Basta studiare! Da due prof il metodo collaudato per uscire dall’ansia di compiti, insufficienze e debiti ad uso di genitori e studenti.

Due insegnanti e papà trentenni invitano i genitori dei ragazzi che cominciano a frequentare i 5 anni delle scuole superiori a non abbandonare il loro ruolo attivo ed educativo pensando che i propri figli siano ormai cresciuti abbastanza per correre con le proprie gambe. E no…non bisogna darsi per vinti davanti a questi adolescenti annoiati, borbottanti, insoddisfatti, apatici, sdraiati sui divani o paralizzati davanti a Facebook e WhatsApp. Brutti voti, week end riempiti di compiti, angosce per interrogazioni, bugie, litigi, discussioni sono tutte rappresentazioni di una certa quotidianità e fanno della scuola una vera e propria emergenza educativa per numerose famiglie. Grazie al metodo BiEsse (Bramati e Sanna) è possibile restituire tempo al dialogo, all’ascolto, alla programmazione insieme ai figli.

Una prima parte è dedicata a delineare le tipologie dell’adolescente (il disinteressato, il silente, il ribelle, il bambinone) e l’atteggiamento dei genitori (sottoposti ad un breve test di 16 domande) di fronte alle varie situazioni: pazienza, senso pratico, saper capire i punti di forza, smuovere le negatività, affrontare in maniera distinta le problematiche. Sono solo alcuni dei ragionevoli suggerimenti che i due autori distribuiscono nel libro inserendo i concetti fondamentali in piccoli “riquadri” intratestuali.

Nella seconda parte ecco descritti in modo chiaro i 7 punti alla base del metodo che dovrebbe rendere costruttiva l’esperienza scolastica senza l’alibi della creazione di colpevoli (a turno: i docenti, la scuola, gli studenti) e senza la solita congerie di lamentele che non fanno che dare un’ulteriore spinta alla demotivazione dei ragazzi e alla crisi del nostro sistema scolastico già attraversato da diversi problemi. La scuola deve essere “interessante” nel senso etimologico di porre l’essere (esse) dentro (inter) per coinvolgerlo pienamente sia nella dimensione corporea che in quella spirituale. Per far ciò:

  1. Seguite vostro figlio anche alla scuola superiore.
  2. Abbiate chiaro il vostro ruolo di genitori: esempio, autorità e dialogo sono i capisaldi.
  3. Il planning settimanale serve ad organizzare lo studio, ad ottimizzare il tempo lasciando spazio agli svaghi.
  4. Osservate, ascoltate e rilanciate sempre. Dialogo sempre, regole stabilite, spiegate e condivise, e dulcis in fundo attenzione alle parole, ci sono frasi che è meglio evitare per non urtare la loro suscettibilità o diminuirne l’autostima. Comunque bisogna intervenire sempre e non solo per dire dei “no”.
  5. Imparate a conoscere i nemici e gli alleati dello studio: saper dividere il tempo del divertimento da quello dedicato ai libri, tenere in ordine il diario e il materiale, avere uno spazio adatto alla concentrazione.
  6. Scoprite chi è vostro figlio dalle 8.00 alle 14.00. Per far questo è importante costruire una sinergia tra alunni, docenti e famiglie. Solo se scuola e famiglia collaborano potranno contribuire in maniera determinante a fornire un’educazione personalizzata che porterà a formare l’adolescente di oggi e l’uomo di domani.
  7. Motivate ed allenate i figli. Rispondete sempre alla domanda: Perché studiare? E per far questo non ragionate solo sul fine, ma date un senso al percorso perché la scuola è il luogo ideale per la loro crescita culturale, emotiva e relazionale.

