Democrazia e crema di nocciole

Specchiarsi nei ragazzi, per vedere come siamo noi, è un esercizio raccomandabile.

- "Mi dici un cibo che non ti piace?"

- "La Nutella"

Sono cento bambini di prima media e novantanove hanno un trasalimento.
Quello che mi ha risposto chiude le spalle in tempo, prevedendo l'onda che gli si abbatte contro. Nel casino più totale il senso è bellicoso: "Nun è possibbbile", "Ma cccome se fa", "Ma che stai a dì", "E annamo", sono le reazioni dicibili.

 


"- Potreste inventare un modo per far sì che al vostro compagno venga voglia di assaggiare la Nutella?"


Il fior da fiore è cosi riassumibile: "Gliela faccio mangia' mentre dorme", "Lo ingozzo co' l'imbuto", "Gli dico che è un'altra cosa e lo frego", "Gliela nascondo fra due biscotti che gli piacciono".


Così piccoli e già così adulti.


Il tono intanto s'è alzato.
In questa scuola avvezza all'educazione civica, si valori democratici, all'intercultura, tra un poco ci scappa la crociata brandizzata Ferrero, contro il diverso, il sacrilego anutellato.


Poi si fa avanti una bambina. Per parlare quasi quasi chiude gli occhi.
"- Ti piacciono le nocciole?"
"- Si"
"- Lo sai che nella Nutella ci sono le nocciole? Sei capace di riconoscerne il sapore? E di distinguerlo dal sapore che non ti piace?"


La massa, in buona parte l'ha ignorata e si addanna a inventare pene per il reo e a gonfiare sdegno.


Abbraccio la bambina.


È vero. Le donne ci salveranno

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