Volere è potere

Volere è potere: se è così, allora perché diciamo più spesso "devo"?

 

Adolescevo come tutti. Anche se a me sembrava di farlo in modo unico e speciale. E anche sofferto.
Sulla spiaggia mi trovai a mettere a repentaglio il mio inglese scolastico, balbettando una conversazione con una coppia di tedeschi anziani, vicini d'ombrellone.


Loro avevano preso particolarmente gusto alla faccenda e non riuscivo più ad uscirne.
In piedi, al sole, m'inerpicavo su quella chiacchiera, mentre alle spalle sentivo il richiamo degli amici già in acqua. E in particolare friggevo per una ragazza che in mezzo alla comitiva m'interessava assai. Così, saltando su una presa di fiato del tedesco anglofono, dissi: Scusi, ma adesso devo andare in acqua.


Lui se la sorrise e poi mi chiese: Devi? O vuoi?
M'è rimasta nell'orecchio anni, quella domanda. 


Tante volte ho detto "devo" e intendevo "voglio". Tante volte sento ragazzi incespicare nella stessa trappola. 
È che per dire "voglio" devo sentire di potermelo permettere. "Riconoscere il bisogno", direbbe uno psicoqualcuno. 
E per riconoscere un bisogno, bisogna prima riconoscere diritto d'esistenza a chi lo prova.


Mi torna in mente una mamma che agitata mi chiese aiuto perché non riusciva ad ottenere che la figlia ordinasse la sua cameretta. Era agitata e disperata.
- Mi scusi, la camera lei deve ottenere che sia ordinata, o lo vuole?
- Lo voglio, mi disse dopo uno sforzo di messa a fuoco.
E cominciava a vedere che questo dettaglio-base non l'aveva mai chiarito, a sé e poi a sua figlia.

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Tommaso e i cento lupi cattivi

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Un libro molto bene illustrato, molto bella la scena della mamma che fa tanto rumore con la scopa contro... i bidoni della spazzatura per cacciare i lupi di cui Tommaso, e di conseguenza i suoi fratellini che poco prima dormivano tranquilli, hanno paura.

Molto adatto per i bambini che hanno timore ad addormentarsi!

Età prescolare.

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