Gli animaletti del cuore

È un bimbo con gli occhi di cielo e una semplicità che disarma.

Usa poche parole ma belle e delicate.

Ogni bimbo ne ha di preziose.

Sono frasi scarne ma essenziali e parlano di ciò che noi adulti non vediamo ma loro intuiscono, prendendolo a prestito direttamente da quanto li circonda.

Lui ha sei anni e arriva nel mio studio, con una borsa di plastica, carica di animaletti di gomma, facili da coccolare e stringere.

Li porta sempre con sé: pesci, ranocchi e anche piccoli squali, tutti animali marini. Gli regalo una valigetta rosso fuoco perché così, dentro lì, in quello spazio ampio, loro stanno più comodi.

 

La valigetta, un tempo, custodiva colori e ora pare una casa dove ognuno di loro trova il suo posto.

Parliamo e ci raccontiamo che anche quegli abitanti degli abissi, alle volte, si sentono soli e richiedono coccole e cure.

Lui mi pare convinto.

Mi dice che ha paura del buio e che gli animaletti non lo aiutano molto, anche se lui li stringe.

Alle volte, si sveglia che ne ha qualcuno sopra la sua pancia.

Sorride.

Gli chiedo se per caso abbia dato, a uno solo di loro, il preciso compito di proteggerlo. Questo rito magico va fatto, dopo che i genitori gli hanno letto la storia della buona notte.

Magari, quell'animaletto può essere scelto insieme a mamma o papà. Scegliere a chi affidare il compito è importante! Il guardiano degli animaletti deve essere vigile!

Lui mi ascolta e mi pare quasi illuminato da tale proposta. Essa pare accogliere e accarezzare i suoi veri bisogni.

Mi parla, a seguire, dei suoi animali domestici: un cane, un gatto, cocorite e tanti pesci rossi.

Comprendo come la loro presenza nella sua vita sia preziosa e lo stimoli; lo educhi al rispetto, alla cura, alla responsabilità, alla dolcezza, all'osservazione, alla condivisione, all'ascolto e tante altre sfumature che solo la presenza di un animale dona ai più piccoli. 

Più sereno se ne torna a casa.

Stringe con fierezza la sua valigetta rossa: una casa per i suoi animaletti di gomma.

Lo sento più sicuro. "Sai, mi dice, credo che gliene parlerò a papà: lui è forte e m'indicherà l'animaletto più capace di stare sveglio la notte" sorrido a sua madre, che l’ha accompagnato, e lei ricambia il sorriso.

In quella valigia rossa, il bimbo porterà con sé la richiesta preziosa di vicinanza ad un padre, per affrontare il buio.

 

 

 

 

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cnadia ha risposto alla discussione #2 25/05/2016 09:08
Mi ha fatto tenerezza questo racconto.

Mio figlio di quasi 10 anni dorme ancora con una marea di peluche, quello grande invece ha smesso, ma solo un paio di anni fa (ora ne ha quasi 15...)

Mi ricordo che quando era piccolo aveva degli animaletti del cuore, ad esempio un dinosauro di gomma che aveva chiamato Fiorellino... recentemente è saltato fuori, tutto consumato, e ho detto "guarda, Fiorellino!!!" e lui "Fiorellino?!?" e io "sì, lo avevi chiamato così", e lui "mbf, sgrunt, bah..."

ah... l'adolescenza, che bella età... :D
zilli ha risposto alla discussione #3 25/05/2016 10:19
Il mio piccolo tredicenne ha i suoi animaletti, dimensione dei trudini per intenderci, ognuno con nome e compiti precisi. Ormai sono una valanga ma ad ogni compleanno gli si illuminano gli occhi alla vista di un nuovo amico. :side:
ha risposto alla discussione #4 25/05/2016 10:38
Le mie adolescenti dormono entrambe con Pè.. che non sono io ma è un topone grigio (Diddle, ve li ricordate), che hanno da quando sono nate. Ormai è una specie di straccio, ma Pè non si tocca, e viaggia pure con noi! :silly:
bulsi ha risposto alla discussione #5 25/05/2016 11:20
mia figlia dorme abbracciata ad Orso, quello di Mascha.
Dovrò comprarne uno di scorta

Il libro di tutte le cose

Ho appena finito di leggere questo magnifico libro.

