Bibliografia. Sfruttamento minorile

Quello dello sfruttamento dei minori è un dramma nel dramma. Le agenzie Onu riscontrano ogni anno un aumento del numero di bambini e adolescenti (maschi e femmine) che ne sono vittime.

Lo sfruttamento del lavoro minorile non è solo un drammatico fenomeno dei paesi più poveri, riguarda anche paesi ricchi come il nostro, dove è causato dalla povertà e dalla carenza di lavoro dignitoso per gli adulti, da una scarsa protezione sociale e dall’impossibilità di garantire a tutti i minori la frequenza scolastica fino all’età del primo impiego. Il fenomeno colpisce ragazze e ragazzi nelle stesse proporzioni.

 

Di seguito alcune proposte di lettura, storie che hanno come protagonisti bambini o ragazzi sfruttati e dai diritti negati.

 

Età di lettura: da 8 anni.

 

M.T. Andruetto “Il paese di Juan” Ed Mondadori, 2014

Juan e i suoi genitori vivono in campagna, coltivando la terra e allevando mucche. Ma il destino si accanisce su quella semplice serenità: disastri naturali e leggi scriteriate li portano a perdere tutto. La famiglia deve trasferirsi a Villa Cartón, dove l'unica prospettiva è raccogliere carta e cartone da riciclare. Sopravvivere lì è ancora più difficile. Finché Juan conosce Anarina, una bambina della sua età, con una storia simile alla sua. E dal momento in cui le loro vite si incrociano, il futuro comincia a sorridere. 

L. Terranera; G. Floris “Storie di bimbi senza storia” Ed. Lapis, 2004

Storie di bambine e di bambini hanno ispirato le immagini e le immagini hanno evocato le parole. Lorenzo Terranera (illustratore e scenografo) e Giovanni Floris (giornalista e conduttore televisivo) ci offrono una visione forte e toccante dei diritti negati all’infanzia, in cui l’immagine denuncia il reale e la parola si riappropria del diritto violato, della sua imprescindibile necessità di essere ristabilito.

 

Età di lettura: da 9 anni.

 

V. De Marchi “Le arance di Michele” Ed. Piemme, 2013

Angela, insieme alla mamma, ai fratellini e al nonno, lascia il Veneto per imbarcarsi su una nave diretta a New York, dove li aspetta il papà emigrato in cerca di lavoro. Durante il viaggio conosce Michele, un ragazzo siciliano dal destino più sfortunato del suo: è stato venduto dai suoi genitori a un uomo senza scrupoli. Angela farà di tutto per aiutarlo.

R. Anglisani; M. Maglietta “Giungla. Dieci bambini perduti nella giungla di una grande città” Ed Rizzoli, 2013

La città può essere una giungla. Lo sa bene Muli, un ragazzino dell'Est costretto a venire in Italia a mendicare. Lavora alla Stazione Centrale e condivide una vita fatta di dure giornate passate a chiedere l'elemosina e rubacchiare con altri ragazzi schiavi come lui: tra di loro Nina, la sua amica più cara. Il capobranco è Shirkan, un uomo crudele come una tigre rabbiosa che esercita il suo potere sui piccoli schiavi alternando botte e privazioni. Ma un giorno Muli si ribella, riesce a fuggire e grazie all'aiuto di Baloon, un ingegnoso senzatetto, si sottrae alle grinfie di Shirkan. Il bar di Baghera, una donna dalla pelle nera e dall'animo gentile, è un bel posto dove tornare piano piano ad amare la vita, quella vera, fatta di lavoro pulito, amicizie, progetti. Ma Nina è rimasta tra le grinfie di Shirkan. E Muli non può dimenticarla... 

G. Rodari “Piccoli vagabondi” Ed. Enaudi, 2010

Angela, insieme alla mamma, ai fratellini e al nonno, lascia il Veneto per imbarcarsi su una nave diretta a New York, dove li aspetta il papà emigrato in cerca di lavoro. Durante il viaggio conosce Michele, un ragazzo siciliano dal destino più sfortunato del suo: è stato venduto dai suoi genitori a un uomo senza scrupoli. Angela farà di tutto per aiutarlo. I fatti raccontati in questo romanzo sono quelli dell'Italia appena uscita dalla seconda guerra mondiale e il percorso di formazione dei tre ragazzi protagonisti si muove fra gente disperata o cinica, entra nelle lotte dei contadini per la terra, vive il dramma dell'alluvione del Polesine. Il realismo delle situazioni, però, non nasconde l'ispirazione vera del Rodari più noto, quella che lo rende capace di vedere, al di là delle sofferenze, un barlume di speranza affidato sempre alle nuove generazioni.

