Le parole sono finestre (oppure muri)

Tema: la comunicazione, sentimenti, stati d’animo, bisogni (comunicazione non violenta)

Attività: il gioco degli stati d’animo

Età: dai 3 anni in su (anche per i piú piccoli, con semplificazione e mediazione da parte dei genitori)

Opera: Ago, filo e nodo (scultura monumentale in Piazzale Cadorna a Milano)

Autore: Claes Oldenburg

 

L'opera di cui vi parlo questa volta è una scultura gigantesca, una sorta di monumento che probabilmente in molti avrete visto dal vero. "Ago, filo e nodo" si trova in Piazzale Cadorna a Milano ed è una  reinterpretazione di quell'angolo di Milano (e un pò di tutto lo spirito della Città) da parte dell'artista contemporaneo Claes Oldenburg. Io adoro Oldenburg. Adoro la sua capacità di riprodurre piccoli dettagli di vita quotidiana (una molletta da bucato, un cucchiaino, ago e filo...) stravolgendone completamente le dimensioni e trasformandoli in sculture monumentali, obbligandoci a rileggerne significati e valore.

Tra i vari significati di cui l'artista ha caricato questa sua Ago, filo e nodo vi è anche l'intento di simboleggiare la comunicazione. Prendo questo elemento in prestito (al solito!) e cerco di tradurlo in occasione educativa. Avete mai riflettuto sul vostro stile comunicativo, sulla qualità della comunicazione nella vostra famiglia? Probabilmente no, dato che non è una cosa che si fa normalmente. Ma vi invito a farlo, poichè ritengo sia estremamente utile e perfino illuminante. Per me lo è stato e questa riflessione mi ha permesso di migliorare molto il tipo di comunicazione che usiamo nella nostra famiglia (anche se è un percorso ed un processo costante e senza una fine definita!). Vorrei introdurre il concetto di Comunicazione Non Violenta (CNV), stile comunicativo definito e promosso da Marshall Rosenberg e diffuso in Italia dal Centro Esserci di Reggio Emilia.

Semplificando al massimo (per ovvia mancanza di spazio e tempo in questa sede, ma con la speranza che siate interessati ad approfondire ulteriormente l'argomento) possiamo definire la Comunicazione Non Violenta come un tipo di comunicazione basata sull'ascolto e l'accettazione dei sentimenti, delle emozioni e dei bisogni personali che stanno alla base di ogni situazione ed esperienza, piuttosto che su giudizi e valutazioni che ci sentiamo sempre in obbligo di esprimere nei confronti degli altri.

Così, ad esempio, invece di dire "...mi fai arrabbiare perchè non ascolti mai quello che dico...", la CNV ci aiuterà ad esprimere: "...mi sento frustrato perchè ho bisogno di essere ascoltato...". Ogni situazione viene interpretata solo ed unicamente dal punto di vista delle emozioni e dei bisogni della persona che parla, cosí da evitare di investire l’altro di responsabilitá negative (scatenando una risposta altrettanto colpevolizzante ed innescando un’infinita catena di comunicazione “violenta”).

Secondo i principi della CNV, comunicare in questo modo porta le persone ad accogliere il messaggio dell’altro senza leggerlo come un’accusa o una minaccia e promuove quindi un’ascolto piú profondo, lo sviluppo di una maggior predisposizione ad una comprensione empatica della comunicazione e quindi risposte altrettanto non violente.

Pedagogicamente ritengo inoltre che questo tipo di comunicazione aiuti moltissimo le persone a fermarsi a riflettere sui propri stati d’animo e sulle reali motivazioni alla base di questi, contribuendo quindi ad una maggior consapevolezza personale e piú in generale ad una miglior qualitá della vita.

Non è però una cosa semplice. Richiede tanto impegno e tanta pratica, ma soprattutto un contesto facilitante. Per questo vi invito ad approfondire e a fare in modo che la vostra famiglia diventi un ambiente stimolante in questo senso per voi stessi ed i vostri bambini. Imparare la CNV da bambini è, come ogni cosa, molto piú semplice che doverlo fare da adulti, ed è sicuramente un dono speciale che potete fare ai vostri figli (e a voi stessi!).

