Quanto spazio ha la tecnologia nelle giornate dei nostri figli?

Siamo proprio sicuri che addormentarsi la sera davanti ai cartoni o stare incollati al tablet di papà, mentre si aspetta in fila di entrare al cinema o si sta seduti al ristorante, sia quello che rende più felici i nostri figli? 

 

Nelle nostre famiglie è ormai ampiamente diffusa la tecnologia, che è entrata a far parte della quotidianità di noi adulti e di quella dei nostri figli in modo preponderante; questo processo è del tutto naturale, essendo quella, in cui viviamo, un’epoca sempre più a carattere digitale.

Noi genitori siamo portati a usare i mezzi tecnologici per lavoro, oltre che per svago e spesso li lasciamo anche nelle mani dei nostri figli, per diverse ore nell’arco della giornata. 
E’ frequente, infatti, che un bambino passi parte del suo tempo davanti al pc o al tablet di mamma e papà e magari guardi un Dvd, o anche solo giochi con un videogioco studiato apposta per la sua età.

Del resto la curiosità innata, che hanno i nostri piccoli, verso le nuove tecnologie, ci porta spontaneamente a farli familiarizzare con telefonini, tablet o pc e ciò di per sé non è negativo, se avviene secondo tempi e modi adeguati ai bambini e alla loro dimensione.

Purtroppo, a volte, noi genitori proponiamo ai più piccoli l’uso degli strumenti tecnologici, quando invece essi richiedono maggiormente la nostra presenza e vicinanza. In questo modo offriamo loro certamente un diversivo, ma in realtà restano così non soddisfatte le loro reali esigenze del momento. Un esempio tipico di questo nostro atteggiamento è quando, alla fine di una lunga giornata lavorativa, capita che la stanchezza prevalga e permettiamo che i nostri figli si intrattengano con il pc, davanti al quale poi, magari, si addormenteranno anche, sdraiati sul divano.

Ci serviamo inoltre del tablet e del telefonino in molte altre occasioni, soprattutto quando è necessario  riuscire a gestire o tenere a bada le intemperanze e i capricci dei nostri figli: ad esempio in occasione di lunghi viaggi in auto, o in treno, o magari durante le cene al ristorante, quando non c’è verso di convincere i nostri bambini a stare buoni e seduti al loro posto, diamo loro qualcosa di tecnologico, con cui passare il tempo. Spesso poi, a casa, facciamo la stessa cosa, pur di poterci ritagliare un momento di riposo dalle incombenze genitoriali.

Questo è del tutto normale ed anche sano; chi di noi genitori non sogna una pausa dall’impegno di interagire con i propri bambini? E’ fisiologico sentirne il bisogno, soprattutto verso sera, quando avvertiamo maggiormente il peso della stanchezza accumulata nell’intera giornata. Perché negare la verità? L’accudimento dei figli è faticoso e non c’è quasi mai la possibilità di fermarsi a tirare il fiato... E’ così che, in alcune occasioni, ricorriamo ad ogni mezzo lecito e magari ad una diavoleria elettronica, che li distragga per più di un minuto…..ed improvvisamente avviene il miracolo! Almeno per un po’ i nostri bambini non si sentono più; ci basta osservarli, per vederli imbambolati e neutralizzati davanti ad uno schermo.

Ecco, finalmente abbiamo ottenuto la pace tanto desiderata, ma una volta riusciti nello scopo, saremo davvero sicuri di aver agito per il meglio? Ci fermiamo mai a pensare che, se i nostri bambini sono azzittiti in apparenza, nella sostanza sono in silenzio solamente perché ricevono stimoli da un’altra fonte, che non siamo noi genitori? E siamo davvero certi che questo tipo di stimolazione sia fornita loro nel modo giusto ed appropriato alla loro età ed alle loro esigenze?

A rifletterci meglio, quello, che a noi genitori sembra un semplice mezzo di intrattenimento che, come tanti altri, offriamo ai nostri figli,  in realtà produce un isolamento del tutto innaturale nel bambino, lo priva della possibilità di comunicare e lo rende solo un soggetto passivo. Anche nel caso, in cui vedessimo i nostri figli giocare in apparenza attivamente, in verità, a ben guardare, l’uso, che i bambini possono fare della loro fantasia su un pc o un tablet è praticamente ridotto a zero: seguono infatti un programma precostituito di gioco. In questa attività dov’è lo spazio per la libertà d’espressione e la possibilità di immaginazione, che sono i tratti tipici dell’infanzia?

E poi non dimentichiamo la cosa più i importante: i bambini osservano la realtà attraverso i nostri occhi, per poterla decodificare ed affrontare ed attuano un confronto costante con noi genitori, in un gioco incessante di domande e risposte. Questo meccanismo è davvero essenziale per la loro crescita e se noi adulti permettiamo che un pc, un tablet, o un telefonino si sostituiscano a noi, quale sarà il risultato finale?

Perché non proviamo a essere invece accanto ai nostri figli, o nelle vicinanze, quando giocano con il telefonino, il pc e magari iniziamo a giocare anche noi, per permettere loro di decodificare e assimilare al meglio gli stimoli, che vengono offerti dalle nuove tecnologie?