S. Arenal ”Non c'è tempo per giocare” Ed. Zoolibri, 2007

50 brevi storie di bambine e bambini. Lavoratori in fabbrica, venditori ambulanti, prostitute, lavoratori edili, raccoglitori di rifiuti. La sociologa Sandra Arenal ha intervistato bambine e bambini e raccolto materiale che ci mostra una faccia della nostra società che non vorremmo esistesse.

A.Melis “Una bambina chiamata Africa” Ed. Piemme, 2005

Robin è appena decollato da Parigi. Destinazione: Africa, dove finalmente rivedrà suo padre, volontario di Medici Senza Frontiere. Per colpa di una tempesta improvvisa, però, l'aereo precipita in mezzo al nulla, nella foresta della Sierra Leone. È qui che Robin incontra Sia, nome in codice Capitan Africa, una bambina-soldato strappata al suo villaggio e costretta a combattere con i guerriglieri. Insieme dovranno intraprendere un viaggio pieno di pericoli ma, in quella terra lontana da tutto e da tutti, nascerà un'amicizia che li cambierà per sempre...

W. Gita“La storia di Velu e Jaya che raccolgono rifiuti” EGA Edizioni Gruppo Abele 2001

La storia di Velu e Jaya che raccolgono rifiuti è una mescolanza di realtà e finzione, basata sulla reale esperienza dei bambini che raccolgono rifiuti in una grande metropoli indiana. Velu lascia il suo villaggio per andare a Chennai. Inizia a lavorare con Jaya, una vivace bambina ragpicker, raccoglitrice di rifiuti. La vita sulla strada è difficile e piena di pericoli. Jam Bazaar Jaggu, il furbo Re dei Rifiuti, e Dorai, il terribile "prestadenaro", creano a Velu i maggiori problemi... La storia è arricchita da alcuni box di approfondimento su problemi quali il lavoro minorile, i diritti dei minori, i rifiuti e il riciclaggio.

 

Età di lettura: da 11 anni.

 

F. D’Adamo “Dalla parte sbagliata. La speranza dopo Iqbal” Giunti Junior 2015

Il 16 aprile 1995 veniva assassinato il tredicenne Iqbal Masih operaio, sindacalista e attivista pakistano che aveva portato alla ribalta del mondo la tragedia dello sfruttamento minorile nel suo Paese. La sua lotta aveva sensibilizzato l'opinione pubblica sui diritti negati dei bambini lavoratori pakistani, contribuendo al dibattito sulla schiavitù minorile e sui diritti dell'infanzia. La tragica ed eroica vicenda di Iqbal è stata raccontata con delicatezza e passione da Francesco D'Adamo nel romanzo best seller tradotto in tutto il mondo ''Storia di Iqbal'', nel quale l'autore aveva affiancato al protagonista realmente esistito alcune figure di fantasia, tra cui Fatima e Maria, piccole schiave che lo seguono nella ribellione e nella lotta. A vent'anni da quella morte la piaga dello sfruttamento del lavoro e il dramma dei diritti negati ai bambini non sono sconfitti. Nel suo nuovo romanzo per ragazzi ''Dalla parte sbagliata. La speranza dopo Iqbal'' Francesco D'adamo ci porta a seguire, a dieci anni dalla morte di Iqbal, le vite di Fatima e Maria, ormai ventenni. Una, Fatima, emigrata in Italia, lavora come domestica e vive sradicata in una terra che non l'accoglie, l'altra, Maria, rimasta in Pakistan, continua la lotta per i diritti, scontrandosi oltre che con lo sfruttamento economico, con il fondamentalismo. Entrambe si troveranno ad affrontare in un viaggio parallelo nell'ingiustizia e nello schiavismo, trovandosi a constatare quanto la guerra contro i diseredati e gli sfruttati abbia allargato i propri confini. Questo non impedirà alle due ragazze, ciascuna nel suo Paese, di reagire, ribellarsi e lottare, con lo stesso coraggio e tenacia del giovane sindacalista. Una forza e una tenacia che appartengono, ci dice D'Adamo, alle nuove generazioni, che non si arrendono e continuano a lottare.

