Tra sogno e realtà. Il mio bambino immaginario

Ci siamo. Dopo il terzo test di gravidanza e le dovute analisi è confermato: incinta!

Agitazione e calma sono i primi stati d' animo che si vanno a manifestare dentro di voi. “Sono incinta, sono incinta” ve lo ripetete quasi fosse un mantra, magari davanti lo specchio per dare maggiore enfasi alla nuova condizione e da quel momento, sicuramente, la vostra fantasia inizierà a galoppare. Quella pancetta sospetta doveva farvi già presagire qualcosa, pancetta che in realtà è solo il vostro addome un po' gonfio. Per non parlare del seno che notate già stretto nel vostro nuovissimo reggiseno comprato solo pochi giorni fa e che in negozio vi stava divinamente. Avvertite, quasi per magia, uno strano senso di nausea, tranquillizzatevi non è niente!

 

 

Una notizia del genere sconvolge e coinvolge pienamente la donna, di lì a poco avvertirà davvero le nausee, intendiamoci chi più e chi meno perché la gravidanza è un bellissimo momento che proprio perché varia da mamma a mamma resta unico.

È quel periodo, forse l'ultimo rimasto, dove non va programmato niente perché la nuova vita che arriverà è già dotata internamente di tutto il necessario per crescere e venire alla luce. Rappresenta quel lento momento di condivisione tra mamma, papà e bambino, quella paziente attesa che porterà alla nascita.

Sì, ma nove mesi bisogna pur occuparli in qualche modo! Inizia così una ricerca crescente di informazioni sui vari siti, sino ad allora sconosciuti alla futura mamma. Diventa esperta di esami da fare, si iscrive ai vari forum che offre la rete, in libreria si dirige spedita verso il reparto pedagogia-psicologia-puericultura, guai, infatti, farsi scappare l'ultimo libro di quel famoso professionista dell'infanzia. Ciò avviene già durante il primo trimestre o, ma non vogliamo esagerare, nel primo mese di gestazione con in grembo la presenza solo di un piccolo fagiolino pulsante.

Quando poi la notizia raggiunge parenti e amici è lì che colei che custodisce il dono più bello è invasa dai vari consigli di mamme, nonne, zie, amiche, colleghe e sconosciute. I pareri arrivano poi soprattutto da coloro che mamme non lo sono mai state o non lo sono ancora! Tutte pronte a dire cosa non va assolutamente mangiato per non creare danni al nascituro, cosa non bisogna fare, come reagire a questo o quel disturbo che porta la gravidanza. Nel vortice dei consigli state pur certe che la serenità e la pazienza possono anche saltare...eh no, perché vi diranno anche di non agitarvi per non far agitare il bebè!

Ora, in nove mesi è scientificamente provata l'impossibilità di mantenere la calma perché gli ormoni vi creeranno una miriade di emozioni alle quali sarà difficile resistere.

Ciò che conta è che in grembo portate il frutto del progetto più bello tra voi e il vostro compagno, un esserino al quale avete dato un nome reale o immaginario. Dal momento in cui lo vedrete per la prima volta sullo schermo, durante la prima ecografia, nella vostra mente ha già un volto e un sorriso. In quel preciso istante ogni cosa diventerà inutile e banale e qualunque attimo lo vivrete per lui contando i giorni che vi separano dal poterlo finalmente stringere a voi.

 

Fate pure tesoro di ogni consiglio, ma sicuramente dal momento in cui il vostro bambino o la vostra bambina verrà al mondo sarete perfettamente in grado di vestire il ruolo più bello del mondo: l'essere madre!

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Insegnare a vivere. Manifesto per cambiare l’educazione

Una grande Riforma dell’educazione o meglio una vera e propria METAMORFOSI (ultima parola del libro) quella  che auspica il grande pensatore contemporaneo Edgar Morin,  oggetto di analisi anche nei suoi due precedenti saggi:  La testa ben fatta e I sette saperi necessari all’educazione del futuro. 

Partendo dalla massima di Rousseau nell’Emilio: “Vivere è il mestiere che voglio insegnargli”,  Morin si richiama anche alla tradizione filosofica greca che insegnava la saggezza della “vita buona” e lo fa proprio  perché individua nell’umanità odierna l’assunzione di un modello di pensiero legato al dominio, alla conquista di potere, all’individualismo sfrenato,  ad un sapere fatto a compartimenti stagni che determina  una iper-specializzazione  che fa perdere la visione d’insieme e ci conduce al mal-essere, all’incomprensione che regna nelle relazioni tra umani.

 

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Arcobaleno fa la pace

Il pesciolino Arcobaleno e i suoi amici vivono spensierati in fondo all'oceano. Poco lontano, una bella balena blu si lascia cullare dalle onde osservandoli placidamente.

"Perché ci guarda in quel modo?" si chiedono un giorno, insospettiti, i pesciolini.

"Grande e grossa com'è, chissà quanto mangia. E se divorasse tutto quello che c'è in giro?".

Sentendoli parlare così, la balena, che in realtà stava solo ammirando le loro belle scaglie brillanti, s'indispettisce e la sua rabbia non resterà senza conseguenze...

"Dobbiamo fare la pace" decide allora Arcobaleno "perché quando si litiga si finisce per stare male tutti".

Sì, ma in che modo?

Sembrava complicato, ma quanto è semplice fare la pace! Balena e Arcobaleno parlano a lungo. La balena spiega ad Arcobaleno perché si è arrabbiata... i due ridono insieme e trovano un accordo e ben presto nessuno riesce a spiegarsi più perché quel bisticcio sia mai avvenuto.

Le illustrazioni sono ulteriormente abbellite dalle lamine rifrangenti che fanno luccicare le scaglie dei pesciolini.

Per bambini in età prescolare.

Della stessa serie
"Arcobaleno, il pesciolino più bello di tutti i mari" che insegna la felicità nel donare 
"Arcobaleno, non lasciarmi solo!", che insegna a non creare gruppi esclusivi e ad accettare anche coloro che sono diversi da noi.

autore: Isabella Bossi Fedrigotti, Marcus Pfister

editore: Nord-Sud

Il cammino dei diritti

Questo libro illustrato racconta in molto semplice ed immediato del lunghissimo percorso che in tutto il mondo uomini e donne di epoche diverse hanno fatto, nel riconoscimento dei diritti umani. Quando è stato, e dove è stato, che un Paese ha detto no ad una barbaria illuminando la strada non solo ai propri cittadini, ma anche al resto del mondo, perché potesse seguire il suo esempio?

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