Educazione sessuale: tra educazione ai sentimenti, prevenzione ed educazione al piacere

Tema: nuove prospettive nell’educazione sessuale dei nostri figli adolescenti

Attività: brainstorming di consapevolezza sulla propria sessualità

Età: per genitori

Opera: La coppia, tempera su tela, 106x80cm, Museo Der Bildenden Kunste Lipsia

Autore: Otto Mueller

Recentemente mi sono imbattuta in una specie di documentario sull’educazione sessuale per adolescenti nelle scuole qui in Inghilterra dove vivo. Avendo io stessa una figlia quasi adolescente ho pensato che potesse essere interessante e un’occasione per riflettere su delle tematiche che dovrò presto affrontare (anche se in parte già accennate).

Ho sempre pensato che una buona educazione sessuale non sia semplicemente legata ad un discorso medico-scientifico, di pura prevenzione, ma che coinvolga anche l’aspetto emotivo e relazionale che sta (o meglio, dovrebbe stare) alla base di un rapporto sessuale.

Fin qui tutto bene, non ci piove.

Ma la sessuologa belga del documentario ha portato alla luce in modo estremamente forte un altro aspetto che ho sempre, probabilmente inconsciamente, tralasciato o considerato ben poco riflettendo sull’educazione sessuale: il piacere.

Scrivendo mi rendo conto che anche i termini utilizzati sono cruciali in questo senso. Parliamo quasi sempre infatti di educazione sessuale, quando forse sarebbe più adeguato parlare di educazione alla sessualità.

In effetti è come se, in quanto adulti (genitori, insegnanti, educatori...) ci sentissimo in dovere di fornire ai nostri ragazzi tutte le informazioni possibili riguardo al sesso (informazioni per lo più pratiche, tecniche e funzionali al “sesso sicuro”) e poi i più accorti tra noi rivendicano anche l’importanza dell’aspetto emotivo, perché ci piace condividere l’idea che non c’é sesso senza amore. In effetti é un bel valore. Ma le nostre azioni si fermano lì. Non sono rivolte ad una vera educazione alla sessualità. Ci mettiamo l’anima in pace avendo fornito gli elementi di base per un primo approccio al sesso. Ci siamo mai soffermati però a parlare di quello che é davvero la sessualità? La sessualità non é il sesso. Il concetto di sessualità é qualcosa di molto articolato e complesso, qualcosa di molto bello, ma anche molto privato e personale. Sessualità significa come si vive il proprio essere donna o uomo in relazione ad un compagno. Include le modalità di approccio al sesso e tutto quello che comporta l’avere una vita sessuale. Il concetto di piacere e tutto quello che ci sta intorno (quello che ci fa provare piacere, come lo proviamo, cosa facciamo per far provare piacere al nostro partner)...

Fino a pochi giorni fa (dopo il documentario) non avevo mai riflettuto su questa sottile, ma determinante, differenza tra educazione sessuale ed educazione alla sessualità.

Ovviamente ne capisco le motivazioni... é difficile ed imbarazzante già solo parlare “tecnicamente” di sesso (ed é perfetto nascondersi dietro ad un approccio scientifico!), figuriamoci parlare di piacere e condividere con altri (peggio ancora se sono i nostri figli!) una parte così privata ed intima della nostra vita.

Senza considerare tutti i taboo socioculturali che vanno ad aggiungersi a tutto questo già abbastanza complicato argomento!

Eppure, se vi fermate un momento a riflettere sulla vostra esperienza, non é forse vero che la sessualità può determinare in modo predominante la vita delle persone, il loro sentirsi appagate e realizzate?

O, al contrario, portare le persone a vivere nel limbo del senso di inadeguatezza ed insoddisfazione?

E senza volerlo, con la scusa della privacy, veicoliamo il messaggio che il piacere é qualcosa di cui é meglio non parlare, non condividere, per cui, indirettamente, sbagliato o per lo meno non così giusto...

Aiutiamo i nostri ragazzi ad avere maggior consapevolezza del proprio piacere, di quello che vogliono e non vogliono. Certo, la sessualità é personale, e si costruisce, sviluppa e trasforma pian piano, costantemente, dall’esperienza. Per cui come adulti non possiamo in realtà far molto, tenendo sempre in considerazione il rispetto per la sensibilità altrui, ma abbiamo il dovere di creare un’atmosfera e condividere un atteggiamento di apertura in questo senso, rivalutando l’aspetto del piacere, come ponte, connessione tra l’aspetto puramente fisico-tecnico e quello emotivo-relazionale.