Gli esempi pratici non mancano e nel terzo capitolo il genitore inizia insieme al proprio figlio l’anno scolastico, entrando completamente nel suo ruolo. La regola fondamentale è quella di fare i genitori e di non sostituirsi agli insegnanti: cosa fare se l’esercizio a casa non viene? E se il secondo quadrimestre è tutto in salita? Evadiamo un po’ dalla quotidianità? Programmiamo qualcosa di speciale? Come lavorare a regola d’arte? E la maturità?   “Basta studiare!” e, come dice Dante, davanti alle tre fiere occorre battere timidezza (lonza), frenesia (leone) e dispersività (lupa).

autore: Lorenzo Sanna - Marcello Bramati

editore: Sperling & Kupfer

Pin It
Accedi per commentare

Le emozioni dei bambini

"Comprendere le emozioni dei bambini significa aiutarli a crescere felici. Traendo spunti ed esempi dal vivere quotidiano Isabelle Filliozat, psicopterapeuta di fama, aiuta a capire il significato di tanti comportamenti e a trovare le parole e i modi per risolver le situazioni che appaiono più difficili.

L'autrice non dà soluzione preconfezionate, ma analizza i problemi di tutti i giorni, che lei stessa mamma, di due bimbi di 2 e 4 anni all'epoca della stesura del libro, ha provato e soprattutto non trascende da quello che sono i genitori. Per capire il bambino che abbiamo davanti occorre ascoltare il bambino che siamo stati. Le emozioni dei nostri bambini allora hanno radici profonde, quello che non sopportiamo in loro tocca le corde più intime del nostro essere.

Oltre ad esaminare sotto nuovi aspetti le problematiche più comuni dei bambini e ad offrire spunti di riflessione, Filliozat descrive quali sono le emozioni più diffuse del vivere quotidiano per aiutare a cogliere quanto c'è di gioioso in ogni attimo della vita con i figli.

Questo libro potrebbe a prima vista rientrare nel filone dell'intelligenza emotiva introdotta da Goleman (Daniel Goleman, L'Intelligenza emotiva, ed. Rizzoli, 1996), ma a mio avviso ha qualcosa in più. Oltre a "partire dal basso", nel senso che si cala nei panni della mamma e del papà, è più vicino alla nostra sensibilità europea, a cui sta stretta il libro-manuale. L'autrice cita in bibliografia Alice Miller, la psicoterapeuta zurighese che ha descritto e documentato la sofferenza inespressa dei bambini e la difficoltà dei loro genitori a essere disponibili a capirla.

Questo libro si può non amare, si può non condividere in parte o del tutto, ma sicuramente colpisce il genitore che lo legge e, oserei dire, nella maggior parte dei casi fa scaturire delle emozioni che si credevano sepolte. Nel mio caso ha rivoluzionato il mio modo di essere madre."

autrice: Isabelle Filliozat

editore: Pickwick

Le streghe

Un racconto inquietante che vi farà sapere chi sono le vere streghe.

Non quelle delle fiabe, sempre scarmigliate e a cavallo di una scopa, ma quelle elegantissime, somiglianti a certe signore che probabilmente già conoscete.

Come fare a individuarle?

Bisogna stare attenti a chi porta sempre i guanti, a chi si gratta la testa, a chi si toglie le scarpe a punta sotto il tavolo e a chi ha i denti azzurrini, perchè tutto ciò serve a nascondere gli artigli, i crani calvi, i piedi quadrati, la saliva blu mirtillo: tutti segni distintivi delle vere streghe.

Sapendo questo potrete evitare di venir trasformati in topi!

autore: Roald Dahl

illustrazioni: Quentin Blake

editore: Salani Editore

E l'eco rispose

L’eco è la propria voce che si ripete all’infinito. Qui si tratta di vite di uomini e donne che si intrecciano come le radici di un albero e che nel libro sembrano riflettersi come in uno specchio. All’inizio una sorella sarà strappata al proprio fratello in un piccolo paese dell’Afghanistan  e da questo dolore nasceranno le storie di tanti personaggi che dal passato arrivano al presente: quella di Sabur il padre, amato da due sorelle gemelle, la più bella Masuma e la meno bella Parawami, quella dello zio Nabi , fedele domestico della ricca, ma infelice coppia di Nali e Wahdati, quella di Idris e di Roshi, quella del medico volontario Marcos , di sua madre e della ragazza sfigurata, quella di un ragazzo e della sua disillusione nei confronti di un padre  e quella delle due Pari una figlia e l’altra sorella di Abdullah che alla fine del libro, ormai vecchio e malato di demenza, riuscirà a re-incontrare .

 

Leggi tutto...