P.Variale “Ragazzi di camorra” Ed Piemme, 2015

Antonio ha dodici anni e a Scampia, il quartiere dove vive, sono già abbastanza: è il momento di entrare nella criminalità organizzata per cominciare la carriera di camorrista. Ma se a Scampia tutto questo è normale, Antonio, invece, spera ancora in un'altra vita. E, proprio quando si sta guadagnando la fiducia del boss, conosce Arturo, un insegnante che tenta di diffondere la cultura della legalità nel quartiere. Iniziando a frequentare il suo "rifugio", Antonio scopre quell'infanzia che gli era stata negata.

F. D’Adamo ”Oh, freedom!” Ed. Giunti Junior 2014

Tommy, 11 anni, è uno schiavo, insieme alla sua famiglia, in una piantagione di cotone, ma sogna di poter essere un giorno libero. Dopo aver conosciuto Peg Leg Joe, uno strano soggetto che lo introduce alla musica degli spirituals e agli ideali di libertà, fugge seguendo Peg Leg Joe e il suo banjo, lungo quella che viene chiamata la Underground Railroad. Lungo la strada che porta alla libertà, tra pericoli e avventure, il piccolo Tommy imparerà a suonare il banjo e a cantare gli spirituals. Diventerà a sua volta una guida e dedicherà la vita a portare in salvo gli schiavi del Sud, lungo il percorso segreto della Underground Railroad.

J. Spinelli “Misha corre” Ed. Mondadori, 2013

Lo hanno chiamato ebreo. Zingaro. Ladro. Nanerottolo. Sporco figlio di Abramo. È un ragazzo che vive nelle strade di Varsavia. Un ragazzo che ruba cibo per se stesso e per gli orfani. Un ragazzo che crede nel pane, nelle madri, negli angeli. Un ragazzo che sogna di diventare uno Stivalone, con alti stivali lucidi e un'aquila scintillante sulla visiera. Finché un giorno succede qualcosa che gli fa cambiare idea. E quando davanti al cancello del ghetto si fermano i carri merci che porteranno via gli ebrei, è un ragazzo che scopre come, sopra ogni altra cosa, sia più sicuro non essere nessuno.

L. Tezner “Fratelli neri” Ed. Zoolibri, 2011

Canton Ticino 1883. Un uomo che compra bambini. Bambini costretti a lavorare come spazzacamini. Una storia vera raccontata attraverso illustrazioni in bianco e nero di H. Binder. Giorgio, 14 anni, venduto dalla famiglia e portato a Milano, riesce incredibilmente a sfuggire alla dura sorte di spazzacamino.

D. Ellis “Io sono un taxi” Ed Fabbri 2007

Bolivia, anno 2000. Diego è un ragazzino di 12 anni che da tre vive in prigione con la mamma e la sorellina. Anche il papa è detenuto in un'altra ala dello stesso carcere. Sono una famiglia povera, che si guadagnava da vivere lavorando la terra di altri e sono stati arrestati perché un giorno, andando al mercato, la polizia ha perquisito il camion su cui viaggiavano e ha trovato della droga nascosta di cui non sapevano nulla. Non essendo un vero detenuto, Diego ha il permesso di uscire di prigione, e così riesce a guadagnare qualcosa facendo il fattorino per altri detenuti. Ma deve stare attento, perché là fuori la vita è difficile e i trafficanti di cocaina sono sempre alla ricerca di giovani corrieri...

 

Età di lettura: da 12 anni.

 

F. D’Adamo “Storia di Iqbal”  Ed. Enaudi speciale 20 anni dopo, 2015

La storia vera, riproposta a vent'anni dalla morte, di Iqbal Masih, il ragazzo pakistano di 14 anni diventato in tutto il mondo il simbolo della lotta contro lo sfruttamento del lavoro minorile. Ceduto dalla sua famiglia di contadini ridotti in miseria, in cambio del prestito di 26 dollari, costretto a lavorare in una tessitura di tappeti dall'alba al tramonto, incatenato al telaio, in condizioni disumane, come milioni di altri bambini nei Paesi più poveri del mondo, Iqbal troverà la forza di ribellarsi, di far arrestare il suo padrone, di denunciare la "mafia dei tappeti", contribuendo alla liberazione di centinaia di altri piccoli schiavi. Introduzione di Gad Lerner. 

