Dialogo

La pubblicazione del più recente "Esterno con Figli", “Caro Diario” ha suscitato una buona serie di commenti sul forum di Officina Genitori
Non me ne prendo il merito. Bontà vostra e del tasto sensibile toccato.
I vostri scritti, appassionati, fanno ghiotta l'occasione. Perciò vi propongo un gioco.


Prendete tutti i contributi al dibattito. Copiate e incollate in unico testo.
Ora andate in cima e leggete di seguito, immaginando di rivolgervi a quella ragazza che nel mio raccontino sta al suo banco, muta, masticando gomma anche detta chewing gum.

 


Al termine, secondo voi, che cosa rimarrà alla pischella ruminante?
Credo solo la gomma in bocca e più vuoto in testa. Non credete? E forse anche un po' di acidità allo stomaco.
Eppure, nel testo che avete snocciolato ci sono temi grandi, significativi. Che però stanno dentro di noi, si agitano dentro di noi. Sono nostre speranze, nostre paure, nostre storie. Ma noi, sovente, ne parliamo ai figli come fossero realtà oggettive. Ripulendole da ogni traccia di nostra soggettività.

Siamo davvero certi che sia per un ascoltatore (con l'aggravante che ci riferiamo qui ai nostri figli adolescenti) sia così ovvio il nesso che dentro di noi si crea tra "chewing gum", "gomma", "insegnante", "scuola", "crocefisso", "regole", "masticare", "atteggiamento", "buone maniere", "cintura di sicurezza", "ricordo", "maleducazione", "ossessione", "educazione", "alito", "fiducia", "voto", "concentrazione", "memoria", "democrazia", "rutto", "tolleranza", "cappellino", "esperienza"...?

In questo modo, ai nostri figli non arriva la possibilità di affacciarsi sul nostro incerto e legittimamente dibattuto mondo interiore, un invito a capire noi per poi capire se stessi. C'è il rischio che si sentano come il nostro campo da gioco, sulla cui erba ci cimentiamo nella difficile prova genitoriale. Loro ci vendono e ci sentono correre, agire. Ma il senso di quei nostri movimenti, arriva?

Noi ci preoccupiamo di agire per mostrare ai nostri figli ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. A volte proiettiamo davanti a loro questo film dimenticando che è girato in mandarino antico, con attori in maschera e non sottotitolato.

Se voglio ottenere che in mia presenza non si mastichi chewing gum, credo io debba vietarlo. Punto. Se voglio che mio figlio abbia anche un motivo per quel divieto, posso utilmente raccontargli che cosa mi accade dentro quando qualcuno in mia presenza mastica chewing gum. Perché quello (che mi nasce la paura di non essere ascoltato, o che quel rumore mi disgusta, o...) è un fatto, chiaro, certo e incontrovertibile. Sul quale diventa più facile costruire dialoghi, relazioni, alleanze.

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autore: Anna Guerrieri, M. Linda Odorisio

editore: Armando Editore