Bibliografia. Alzheimer. Nonni buffi che dimenticano

La diagnosi di malattia di Alzheimer stravolge intere famiglie le quali devono rivedere la propria vita e i rapporti con il familiare malato sia dal punto di vista emotivo che pratico. Quando in famiglia ci sono dei bambini l’impatto di questa malattia ricade anche su di loro, visto che molto spesso colpisce proprio i nonni, grandi compagni di gioco.

Infatti anche se i bambini sono liberi da pregiudizi, e sono in grado di rapportarsi con il malato in modo molto più spontaneo di quanto non sappiamo fare noi adulti, ci sono molte cose difficili da capire e da accettare, anche perché una malattia degenerativa può suscitare in loro paura, tristezza, rabbia e confusione.

Di seguito segnaliamo una serie di albi illustrati per i più piccini e di racconti per i più grandi, che attraverso  un linguaggio semplice ma efficace, raccontano in modo tenero alcune situazioni e fatti di vita quotidiana di nonni malati di Alzheimer.

 

Età di lettura: da 4 anni.

E.Steinkellner; M.Roher “Una nonna tutta nuova” Ed. Terre di Mezzo, 2015

La nonna di Chicca è davvero buffa: si addormenta sotto il tavolo, accende i fornelli per scaldarsi le mani, e al parco si mangia il pane secco delle anatre. Non è sempre stata così: prima viaggiava tantissimo, e aveva spesso da ridire sui capelli della nipotina. Oggi invece si lascia pettinare proprio da Chicca, e ha bisogno di aiuto per fare ogni cosa... ma è una nonna molto più divertente!

 

R. Parmeggiani; J. Vaz De Carvalho “La nonna addormentata” Ed. Kalandraka, 2015

Prima di addormentarsi, la nonna cucinava, leggeva e raccontava storie; poi ha cominciato a fare delle cose strane... Uno splendido libro per tutte le nonne e i nonni che dimenticano, per tutti i bambini e le bambine affezionati ai propri nonni e nonne.

 

Età di lettura: da 5 anni. 

R. Olmos “Calando” Ed. Logos 2015

Una vita intera che si sta perdendo (recuperando?) nella memoria di un anziano, vista dagli occhi della moglie che ogni giorno lo accompagna, lo accudisce e lo ama, per tutta la vita. Un racconto di vita quotidiana, reale, in poche immagini in cui regnano il silenzio e la solitudine, che non vuole indagare o svelare nulla, ma solo incantare gli occhi e le nostre anime con quella profonda toccante delicatezza che pochi illustratori sanno regalarci. Olmos ci apre ancora una volta le porte al mondo che si cela dietro il suo sguardo, lasciandoci una dolce malinconia che però non perde mai quella colorata e spensierata fanciullezza. Un libro da regalare ai nostri nonni, ma anche ai nostri bambini. Senza dire nulla.

 

L. Farina “Il guerriero di legno” Ed. Lineadaria, 2014

In questa fiaba c'è l'eco di mille altre storie senza tempo, nate dall'intreccio di "parole corte e lunghe, parole pepate e dolci, tristi e allegre". Una fiaba in cui gli alberi insegnano all'uomo che quanto si è seminato di buono nella vita potrà un giorno tornare utile ed essere restituito.

Il tempo scorre inesorabile, fiacca le forze, cancella la memoria, ma se ognuno ha pienamente vissuto e donato, potrà passare il testimone. Allora qualcun altro sarà pronto a ricevere l'eredità e a trasmetterla a sua volta. 

È bello pensare che i giovani, riconoscenti, raccoglieranno le esperienze dei vecchi, faranno rivivere le spente memorie, riusciranno a far vibrare il cuore guerriero che batte in ciascuno di noi.

 

Età di lettura: da 7 anni.