Infatti i bambini lasciati soli davanti ad uno schermo senza dubbio riceveranno stimoli in quantità, ma il più delle volte, saranno troppi, o sbagliati per la loro età, o inadeguati alle loro esigenze, perché i piccoli non hanno la capacità di discernere. E poi: dove è finita la vitalità, il chiasso festoso tipico dell’infanzia? Tutto questo ha davvero poco a che fare con l’essere bambini.

Noi genitori ci siamo poi mai chiesti se questo mettere a tacere i nostri figli, quando non sappiamo, o non vogliamo gestirli, perché questo richiederebbe energie e pazienza, sia il modo giusto di intrattenerli?

La verità è che quelli che abbiamo di fronte sono bambini, che possono crescere sereni ed equilibrati solo se viene dato loro modo di interagire con noi senza filtri, devono avere la possibilità di porre tante domande, quante ne vogliano, devono poter ascoltare a loro volta le nostre domande e i nostri racconti. Questo reciproco e continuo scambio amorevole con noi genitori deve poter avvenire sempre, perché ha una valenza affettiva molto forte per i nostri figli. Come si può pensare che una favola raccontata dalla mamma o dal papà, magari prima di addormentarsi, o anche un momento di scambio, di dialogo sincero, possano avere per i più piccoli lo stesso valore di un cartone, visto su un pc o di un gioco scaricato da internet?

Come era più naturale, quando le famiglie si riunivano a tavola e non c’erano la tv, né il telefonino acceso e si parlava o si stava anche in silenzio, ma ci si sentiva uniti nell’intimità della famiglia! Si condividevano momenti, invece di vivere come individui a se stanti, finiti per caso in una stanza, a mangiare ognuno per fatti suoi, come succede spesso oggi!

Che resterà ai nostri figli di questi anni dell’infanzia come viene vissuta oggi? Il ricordo del videogioco o del cartone animato o piuttosto, grazie a noi, custodiranno nella memoria il ricordo prezioso di quando il papà, o la mamma si attardavano con loro, prima del sonno, a leggere la favola preferita, magari per la centesima volta, o passavano del tempo a chiacchierare con loro sul divano?

Certo non si può pensare di trascorrere tante ore con i nostri figli, sempre con la possibilità di condividere bei momenti insieme; non sarebbe realistico crederlo nella società odierna e poi neanche risulterebbe sempre utile e benefico per la crescita dei piccoli, che hanno anche bisogno di trascorrere del tempo senza di noi; e non è neanche pensabile tenere lontani i nostri figli da ogni strumento tecnologico, il cui utilizzo invece è certamente stimolante.

Però come genitori dovremmo ricordarci, che niente ci può sostituire in alcuni momenti cruciali della vita dei nostri bambini.

Spesso il nostro "allontanamento" avviene soprattutto quando noi genitori vediamo che i nostri figli sono in grado di leggere da soli ed hanno appreso le prime elementari nozioni; allora, magari alle loro richieste di una favola letta da noi, rispondiamo seccati e rimandiamo questo momento.

Questo accade, perché non riteniamo sia più necessario trascorrere del tempo con i nostri bambini a leggere ad alta voce fiabe e spesso anche durante il giorno li lasciamo da soli, nella loro camera, ad affrontare il nuovo mondo di studenti, alle prese anche con le difficoltà, che comporta; insomma nell’età scolare iniziamo a trattarli un po’ da adulti, perché ci preoccupiamo di insegnar loro quanto prima l’autonomia. 
I nostri bambini però, non dimentichiamolo, sono ancora piccoli e non ci si può aspettare che un bimbo, solo perché frequenta le elementari, diventi subito grande. Allora non facciamoli crescere troppo in fretta e ricordiamoci che la cosa che più rende felici i nostri figli è godere della nostra affettuosa compagnia.

In alcuni momenti della giornata poi i nostri piccoli hanno bisogno, di ritrovarsi con noi, di sentire il calore dei loro genitori, anche fosse per un quarto d’ora e questo più che mai, quando si avvicina l’ora della buona notte; perché in quel momento i nostri figli si sentono maggiormente intimoriti, in quanto devono affrontare il distacco dalle sicurezze affettive e concrete, che li circondano durante il giorno ed affacciarsi all’ignoto mondo dei sogni, che essi non dominano appieno.
Ed è qui che entriamo in gioco noi genitori, che non dovremmo lasciarli soli davanti ad uno schermo, ma star loro vicini, manifestando il nostro affetto. Infatti la nostra voce, mentre leggiamo magari il loro libro preferito, e la nostra presenza, permettono ai bambini di ritrovare la serenità e di addormentarsi, sapendo che la mamma e il papà sono e saranno sempre accanto a loro….

E concediamoci il lusso, magari anche quando siamo al ristorante, di tenere nella giacca i telefonini e di tirare fuori dalla tasca mille altre idee, per stare insieme ai nostri figli; li faremo davvero felici!

 A questo punto è il caso di dire: “Buone favole e buona famiglia a tutti” 

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Perché non ritornare ai ritmi naturali e rilassati di un tempo quando ogni gesto era meditato e assaporato in tranquillità? Perché non riscoprire il valore positivo dell’ozio e metterlo al centro di uno stile di vita più sostenibile?

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