C. McCann “I figli del buio” Ed. Bru, 2010

Nathan Walker ha 19 anni quando arriva a New York City in cerca di fortuna, come milioni di altri emigranti ai primi del Novecento. I suoi sogni di gloria si infrangono tuttavia contro la durezza della vita nella Grande Mela e Nathan si ritrova a scavare tunnel sotto l'Hudson, nei grandi cantieri per la costruzione della metropolitana che congiungerà Brooklyn a Manhattan. Con lui, a lavoro in uno dei tunnel più pericolosi, ci sono altri tre uomini: Con O'Leary, Sean Power e Robert Vannucci. Un giorno l'improvvisa apertura di una falla nella galleria risucchia i quattro operai nelle acque gelide del fiume, costringendoli a lottare insieme per la sopravvivenza. L'incidente, che costa la vita al nero O'Leary, crea tra gli uomini e le loro famiglie un legame che continuerà a tenerne unite le sorti lungo tre generazioni. L'amicizia, la solidarietà e l'amore spingeranno ciascuno di loro a fronteggiare i pregiudizi, ingiustizie, miseria e dolore, in una New York spietata che col trascorrere dei decenni cambia faccia e pelle, ma agli umili continua a mostrare sempre un unico volto: quello della sopraffazione.

Vanna Cercenà “Il mistero della torre saracena” Ed Fatatrac, 2004

Un tema di drammatica attualità, lo sfruttamento dei clandestini, per un thriller appassionante in cui avventura e colpi di scena si susseguono a ritmo incalzante. L'incontro fortuito col piccolo Karim e la sua terribile storia trasforma la placida vacanza di una famiglia normale in una guerra all'ultimo sangue tra la violenza brutale di chi risponde solo alla legge del profitto e l'imprevedibile forza di chi si trova suo malgrado a combattere per i diritti degli individui e dei popoli.

 

Età di lettura: da 14 anni.

 

C. Lucarelli “Febbre Gialla” Ed. El, 2012

Ho è cinese, ha otto anni, lavora in silenzio in mezzo ad altri bambini schiavi come lui, e aspetta l'occasione giusta. L'occasione arriva: un salto da acrobata, una Lambretta stile Old Sixties e uno scontro terribile contro la 2CV di Vittorio, poliziotto al primo giorno di servizio, vent'anni, capelli rasati sulle tempie, walkman e anfibi. La fuga riprende e il duro dal cuore tenero si lancia all'inseguimento. Comincia una corsa folle, febbricitante, disperata, una discesa in un mondo oscuro e sotterraneo, eppure vicinissimo alle strade di una città italiana. Un mondo di schiavi e padroni, dove la libertà è ancora un sogno e per ottenere giustizia si deve lottare senza tregua.

F. D’Adamo “Mille pezzi al giorno” Ed El, 2011

Leo è un teppistello, finito al carcere minorile per una storia di pasticche. Quando esce trova un lavoro: sorvegliante in una fabbrichetta dove donne e ragazzi, clandestini dell'est, lavorano giorno e notte per produrre merci contraffatte. Leo vuole fare la bella vita, gli immigrati non gli sono mai piaciuti, che male c'è? Ma c'è la sua amica Maristella, che una volta era come lui ma che ora è cambiata e vuole fare una vita onesta. Al ritorno da un viaggio all'Est Leo troverà il coraggio di ribellarsi e di scegliere da che parte stare. "Mille pezzi al giorno" è la storia intensa di una presa di coscienza e di una strana, scorbutica educazione sentimentale, in una realtà dove sembra che per i sentimenti non ci sia più posto

E. La Spina “Il suono di mille silenzi” Piemme, 2009

Sua madre - una donna fredda e dura, che lei ha visto solo in rare occasioni ha partorito e abbandonato undici figli. Lei è la decima. Da subito, non ha diritto a nulla, né a una casa, né a una famiglia. Nemmeno il nome le appartiene. Perché Emma le viene assegnato dalle suore il giorno del suo ingresso nell'istituto che accoglie un migliaio di bambine come lei. Un luogo di deprivazione e di autentico terrore dove, su tutto, domina un innaturale silenzio. La vita delle piccole ospiti, del tutto priva di amore, di un qualsiasi gesto di affetto, è fatta della crudele monotonia che scandisce ogni giorno. Mai un gioco, una bambola, una fiaba. Solo regole inflessibili e punizioni corporali, cui si aggiungono più sottili tormenti e vessazioni psicologiche. Nell'istituto - i famigerati "collegi" menzionati come spauracchio a generazioni di bambini - le bimbe non hanno alcun contatto con l'esterno. Nonostante le umiliazioni, le punizioni e i soprusi che è costretta a subire, viene avviata già in tenera età al lavoro di domestica. Anche qui subirà torti e violenze di ogni sorta.

Per approfondire:

Bibliografia. I diritti dei bambini

 

Ultimo aggiornamento: maggio 2016

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Il mago dei numeri

Un libro da leggere prima di addormentarsi, dedicato a chi ha paura della matematica.