T. Kelley “Nonno non mi riconosce più. L'Alzheimer raccontato ai bambini” Ed Alkemia,  2015

I bambini osservano e captano tutto ciò che accade intorno a loro. Si trovano così a dover fare i conti anche con problemi che riguardano i loro genitori e nonni. L'Alzheimer, la demenza, e altri disturbi cambiano le relazioni tra i bimbi e i loro familiari. "Nonno non mi riconosce più" è la storia di un bambino che scopre poco a poco come la malattia dell'anziano familiare cambi il loro rapporto affettivo. Invece di spaventarsi e allontanarsi dal nonno, il bambino si prende cura di lui, lo rassicura e lo ama ancor più intensamente.

 

A.Papini “Le parole scappate” Ed. Coccole Books, 2014

Un bambino dislessico e una nonna malata di Alzheimer. Due vite complesse, dense, che non trovano definizione nelle parole che ai due fuggono, in modi diversissimi e altrettanto dolorosi, ma che attraverso l'arte e la narrazione si uniscono trovando la via comune dell'aiuto reciproco e della convivenza con la propria diversità.

 

W.Carriera; D. Comizzo “Le avventure di Gino pettirosso smemorino” Ed. Happy art, 2011

Gino, vivace e curioso pettirosso che non può volare. Ninì, il suo unico e grande amore; una trattoria nel bosco e tanti amici. E poi una famiglia con la quale affrontare le difficoltà che la vita riserva. Un'appassionante e magica lettura raccontata con spirito lieve, pur trattando di una malattia che a volte rende i nonni un po' "speciali".

 

A cura di Patrizia Spadin “Mia nonna è diversa dalle altre” edito dall’A.I.M.A.

Un volume illustrato che si propone di spiegare la realtà del malato di Alzheimer ai bambini tra i sette e i dieci anni, con il linguaggio delle immagini e un testo semplice e comprensibile. 

 

Età di lettura: da 8 anni.

M.Gabriella Genisi “La magia del nonno” Ed Bianconero, 2012

Un giorno, all’improvviso, nonno Ignazio dimentica la strada per tornare a casa.
Poi inizia a dimenticare tante altre cose, ad esempio come vanno a finire le storie che racconta. Un incontro tra parole e immagini semplice e intenso che descrive la forza del rapporto tra nonni e bambini, affrontando con semplicità il tema dell’Alzheimer.

 

S. Roncaglia “Facciamo che eravamo…” E. San Paolo 2006

Paolino e nonno Aldo vanno spesso a giocare ai giardini. Il nonno ha inventato il gioco del facciamo che eravamo pirati o cavalieri, cuochi o maghi. Un giorno però nonno Aldo non ricorda più la strada per tornare a casa. È l’inizio di una malattia che si chiama Alzheimer. Passa il tempo e i ricordi volano via, nonno Aldo purtroppo non riconosce neanche chi ha di fronte. Tocca a Paolino, che adesso è grande, trovare un nuovo modo di giocare con lui. Un racconto intenso e poetico che tocca il delicato argomento della vecchiaia e della malattia.

 

Età di lettura: da 9 anni. 

A.Nanetti “Mio nonno era un ciliegio” Ed. Enaudi Ragazzi, 2015

"Quando avevo quattro anni, avevo quattro nonni, due nonni di città e due nonni di campagna". Incomincia così questo libro che parla di un nonno straordinario e di un ciliegio, dell'oca Alfonsina e di suo marito Oreste, della nonna Teodolinda e delle sue "cose" morbide; e di un bambino, che non dimentica il nonno "matto" che si arrampicava sugli alberi e che lo ha reso tante volte felice.

 

Età di lettura: da 10 anni.

L. Farina “Sono erba sono cielo” Raffaello Ragazzi Editore, 2015

Emma osserva ogni cosa attraverso lo sguardo meravigliato del nonno che si posa come una carezza sulle piante, sui fiori, sull’erba. Il vecchio Giò, infatti, insegna alla nipote ad ascoltare la voce degli alberi, il canto degli uccelli e, con questi, la musica della vita. Con parole lievi piene di grazia, questa storia racconta l’esperienza umanissima della malattia dell’Alzheimer che vede sfumare i contorni di ogni certezza, ma ci ricorda anche che la potenza dell’amore resta l’arma più efficace per combatterla. Un romanzo denso di poeticità e delicatezza.

