Genitori Manipolatori. Riconoscere e fuggire l'amore malato

Sappiamo tutti che colpevolizzare i figli, insultarli o denigrarli in pubblico sono azioni abominevoli, che intaccano l'autostima dei ragazzi, rendendoli insicuri delle proprie sensazioni. Ma a nessuno viene in mente che ciò significhi non amare i figli, né tanto meno essi hanno la percezione di subire un sopruso. 

In effetti non è facile capire dove sta il limite tra un normale sbotto genitoriale, un momento di debolezza o insicurezza educativa e un comportamento persistente di maltrattamento emotivo. La differenza sta nella frequenza e nei modi impiegati per esercitare il proprio potere, instillando sensi di colpa con comportamento spesso insensati e ingiustificati. I genitori di questo tipo sono "manipolatori" patologici, sono quelli che in psichiatria vengono definiti con personalità narcisistica.

 

Isabelle Nazare-Aga si è occupata nei libri precedenti delle relazioni con persone manipolatrici, ora affronta il problema di evidenziare e classificare una serie di comportamenti totalmente anormali in una famiglia. Alcune vittime di genitori manipolatori hanno smesso di fidarsi del proprio senso critico; abituati fin da piccoli a essere denigrati, non immaginano di avere un genitore con personalità narcisistica. Per questo l'autrice ha individuato trenta caratteristiche che possono identificare un manipolatore. Naturalmente non basta avere qualcuna di quelle caratteristiche per esserlo, è necessario averne almeno quattordici.

Il libro è rivolto non tanto ai genitori - ma quando mai un genitore narcisista ammetterà di esserlo ? - quanto ai figli che, già adulti, potrebbero riconoscere i comportamenti della propria madre o del proprio padre e dunque liberarsi da schemi cognitivi e da sensi di colpa che li rendono infelici. Vengono raccontate alcune situazioni tipiche, a volte esagerate, a volte totalmente normali, che aiutano a riflettere. 

Come per esempio, il bimbo di 11 anni, apostrofato dal padre che gli impediva di esprimersi, ripetendo incessantemente "taci! hai torto, hai torto comunque!". Episodi che non necessariamente fanno di un genitore un genitore manipolatore, ma che instillano nel lettore e nella lettrice il dubbio che forse ci siano anche delle zone grigie, in cui i genitori si comportano da egoisti senza essere per forza narcisisti. Nel complesso, però, le situazioni rappresentate sono tipiche di genitori manipolatori che non vogliono affatto il bene dei figli ma solo sottolineare la propria personalità narcisistica. Molto spesso le vittime non sono in grado di riconoscere la realtà patologica della propria situazione famigliare perché l'altro genitore tollera la relazione, spesso impreparato ad affrontare una separazione. Sono intrappolati dai sensi di colpa che il genitore è capace fortemente di instillare.

Del resto, i manipolatori possiedono la capacità di non rivelare il loro vero volto quando sono in società, al contrario i loro famigliari, figli e anche partner, vivono tutti i giorni un trauma sordo. 

Il manipolatore non solo nega gli eventi che non li valorizzano, ma riesce perfino a convincere che questi non si sono mai verificati tanto da spingere gli interlocutori a dubitare delle loro stesse percezioni. La personalità narcisistica conosce l'arte di non dubitare. Secondo l'autrice è un aspetto tipico di questa patologia. Molti individui, per esempio, sfoggiano coinvolgimenti religiosi, si mostrano attivi all'interno della parrocchia mentre hanno comportamenti del tutto spregevoli nei confronti della loro famiglia e dei colleghi, tengono grandi discorsi sull'amore universale e non sono capaci di amare profondamente e in modo incondizionato i propri figli. Posseggono, insomma, soltanto l'apparenza del comportamento che a loro conviene. Il genitore con personalità narcisistica ha dei problemi con le emozioni. Questo non significa che non ne abbia, ma quando le prova sono spesso inappropriate alle circostanze: o di un'intensità sproporzionata o di lievissima intensità relativamente al contesto. Per un dettaglio si scatena una sfuriata, oppure è capace di mantenere il broncio a lungo, anche se poi svanisce come se il motivo della disputa non fosse mai esistito. 

Una volta che ci si riconosce vittime di genitori manipolatori, come uscirne? il libro offre una serie di strategie, delle quali la migliore è senz'altro quella di allontarsi anche se questo non sempre è possibile: come si fa a divorziare dai propri genitori? Un'alternativa è "imparare a deprogrammarsi", cioè liberarsi dai due schemi cognitivi più frequenti nei figli di genitori narcisisti: "è indispensabile per un adulto essere amato, stimato e apprezzato da tutte le persone che si conoscono" e "bisogna essere profondamente competenti e capaci di raggiungere i propri obiettivi in tutti i loro aspetti positivi per potersi considerare validi" (in pratica i perfezionisti). Tra l'altro liberarsi di queste ingiunzioni fa bene a tutti, non solo ai figli dei narcisisti! Un'altra strategia è quella di praticare una sorta di "distaccamento emotivo", che prevede una serie di comportamenti che vanno dall'ironia all'umorismo: se non è possibile allontanarsi fisicamente, almeno si controbatte con una dialettica adeguata. 

Ma ciò che più sta a cuore è come aiutare un bambino a non farsi manipolare? Spesso è una figura guida che aiuta il bambino, rafforzandolo e soprattutto sviluppando il suo senso critico. Anche in questo caso come in altri casi di maltrattamenti "il testimone soccorrevole" è quello che con il suo amore e presenza fa sì che il bambino mantenga la sua integrità di giudizio. È soprattutto per questo che il libro è consigliabile, individuare un manipolatore potrebbe essere d'aiuto per i suoi figli. 

Autore: Isabelle Nazare-Aga

TItolo: Genitori manipolatori

Editore: Ultra

 

 

 

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