Per iniziare a stimolare un po' la consapevolezza dei propri stati d’animo vi propongo un gioco, una semplice attività che piace molto ai bambini ed è sicuramente utile anche agli adulti. È una cosa che vi invito a creare, ispirata ad un gioco in scatola di qualche anno fa al momento fuori produzione. Il gioco originario si chiama MOODS (stati d’animo) ed é molto semplice: i partecipanti devono cercare di recitare delle frasi (predefinite, di un mazzo di carte incluso nel gioco) simulando uno stato d'animo specifico (indicato dalle carte-stati d’animo anch’esse fornite con il gioco). Sul tabellone negli appositi spazi numerati da 0 a 9 si collocano scoperte 10 carte-stati d'animo e a turno i concorrenti si alternano nel recitare una frase -pescata a caso dal mazzo delle frasi- secondo lo stato d'animo che il dado a 10 facce indica (visto, ovviamente, solo da chi recita), mentre gli altri giocatori sono chiamati ad indovinare lo stato d'animo con il quale la frase è stata loro recitata.

 

Il gioco é facilmente ricreabile a casa (i bambini adoreranno scrivere e decorare le carte e disegnare il tabellone!), semplicemente con dei cartoncini. Per facilitarvi vi offro una lista di possibili stati d’animo:

gioioso, annoiato, infastidito, demoralizzato, divertito, frustrato, teso, imbarazzato, arrabbiato, sovraeccitato, stanco, impaziente, confuso, sollevato, innamorato, nervoso, indignato, mortificato, depresso, furente, speranzoso, incredulo, spaventato, trionfante, contento, indeciso, allibito, scocciato, dubbioso, sorpreso, timido, vergognoso, determinato, elettrizzato, romantico, sarcastico, geloso, invidioso...

Per quanto riguarda le frasi, qualsiasi cosa andrá bene, ma ve ne suggerisco alcune prese direttamente dal gioco, tanto per farvi degli esempi. Funzionano bene frasi corte un po' ambigue che caricano il gioco di una valenza comica e divertente.

Ad esempio:

Stavo russando ancora? - Non é colpa mia, è esploso da solo! - Ho una fame da lupi. - Fermati per caritá! - Essere o non essere, questo è il problema. - Sto sudando come un maiale! - Sogno o son desto? - Ho bisogno del bagno. – Roma non é stata fatta in un giorno. – Wow, che cos’é? – Ho schiacciato il dito!

Potete ovviamente aggiungerne quante piú ve ne vengono in mente, sia di frasi che di carte-stati d’animo, arricchendo i vostri mazzi. Potete partire da stati d’animo piú semplici e ben definiti, soprattutto se i vostri bambini sono piccoli, ma una volta che il gioco si é consolidato ed é diventato parte della routine famigliare, ampliatene la gamma, introducendo anche sfumature di stati d’animo piú complesse ed articolate. Datevi sempre la possibilitá di discutere e condividere le differenze tra i diversi stati d’animo e magari anche le motivazioni alla base ed i significati piú profondi delle emozioni elencate.

Vi regalerete la possibilitá di espandere il vocabolario emotivo della vostra famiglia e, divertendovi, accrescere una consapevolezza ed un ascolto profondo di voi stessi e degli altri.

 

Consigli di approfondimento

Libri: 

"Le parole sono finestre (oppure muri) . Introduzione alla Comunicazione Non Violenta" Marshall Rosenberg, Centro Esserci Edizioni

Il sito web del Centro Esserci offre un ricco ed interessante catalogo di letture incentrate sulla CNV e sulle sue diverse applicazioni nella vita quotidiana, con i bambini, nella vita di coppia. Tante risorse anche specificatamente pensate per i bambini.

In commercio ed in biblioteca inoltre ci sono moltissimi libri per bambini sulle emozioni. Usateli come pretesti per parlare di stati d’animo, bisogni e sentimenti.

 

Link: 

Centro Esserci: Il Centro organizza spesso anche seminari pratici di CNV in giro per l’Italia.

Perché non andare a rileggere l’articolo "Imparare la consapevolezza delle proprie emozioni e stati d’animo" di questa rubrica Genitori Fatti ad Arte e costruire con i vostri bambini il calendario del tempo emotivo?

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Il giardino dei giochi dimenticati

"Giocare non è solo giocare: è cercare (quello che serve per realizzare un'idea), è immaginare (qualcosa che nessuno ha mai fatto), è costruire (un oggetto che sarà per noi indimenticabile)".
In questo manuale i due autori restituiscono a genitori smemorati e a bambini curiosi i giochi che i padri e i nonni facevano per strada e nei cortili: giochi contadini, giochi rari, giochi storici, giochi dimenticati e soprattutto insegnano loro a costruirli con divertenti e dettagliate illustrazioni.