 

Età di lettura: da 12 anni. 

B. Bonfiglioli “My bass guitar” Ed. San Paolo, 2014

Noah, 17 anni, non ha mai incontrato suo padre e, da sei mesi, da quando sua madre Sara ha smesso di riconoscerlo e vive in una residenza per malati di Alzheimer, vive da solo. La sorella minore di Sara, Zia Mare, vive sullo stesso pianerottolo, l'ha preso in affido e si occupa di lui con pazienza. Noah infatti è scostante e scorbutico, a scuola si è lasciato bocciare e fatica a mantenere le relazioni con gli amici, l'unica passione che ancora lo tiene vivo è la musica: pianista talentuoso come i genitori, Noah suona il basso in una band, i Black Hole, insieme al suo amico di sempre Cristiano; con lui sta per partecipare alla selezione per il Music Village e sta componendo il pezzo inedito che dovranno eseguire davanti alla giuria. Un giorno nella classe di Noah arriva una ragazza nuova.

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Il bambino perduto e ritrovato. Favole per far la pace col bambino che siamo stati.

“Gli adulti ritengono comunemente di poter pensare e agire in modo libero nei loro comportamenti abituali, mentre in realtà sono spesso condizionati dal bambino che sono stati, con la sua vitalità e creatività, ma anche con le sue realtà irrisolte, che possono interferire con le loro attuali relazioni, quella con i figli innanzi tutto.


Forse nel desiderio di evitare, ai figli, fatiche eccessive, gli adulti a volte spianano loro troppo la strada, impedendogli così di confrontarsi con le difficoltà che invece aiutano a crescere e a rinforzarsi: Altre volte, anche, aspettano da loro quei successi che invece a loro sono mancati e che consolino la loro basa autostima, e questo complica la vita sia a loro che ai figli.


Questo libro vorrebbe aiutare noi adulti, sempre attraverso delle favole costruite su molte storie reali condensate in una, a cercare di evitare che le ombre del nostro passato interferiscano troppo con la nostra relazione con i bambini e i ragazzi condizionandoli eccessivamente e involontariamente nelle loro scelte e nella disposizione mentale con cui affronteranno la vita.”

autore: Alba Marcoli

editore: Mondadori (collana Oscar saggi)

 

Padri e Figlie istruzioni per l'uso

"[…] il cuore non deve appartenere al papà. Il cuore di una ragazza deve essere libero. Libero di diritto.
Guai a quei padri "idoli "che rendono impossibile un altro amore. Guai a quei padri così assillanti da impedire di vivere una vita propria. Guai infine a quei padri assenti che costringeranno la figlia a una ricerca lunga tutta una vita."

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Io sono Malala. La mia battaglia per la libertà e l'istruzione delle donne

Malala Yousafzai è una ragazza nata in Pakistan nella valle dello Swat. Nel libro descrive con orgoglio la bellezza della sua terra: la natura meravigliosa, la bellezza delle montagne e delle sue acque; racconta con sguardo attento anche la storia del suo paese e del suo popolo: i Pashtun, suddivisi in varie tribù sparse nel Pakistan e nell’Afghanistan dove l’ospitalità e l’onore sono i valori fondamentali. Malala ci racconta della sua famiglia, di suo padre e di sua madre che si sono sposati per amore e non attraverso un accordo stipulato dalle rispettive famiglie.

Il padre, in particolare, figlio di un Imam insegnante di teologia, è un padre diverso dagli altri che usano violenza contro le loro mogli. Suo padre condivide ogni scelta di vita con la propria moglie. Anche il nome Malala fu scelto da lui perché era il nome di un’eroina afghana che nel 1880 incitò le truppe del suo paese che stavano per essere sconfitte dall’esercito inglese: innalzò una bandiera afghana, venne uccisa, ma il suo coraggio servì a vincere una sanguinosa battaglia.

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