I nostri ragazzi (così come noi stessi!) hanno il diritto di avere l’opportunità di esplorare la propria sessualità in maniera integrale ed articolata, senza paura di giudizi né colpevolizzazioni.

Ci portiamo dietro retaggi e complicazioni psicoesistenziali ereditati dai nostri genitori e dagli adulti che hanno avuto un ruolo importante nella nostra vita. É tempo di scardinare questi meccanismi ed interrompere la catena di errori intergenerazionali.

L’opera che oggi associo a questa riflessione é La coppia di Otto Mueller, un artista non molto conosciuto, parte del movimento Die Brucke, precursore dell’espressionismo tedesco. Sebbene sconosciuto ai più, le sue opere sono per la maggior parte affascinanti nudi di donna che enfatizzano un’armoniosa semplificazione di forme caricando i soggetti di forte sensualità. Tra i suoi soggetti preferiti donne gitane, per lo più nude.

Estremamente innovativa e provocatoria per il suo tempo (a cavallo tra ‘800  e ‘900), la sua opera é stata solo recentemente rivalutata, dopo che tutti i suoi dipinti furono ritirati dai musei tedeschi dai nazisti durante la seconda guerra mondiale perché considerati degeneri e scandalosi.

La ragazza ne La coppia sembra estremamente a suo agio mostrando parte del suo corpo nudo, comunicando un forte senso di sicurezza in sé stessa e nessun tipo di vergogna. Una sensualità intrinseca e diretta che intesse chiaramente trame di un’attrazione ed una relazione molto forte e profonda con il compagno nell’immagine.

Un tipo di atteggiamento che vorrei, da genitore ed educatrice, trasmettere ai miei figli ed in generale alle nuove generazioni.

Non propongo una vera e propria attività questa volta, ma un invito a riflettere su queste tematiche, sul vostro personale approccio al piacere e all’atteggiamento che avete nei confronti della sessualità, la vostra nello specifico, ma anche più in generale. Pensate a come siete arrivati a questo atteggiamento, quali esperienze nella vostra vita vi hanno portato fin qui e come avete vissuto la vostra sessualità da adolescenti. Cosa, con il senno di poi e la maturità data dall’esperienza, avreste volentieri risparmiato a voi stessi, cosa avreste voluto in modo diverso e cosa invece vi é mancato.

Ancora più interessante, se ne avete la possibilità, sarebbe condividere tutto questo con il vostro partner e riflettere insieme sulla vostra sessualità come coppia. 

Già il fatto di pensarci vi permetterà di attivare un processo di maggior consapevolezza, ma se ne avete voglia l’ideale sarebbe scrivere ed annotare queste riflessioni, cosi, di getto, seguendo il flusso delle idee. Create un brainstorming: un semplice esercizio mentale in cui il vostro cervello, tempestato da una miriade di idee e considerazioni, suggerisce appunti e parole da scrivere. Sembra una sciocchezza, ma scrivere costringe a mettere ordine nei pensieri, a dar loro una forma, a modellare una struttura.

Nei miei articoli e con il mio approccio di Genitori Fatti ad Arte parto sempre con un’opera d’arte che diventa pretesto per riflettere su una tematica specifica. Una scintilla che scatena ed attiva un processo di ricerca personale e consapevolezza. Una provocazione a cui non si può fare a meno di reagire con una riflessione più profonda e un sacco di nuove domande.

Spero questa volta di non aver esagerato con le provocazioni! 

Consigli di approfondimento

Libri:

Per genitori/educatori

P. Marmocchi, L. Raffuzzi  “Le parole giuste: Idee, giochi e proposte per l'educazione alla sessualità”  Carrocci Editore   

R. Carù, M. Pinciroli, L. Santoro “Mio figlio e il sesso: educare gli adolescenti all’amore e alla sessualità” In Dialogo Editore 

Per adolescenti*

R. Carù, M. Pinciroli, L. Santoro “Amore, sesso & Co.” In Dialogo Editore 

A.M. Henning, T. Bremer Olszewski “Make love” L’Ippocampo Edizioni 

*Consiglio vivamente di visionare i testi proposti prima di regalarli ad un adolescente. Non c’é cosa peggiore che offrire messaggi che non si condividono o che magari sentiamo troppo forti o inappropriati.

 

Perché non andare a rileggere l’articolo Scoprire relazioni diverse: La coppia e l’Amore in Adolescenza di questa rubrica Genitori Fatti ad Arte?

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