E l'eco rispose

L’eco è la propria voce che si ripete all’infinito. Qui si tratta di vite di uomini e donne che si intrecciano come le radici di un albero e che nel libro sembrano riflettersi come in uno specchio. All’inizio una sorella sarà strappata al proprio fratello in un piccolo paese dell’Afghanistan  e da questo dolore nasceranno le storie di tanti personaggi che dal passato arrivano al presente: quella di Sabur il padre, amato da due sorelle gemelle, la più bella Masuma e la meno bella Parawami, quella dello zio Nabi , fedele domestico della ricca, ma infelice coppia di Nali e Wahdati, quella di Idris e di Roshi, quella del medico volontario Marcos , di sua madre e della ragazza sfigurata, quella di un ragazzo e della sua disillusione nei confronti di un padre  e quella delle due Pari una figlia e l’altra sorella di Abdullah che alla fine del libro, ormai vecchio e malato di demenza, riuscirà a re-incontrare .

 

 

Tante storie quindi sotto il cielo di vari paesi, l’Afghanistan,  in primis raccontato con dolcezza, ma anche con intensità emotiva soprattutto nei giorni in cui la guerra ne distrugge ogni speranza di vita, diviso tra miseria, paesaggi carichi di profumi e di colori, crudezze e violenze, ma anche pieno di sensi di colpa e di sentimenti forti, da dove partono i destini che approdano negli Stati Uniti, in Francia, in Grecia.

Ognuno ha la propria storia, i propri sentimenti, ma nonostante la lontananza di questo paese, qualsiasi lettore anche occidentale non può che sentirsi vicino a stati d’animo e situazioni che vivono i personaggi. Il disagio per esempio di chi non conosce le proprie origini e si sente mancante di una parte di sé, la sofferenza di chi ha una malformazione e di come questa possa venire accettata o non accettata dagli altri e da se stesso, i sensi di colpa di un figlio nei confronti della madre non compresa e quelli di chi vorrebbe cambiare la propria vita e non ci riesce, un accenno anche all’amore intenso di un uomo nei confronti di un altro uomo in un paese musulmano, il senso di soffocamento di una donna che cerca a tutti i costi la propria libertà e realizzazione personale.

Visioni diverse delle cose e della vita che determinano il destino di molti; ciò che scegliamo nel presente avrà ripercussioni non solo nel nostro futuro, ma anche in quello di molti altri, perché la vita ci unisce gli uni agli altri di generazione in generazione. Nell’incontro tra queste due donne dallo stesso nome, l’una che ha vissuto in un’assenza e l’altra in una presenza, scaturisce il senso del libro.

Dice Pari, la figlia: “Mi immaginavo che fossimo due foglie portate dal vento a distanza di chilometri e tuttavia legate dal profondo groviglio delle radici dell’albero dal quale eravamo cadute”. Le origini, la famiglia, il proprio paese è l’albero al quale ognuno resta attaccato e dal quale riesce a trovare le risposte alla propria esistenza che ognuno costruisce come può e come vuole. Senza quell’albero mancano dei punti di riferimento e non capiremo mai ciò che siamo e quale sia il nostro posto nel mondo.    

Autore: Khaled Hosseini

Editore: Piemme

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