Sharing economy. Il bello della condivisione

La Sharing economy, l'economia della condivisione, era quella che già praticavano tutti i giorni i nostri nonni quando domandavano alla signora del piano di sopra un uovo in prestito per poi ricambiare con una tazza di zucchero, quando, per fare una commissione, affidavano alla vicina i propri figli per poi invitare gli altri bambini del cortile a fare merenda il giorno dopo o quando 2 contadini mettevano in comune qualche attrezzo per ottimizzare le spese.

Tutto questo, uscito dalla porta nelle nostre grandi città spersonalizzate dove spesso si fa fatica a parlare con i vicini, sta rientrando dalla finestra, complici due fatti molto significativi: la crisi e l'avvento di internet, senza il quale tutto quello che stiamo per raccontare non avrebbe potuto essere e non sarebbe possibile.

Il ritorno alla condivisione, al baratto, al riutilizzo, all'accesso di un bene o servizio più che al suo possesso hanno avuto un grande impulso con la crisi economica mondiale iniziata nel 2008: molti si sono resi conto che condividere un oggetto poteva diventare economicamente conveniente sia per chi l'oggetto lo offriva sia per chi ne aveva bisogno. Inoltre si è cominciato a capire che il modello di sviluppo entrato in crisi non era davvero più sostenibile: per vivere consumando quanto facciamo oggi, ci vuole un pianeta e mezzo e questo alla lunga non può durare. La formula quindi è: consumare meno e meglio, condividendo.

Nel tempo però si è compreso anche che il grande valore aggiunto della sharing economy non è tanto o solo il risparmio, di denaro o di risorse, ma la creazione di nuove comunità, di una nuova socialità che arricchisce tutti e di nuove opportunità per ognuno: molto banalmente durante viaggi in condivisione, per esempio, o durante una cena a casa di sconosciuti, possono nascere anche opportunità lavorative con persone che altrimenti non si sarebbero mai incontrate.

Per non parlare dell'arricchimento umano del conoscere persone nuove. Per molti appassionati della sharing economy il risparmio passa in secondo piano, ciò che diventa più importante è lo scambio umano e culturale. Gea Scancanello, autrice del libro Mi fido di te, dice in un'intervista: le relazioni che si possono instaurare "tra persone che non si conoscono alimentano una fiducia generalizzata basata sui comportamenti positivi... La fiducia è circolare e a sua volta genera fiducia, trasforma la paura in una scoperta..." Nel nostro tempo purtroppo segnato da incertezze, sospetti e paure sempre più grandi, tutto questo diventa ancora più importante e significativo.

I beni, i servizi e le esperienze che si possono condividere sono davvero tantissimi, dagli attrezzi per il bricolage ai tir! Continuate a seguirci: nella prossima puntata faremo una carrellata di siti della sharing economy, un elenco in continua evoluzione ed espansione.

 

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I ragazzi felici di Summerhill

L'esperienza della scuola non repressiva più famosa al mondo

Quanta libertà è giusto concedere a un bambino, a un ragazzo? E quando la libertà si trasforma in licenza?

Summerhill è la scuola che Neill fondò in cui il principio inspiratore è un'educazione che non ha bisogno di ricorrere alla paura. Una scuola senza autorità dove le regole sono dettate da un'Assemblea Generale formata da alunni e insegnanti in cui il fondatore ha lo stesso potere di voto di un fanciullo.

Neill dimostra che la libertà funziona, che i bambini sono capaci di autoregolarsi qualora non abbiano già assorbito il sistema educativo violento e coercitivo delle scuole tradizionali.
Summerhill ha uno spirito comunitario e di autogoverno in anticipo sui tempi. Questo avviene perché la scuola stessa è un'isola:
Neill non si propone di cambiare la società, lui desidera solo che i suoi ragazzi siano felici. Quando un ragazzino arriva a Summerhill inizialmente è disorientato e approfitta di tutto quello che si pensa (sbagliando) sia "libertà", ovvero fare quello che si vuole. A Summerhill le lezioni sono facoltative, se un bambino non vuole imparare a leggere e a scrivere non lo fa, e non è giudicato ma viene trattato con rispetto. Eppure entro breve tempo (quasi) tutti frequentano le lezioni, rispettano la libertà degli altri e se questo non avviene, gli stessi bambini decidono la sanzione, nell'assemblea settimanale di autogoverno.

E' una bella utopia, un invito a riflettere sulla violenza e sulle ipocrisie del nostro sistema scolastico, una proposta di antiscuola inimitabile, perché molte scuole ispirate a quel modello scambiarono proprio libertà con licenza, l'errore più comune che proprio Neill stesso tendeva a sottolineare: libertà non è assenza di regole come molti credono, ma è autoregolazione. La comunità infatti si detta da sola le regole, spesso ferree e precise, improntate sul rispetto reciproco.

autore: Alexander S. Neill

editore: Red Edizioni

I conquistatori

Un bel libro pacifista per bambini della scuola dell'infanzia, che racconta in modo semplice e intuitivo come fece una nazione piccola e disarmata a non farsi conquistare da un Grande Paese che aveva il Cannone.

Sottilmente attuale: le donne del piccolo paese si vestono con lunghi abiti dai colori sgargianti e portano il capo coperto...

 

Si presta ad essere abbinato all'ascolto della canzone Napoleone di Endrigo/Rodari.

autore: David McKee

editoreIl Castoro

Il Guerriero di Legno

Cosa siamo senza la nostra storia? Una pianta senza radici.
È così che si sente il Vecchio Albero, Guerriero di legno, quando perde la sua magica capacità di raccontare storie. Un vecchio albero è quanto di più vicino ci sia all'immagine della stabilità, della solidità. Ma se non c'è memoria, non c'è voce, ma solo un grande silenzio. L'albero guerriero non è solo, però: tutti i giovani alberi, che avevano sempre ascoltato i racconti del vecchio albero, diventano a loro volta narratori di storie, testimoni di quella memoria che è stato loro tramandata. Diventano dunque capaci di rigenerare la primavera delle parole dando così sollievo a chi non è più in grado di trattenere ricordi.

Un tema difficile, quello dell'anziano che per colpa della malattia perde la memoria, raccontato ai bambini con toni poetici, dove traspare il dolore, la malinconia ma con delicatezza e garbo, anche grazie alle splendide illustrazioni che seguono il racconto in perfetta sincronia, intonandosi alle parole. Così la pagina in cui la betulla argentata chiede una storia assume tonalità blu come l'argento, gli oggetti dai colori vivaci appaiono man mano che l'albero li descrive. Perfino il sole con la risata scoppiettante ha i raggi come popcorn. Poi arriva il vuoto e il silenzio della memoria e le pagine si adeguano, nei colori freddi dell'inverno. Non si guarisce, ma molto si può fare, e anche i colori tornano in qualche dettaglio pur rimanendo tenui e delicati.

Nel testo troviamo una felice parallelo tra i libri e il bosco. Nel nostro immaginario i libri hanno molti legami con le foreste, le biblioteche sembrano un po' dei boschi, pensiamo per esempio agli allestimenti nelle manifestazioni per ragazzi dove tantissimi libri sono appesi alle pareti con dei fili e i bambini possono passarci in mezzo, fermarsi e aprirli. 
I libri, infine, ci aiutano là dove la nostra memoria non può arrivare. Anche loro ci salvano dall'oblio e ci guidano nei sentieri del bosco.

Autore: Lorenza Farina - Manuela Simoncelli

Editore: Lineadaria editore