Ingratitudine

Quando il mondo non è un paese per giovani

- Beeeellodiziaaaa!

Il saluto della matrona esplode sul marciapiede della stazione come un fuoco d'artificio capodannIco a ferragosto.

La matrona che l'ha lanciato ha spalancato le braccia, la pelliccia ecologica e il generoso décolleté che c'è sotto.

Il bambino al cui indirizzo è stato sparato il colpo s'è raggelato a baccalà li dove stava a sgambettare fra le valige della famigliola.

- Bellodellaziettasuacheadessotisbaciucchiotutto!

Le guance prospere hanno già disegnato in aria un'attitudine a ineluttabile baciosità.

E un passo avanti ha ribadito che l'oggetto è proprio quel moccioso che stava beatamente pascolando e saltellando da capretto e adesso s'è fatto abbacchio surgelato.

Il padre del suddetto gli da un colpetto d'incoraggiamento sulle spalle.

E quello, come gli avessero sostituito le pile scariche, fugge a razzetto abbarbicandosi alla mamma.

E con passo lemme, trascinoni, guardando di traverso il figlio traditore, è il padre che s'avvia a impiastrocchiarsi dentro quelle braccia spalancate e zuccherose a lui non destinate.

Donna e uomo si scambiano il favore di riempire il vuoto imbarazzante. Si stringono e s'avviticchiano. Lei guarda il bambino con rivalsa. Poi lui guarda il figlio da sopra la spalla a pelo lungo della donna.

E rivalsa promette, chiaramente, con lo sguardo.

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teresina ha risposto alla discussione #2 02/03/2016 08:15
Ciò che evidenzia è il fatto che gli adulti spesso dimenticano che ogni bambino non è un automa, non fa ciò che ci si aspetta faccia, ma ha una sua testa . Quando come nella storia esterna la sua determinazione e non fa ciò che ci si aspetta l'adulto non lo riesce ad accettare, o meglio a capire, perchè non vede il figlio come un individuo con sue idee ed emozioni
teresina ha risposto alla discussione #3 02/03/2016 09:52
Più che legati a schemi forse egocentrici si, il figlio lo sentiamo nostro dimentichi della sua autodeterminazione
silvi_a ha risposto alla discussione #4 02/03/2016 10:35
Mai sopportati i saluti e gli sbacciucchiamenti forzati alle vecchie zie sconosciute, e anche in qualità di vecchia zia mi è sempre spiaciuto vedere i miei nipoti costretti a farmi mille salamelecchi simulando una familiarità e una consuetudine che non c'erano.
Altra cosa è richiedere, in proporzione all'età, un minimo sindacale di saluto educato.
silvi_a ha risposto alla discussione #5 02/03/2016 12:47

ciao_pa ha scritto:

silvi_a ha scritto: Mai sopportati i saluti e gli sbacciucchiamenti forzati alle vecchie zie sconosciute, e anche in qualità di vecchia zia mi è sempre spiaciuto vedere i miei nipoti costretti a farmi mille salamelecchi simulando una familiarità e una consuetudine che non c'erano.
Altra cosa è richiedere, in proporzione all'età, un minimo sindacale di saluto educato.


ma fino a quando ad aspettarsi gli sbaciucchiamenti è una vecchia zia...si può anche tollerare


E perchè?
Per un bambino piccolo è una perfetta sconosciuta, se non gradisce il contatto fisico perchè imporglielo?
Se mio marito mi presentasse ad un suo amico che io non ho mai conosciuto e quello iniziasse a prendermi a pacche sulle spalle come una vecchia compaga di osteria mi sentirei a disagio.
Penso che lo stesso diritto si possa riconoscere a un bambino, non è mica un bambolotto no?
mamma gatta ha risposto alla discussione #6 02/03/2016 12:51

silvi_a ha scritto:

ciao_pa ha scritto:

silvi_a ha scritto: Mai sopportati i saluti e gli sbacciucchiamenti forzati alle vecchie zie sconosciute, e anche in qualità di vecchia zia mi è sempre spiaciuto vedere i miei nipoti costretti a farmi mille salamelecchi simulando una familiarità e una consuetudine che non c'erano.
Altra cosa è richiedere, in proporzione all'età, un minimo sindacale di saluto educato.


