Tempo di vacanze! Piccoli accorgimenti per viverle al meglio con i figli

Prima di recarsi in villeggiatura con i piccoli vanno prese in considerazione soprattutto le loro esigenze.

Certamente un viaggio con i bambini non si può concepire all’insegna del non far niente, o di attività sportive estreme, più confacenti al mondo degli adulti; andrà piuttosto programmato un itinerario secondo un piano ben strutturato, dove il comune denominatore dovrà  necessariamente essere la serenità dei figli e il mantenimento dei loro ritmi vitali.

Per ottenere questo risultato, per prima cosa, prima di organizzare una vacanza, va considerata l’età dei propri figli, per poter fornire loro gli stimoli  più appropriati; ma  è anche essenziale prepararli al viaggio che si sta per affrontare e, se possibile, anche coinvolgerli nella pianificazione in modo da permettere loro di abituarsi gradualmente al cambiamento, che sosterranno a breve.

Basterà introdurre l’argomento  un mese o due prima della partenza, facendo attenzione però a non fornire troppi dettagli, per evitare che l’immaginazione dei piccoli galoppi in senso negativo e diventi quindi controproducente al successo della vacanza.

Altro elemento importante è considerare che, prima dei sette anni, per i bambini sarebbe meglio ritornare sempre nello stesso luogo di villeggiatura, poterlo riconoscere; insomma è fondamentale per i vostri figli ritrovare dei punti di riferimento famigliari, costituiti sia dall’ambiente, che dagli oggetti; un luogo di cui essi hanno viva memoria. Un posto, magari, che non vedono l’ora di raggiungere, perché negli anni precedenti hanno stretto anche amicizia con altri bimbi.

Infatti, per i piccoli dai quattro ai sette anni è fondamentale sentirsi in vacanza come a casa propria e dominare l’ambiente circostante, che  è conosciuto e prevedibile.

Già dai sette anni, invece, gli orizzonti dei bambini si allargheranno  e si potranno allora proporre loro delle mete alternative di vacanza.

Altro fattore da non sottovalutare mai, quando si viaggia con i bimbi, soprattutto in età prescolare è la durata del viaggio, che non deve mai essere eccessiva.

Molto importante, inoltre, sarà  il mezzo di trasporto prescelto, per raggiungere la destinazione.

Il mezzo più disagevole in assoluto per i più piccoli  è certamente l’aereo, perché prevede scali, trasferimenti e il fastidioso disagio alle orecchie, in fase di decollo, o atterraggio, senza contare le diverse ore da trascorrere seduti, in un ambiente comune, dove i bambini potrebbero disturbare i vicini, se alzano la voce, o si agitano.

Oltre a questo, lo spostamento in aereo inevitabilmente comporta l’alterazione dei ritmi giornalieri dei piccoli, come l’orario dei pasti e del sonno; dunque si dovrebbe cercare di privilegiare un viaggio  della minor durata possibile e utilizzare se possibile un altro mezzo di trasporto, come ad esempio il treno, che offre più spazio ai piccoli e maggiore possibilità di distrazione.

Anche l’auto è un mezzo valido; offre infatti maggiore intimità alla famiglia e quindi dà la possibilità di parlare liberamente con i bambini e di cantare, per distrarli, o colorare e contare le auto, o gli animali, che si vedono lungo il tragitto, ovviamente bisognerà prevedere delle soste adeguate, per permettere ai piccoli di scaricare le energie accumulate e sgranchirsi le gambe.

Una volta partiti per il tanto atteso luogo di vacanza, i genitori non dovrebbero mai dimenticare di rispettare quelli, che sono i ritmi vitali dei bimbi; quindi vanno mantenuti con scrupolo l’orario dei pasti e del sonno e le giuste pause tra i momenti di gioco, di attività e di riposo; questo perché il ricorrere degli orari fissi e la routine hanno il potere di infondere molta serenità e senso di sicurezza nei bambini e di allontanare il pericolo di estenuanti capricci, dovuti alla stanchezza psico-fisica dei piccoli.

Ovviamente sarebbe consigliabile evitare anche gli eccessi, sia per quel che riguarda gli sbalzi di temperatura troppo bruschi, che per le vacanze troppo stancanti,  dove siano  previsti sforzi fisici intensi, come le  lunghe escursioni, non bisogna dimenticare mai  che  l’esigenza di riposo è  vitale per i piccoli.

Per ogni evenienza poi, sarà meglio portare un bagaglio a mano, con creme protettive, cappellini, medicine essenziali di pronto intervento, qualche indumento di cambio e qualche vestito per coprirsi, se necessario, e poi dei giochi e libri per intrattenere i piccoli.

Non va poi dimenticato l’ultimo e fondamentale ingrediente, per assicurare la riuscita delle vostre vacanze, la coesione familiare, che verrà favorita dalla stretta convivenza, che si genererà,  grazie alla dimensione unica del viaggio, dove anche i ruoli genitoriali diventeranno maggiormente  interscambiabili.

