Filmografia. Pena di morte: in nome di chi?

Storie, testimonianze, riflessioni ed emozioni rivolte ad un pubblico di ragazzi delle scuole secondarie superiori per affrontare prima visivamente e poi criticamente, nelle aule o nelle case, un argomento non certamente nuovo, ma ancora di grande attualità se si pensa che nel 2015, nonostante i grandi progressi compiuti nella direzione dell’abolizione o della moratoria, 37 paesi nel mondo mantengono nella loro legislazione la pena di morte e tra di essi figurano 6 democrazie liberali (Fonte: www.nessunotocchicaino.it )

 

Sei film sono tratti da casi realmente accaduti:

Nel documentario Into the Abyss il regista Werner Herzog parla direttamente con due giovani finiti nelle carceri texane complici di uno stesso omicidio multiplo, Jason Burkett e Michael Perry, quest’ultimo solo dopo 8 giorni dall’intervista sarà giustiziato a 28 anni mediante iniezione letale, mentre Burkett avrà l’ergastolo (2010). Le testimonianze raccolte, dei parenti, detenuti, poliziotti, non hanno lo scopo di ricostruire cosa accadde la notte del delitto, né di enfatizzare posizioni pro o contro la pena capitale, quanto quello di entrare nell’abisso dell’animo umano pieno di contraddizioni ed imperfezioni.

Salvador ci racconta di Salvador Puig Antich ultimo giustiziato con la garrota nella Spagna di Franco nel 1974, un giovane che combatteva nella resistenza armata contro la dittatura.

Un punto di vista particolare lo abbiamo grazie al documentarista statunitense Errol Morris che ci fa conoscere Fred A. Leuchter, ingegnere americano costruttore di attrezzature per condanne capitali (camere a gas, sedie elettriche) che scrisse un Rapporto nel quale avvallò l’ipotesi assurda che le camere a gas nei campi di sterminio nazisti non potevano uccidere (Il signor Morte). Un esempio della “banalità del male” con la quale un piccolo uomo nello Stato più democratico al mondo non si interroga sulla destinazione delle sue attrezzature limitandosi a farle funzionare nel miglior modo possibile. Sempre Errol Morris ci porta a conoscenza il caso di Randall Dale Adams un teppistello di 16 anni che nel 1976 fu condannato a morte da un tribunale del Texas per l'assassinio di un poliziotto. Il film La sottile linea blu ha sensibilizzato l’opinione pubblica, ha fatto riaprire il processo ed ha permesso la scarcerazione dell’imputato.

È tuo il mio ultimo respiro, documentario italiano realizzato insieme a Nessuno Tocchi Caino, ci riassume il lavoro di chi da anni si è impegnato concretamente per l’abolizione della pena di morte attraverso immagini di repertorio e interviste a personalità della cultura e a gente comune.

Mumia Abu Jamal, giornalista e attivista politico statunitense, è da 34 anni in carcere accusato dell’ omicidio di un poliziotto, fu condannato a morte nel 1982. Grande fu la mobilitazione internazionale intorno al suo caso (Amnesty International, Nelson Mandela), tanto che divenne simbolo della lotta contro la pena di morte.  Nel 2008 la pena viene commutata in ergastolo. Il film Tutta la mia vita in prigione si intrufola nel sistema giudiziario americano coi suoi errori giudiziari e con la sua forte connotazione di discriminazione razziale e politica.

Anche la finzione cinematografica negli altri film dell’elenco conduce lo spettatore a riflettere sulla fallibilità della giustizia, sulla sofferenza umana, sulla negazione del principio fondamentale di civiltà e su altri argomenti che costituiscono alcune delle ragioni delle tesi abolizioniste poiché, come ha evidenziato recentemente Papa Francesco: “Per uno Stato di diritto, la pena di morte rappresenta un fallimento, perché essa lo costringe a uccidere in nome della giustizia”.