ma fino a quando ad aspettarsi gli sbaciucchiamenti è una vecchia zia...si può anche tollerare


E perchè?
Per un bambino piccolo è una perfetta sconosciuta, se non gradisce il contatto fisico perchè imporglielo?
Se mio marito mi presentasse ad un suo amico che io non ho mai conosciuto e quello iniziasse a prendermi a pacche sulle spalle come una vecchia compaga di osteria mi sentirei a disagio.
Penso che lo stesso diritto si possa riconoscere a un bambino, non è mica un bambolotto no?


Completamente d'accordo con te e ci mancherebbe. Oltretutto è importante che il bambino capisca che non è in dovere di sentirsi imporre attenzioni non richieste, che sia anche lo sbaciucchiamento della vecchia zia.
losbanos ha risposto alla discussione #7 02/03/2016 15:23
Cliccando su "leggi tutto" mi sono accorta che questa discussione si può leggere sulla HP del sito, botta e risposta compresi ;)

Mi hanno ucciso le fiabe. Come spiegare la guerra e il terrorismo ai nostri figli.

Durante l'osservazione del comportamento di alcuni bambini del suo Centro giochi di Masal, l'autrice - nota psicoterapeuta, rimane impressionata dalla seguente conversazione: "Secondo me dovrebbero dare il permesso agli americani di usare la bomba atomica così ne sganciano una su Bagdad ed è finita la guerra". Un'altro bambino risponde "Io penso che sia sbagliato perchè se butti una bomba atomica su Bagdad uccidi tutta la gente e poi anche...come si chiama..Aladino. Così uccidono tutte le nostre fiabe e non ci sono più fiabe". Dialogo surreale che mette in evidenza un problema molto serio: guerre, massacri di innocenti, armi chimiche, attacchi kamikaze ed eventi naturali incontrollabili: le notizie dei disastri colpiscono grandi e piccini e nessun mass media riserva spazi a loro adeguati per aiutarli ad impadronirsi della realtà.

In questo libro Masal Pas Bagdadi ha intervistato bambini e fermato i loro pensieri e le loro emozioni ma soprattutto ci insegna a stare loro vicini, a rassicurarli e a decodificare le loro paure sui grandi temi della guerra e della distruzione. Ci dice come dirglielo e cosa dirgli, cosa fargli sapere e cosa non fargli vedere, ci mette in guardia contro le difficoltà che si possono incontrare e ci suggerisce come affrontarle.

Un libro per entrare in sintonia con i propri figli, per comprendere i loro ragionamenti e percepire le realtà che possono provvedere al loro fondamentale bisogno di sicurezza.

autore: Masal Pas Bagdadi

editore: Franco Angeli

 

TANDEM, due storie che viaggiano insieme

Si dice spesso che il piacere di leggere cresce leggendo. All'inizio però non sempre le cose sono facili per i piccoli lettori alle prime armi. Diventa quindi fondamentale aiutare i bambini a non spaventarsi davanti ad un libro facendo in modo che invece ne siano attratti sentendo il desiderio di toccarlo, sfogliarlo, leggerlo. Impareranno così che i libri sono contenitori di emozioni che aiutano a fantasticare e noi saremo riusciti a trasmettere il desiderio e il piacere della lettura.

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Facili da amare difficili da educare

autore: Becky A. Bailey
editore: Apogeo

Noi genitori amiamo i nostri bambini, ma non sempre il loro comportamento. E talvolta neppure la nostra reazione al loro comportamento.Così ci sforziamo di trovare modi o strategie per far sí che i nostri figli facciano esattamente ciò che ci aspettiamo, o desideriamo o riteniamo più giusto per loro, spesso con risultati scarsi o nulli, o a costo di conflitti e sensi di colpa.

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