La piazza

Quando gli adolescenti costruiscono la loro identità, sperimentano realtà sanamente virtuali. Che sgomentano noi adulti.

La piazza fa quadrato, con al centro un cerchio di aiuola verde, un pino di generosa altezza, un lampionazzo multiluci, lapide per un adolescente che fu scooterista, un orsacchiotto e due palloncini colorati che gli amici posero. Su un lato, il marciapiede è ampio. Nato per favore alle poche attività commerciali che ci si affacciano. Per nulla immaginando che lì si sarebbero dati appuntamento notturno fisso un mare di ragazzi.

 


Trabordano. Chiacchierano, bevono, fumano, si studiano, si cercano. Stanno. Alcuni maschi fanno i maschi da rimorchio, altri fanno quelli che passano per caso. Qualcuno in, qualcuno off, qualcuno out. Fra le ragazze prevale il look in black, con la borsa da passeggio-donna appesa a un braccio ancora un po' bambina. Molte hanno i tacchi da soiree, altre smitizzano l'abito con sneaker in tessuto. Qualcuna fa la sciolta, un jeans e scialla, ma si vede, ah se si vede, che è look studiato nel dettaglio.


C'è capello raso camicia bianca e mocassino accanto a dread su t-shirt Japan e braca larga. Chi vuole sembrare adulto, vissuto e scaltro. Chi la butta sull'esistenziale. Chi invece è più incerto tanto sull'abito che sul monaco da portarci dentro e fa un po' di tenerezza.
Sperimentano identità. Cercano condivisione, riconoscimento e apprezzamento, assai più del fumo, dell'alcol e del sesso, che pure, manco a dirlo, circolano. 
Sono reali o virtuali? A me che sto incapsulato dentro la mia vetturetta, fumando a finestrino aperto, in attesa di mia figlia, a sbirciarli dall'oblò come in uno zoosafari, sembrano ragazzi che provano a fare i ragazzi.


E d'altra parte proprio accanto a me, come in un'isola nel mare di questi adolescenti, il fioraio egiziano sta seduto al chiosco. Cicciottello, con la chierica, i baffi e un anellozzo al dito. Scucchiaia lento un gelato e intanto si asciuga col fazzolettone una lacrima. Mentre su skype saluta i figli. Come lo chiamereste questo incontro? Reale, o virtuale?


Intanto un rumorino mi richiama all'attenzione dalla parte dello sportello mio. Un cane piscia sulla ruota avanti. Si scosta un poco. Guarda me, l'egiziano, la frotta di ragazzi. Annusa dalla parte opposta della piazza, quella che tutti noi stiamo ignorando. E trotterella dritto in quella direzione. Qualcosa di totalmente reale l'ha trovato. Come accadrà a questi ragazzi. A tutti quelli che sapranno fidarsi del proprio fiuto, di ciò che a loro realmente piace e che sarà capace di metterli in cammino verso un lato nuovo, un'altra piazza. O anche solo verso una nuova notte.

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Dov'é la mia mamma?

"Ho perso la mamma!" esclama la scimmietta che si è perduta nella foresta.

"Dai, piccolino, su con la vita" dice alla scimmia la farfalla Rita. "Ti aiuto a cercarla...".

Ma Rita continua a sbagliarsi e - chissà perché - invece di mamma scimmia trova elefanti, rane, pappagalli, serpenti...

La storia, rilassante, è tutta in rima ed è divertente, oltre che didattico, scoprire che la Rita continua a sbagliarsi perchè non sapeva di dover cercare un animale somigliante alla scimmietta... dopotutto i suoi bambini, i bruchi, non sono uguali a lei, una farfalla!
Dolcissimi l'ultimo errore di Rita (trova il papà) e il ritrovo della mamma.

Per bambini di 2-5 anni.

autore: Julia Donaldson, Alex Scheffler

editore: Emme Edizioni

Nebbia di streghe

Nebbia di streghe, una bella fiaba avventurosa, avvincente e allo stesso tempo commovente, che aiuta i giovani lettori a comprendere la separazione tra genitori. 

Carletto è il protagonista di questo libro, ha sette anni e vede fra i sui genitori una nebbia grigia, che con il passare del tempo, diventa sempre più fitta, al punto tale che non riescono quasi più a parlare e ad incontrarsi.

La nebbia l’ha mandata la strega Cunegonda, perché Carletto non ha accettato di seguirla nel suo castello, dove lei lo ha invitato per una grande festa di bambini.
Carletto, rendendosi conto che la nebbia fra i genitori peggiorava decide di seguire la strega, con la speranza che questo possa servire a farla svanire.

Giunto al castello, Carletto scopre che insieme a lui ci sono tantissimi altri bambini e comincia un avventura che li porterà a sconfiggere le streghe, colpevoli di voler trasformare i bambini in streghe e streghi, e a fuggire dal castello.

Al suo ritorno a casa la gioia dei genitori è immensa ma dopo pochi giorni la nebbia ritorna, a quel punto Carletto è convinto che quello che sta succedendo accade solo per colpa sua.
Per fortuna trova il coraggio e si confida con la mamma, la quale gli spiega che a volte fra i genitori cala una nebbia che rende difficile la loro convivenza, al punto tale che non riescono nemmeno più a rivolgersi la parola.
La colpa non è certamente di Carletto, lui non c\'entra niente, può succedere che i genitori smettano di amarsi, e anche se ciò accade non smetteranno mai di voler bene ai loro bambini.
La mamma spiega a Carletto che l’unico modo per far si che la nebbia vada via è che la mamma e il papà non vivano più sotto lo stesso tetto.
Carletto è spaventato perché non sa che fine fanno i bambini che hanno i genitori che si separano, la mamma lo rassicura immediatamente, abbracciandolo teneramente e spiegandogli che i bambini staranno un pò nella nuova casa della mamma e un pò in quella del papà, in modo tale che quell’orribile nebbia non torni più.

autore: Giulio Levi

editore: Falzea Editore

Il bambino nascosto. Favole per capire la psicologia nostra e dei nostri figli.

“Sono due bambini nascosti protagonisti di queste pagine: quello che sta dietro ogni comportamento e sintomo infantile e quello che ognuno di noi adulti si porta dentro, proiettandolo spesso inconsapevolmente sui bimbi che ci camminano accanto nella vita.

Il libro vuole aiutare a scoprire attraverso la rielaborazione fantastica di effettive storie infantili come ogni comportamento, dal punto di vista psicologico, si strutturi in maniera del tutto inconscia nel mondo interno fin dai primissimi anni della nostra esistenza.

La fatica di crescere viene analizzata a partire da temi diversi (l’abbandono dell’infanzia, la nostalgia, la perdita, il tradimento, la paura), tutti ugualmente significativi del disagio infantile. Ed è così che la scoperta del mondo interno di un bambino attraverso la riappropriazione delle nostre stesse emozioni di una volta costituisce una valida chiave d’accesso al mondo dei ragazzi, per poterli capire e aiutare meglio”

autore: Alba Marcoli

editore: Mondadori (collana Oscar saggi)