Dead Man Walking - Condannato a morte

Regia: Tim Robbins. Interpreti: Susan Sarandon, Sean Penn, Robert Prosky, Raymond J. Barry, R. Lee Ermey – USA, 1995 – Drammatico, 102’ – Rating: PG+13

Dead man walking (uomo morto che cammina) è il grido con cui i secondini accompagnano il condannato alla sala dell'esecuzione. Matthew, accusato di stupro e omicidio, è in attesa di sentire quelle parole terribili, e chiede aiuto a Helen, suora laica cattolica, che accetta non senza perplessità il difficilissimo ruolo di assistente spirituale del condannato. La ricerca di una verità che redima invece di infierire sul condannato dà a Helen la lucidità per conciliare il senso di pietà e quello di giustizia e a Matthew la forza per pentirsi sinceramente. Oscar miglior attrice protagonista e Orso d’argento per il miglior attore.

È tuo il mio ultimo respiro?

Regia: Claudio Serughetti – Italia, 2010 – Documentario, 74’ – Rating: PG+13

Questo documentario vuole essere uno strumento utile per comprendere i fatti che hanno condotto al movimento globale in favore dell'abolizione della pena di morte. Il film, attraverso interviste e dati, vuole far riflettere sull'uso della pena di morte, quale forma di punizione ritenuta giusta e congrua da moltissimi paesi al mondo. Nonostante da molti anni il processo abolizionista paresse inarrestabile, certificato anche della moratoria del 2007, le esecuzioni continuano.

Fino a prova contraria (True Crime)

Regia: Clint Eastwood. Interpreti: James Woods, Clint Eastwood, Diane Venora, Denis Leary, Isaiah Washington – USA, 1999 – Thriller, 127’ – Rating: PG+13

È un ubriacone, un donnaiolo e un padre snaturato. Si potrebbe fare un elenco di tutti i difetti del reporter Steve Everett, ma adesso non c'è tempo. A San Quentin, un condannato nel braccio della morte aspetta di essere giustiziato a mezzanotte, proprio ora che Everett ha scoperto la sua innocenza. Everett è sotto pressione ma è determinato a sopravvivere mentre sonda le circostanze di un omicidio accaduto anni prima. Intanto l'orologio batte il tempo.

Il miglio  verde (The Green Mile)

Regia: Frank Darabont. Interpreti: Tom Hanks, David Morse, Michael Clarke Duncan, Michael Jeter, James Cromwell – USA, 1999 – Drammatico, 188’ – Rating: PG+13

Negli anni Trenta, in un vecchio carcere di Cold Mountain, nel sud degli Stati Uniti, arriva un nuovo condannato a morte: un gigantesco uomo di colore accusato dell'omicidio di due bambine. Col passare del tempo, Paul Edgecomb, il secondino che si occupa di lui, scopre che l'uomo ha poteri soprannaturali e che forse è innocente. Adesso che Edgecomb è anziano racconta a una sua amica di quell'incontro davvero speciale avvenuto nel miglio verde, l'ala del carcere dove erano rinchiusi i condannati a morte.

Il signor Morte (Mr. Death: the Rise and Fall of Fred A. Leuchter)

Regia: Errol Morris. Interpreti: Fred A. Leuchter Jr., David Irving, Caroline Leuchter, James Roth, Shelly Shapiro - Gran Bretagna, USA 1999 – Documentario, 91’ – Rating: PG+13

Fred A. Leuchter, Jr. è un ingegnere del Massachusetts che ha dedicato la sua vita a progettare e riparare camere a gas, sedie elettriche e sistemi per l'iniezione letale. Benché autodidatta, è diventato presto consulente di molti stati americani dove è in vigore la pena di morte. Nel 1988 Ernst Zündel, un neonazista, gli commissiona una ricerca sulle camere a gas di Auschwitz. Il risultato di Leuchter è che «l'Olocausto non è mai esistito». Le polemiche suscitate dalle sue dichiarazioni lo hanno rovinato.

