È giusto sculacciare un bambino che si comporta male?

Ultimamente si sente molto parlare di sculacciare i bambini o, come si diceva una volta, di “punizioni corporali”.

Durante la campagna elettorale presidenziale il senator Ted Cruz ha rivelato: “Se mia figlia Catherine, che ha cinque anni, dice una bugia, si prende una sculacciata.”

 

Recentemente in Canada dopo l’appello della ‘Truth and Reconciliation Commission” per proibire di sculacciare i bambini, il governo ha promesso di abolire il diritto del genitore di disciplinare fisicamente i bambini. Allo stesso tempo, nel giugno del 2015, la Corte superiore della magistratura del Massachusetts ha dichiarato che lo stato era giustificato a non concedere l’affidamento a una coppia che aveva sculacciato dei bambini e che appoggiava la punizione corporale.

La coppia aveva invano ribattuto che la disciplina fisica era un aspetto integrante della loro fede cristiana.

Secondo un articolo recente del Washington Post, “l’America è sempre meno favorevole sulle botte ai bambini ma c'è ancora una maggioranza che le appoggia.”

Sta bene allora a volte sculacciare un bambino che si comporta male?

Mia moglie ed io non abbiamo figli e cerco di non giudicare severamente quelle coppie che hanno figli con grandi problemi comportamentali. Ma come psichiatra non posso ignorare l’evidenza che la punizione corporale, incluso lo sculacciare (che di solito significa colpire con la mano aperta senza causare ferite fisiche) influisce seriamente sulla salute mentale dei bambini.

Perché i genitori sculacciano i bambini

In una relazione sulla punizione corporale negli Stati Uniti, Michelle Knox professoressa di psichiatria all’Università di Toledo, ha notato: “Negli Stati Uniti è contro la legge colpire prigionieri, criminali e altri adulti. Ironicamente, gli unici umani che si possono ancora colpire legalmente sono i più vulnerabili membri della nostra società, quelli che dovremmo proteggere: i bambini."

Knox, come tanti altri professionisti della salute mentale evidenzia una forte correlazione tra la punizione corporale e l’abuso sui bambini, notando che “…di solito la sculacciata è il primo passo nel ciclo dell’abuso sui bambini.”

Quello che inizia come un buon proposito, da parte del genitore, di educare il bambino, risulta alla fine un montare di rabbia e di botte.

Non è che il genitore sia malvagio di natura o che sia un molestatore di bambini. Di solito il genitore è così stressato che non pensa ad altri metodi di disciplina, come ad esempio, l’uso del “time-out” la sospensione di un privilegio, o l’introduzione di rinforzi positivi quando il bambino si comporta bene.

L’impatto delle sculacciate sui bambini

Il danno psicologico sui bambini che sono sottoposti a una punizione corporale è ben documentato.

Nel 2011, la National Association of Pediatric Nurse Practitioners (NAPNA) ha dichiarato che “La punizione corporale ha il rischio di fare sviluppare un comportamento impulsivo e antisociale…[e] i bambini che sono spesso sottoposti a punizioni corporali… sono più predisposti a comportamenti violenti da adulti.

Allo stesso tempo l’American Academy of Child and Adolescent Psychiatry nel 2012 ha dichiarato che “…sebbene la punizione corporale provochi un immediato cambiamento nel comportamento del bambino, con il tempo non è efficace ed è associata ad una maggiore aggressività e ad una diminuita interiorizzazione del comportamento appropriato.

In breve, sculacciare può sembrare utile nel breve termine ma è inefficace e probabilmente anche nocivo nel lungo termine. Il bambino che subisce spesso questo tipo di punizione, impara che la forza fisica è un metodo accettabile per risolvere i problemi.

Genitori contro Ricercatori

Un momento: ma non ci sono eccezioni a questi risultati generali? Non ci sono situazioni in cui una piccola sculacciata sul sedere a un bambino che si comporta male può far del bene o almeno non causa danni significativi?

