La funzione del ciuccio

Quant’è importante, nella comunicazione, il non verbale…

- No, quello non si tocca, è sporco… Non si tocca… Ho detto che non si tocca… No… Nemmeno quello… Ma sei duro, eh!… Ah, va beh! No... Adesso chiamo mamma. … Ecco che chiamo la mamma

 

 

È nonna giovanotta e in tiro. D’acciaio inossidabile. Espansiva come un sammarzano, di cui porta il colore alle unghie. In piedi dappresso al nipotino. Lei che oscilla su tacchi da vertigine, lui che ha le vertigini a stare sui piedini. Serissimo e quieto dietro al ciuccio, guarda alternativamente una cassettiera dal contenuto evidentemente proibito e poi la nonna. Sporge una mano, incassa il divieto, ciuccia. Riprova, la sequenza è come sopra. Quando alza gli occhi verso la nonna vigilante ha un momento di beccheggio, d'aggiustamento nel controllo del baricentro, che da poco avrà imparato a portare da solo a spasso.

- Non si tocca, te l'ho già detto… No… Non fartelo ripetere.

So che fraintendo certamente il gesto del marmocchio, ma ammetto l'ho trovato suggestivo: tira forte un paio di succhiate, poi toglie il ciuccio e col bracciotto lo porta in alto, caracollando, per offrirlo in direzione della bocca di sua nonna.

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