzione delle strutture e ricchezza di lessico. Naturalmente, ognuno ha tempi e ritmi diversi di sviluppo, anche se in genere intorno ai quattro anni sono normalmente in grado di capire e farsi capire. Ogni lingua è costituita da una serie di fonemi, disposti ed organizzati tra loro, e la padronanza fonologica è la capacità di percepire e riconoscere la diversità dei suoni e dei significati di ogni parola, pronunciando e usando questa differenza in maniera adeguata alle diverse situazioni (la lingua italiana ne comprende 26). 
I bambini che non hanno ancora raggiunto questo obiettivo, tendono a sostituire lettere simili, come la v al posto della f, oppure la d al posto della t, ad omettere parti di parola o lettere, ad invertire certe sillabe nella parola, esempio poto al posto di topo, avere difficoltà nel riconoscimento e nella costruzione di rime.

Per aiutarli a stimolare lo sviluppo del linguaggio, specie se molto piccoli, si può iniziare dalla lettura ad alta voce di fiabe, racconti, filastrocche e ninna nanne, cercando di individuare spazi e tempi dedicati, come un ambiente tranquillo e un rituale di buonanotte. Nel rivolgersi al bambino, utilizzare parole semplici, iniziando da sequenze di suoni onomatopeici (din don dan fa la campana, pio pio fa il pulcino, bau bau fa il cagnolino), pronunciandole in modo chiaro e lentamente, ripetendole più volte se il piccolo non risponde. 
Le filastrocche, le conte e le ninna nanne permettono di far recepire al bimbo ritmo e musicalità, aiutandosi anche attraverso il corpo, con movimenti a destra e sinistra, e viceversa, alzando e battendo le mani o i piedi, lavorando sulla loro capacità di inventare brevi storielle, partendo dall'osservazione di una serie di immagini illustrate. Molti libri in commercio, dedicati in special modo alla prima infanzia sono ricchissimi di questo tipo di materiale.

Esempi di conte: L'uccelin che vien dal mare/quante penne può portare/può portarne almeno ventitré/uno due tre/stai sotto proprio te.

Esempi di filastrocche: Bolli bolli pentolino/fa la pappa al mio bambino/la rimescola la mamma/mentre il bimbo fa la nanna/guarda, guarda il can che scappa/si è portato via la pappa!/Via la pappa al mio bambino/per portarla al cagnolino/cagnolin tutto contento/se la pappa in un momento/se la pappa e fa bubù/e la pappa non c'è più!

Esempi di ninna nanna: Stella stellina/la notte si avvicina/la fiamma traballa/la mucca è nella stalla/la mucca e il vitello/la pecora e l'agnello/la chioccia ed il pulcino/ognuno ha il suo bambino/ognuno ha la sua mamma/e tutti fan la nanna.

Pin It
Accedi per commentare

L’ora di lezione. Per un’erotica dell’insegnamento

Non sono più rami storti da raddrizzare e nemmeno vasi da riempire i nostri ragazzi che frequentano le scuole, siano esse primarie, secondarie o università . L’insegnante deve recuperare il ruolo che è indicato nella stessa etimologia  della parola “insegnare”, lasciare un segno, un’impronta importante nell’allievo, svincolandosi dal contenuto del sapere, per trasmettere l’amore per il sapere. 

Leggi tutto...

Genitori fatti ad arte. Prepararsi all'arrivo di un bambino

Questo libro è un diario, una storia, un prezioso scrigno di suggerimenti, idee, proposte, esercizi, riflessioni che accompagnano e si intrecciano al percorso che ogni donna e ogni uomo fanno nelle 40 settimane di attesa.

Dalla scoperta dell'esistenza di una nuova vita all'emozione del primo vagito.

Leggi tutto...

I figli che aspettano. Testimonianze e normative sull'adozione.

Il mondo è pieno di figli che aspettano di essere figli. Ma essere adottati non è facile, perché non è facile adottare. Eppure si fa, si deve poter fare. Carla Forcolin esplora il territorio in cui si muovono i figli che aspettano, analizza il macroscopico divario che esiste fra la disponibilità ad adottare e le adozioni attuate, scandaglia gli effetti delle nuove leggi, lascia emergere le contraddizioni che ne ostacolano o comunque ne rendono faticosa l’esecuzione.

Leggi tutto...