Roberto è un bambino come tanti, che odia la matematica, soprattutto perché non la capisce e gli sembra noiosa. Ma una notte gli appare un mago che lo porta in un mondo affascinante e sconosciuto.

Pian piano Roberto prende familiarità con strumenti matematici che si rivelano divertenti e comincia ad apprezzare quel mondo matematico di cui prima aveva paura. Concetti matematici anche difficili spiegati ai bambini come delle favole.

La matematica è un mostro che fa un po' meno paura.

Per Enzensberger la matematica è un mondo immaginario che riserva continue sorprese ed è capace di colpirti con la sua genialità. Questo libro, scritto per una bambina di dieci anni ma destinato ai lettori di tutte le età, ne è la prova.

autore: Hans Magnus Enzensberger - Illustrazioni di Rotraut Susanne Berner

editore: Einaudi - collana Supercoralli

La mia mamma guarirà

Questa è la storia di Alvise un bambino di sei anni e della sua mamma Maria.

Alvise racconta di alcuni episodi di vita quotidiana, l'insorgenza e la progressione della malattia della mamma. Quando la mamma ha i primi malori, Alvise è ancora piccolo e va in prima elementare, quindi vede solo i sintomi, non riesce a collegare fra loro i singoli eventi, ma ascolta con interesse e timore le parole dei genitori e dei medici.

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Bianco su nero

Note di Copertina

Mosca, 20 settembre 1968. Nell'esclusiva clinica del Cremlino riservata alla nomenclatura sovietica nascono due gemelli: il primo muore quasi subito, il secondo, Rubén, si rivela affetto da paralisi cerebrale: le facoltà intellettuali sono intatte, ma non può muovere gli arti, salvo due dita.

Dopo poco più di un anno Rubén sarà separato dalla madre (che, figlia del segretario del Partito comunista spagnolo in esilio, è stata mandata dal padre in Russia a trascorrere un periodo di "rieducazione" e lì si è innamorata di uno studente venezuelano) e rinchiuso negli speciali orfanotrofi in cui vengono isolati, e sottratti allo sguardo, quelli come lui, considerati impresentabili da una società che esalta il mito dell'uomo nuovo e dichiara di muoversi verso un radioso futuro.

Solo all'inizio degli anni Novanta Rubén riuscirà a fuggire dal suo Gulag personale e, ritrovata la madre, comincerà a raccontare la sua storia, rivelandosi scrittore vero. Perché quello che colpisce in questo libro, e si imprime nella memoria del lettore, non è tanto la cronaca di un'infanzia e di un'adolescenza trascorse all'interno di un sistema feroce, dove in nome dell'ideologia si perpetrano vessazioni quotidiane, ma la voce che trasforma l'orrore in narrazione, e lo sguardo che questo stesso orrore trasforma in immagini a volte commoventi, altre volte grottesche, altre ancora di corrosiva comicità, ma sempre potentemente tratteggiate, come lo sono del resto tutti i personaggi che attraversano la vita di Ruben: la studentessa spagnola che balla per lui senza musica in una stanza d'ospedale; il cane randagio monco di una zampa che i bambini adottano; le inservienti e le insegnanti, potenti deità femminili raramente benevole e più spesso minacciose; il ragazzo Sasa che si trascina nella neve fino all'aula per rivendicare il suo diritto a studiare; e Sergej, il ragazzo senza gambe che si allena per mesi allo scopo di poter fare a pugni con uno che le gambe le ha tutt\'e due...

Sono un ritardato. Non è un nomignolo offensivo, è semplicemente un dato di fatto. Ho un livello intellettuale troppo basso per un'esistenza autonoma, per una forma pur elementare di sopravvivenza. So fin da piccolo che il ritardo mentale può essere compensato o non compensato. Il ritardo compensato è quello per cui si ha una carenza intellettuale che ti permette comunque di vivere nella società senza dover contare sull'aiuto altrui. L'esempio standard di ritardo compensato è solitamente quello di individui con disturbi mentali che, grazie agli sforzi di dottori e pedagoghi, riescono a imparare un mestiere, magari quello di imbianchino o portinaio. Quanto a me, i pedagoghi mi hanno insegnato a risolvere equazioni complesse, i dottori mi hanno diligentemente rimpinzato di medicine e ingessato con grande zelo, ma i loro sforzi sono risultati vani. A tutt'oggi non sono in grado di sollevare un pennello da imbianchino.

autore: Rubén Gallego (traduzione di Elena Gori Corti)

editore: Adelphi