Paccare

Gli adolescenti usano un gergo incomprensibile. E noi adulti? Gli adolescenti spesso mascherano le loro paure dietro una verbalizzazione sdrammatizzante e anche cinica. E noi adulti? Gli adolescenti si comportano spesso in modo illogico. Invece noi adulti...

 

- “Luca ha paccato Laura, ieri sera.”

-“ Eh?”

- “Si, ma niente. Così”

- “Che significa?”

- “Che l'ha paccata e basta”

-“ Che significa “paccare”?”

- “Che si sono baciati”

- “Ah. Si sono messi insieme”

- “Noooo!”

- “E allora?”

- “Si sono baciati e basta!”

- “Hanno... limonato”

- “Eh?”

- “Sì, insomma, si sono appartati … e hanno... pomiciato”

- (ride di gusto) “Ma come parli?”

- “Petting! Come vuoi dire? Quando due si abbracciano, si accarezzano... “

- “Mamma, si so' baciati. Punto”

- “Beh, sono amici da molto… Vanno a scuola insieme da...”

- “Si sono conosciuti ieri sera alla festa”

- “... Ma come, Laura e Luca...?”

- “Laura M., quella di classe mia e Luca P., quello di nuoto”

- “Ah. Luca P. ... Ma non è un po’ grandino?”

- “18. Scialla. Però c'ha un mezzo impiccio”

- “In che senso?”

- (sbuffa) “Con una”

- “Sta insieme a un'altra?”

- “No, sono impicciati”

- “Che significa “sono impicciati”?”

- “Che hanno fatto un po'…”

-“ Sesso?”

- “Noooo! È solo un impiccio... Così...”

- “Va beh. E Laura lo sa?”

-“ Perché? Si, lo sa, ma che c'entra?”

- “Come? Se un ragazzo ti fa il filo vorrai sapere se è libero, o se fa solo il ganzo!”

- “Mi fai taja'! Sei rupestre”

- “Ma non ti sembra strano che si bacino, due che di fatto non si conoscono?”

- “No!”

- “Forse ho capito male io. “

- “Che c'e da capire?”

- “Penso che due prima si conoscano, si frequentino, si piacciano, poi decidano di baciarsi e poi di stare insieme. Di provare a fare coppia. Non funziona cosi?”

- “Chi l'ha detto?”

- “... Mi sembra logico. Logico e funzionale. È una progressione di intimità.”

- “Parli come un libro.”

- “Quindi per te due si baciano, s'impicciano, poi si conoscono, poi si mettono insieme?”

- “Per me, due fanno quello che gli pare”

- “E tu…?”

- “Ciao!”

 

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francine ha risposto alla discussione #2 29/02/2016 18:52
Carino. Non so di vove sia l'autore, ma a Milano "paccare" è dare buca ;)
camomilla ha risposto alla discussione #3 29/02/2016 20:46
Dove si dice "paccare"?
clou ha risposto alla discussione #4 29/02/2016 20:51
Questo sopra pare romano. Credevo di aver già risposto :blink:
cnadia ha risposto alla discussione #5 03/03/2016 11:23
Confermo che "paccare" a Milano è dare buca, tirare il pacco, non andare ad un appuntamento, cose così...

Per restare nel tema, e anche nel tema delle nuove parole che si inventano, il linguaggio è quella cosa che usiamo per comunicare, ma è anche quella cosa che ci dà più forte identità di gruppo. Quindi è normale che un gruppo, che sia un gruppo d'età o di altro tipo, tenda a distinguersi grazie ad un linguaggio tutto suo. Gli adolescenti si creano un linguaggio per distinguersi da bambini e dagli adulti, e questo linguaggio cambia, non è lo stesso per ogni generazione.

Inoltre è anche interessante vedere come stessi termini abbiano diversi significati a seconda della regione: l'Italia è grande e diversificata, e così anche le lingue reali e vissute che si parlano, non sono proprio identiche.
teresina ha risposto alla discussione #6 09/03/2016 21:55
Quello che mi preoccupa è che c'è una scissione tra il sentimento e la pulsione del corpo, seguire l'istinto senza tener conto dei sentimenti, del rispetto verso l'alto e verso se stessi.
Tutto si può.....limonare senza per forza essere innamorati, paccare sapendo che c'è un altro/a.....abbastanza triste

La vera storia del pirata Long John Silver

La biografia - raccontata in prima persona - di Long John Silver, il temibile pirata con una gamba sola dell'Isola del Tesoro, fatto sparire da Stevenson nel nulla che riappare ora vivo e ricco in Madagascar intento a scrivere le sue memorie.

E così ci si ritrova - adulti - a leggere una storia di pirati, con lo stesso gusto con cui lo facevamo da bambini, sognando ancora di porti affollati di vascelli, taverne fumose, tesori, arrembaggi, tempeste improvvise.

Ma non c'è solo questo, c'è anche la scoperta del mondo all'epoca della pirateria, i legami con il commercio ufficiale, le condizioni atroci dei marinai, i soprusi dei capitani, il codice egualitario dei pirati, le loro efferatezze e quelle contro cui si ribellavano.