Molti genitori pensano di sì, ma la maggior parte degli specialisti direbbe che c’è poca evidenza a sostegno di tali affermazioni.

Detto questo, Dr. Marjorie Gunnoe, professoressa di psicologia al Calvin College nel 1997 ha pubblicato uno studio con la sua collega, Carrie Lea Mariner che ha concluso che, “per la maggior parte dei bambini, le affermazioni che dichiarano che le “botte” insegnino ad essere aggressivi sono infondate.”

Gunnoe e Mariner sostengono che gli effetti della sculacciata dipendono da come i bambini la percepiscono. Per esempio, se i bambini la percepiscono come una forma di aggressione da parte dei genitori questo può portare a un comportamento aggressivo da parte del bambino.

Alcuni genitori rispondono invece che è la cattiva condotta dei bambini che porta alla punizione fisica, non il contrario.

In ogni caso, c’è un forte consenso in chi si occupa di salute mentale, sul concetto che qualsiasi forma di punizione corporale possa  fare danni.

I genitori che credono di non avere altre alternative oltre alla punizione fisica, non hanno bisogno di prediche da parte degli esperti. Hanno bisogno invece di appoggio professionale e d’istruzione per ridurre il loro livello di stress ed aiutarli a trovare altri metodi di disciplina.

 

Articolo originariamente apparso su https://theconversation.com/uk

Vai all’articolo originale

 

Traduzione di: Claudia Nasini Goree

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riclach ha risposto alla discussione #2 29/02/2016 21:38
Molti cristiani che sono a favore della punizione corporale fanno riferimento ad alcuni passi della Bibbia in particolare quello del Libro dei Proverbi «La verga e la riprensione danno saggezza» (29:15). «Chi risparmia la verga odia suo figlio, ma chi lo ama, lo corregge per tempo» (13:24).
Il problema e’ che questi versetti sono stati male interpretati. La parola ‘verga’ traduce il termine ebraico shèvet il quale era un bastone a cui appoggiarsi, o un bastone da pastore per guidare il gregge, dirigerlo ed aiutarlo. In questo contesto la ‘verga’ veniva usata per guidare i figli con amore e non per colpirli fisicamente.
cri65 ha risposto alla discussione #3 01/03/2016 14:23
Qualsiasi cosa volesse dire il termine usato nella Bibbia a me pare abbastanza insensato ispirare la propria condotta educativa a un testo frutto di una società agropastorale di qualche migliaio di anni fa
mario ha risposto alla discussione #4 01/03/2016 15:33

cri65 ha scritto: Qualsiasi cosa volesse dire il termine usato nella Bibbia a me pare abbastanza insensato ispirare la propria condotta educativa a un testo frutto di una società agropastorale di qualche migliaio di anni fa


quoto, straquoto, straquotissimo

su questa linea, io mi sento secoli lontano da mio padre, anni luce lontano da mio nonno

orgogliosissimo di fare il padre come lo faccio, senza mai aver alzato un dito (se non ricordo male...)

mio padre, cattolicissimo, non mi ha mai colpito (mia madre c'ha provato ma non m'ha raggiunto :) ) ed era uno che predicava: "Amore e timore" mica uno leggerino, insomma

bastava uno sguardo...mia sorella rispetto a me, ne ha beccati parecchi di quelli sguardi...io molti di meno

io pongo dei muretti, dei divieti SEMPRE ED ASSOLUTAMENTE MOTIVATI

scadere alle mani significa non aver più argomenti da spendere, da evitare, imho
cri65 ha risposto alla discussione #5 01/03/2016 16:44
Io veramente qualche sculacciata l'ho data, pentendomene immediatamente, sia perchè avevo perso il controllo, sia perchè la cosa era talmente inefficace che mi si ritorceva contro. Il punto è che un conto è che scappi, in un momento di esasperazione fortunatamente raro, e un conto che sia una modalità abituale di gestire i capricci dei bambini, o meglio la propria inadeguatezza.
pachita ha risposto alla discussione #6 02/03/2016 20:01
Io sono cattolica praticante e quel che dici è privo di ogni logica.
pachita ha risposto alla discussione #7 02/03/2016 20:05
Gesù stesso dice( vangelo di Matteo) che chi fa male a un piccolo finirà Nell geenna e sarebbe stato meglio, per lui, non nascere.