In realtà oltre a essere un libro per bambini è un libro per i loro genitori e per chi continua a essere un po' bambino; raccoglie infatti un patrimonio culturale che ci tramandiamo, e che ricordiamo con nostalgia. I giochi descritti hanno due ingredienti fondamentali: i costi bassissimi di realizzazione e la fantasia. Per dirla con le parole dell'autore: "un bambino rimane piccolo per poco tempo, poi ha tutta la vita per ricordare chi ha passato del tempo a giocare con lui".

Giorgio F. Reali è il fondatore dell'Accademia del gioco dimenticato.

La prefazione è di Stefano Bartezzaghi.

autore: Giorgio F. Reali, Niccolò Barbiero

editore: Salani

I No che aiutano a crescere

A prima vista si può pensare che questo libro presenti il "No" come strumento educativo e non come conseguenza di un normale rapporto tra le persone.

Almeno, così pare leggendo la quarta di copertina:
Un neonato strilla, un bambino vampirizza la madre, un adolescente sta fuori fino a notte fonda. Per paura di frustrarli, i genitori spesso rinunciano a educare i figli, a riconoscere i confini tra l'io e il mondo, a controllare gli impulsi, a dominare l'ansia, a sopportare le avversità. Nelle famiglie si creano cosi situazioni di disagio per la semplice incapacità di dire un no. Dovrebbe essere ovvio che in certi casi bisogna dire di no, eppure l'opinione comune è che sia meglio dire di sì. Non saper negare o vietare qualcosa al momento giusto può pero avere conseguenze negative sulla relazione tra genitori e figli, come anche sullo sviluppo della personalità dei bambini.

In realtà, il libro è un'analisi lucida e profonda del comportamento dei bambini dalla nascita all'adolescenza e del loro rapporto con i genitori. I "No" e i limiti non sono solo quelli che il genitore dice al bambino, ma sono soprattutto quelli che il genitore impara a dire a se stesso per favorire la crescita del figlio. Le ragioni del bambino sono sempre tenute in considerazione, come pure l'interazione madre-figlio. I limiti sono anche per la madre, quando non sa accettare che il figlio possa essere diverso da come lei se lo immagina, quando non accetta che possa essere autonomo, o quando interferisce con il ritmo e le sue modalità di apprendimento.

È pieno di ottimi spunti e di buon senso e, a dispetto del titolo, non è affatto un incoraggiamento a una revisione autoritaria del ruolo genitoriale.

autore: Asha Phillips (traduzione L. Cornalba)

editore: Feltrinelli

Arcobaleno fa la pace

Il pesciolino Arcobaleno e i suoi amici vivono spensierati in fondo all'oceano. Poco lontano, una bella balena blu si lascia cullare dalle onde osservandoli placidamente.

"Perché ci guarda in quel modo?" si chiedono un giorno, insospettiti, i pesciolini.

"Grande e grossa com'è, chissà quanto mangia. E se divorasse tutto quello che c'è in giro?".

Sentendoli parlare così, la balena, che in realtà stava solo ammirando le loro belle scaglie brillanti, s'indispettisce e la sua rabbia non resterà senza conseguenze...

"Dobbiamo fare la pace" decide allora Arcobaleno "perché quando si litiga si finisce per stare male tutti".

Sì, ma in che modo?

Sembrava complicato, ma quanto è semplice fare la pace! Balena e Arcobaleno parlano a lungo. La balena spiega ad Arcobaleno perché si è arrabbiata... i due ridono insieme e trovano un accordo e ben presto nessuno riesce a spiegarsi più perché quel bisticcio sia mai avvenuto.

Le illustrazioni sono ulteriormente abbellite dalle lamine rifrangenti che fanno luccicare le scaglie dei pesciolini.

Per bambini in età prescolare.

Della stessa serie
"Arcobaleno, il pesciolino più bello di tutti i mari" che insegna la felicità nel donare 
"Arcobaleno, non lasciarmi solo!", che insegna a non creare gruppi esclusivi e ad accettare anche coloro che sono diversi da noi.

autore: Isabella Bossi Fedrigotti, Marcus Pfister

editore: Nord-Sud