Into the Abyss

Regia: Werner Herzog. Interpreti: Werner Herzog, Jason Burkett, Michael Perry, Jeremy Richardson, Adam Stotler, Sandra Stotler, Kristen Willis – USA, Gran Bretagna, Germania 2011 – Documentario, 107’ – Rating: PG+13

Nel raccogliere testimonianze tra i detenuti del braccio della morte, il regista Werner Herzog si imbatte nella storia di Jason Burkett e Michael Perry, due giovani ragazzi arrestati nel 2001 per triplice omicidio e condannati rispettivamente all'ergastolo uno e a morte l'altro. Rei di aver ucciso con l'aggravante dei futili motivi - il furto di un'auto per una gita fuori porta - vennero inchiodati da prove inconfutabili contro di loro, tanto che il verdetto della giuria non ammise scusanti. Dopo aver intervistato Perry e  Burkett a solo otto giorni dall'esecuzione, al fine di esaminare le dinamiche legate al sistema giudiziario americano, il regista incontra anche i familiari delle vittime, dei colpevoli, gli agenti della polizia e le forze di legge coinvolte nella vicenda.

L’amore che non muore (La veuve de Saint-Pierre)

Regia: Patrice Leconte. Interpreti: Juliette Binoche, Daniel Auteuil, Michel Duchaussoy, Emir Kusturica – Francia, 2000 – Drammatico, 110’ – Rating: PG

A Saint-Pierre, una dimenticata isola francese vicino al Canada, nel 1850 Neel Auguste, viene condannato a morte per l'assassinio di un uomo. Ma Saint-Pierre non ha una ghigliottina (che nell'antico dialetto francese veniva chiamata "la vedova") e nell'attesa che questa venga spedita dalla Francia, Neel è affidato alla custodia del Capitano. La moglie del Capitano si interessa al destino di Neel con la quale il condannato intesse un rapporto di profonda umanità. Quando arriva la ghigliottina Neel è diventato l'uomo più indispensabile e popolare dell'isola e la signora e il Capitano faranno di tutto per evitargli il suo destino.

La sottile linea blu (The Thin Blue Line)

Regia: Errol Morris. Interpreti: Adam Goldfine, Derek Horion, Ron Thornhill – USA, 1988 – Drammatico, 106’ – Rating: PG+13

Mischiando reperti documentari, interviste e sequenze di fiction, il film che ha rivelato al grande pubblico il lavoro di Morris ricostruisce le dinamiche dell'omicidio di un poliziotto di Dallas per cui viene incriminato e condannato un autostoppista. Proprio in virtù dell'uscita in sala di questo film, il processo verrà riaperto e l'imputato scagionato dopo aver passato anni nel braccio della morte.

L’ultimo appello (The Chamber)

Regia: James Foley. Interpreti: Gene Hackman, Faye Dunaway, Chris O'Donnell, Sam Rockwell, Raymond J. Barry – USA, 1996 – Drammatico, 110’ – Rating: PG+13

In una prigione dello Stato del Mississippi, Sam Cayhall è in attesa si essere mandato a morte per l’assassinio di due bambini uccisi con una bomba anni prima, nel 1967. Riceve la visita di Adam Hall, giovane e inesperto avvocato che gli dice di volersi impegnare per salvarlo non solo per motivi professionali ma anche perché è suo nipote. Sam, scontroso e irascibile, sostenitore della razza bianca, si rifiuta di collaborare, e così Adam fa tutto da solo, fino a raggiungere il governatore dello Stato che all’epoca dei fatti aveva incastrato Sam ed ora dovrebbe concedere la grazia.

Monster’s ball – L’ombra della vita

Regia: Marc Forster. Interpreti: Billy Bob Thornton, Halle Berry, Peter Boyle, Heath Ledger, Mos Def – USA, 2002 – Drammatico, 111’ – Rating: VM14

In una cittadina di provincia del profondo sud degli Stati Uniti, Hank, un agente di custodia bianco, nel braccio della morte di un penitenziario, accompagna un uomo di colore all'esecuzione. Suo figlio Sonny, anche lui guardia carceraria, non resistendo alla tensione e al conflitto con il padre e con il nonno, razzista e ottuso, si suicida. Mentre Leticia, la bella moglie del condannato cerca di affrontare le difficoltà insieme a Lawrence, il figlio adolescente obeso, che però muore investito da un'auto pirata. Hank che si trova per caso a passare di lì al momento dell'incidente, superato l'iniziale momento di diffidenza, lentamente decide di riappropriarsi della sua vita e di prendersi cura di Leticia. Oscar miglior attrice protagonista.