I piccoli così potranno  giovarsi della presenza sia di mamma, che di  papà ventiquattro ore su ventiquattro; la prima parola d’ordine dunque, per trascorrere una bella vacanza, sarà  la condivisione famigliare e la gioia di passare i momenti della giornata tutti insieme.

Non resta allora che augurarvi buon viaggio!

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Il bambino perduto e ritrovato. Favole per far la pace col bambino che siamo stati.

“Gli adulti ritengono comunemente di poter pensare e agire in modo libero nei loro comportamenti abituali, mentre in realtà sono spesso condizionati dal bambino che sono stati, con la sua vitalità e creatività, ma anche con le sue realtà irrisolte, che possono interferire con le loro attuali relazioni, quella con i figli innanzi tutto.


Forse nel desiderio di evitare, ai figli, fatiche eccessive, gli adulti a volte spianano loro troppo la strada, impedendogli così di confrontarsi con le difficoltà che invece aiutano a crescere e a rinforzarsi: Altre volte, anche, aspettano da loro quei successi che invece a loro sono mancati e che consolino la loro basa autostima, e questo complica la vita sia a loro che ai figli.


Questo libro vorrebbe aiutare noi adulti, sempre attraverso delle favole costruite su molte storie reali condensate in una, a cercare di evitare che le ombre del nostro passato interferiscano troppo con la nostra relazione con i bambini e i ragazzi condizionandoli eccessivamente e involontariamente nelle loro scelte e nella disposizione mentale con cui affronteranno la vita.”

autore: Alba Marcoli

editore: Mondadori (collana Oscar saggi)

 

Il fanciullo difficile

E' uno dei primi libri scritti dal pedagogista scozzese Neill, ma è già ricco di quelle tematiche rivoluzionarie in campo pedagogico che fecero dell'autore un punto di riferimento per tutti coloro che, nei decenni successivi, vollero cercare strade alternative ad un'educazione autoritaria e repressiva.

Alexander S. Neill è il creatore della scuola di Summerhill, dove i bambini sono liberi di fare quello che vogliono, senza che l'autorità dell'adulto imponga le sue regole di morale e di condotta. A Summerhill non ci sono punizioni per chi si comporta male, e le regole del vivere insieme sono regole sociali, dettate dalla stessa comunità, formata dai ragazzi.

Il libro è scritto nel 1927, può sembrare datato per certi aspetti, ma alcune idee sono davvero interessanti e meritano uno spunto di riflessione. Il titolo "il fanciullo difficile" non tragga in inganno, anche se l'autore prende spunto da casi di ragazzini con problemi le sue riflessioni hanno valenza universale: "[...]non vedo che una via per l'educazione: dire coraggiosamente che noi adulti non sappiamo cosa sia l'educazione; confessare che noi ignoriamo cosa sia il meglio per un fanciullo[...]" e ancora "[...] nessun uomo è tanto buono da poter dire a un altro come deve vivere; nessun uomo è tanto saggio da poter guidare i passi di un altro". 

Il libro è preceduto da un saggio introduttivo di Annalisa Pinter, che fa notare come in quest'opera, ancora più che in Summerhill, l'autore cerchi di costruire una teoria organica. A volte, dice sempre la Pinter, "non vi è molto impegno nel cogliere l'eziologia dei problemi" e certo non fornisce una metodologia di analisi e intervento.

E' chiaro che non è un saggio pedagogico che possa illuminare un genitore in crisi: ma è un arricchimento, anche storico per chi si interessa di tematiche sull'educazione e sulla scuola. Summerhill è lontanissima dal concetto di scuola a cui siamo abituati, ma proprio per questo vale la pena sognare, perché tutti noi, nella nostra infanzia abbiamo sognato una scuola così. Ma la realtà è un'altra cosa.

autore: Alexander S. Neill

editore: La Nuova Italia (collana Classici dell'educazione contemporanea)

[Copertina del libro non disponibile] 

Una bambina

Una bella bambina con grandi problemi emotivi e con una grave situazione familiare e di disagio viene accolta in una classe speciale da un'insegnante specializzata a seguire bambini con difficoltà, con fragilità emotiva.

Torey Hayden racconta questa esperienza con grande partecipazione ed emozione; il coinvolgimento per chi legge è davvero grande: si prova rabbia, speranza, apprensione e commozione per i progressi di questa bambina. Il libro si legge tutto d'un fiato e l'empatia che l'autrice mostra per questa bambina è totale. La Hayden è specializzata in psicopatologia infantile e i bambini che descrive nei suoi libri, i "suoi" bambini, sono provati da terribili esperienze di abbandono, violenze sia fisiche che morali. Eppure rimangono pur sempre dei bambini e le loro emozioni ci coinvolgono e ci accorgiamo che sono anche le nostre.

Autore: Torey L.Hayden

Editore: Corbaccio