È primavera tutti fuori!

La frase “Non ci sono più le mezze stagioni” quante volte l'avrete sentita? Immagino tante e tantissime volte, ed è vero. L'inverno che stiamo lasciando non è stato così freddo, non ci ha fatto battere i denti e tenere le mani gelate per tutto il giorno. E che dire dei famosi giorni della merla che dovrebbero essere, secondo quanto vuole la tradizione, quelli più freddi dell' anno? Hanno regalato, invece, temperature più miti quasi primaverili.

 

Basta aprire le finestre e godere degli alberi in fiore, dei fiori sparsi qua e là nei prati e del sole che inizia a scaldarsi e si prepara, si spera, a regalarci giornate indimenticabili e allora che ci facciamo ancora in casa? Tutti fuori!

Eh già il desiderio è proprio questo, prendere la famiglia oppure chiamare gli amici e andare a fare una bella scampagnata fuori città. Gli amanti della tranquillità invece vorrebbero solo fare quattro passi all'aria aperta o leggere un buon libro distesi su un prato.

E i bambini e i ragazzi? Beh, diciamocelo, loro sono sicuramente quelli che più di chiunque altro desiderano vivere queste esperienze. Guardare le stagioni che cambiano dalle finestre della scuola non è certo il massimo del divertimento e allora perché non organizzare giornate all' aperto per aprire e rinfrescare la mente?

Le lezioni tradizionali fanno, purtroppo, ancora parte di un metodo d'insegnamento di alcuni docenti, guai, infatti, ad uscire fuori dagli schemi!

Insegnare, per esempio, la vita delle piante sotto l'ombra di un albero e avere la possibilità di toccarlo e notando così le varie differenze con un cespuglio è decisamente più efficace del far vedere agli alunni le fotografie presenti sul libro.

L'utilizzo dell'attività pratica e imparare all'aria aperta stimolano moltissimo la curiosità dei ragazzi e utilizzare metodi di questo tipo, innovativi, fuori dal comune, già dai primissimi anni di scolarizzazione permette agli studenti di vivere in maniera diversa il tempo-scuola.

Compito dei docenti è quello di trasmettere i “saperi” utilizzando ogni mezzo a loro disposizione, pertanto bisognerebbe uscire dal vecchiume e sperimentare l'insegnamento all'aria aperta.

Spesso alcuni insegnanti sono così stanchi o demotivati che non riescono a comunicare in maniera efficace con la loro classe. A volte hanno poca fiducia negli alunni che restano convinti del fatto che qualcuno di loro non andrà mai oltre la sufficienza pertanto non fanno nemmeno lo sforzo di offrire una soluzione o un'alternativa.

Smuovere la routine scolastica, sorprendere i ragazzi, presentarsi in classe con un bel “Oggi facciamo lezione all'aperto”, indipendentemente dalla materia, farà, ne sono certa, risvegliare dal letargo coloro che considerano la scuola una perdita di tempo.

Offrire metodi diversi a quelli tradizionali, scendere dal piedistallo su cui poggia la cattedra, avvicinarsi agli interessi degli studenti o chiedere a loro stessi di fare lezione a modo loro, cantando, disegnando o dedicare parte dell'ora ai problemi che può avere un bambino o un adolescente non renderà un insegnante perfetto, ma sicuramente avremo bambini e ragazzi consapevoli di essere stati capiti ed ascoltati.

 

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