Porte aperte

Regia: Gianni Amelio. Interpreti: Gian Maria Volonté, Ennio Fantastichini, Renzo Giovampietro, Renato Carpentieri – Italia, 1990 – Drammatico, 108’ – Rating: PG+13

A Palermo, nel 1936, l'impiegato Tommaso Scalia ha ucciso la moglie, un superiore e un collega. Al processo, lo aspetta dunque la condanna a morte, ma il giudice a latere Vito Di Francesco riesce, contro l'opposizione di tutti e con la comprensione di un solo giurato, ad impedire una sentenza che egli considera altrettanto barbara che l'omicidio. Ne avrà, inevitabilmente, la carriera stroncata. Dal romanzo di Leonardo Sciascia.

Sacco e Vanzetti

Regia: Giuliano Montaldo. Interpreti: Gian Maria Volonté, Riccardo Cucciolla, Rosanna Fratello, Armenia Balducci, Sergio Fantoni – Italia, Francia 1971 – Drammatico, 111’ – Rating: PG+13

Iniquo verdetto di condanna a morte contro i due anarchici italiani, accusati di rapina a mano armata ed omicidio, suscita emozione e rabbia in tutto il mondo. Lo sdegno diviene ancora più grande quando, durante sette lunghi anni, vengono preordinatamente respinte tutte le richieste di apertura del processo e di revisione del giudizio avanzate dai difensori dei due imputati. La definitiva esecuzione non eliminerà il pesante sospetto che Sacco e Vanzetti siano stati giudicati più per la presunta pericolosità delle loro idee politiche che per il capo d'accusa loro addebitato.

Salvador – 26 anni contro (Salvador Puig Antich)

Regia: Manuel Huerga. Interpreti: Daniel Brühl, Tristán Ulloa, Leonardo Sbaraglia, Leonor Watling, Ingrid Rubio - Spagna, Gran Bretagna 2007 – Drammatico, 134’ – Rating: PG+13

La vera storia di Salvador Puig Antich, ultimo condannato a morte nella Spagna di Franco: un giovane uomo diviso fra la famiglia, l'amore e la passione per la rivolta politica. Entrato negli anni '70 nella resistenza armata contro la dittatura franchista, Salvador viene coinvolto in un conflitto a fuoco in cui perde la vita un ispettore di polizia. La corte marziale contro Puig è una farsa, e il giovane viene condannato a morte. Tutti gli sforzi di salvargli la vita sono vani ed anche l’appello del Papa rimane inascoltato: Salvador viene ucciso di garrota il 2 marzo del 1974, a 26 anni.

The life of David Gale

Regia: Alan Parker. Interpreti: Kevin Spacey, Kate Winslet, Laura Linney, Gabriel Mann, Matt Craven – USA, 2003 – Drammatico, 131’ – Rating: PG+13

A tre giorni dall'esecuzione della sua condanna a morte David Gale, docente universitario e attivista per l'abolizione della pena capitale, decide di rilasciare una esclusiva intervista-confessione alla giovane giornalista, Bitsey Bloom. Il professor Gale è stato condannato per lo stupro e l'assassinio della sua amica e collega attivista, Constance. Bitsey riuscirà a ricostruire le vicende che hanno portato all'ingiusta condanna, l'ennesima dimostrazione della fallibilità del sistema giuridico americano.

Tutta la mia vita in prigione (In Prison My Whole Life)

Regia: Marc Evans. Interpreti: Mumia Abu-Jamal, Boots, Mos Def, Noam Chomsky, Snoop Dogg, Steve Earle, William Francome, Alice Walker – Gran Bretagna, 2007 – Documentario, 94’ – Rating: PG+13

Mumia Abu Jamal è un giornalista ex membro delle Pantere Nere, condannato a morte nel 1982 per il presunto omicidio di un agente di polizia. William Francome ha 24 anni ed è un giovane ragazzo inglese simpatico ed educato e con una spiccata coscienza politica, nato esattamente lo stesso giorno in cui fu commesso il crimine. Mumia Abu sostiene di essere innocente ma viene condannato a morte e, nonostante il sostegno di organizzazioni umanitarie e figure carismatiche, da allora attende la sua esecuzione. Will ha la consapevolezza che in ogni minuto della sua vita privilegiata, un uomo di colore, segregato in isolamento, ha atteso di morire. Un uomo che proclama la sua innocenza. 

