Mi fido di te

Attenzione! La lettura di "Mi fido di te" di Gea Scancarello può causare smodati accessi di entusiasmo in chi da sempre segue con interesse gli stili di vita sostenibili e l'affermarsi dell'idea che un mondo diverso, non dominato dall'economia e dal denaro sia possibile. Perché in questo saggio il mondo dell'economia collaborativa non è solo immaginato, auspicato o sognato, ma è il mondo reale e concreto in cui si muove l'autrice nella sua vita di oni giorno. 

 

Gea ci descrive la realtà dell'economia condivisa ("Sharing Economy" in inglese), quel mondo in cui i beni e i servizi non si possiedono, ma si utilizzano a seconda dei propri bisogni. “Dormire”, “Mangiare” e “Muoversi” sono i 3 grandi capitoli in cui è diviso il libro, per ognuno dei quali vengono descritte le varie possibilità dell'economia della condivisione attraverso le esperienze vissute dall'autrice. Così, mentre tutti più o meno ormai sappiamo che è possibile utilizzare auto o bici in condivisione, chiedere o dare passaggi per viaggi fuori città o dormire a casa di qualcuno durante le vacanze, leggendo si scopre che si può anche accudire animali in case da sogno durante le assenze dei proprietari facendo così una vacanza a costo zero, barattare le proprie capacità (che siano di idraulico, scrittore, insegnante o falegname, non importa) in cambio di un soggiorno in meravigliosi bed & breakfast, prenotare un pasto a prezzi irrisori da chi abita nella nostra zona, magari ama cucinare e mette a disposizione i propri manicaretti (etnici o tradizionali) a chi non ha tempo (o voglia!) di stare ai fornelli, prenotare una cena a casa di qualcuno dove si mangerà con altri sconosciuti solo per il gusto di conoscere persone nuove.

Naturalmente in questo mondo dell'economia condivisa ciò che più conta sono i rapporti tra le persone, la fiducia reciproca, la capacità di mettersi in relazione, di provare empatia e solidarietà, la propria affidabilità e disponibilità, la propria “reputazione” su Internet, il proprio coinvolgimento nel "fare le cose" e non certo il valore economico dei beni e dei servizi di cui abbiamo bisogno e di cui vogliamo usufruire. Scrive l'autrice: “Il baratto cancella... la quantificazione e trasformazione in denaro di varie attività – e restituisce ad ogni esperienza un valore determinato dai bisogni specifici e contingenti... Il baratto comporta uno sforzo quantomeno nel relazionarsi...: bisogna entrare in contatto e cercare una sintonia fin da subito, mettendo in gioco – almeno in parte – la propria socievolezza ed emotività... (La) condivisione richiede allenamento mentale e, talvolta, anche lo sforzo di lottare contro la propria pigrizia.”

Certo, anche nel libro si sottolinea come ultimamente alcune esperienze nate dall'idea della condivisione si siano trasformate in veri e propri business nei quali i soldi contano eccome (tre esempi su tutti: Uber, Bla bla car e Airbnb). Accanto a queste grandi realtà sopravvivono però tantissime esperienze che mantengono la caratteristica originaria dello scambio e della condivisione gratuita e comunque ciò che rimane è lo spirito ideale dell'economia collaborativa, cioè mettere in contatto sconosciuti con un interesse (o un bisogno) comune o complementare, creare un'idea di comunità “fatta non più di soggetti passivi, in attesa di avvenimenti dall'alto, ma capace di creare occasioni nuove grazie ad interazioni prima sottovalutate o più difficili”, migliorare le abitudini delle persone.

Alla fine di ogni capitolo c'è un'utilissima sitografia dove l'autrice spiega per ogni sito segnalato cos'è, dove si può usare, come ci si iscrive, quanto costa iscriversi e come funziona.

Insomma, alla fine della lettura l'entusiasmo dell'autrice risulta altamente contagioso: resta solo da accendere il computer e provare a lanciarsi nel mondo ricco di emozioni della Sharing Economy!

autore: Gea Scancarello

editore: Chiarelettere

 

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autore: Masal Pas Bagdadi

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