 

Un grande affresco di un'epoca e di un mondo che ha sempre affascinato grandi e piccoli.

autore: Larsson Björn (traduzione K. De Marco)

editore: Iperborea

Nazi Hunters. L'avventurosa cattura del criminale nazista Adolf Eichmann

Il Primo Ministro prese posizione dietro il podio. Nella stanza, tutti aspettavano in silenzio. In tono fermo e solenne annunciò: «Devo informare che recentemente i servizi segreti israeliani hanno catturato uno fra i maggiori criminali nazisti, Adolf Eichmann, responsabile insieme ad altri dirigenti nazisti di quello che essi stessi avevano definito "la soluzione finale del problema ebraico", cioè lo sterminio di sei milioni di ebrei europei. Adolf Eichmann si trova attualmente in carcere in Israele e presto sarà condotto in tribunale in conformità alla legge per i reati commessi dai nazisti e dai loro alleati». 

Neal Bascomb è giornalista, saggista e autore di molti bestseller per adulti, tra cui "Hunting Eichmann", dal quale è stata tratta la versione per ragazzi, intitolata appunto: "Nazi Hunters. L'avventurosa cattura del criminale nazista Adolf Eichmann."

Il libro descrive nei minimi dettagli e con dovizia di particolari quella che fu la cattura di Adolf Eichmann, capo del dipartimento IVB4, la divisione delle SS responsabile della "soluzione finale", che dopo la fine della seconda guerra mondiale partì dall'Italia per l'Argentina dove cominciò una nuova vita insieme alla sua famiglia.
Nonostante il suo tentativo di vivere una vita nell'anonimato per non farsi scoprire, verrà individuato, infatti, David Ben Gurion, primo ministro israeliano, decide di inviare in Argentina un gruppo scelto di spie del Mossad (servizi segreti israeliani) molte delle quali avevano perso familiari nei campi di concentramento, con il compito di catturare e trasportare a Gerusalemme, in assoluta segretezza, l'emblema dell'orrore dell'Olocausto. Lì sarà oggetto di uno dei più importanti e significativi processi contro i crimini perpetuati dai nazisti. 

Il 27 gennaio 1945 è la data in cui le truppe sovietiche arrivarono ad Auschwitz, scoprendo l'omonimo campo di concentramento, cinquantacinque anni dopo, nel 2000, è stata scelta questa data per commemorare ogni anno le vittime del nazismo.

Il libro di Bascomb mette in evidenza due aspetti che raramente vengono toccati quando si parla di antisemitismo ai ragazzi: il primo e alquanto intuitivo, è che la fine della seconda guerra mondiale non ha significato la fine dell'ideologia nazista che anzi ha continuato a serpeggiare sia tra chi aveva vissuto la guerra così come tra i giovani, nei paesi europei come in quelli oltre oceano.
Un esempio è l'Argentina: simpatizzante nazista che è uscita dalla sua neutralità politica e si è schierata con gli Alleati solo poco prima della fine della guerra, quando oramai era chiaro che le potenze dell'Asse sarebbero state sconfitte. Il suo appoggio agli Alleati è stata una scelta politica intelligente e durante gli anni dopo la fine della guerra ha aiutato diversi esponenti del partito nazista a nascondersi cambiando identità.
Per questo motivo, la cattura di Eichmann da parte del Mossad è stata un'operazione molto rischiosa da svolgere in completa segretezza.

Il secondo aspetto è l'importanza che ha avuto per il popolo ebraico e il neonato stato di Israele il processo a Eichmann. L'autore infatti scrive: "il processo si rivelò quasi più importante nel campo dell'educazione che in quello della giustizia" perché per la prima volta, dopo il processo di Norimberga, permise ai sopravvissuti di parlare apertamente delle loro esperienze. Fu un processo di educazione per i ragazzi che dovevano conoscere ciò che era stato fatto al popolo ebraico e contemporaneamente Israele legittimava così la nascita del paese, che assumeva quindi il vessillo del rifugio di tutte le vittime del genocidio che era stato commesso.

autore: Neal Bascomb

editore: Giunti editore

Il bambino arrabbiato. Favole per capire le rabbie infantili.

“Una rabbia infantile cela il più delle volte una situazione di conflitto e di sofferenza psicologica. Quando un genitore si trova di fronte a tali manifestazioni spesso si sente in un tunnel: vede che il piccolo sta male ma non riesce a individuare i reali motivi che si nascondono dietro il disagio e la sofferenza del proprio figlio.

Se riusciamo a capire che un bambino si arrabbia perché sta soffrendo per qualcosa che impedisce il suo naturale processo evolutivo, è più facile anche per noi adulti cercare dentro di noi delle strade diverse per aiutarlo a sciogliere i suoi nodi.

Attraverso l’uso di favole, che prendono spunto da storie reali, questo libro offre alcuni suggerimenti per aiutare gli adulti a comprendere meglio le rabbie infantili.” 

 

autore: Alba Marcoli

editore: Mondadori (collana Oscar saggi)