È ambientato in Olanda, il protagonista si chiama Thomas. Lui vive in un mondo tutto suo, si rifugia nella sua testa, perché non accetta la realtà. Lui però la realtà, in una parte della sua testa la conosce. Thomas sa che il padre fa cose sbagliate e che gli preferisce la sorella, che secondo lui ha un cervello di gallina, ma nel corso del romanzo avrà modo di fargli cambiare idea.

Leggi tutto...

Oggi a scuola è arrivato un nuovo amico

"Parlano russo, indiano, swaili o spagnolo. Sono confusi ed intimoriti, a volte sono introversi e persi nel loro mondo, a volte sono inquieti ed irrequieti. Hanno sei anni e ne dimostrano quattro, emotivamente poi sembrano ancor più piccoli. A sette e otto anni non hanno idea di quel che sia una scuola, un libro... Sono i figli dell'adozione internazionale.

Nella loro vita ci sono due madri, due famiglie, possono avere un passato segnato da traumi, possono aver vissuto per anni in un istituto, possono aver viaggiato da un continente all'altro, hanno sempre viaggiato o da un prima ad un dopo, molto diversi tra loro, per avere una famiglia stabile e serena.

Arrivano in classe con le loro lingue, le loro culture, i tradimenti degli adulti, il loro aver trovato una famiglia attraverso l'adozione. Arrivano in classe con i nuovi genitori, genitori a volte stanchi, ansiosi, desiderosi di trovare nelle insegnanti delle alleate che li aiutino nei primi bellissimi e faticosissimi mesi di formazione di una nuova famiglia.

Raramente gli operatori della scuola conoscono le realtà, le storie dei bambini, le procedure, le vicissitudini burocratiche, le attese e le avventure dei genitori adottivi. A volte sembra che manchino i canali per parlarsi e che scuola e famiglia siano due mondi che non riescono a raggiungersi.

La scuola accogliendo in sé - attraverso i bambini - le moltissime istanze del sociale, può oggi farsi promotrice di una cultura della convivenza civi­le dove ogni differenza trovi modo di esprimersi per quanto ha di ricco, nuovo, stimolante per tutti noi. È per questo che desideriamo creare un'alleanza tra genitori e maestre, un'alleanza dentro cui i bambini cresceranno serenamente, i genitori si sentiranno sostenuti e le insegnanti vedranno riconosciute al meglio le proprie capacità."

autore: Anna Guerrieri, M. Linda Odorisio

editore: Armando Editore

Mi hanno ucciso le fiabe. Come spiegare la guerra e il terrorismo ai nostri figli.

Durante l'osservazione del comportamento di alcuni bambini del suo Centro giochi di Masal, l'autrice - nota psicoterapeuta, rimane impressionata dalla seguente conversazione: "Secondo me dovrebbero dare il permesso agli americani di usare la bomba atomica così ne sganciano una su Bagdad ed è finita la guerra". Un'altro bambino risponde "Io penso che sia sbagliato perchè se butti una bomba atomica su Bagdad uccidi tutta la gente e poi anche...come si chiama..Aladino. Così uccidono tutte le nostre fiabe e non ci sono più fiabe". Dialogo surreale che mette in evidenza un problema molto serio: guerre, massacri di innocenti, armi chimiche, attacchi kamikaze ed eventi naturali incontrollabili: le notizie dei disastri colpiscono grandi e piccini e nessun mass media riserva spazi a loro adeguati per aiutarli ad impadronirsi della realtà.

In questo libro Masal Pas Bagdadi ha intervistato bambini e fermato i loro pensieri e le loro emozioni ma soprattutto ci insegna a stare loro vicini, a rassicurarli e a decodificare le loro paure sui grandi temi della guerra e della distruzione. Ci dice come dirglielo e cosa dirgli, cosa fargli sapere e cosa non fargli vedere, ci mette in guardia contro le difficoltà che si possono incontrare e ci suggerisce come affrontarle.

Un libro per entrare in sintonia con i propri figli, per comprendere i loro ragionamenti e percepire le realtà che possono provvedere al loro fondamentale bisogno di sicurezza.

autore: Masal Pas Bagdadi

editore: Franco Angeli