Il bambino nascosto. Favole per capire la psicologia nostra e dei nostri figli.

“Sono due bambini nascosti protagonisti di queste pagine: quello che sta dietro ogni comportamento e sintomo infantile e quello che ognuno di noi adulti si porta dentro, proiettandolo spesso inconsapevolmente sui bimbi che ci camminano accanto nella vita.

Il libro vuole aiutare a scoprire attraverso la rielaborazione fantastica di effettive storie infantili come ogni comportamento, dal punto di vista psicologico, si strutturi in maniera del tutto inconscia nel mondo interno fin dai primissimi anni della nostra esistenza.

La fatica di crescere viene analizzata a partire da temi diversi (l’abbandono dell’infanzia, la nostalgia, la perdita, il tradimento, la paura), tutti ugualmente significativi del disagio infantile. Ed è così che la scoperta del mondo interno di un bambino attraverso la riappropriazione delle nostre stesse emozioni di una volta costituisce una valida chiave d’accesso al mondo dei ragazzi, per poterli capire e aiutare meglio”

autore: Alba Marcoli

editore: Mondadori (collana Oscar saggi)

George e Sam

Una madre, due figli autistici e il racconto di un intensa quotidianità.

È la storia dell'infanzia di due fratelli autistici, descritta con obiettività e anche ironia. È interessante e illuminante, anche per chi non ha figli autistici; attraverso le parole dell'autrice si colgono tante cose che fanno meditare.

Dall'introduzione:

George e Sam è un libro illuminante. Non ci fornisce quel tipo di riscatto sentimentale che permette di piangere e dimenticare, ma propone e, cosa più impressionante, risponde a una serie di domande importanti che sono valide per tutti noi.

Fino a che punto siamo preparati ad accogliere i nostri bambini?

Siamo in grado di amarli così come sono?

Se la nostra vita non è come ce l'aspettavamo, qual è il modo migliore di viverla?

Charlotte Moore ha le risposte.

autore: Charlotte Moore

editore: Penguin

Il Segreto dei Bambini Felici

“Perché tanti adulti sono infelici? Pensate a tutte le persone che conoscete, che hanno problemi come la mancanza di fiducia in se stesse, oppure l’incapacità di prendere decisioni, o di rilassarsi, o di fare amicizia. D’altronde spesso si rimane colpiti dall’allegria e dall’ottimismo che alcune persone dimostrano costantemente. Per quale ragione, dunque, alcuni individui sono più sereni e più equilibrati di altri, nonostante le avversità?

Semplicemente, l’infelicità di molte persone deriva da un condizionamento. Durante l’infanzia, queste persone sono state inconsapevolmente condizionate all’infelicità e durante l’età adulta si sono comportate di conseguenza. Leggendo questo libro scoprirete forse che, senza volerlo, state ipnotizzando i vostri figli in maniera tale da indurli a disprezzare se stessi e state creando così, in loro, molti problemi che forse li affliggeranno per tutta la vita. Nondimeno ciò non è affatto inevitabile. Potete insegnare ai vostri figli ad essere ottimisti, affettuosi, valenti, felici e ad avere la possibilità di condurre una vita lunga e prospera.”

Un manuale che darà ai genitori più fiducia in se stessi, rendendoli più forti, più capaci di amare, più rilassati e... più felici.

autore: Steve Biddulph - Illustrazioni A. Stomann

editore: Tea Libri