 

Legenda "Rating" 

T: il film è classificato come "per Tutti"
PG: si suggerisce una visione accompagnata dai genitori
PG + 13: si suggerisce visione accompagnata dai genitori, ad un pubblico sopra i 13 anni
VM 14: il film è vietato ai minori di 14 anni  
A: si suggerisce la visione ad un pubblico adulto
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Il sogno ostinato. Lettere dall'Africa

È la raccolta di lettere che l'autrice ha scritto a familiari e amici durante i suoi soggiorni in Africa come cooperante.

Un'analisi del problema Africa diversa dal solito, non permeata dal solito pietismo misto ad esaltazione che accompagna i racconti delle missioni umanitarie. Al contrario, il libro è molto lucido e critico ma contemporaneamente appassionato e empatico.

autore: Silvia Montevecchi

editore: Terre di Mezzo

Bianco su nero

Note di Copertina

Mosca, 20 settembre 1968. Nell'esclusiva clinica del Cremlino riservata alla nomenclatura sovietica nascono due gemelli: il primo muore quasi subito, il secondo, Rubén, si rivela affetto da paralisi cerebrale: le facoltà intellettuali sono intatte, ma non può muovere gli arti, salvo due dita.

Dopo poco più di un anno Rubén sarà separato dalla madre (che, figlia del segretario del Partito comunista spagnolo in esilio, è stata mandata dal padre in Russia a trascorrere un periodo di "rieducazione" e lì si è innamorata di uno studente venezuelano) e rinchiuso negli speciali orfanotrofi in cui vengono isolati, e sottratti allo sguardo, quelli come lui, considerati impresentabili da una società che esalta il mito dell'uomo nuovo e dichiara di muoversi verso un radioso futuro.

Solo all'inizio degli anni Novanta Rubén riuscirà a fuggire dal suo Gulag personale e, ritrovata la madre, comincerà a raccontare la sua storia, rivelandosi scrittore vero. Perché quello che colpisce in questo libro, e si imprime nella memoria del lettore, non è tanto la cronaca di un'infanzia e di un'adolescenza trascorse all'interno di un sistema feroce, dove in nome dell'ideologia si perpetrano vessazioni quotidiane, ma la voce che trasforma l'orrore in narrazione, e lo sguardo che questo stesso orrore trasforma in immagini a volte commoventi, altre volte grottesche, altre ancora di corrosiva comicità, ma sempre potentemente tratteggiate, come lo sono del resto tutti i personaggi che attraversano la vita di Ruben: la studentessa spagnola che balla per lui senza musica in una stanza d'ospedale; il cane randagio monco di una zampa che i bambini adottano; le inservienti e le insegnanti, potenti deità femminili raramente benevole e più spesso minacciose; il ragazzo Sasa che si trascina nella neve fino all'aula per rivendicare il suo diritto a studiare; e Sergej, il ragazzo senza gambe che si allena per mesi allo scopo di poter fare a pugni con uno che le gambe le ha tutt\'e due...

Sono un ritardato. Non è un nomignolo offensivo, è semplicemente un dato di fatto. Ho un livello intellettuale troppo basso per un'esistenza autonoma, per una forma pur elementare di sopravvivenza. So fin da piccolo che il ritardo mentale può essere compensato o non compensato. Il ritardo compensato è quello per cui si ha una carenza intellettuale che ti permette comunque di vivere nella società senza dover contare sull'aiuto altrui. L'esempio standard di ritardo compensato è solitamente quello di individui con disturbi mentali che, grazie agli sforzi di dottori e pedagoghi, riescono a imparare un mestiere, magari quello di imbianchino o portinaio. Quanto a me, i pedagoghi mi hanno insegnato a risolvere equazioni complesse, i dottori mi hanno diligentemente rimpinzato di medicine e ingessato con grande zelo, ma i loro sforzi sono risultati vani. A tutt'oggi non sono in grado di sollevare un pennello da imbianchino.

autore: Rubén Gallego (traduzione di Elena Gori Corti)

editore: Adelphi

Libri di Marcello Bernardi

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