Volere è potere

Volere è potere: se è così, allora perché diciamo più spesso "devo"?

 

Adolescevo come tutti. Anche se a me sembrava di farlo in modo unico e speciale. E anche sofferto.
Sulla spiaggia mi trovai a mettere a repentaglio il mio inglese scolastico, balbettando una conversazione con una coppia di tedeschi anziani, vicini d'ombrellone.


Loro avevano preso particolarmente gusto alla faccenda e non riuscivo più ad uscirne.
In piedi, al sole, m'inerpicavo su quella chiacchiera, mentre alle spalle sentivo il richiamo degli amici già in acqua. E in particolare friggevo per una ragazza che in mezzo alla comitiva m'interessava assai. Così, saltando su una presa di fiato del tedesco anglofono, dissi: Scusi, ma adesso devo andare in acqua.


Lui se la sorrise e poi mi chiese: Devi? O vuoi?
M'è rimasta nell'orecchio anni, quella domanda. 


Tante volte ho detto "devo" e intendevo "voglio". Tante volte sento ragazzi incespicare nella stessa trappola. 
È che per dire "voglio" devo sentire di potermelo permettere. "Riconoscere il bisogno", direbbe uno psicoqualcuno. 
E per riconoscere un bisogno, bisogna prima riconoscere diritto d'esistenza a chi lo prova.


Mi torna in mente una mamma che agitata mi chiese aiuto perché non riusciva ad ottenere che la figlia ordinasse la sua cameretta. Era agitata e disperata.
- Mi scusi, la camera lei deve ottenere che sia ordinata, o lo vuole?
- Lo voglio, mi disse dopo uno sforzo di messa a fuoco.
E cominciava a vedere che questo dettaglio-base non l'aveva mai chiarito, a sé e poi a sua figlia.

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Arcobaleno fa la pace

Il pesciolino Arcobaleno e i suoi amici vivono spensierati in fondo all'oceano. Poco lontano, una bella balena blu si lascia cullare dalle onde osservandoli placidamente.

"Perché ci guarda in quel modo?" si chiedono un giorno, insospettiti, i pesciolini.

"Grande e grossa com'è, chissà quanto mangia. E se divorasse tutto quello che c'è in giro?".

Sentendoli parlare così, la balena, che in realtà stava solo ammirando le loro belle scaglie brillanti, s'indispettisce e la sua rabbia non resterà senza conseguenze...

"Dobbiamo fare la pace" decide allora Arcobaleno "perché quando si litiga si finisce per stare male tutti".

Sì, ma in che modo?

Sembrava complicato, ma quanto è semplice fare la pace! Balena e Arcobaleno parlano a lungo. La balena spiega ad Arcobaleno perché si è arrabbiata... i due ridono insieme e trovano un accordo e ben presto nessuno riesce a spiegarsi più perché quel bisticcio sia mai avvenuto.

Le illustrazioni sono ulteriormente abbellite dalle lamine rifrangenti che fanno luccicare le scaglie dei pesciolini.

Per bambini in età prescolare.

Della stessa serie
"Arcobaleno, il pesciolino più bello di tutti i mari" che insegna la felicità nel donare 
"Arcobaleno, non lasciarmi solo!", che insegna a non creare gruppi esclusivi e ad accettare anche coloro che sono diversi da noi.

autore: Isabella Bossi Fedrigotti, Marcus Pfister

editore: Nord-Sud

La città dei bambini

La rivoluzione proposta in questo libro è ripensare alle nostre città a partire dai bambini: una città fatta per i bambini è garanzia di una vita migliore per tutti.

Francesco Tonucci è un ricercatore del CNR che ha avviato con il comune di Fano il progetto "La città dei bambini".

Questo libro rivede tutte le priorità della vita di città, dove sono le macchine a farla da padrone. I bambini sono prigionieri delle case, non possono uscire a giocare da soli, non possono andare a scuola da soli. Non vivono la città, perché in realtà le città non sono più vivibili.

Ma considerando il punto di vista dei bambini, contemporaneamente si rispettano anche le altre categorie più deboli: gli anziani, i disabili. Una città pensata per i bambini è in realtà una città per tutti, e il libro ci mostra come e perché. La soluzione potrà sembrare utopica, forse, ma per l'autore è molto più utopico e folle procedere nel cammino senza futuro che le nostre città hanno imboccato. Quella dei bambini è un'utopia concreta, un'utopia sostenibile.

La prefazione è di Bobbio.
L'autore è anche disegnatore, con lo pseudonimo di FRATO.

autoreFrancesco Tonucci

editore: Laterza

Sorella del mio cuore

La vita di due bambine che diventano donne perdendosi e ritrovandosi fra le tradizioni dell'India e le sue contraddizioni. Nate e cresciute insieme si conoscono e si amano profondamente, condividendo gioie, dolori, speranze.

Ma fuori dai muri protettivi della loro famiglia le attendono i segreti del passato e le nebbie del futuro: i fantasmi dei loro padri, i fanatismi dei pregiudizi e dei riti sociali, la fatica quotidiana di una famiglia di sole donne per allevarle e mantenerle, lo spettro del matrimonio combinato e l'incanto del vero amore.

Un romanzo che ci avvicina al mondo affascinante dell'India, che ce ne fa scoprire la magia ma anche le profonde contraddizioni che lo caratterizzano.

La storia ha un seguito, nel libro "Il fiore del desiderio", che si svolge in America dove si perde la magia che caratterizza questo volume, le ragazze crescono e con loro la difficoltà e l'amarezza dei loro destini.

autore: Chitra Banerjee Divakaruni (traduzione Federica Oddera)

editore: Einaudi