Un computer dal cuore saggio. Considerazioni educative sull’uso consapevole del computer e della rete

Scrivere una fiaba su sicurezza in internet e minori è stato un  percorso  condiviso con Mauro Ozenda esperto in materia e collaboratore  della associazione Mani colorate.

Si sono toccate tematiche delicate come la  potenzialità della rete, il rispetto e  il significato della “Netiquette”  ma anche rischi e pericoli quali la pedopornografia, cyberbullismo,  sexting, sicurezza, tutela della privacy, etc.

 

 

La storia ha come protagonista un computer che perde la memoria per un attacco improvviso di alcuni terribili virus.

Lo aiutano a recuperarla, una bimba e il suo fedele gatto, attraverso un viaggio nel bosco, tra stupore e scoperte e qualche incontro strano e quanto mai gradito.

Nella fiaba, la natura è  una fondamentale protagonista e non viene  dimenticata; le relazioni scaldano il cuore e lo rendono vita; gli ostacoli si superano se si condivide la fatica insieme;  i genitori, i nonni sono educatori attenti ma giocosi che invitano all'attenzione e a tenere gli occhi aperti.

Il racconto poi si intreccia con una parte pedagogica sul significato di "protezione", di sicurezza e modalità genitoriali di affiancamento ai bambini davanti al computer.

Concludono il testo, due decaloghi utilissimi sull’uso sicuro della rete internet e facili da fruire, uno per genitori e uno per i più piccoli.

Le illustrazioni sono di Carlotta una ragazzina, ora adolescente, che ha dipinto la fiaba quando aveva dieci anni. Colori e immagini sono istintive e quanto mai evocative.  

Ci è caro ricordare, tra le righe di questo libro, che i genitori sono esempi concreti di un uso corretto di internet e di tutte le nuove tecnologie. I figli guardano e osservano con attenzione ciò che un mondo adulto propone come "modo" di essere e di agire.

Inoltre, il mondo virtuale nulla deve togliere alla vera palestra emozionale che è quella del mondo reale e delle relazioni interpersonali, ricca fucina di esperienze condivise.

Gli animali diventano, nel racconto, protagonisti di un contatto vitale, affettivo molto prezioso.

A tutti, bimbi e adulti, auguriamo una buona lettura “insieme” magari nelle giornate calde di un’estate alle porte.

Un grazie sincero, al prezioso spazio di Officina Genitori per gli spunti  educativi proposti, utilissimi per  genitori ed educatori.

Buona lettura.

 

 

Dott. Formica Rosa Rita (Pedagogista) e Mauro Ozenda (Consulente Informatico)

 

autore: Mauro Ozenda e Rosa Rita Formica

editore: Edigiò

Per approfondire: qui!

Pin It
Accedi per commentare

Il Guerriero di Legno

Cosa siamo senza la nostra storia? Una pianta senza radici.
È così che si sente il Vecchio Albero, Guerriero di legno, quando perde la sua magica capacità di raccontare storie. Un vecchio albero è quanto di più vicino ci sia all'immagine della stabilità, della solidità. Ma se non c'è memoria, non c'è voce, ma solo un grande silenzio. L'albero guerriero non è solo, però: tutti i giovani alberi, che avevano sempre ascoltato i racconti del vecchio albero, diventano a loro volta narratori di storie, testimoni di quella memoria che è stato loro tramandata. Diventano dunque capaci di rigenerare la primavera delle parole dando così sollievo a chi non è più in grado di trattenere ricordi.

Un tema difficile, quello dell'anziano che per colpa della malattia perde la memoria, raccontato ai bambini con toni poetici, dove traspare il dolore, la malinconia ma con delicatezza e garbo, anche grazie alle splendide illustrazioni che seguono il racconto in perfetta sincronia, intonandosi alle parole. Così la pagina in cui la betulla argentata chiede una storia assume tonalità blu come l'argento, gli oggetti dai colori vivaci appaiono man mano che l'albero li descrive. Perfino il sole con la risata scoppiettante ha i raggi come popcorn. Poi arriva il vuoto e il silenzio della memoria e le pagine si adeguano, nei colori freddi dell'inverno. Non si guarisce, ma molto si può fare, e anche i colori tornano in qualche dettaglio pur rimanendo tenui e delicati.

Nel testo troviamo una felice parallelo tra i libri e il bosco. Nel nostro immaginario i libri hanno molti legami con le foreste, le biblioteche sembrano un po' dei boschi, pensiamo per esempio agli allestimenti nelle manifestazioni per ragazzi dove tantissimi libri sono appesi alle pareti con dei fili e i bambini possono passarci in mezzo, fermarsi e aprirli. 
I libri, infine, ci aiutano là dove la nostra memoria non può arrivare. Anche loro ci salvano dall'oblio e ci guidano nei sentieri del bosco.

Autore: Lorenza Farina - Manuela Simoncelli

Editore: Lineadaria editore

L’ora di lezione. Per un’erotica dell’insegnamento

Non sono più rami storti da raddrizzare e nemmeno vasi da riempire i nostri ragazzi che frequentano le scuole, siano esse primarie, secondarie o università . L’insegnante deve recuperare il ruolo che è indicato nella stessa etimologia  della parola “insegnare”, lasciare un segno, un’impronta importante nell’allievo, svincolandosi dal contenuto del sapere, per trasmettere l’amore per il sapere. 

Leggi tutto...

Il fanciullo difficile

E' uno dei primi libri scritti dal pedagogista scozzese Neill, ma è già ricco di quelle tematiche rivoluzionarie in campo pedagogico che fecero dell'autore un punto di riferimento per tutti coloro che, nei decenni successivi, vollero cercare strade alternative ad un'educazione autoritaria e repressiva.

Alexander S. Neill è il creatore della scuola di Summerhill, dove i bambini sono liberi di fare quello che vogliono, senza che l'autorità dell'adulto imponga le sue regole di morale e di condotta. A Summerhill non ci sono punizioni per chi si comporta male, e le regole del vivere insieme sono regole sociali, dettate dalla stessa comunità, formata dai ragazzi.

Il libro è scritto nel 1927, può sembrare datato per certi aspetti, ma alcune idee sono davvero interessanti e meritano uno spunto di riflessione. Il titolo "il fanciullo difficile" non tragga in inganno, anche se l'autore prende spunto da casi di ragazzini con problemi le sue riflessioni hanno valenza universale: "[...]non vedo che una via per l'educazione: dire coraggiosamente che noi adulti non sappiamo cosa sia l'educazione; confessare che noi ignoriamo cosa sia il meglio per un fanciullo[...]" e ancora "[...] nessun uomo è tanto buono da poter dire a un altro come deve vivere; nessun uomo è tanto saggio da poter guidare i passi di un altro". 

Il libro è preceduto da un saggio introduttivo di Annalisa Pinter, che fa notare come in quest'opera, ancora più che in Summerhill, l'autore cerchi di costruire una teoria organica. A volte, dice sempre la Pinter, "non vi è molto impegno nel cogliere l'eziologia dei problemi" e certo non fornisce una metodologia di analisi e intervento.

E' chiaro che non è un saggio pedagogico che possa illuminare un genitore in crisi: ma è un arricchimento, anche storico per chi si interessa di tematiche sull'educazione e sulla scuola. Summerhill è lontanissima dal concetto di scuola a cui siamo abituati, ma proprio per questo vale la pena sognare, perché tutti noi, nella nostra infanzia abbiamo sognato una scuola così. Ma la realtà è un'altra cosa.

autore: Alexander S. Neill

editore: La Nuova Italia (collana Classici dell'educazione contemporanea)

[Copertina del libro non disponibile]