Bibliografia. Storie di mafia e camorra, impariamo la legalità!

Temi difficili come la corruzione, la criminalità organizzata la camorra e la mafia, anche se complessi e spaventosi, perché carichi di violenza e crudeltà, possono essere affrontati serenamente anche nell’infanzia e nella prima adolescenza.

Infatti non esiste argomento, per quanto complicato o spinoso, che non si possa affrontare coi bambini e coi ragazzi.

Don Luigi Ciotti su in intervista apparsa su "La Vita Scolastica" nel numero 2 del 2011, dice;

“È un tema fondamentale, a patto di saperlo affrontare nel giusto modo. Si tratta di far capire ai bambini che l’illegalità, le ingiustizie, le forme di violenza criminale e mafiosa nascono da vuoti che tutti noi possiamo riempire. Esistono perché esistono a monte l’indifferenza, l’egoismo, la rassegnazione, il silenzio complice, il pensare solo a se stessi, il disinteresse al bene comune, il vedere negli altri un mezzo e non un fine.

Occorre farglielo capire non solo a parole, ma accompagnandoli nell’apprendimento dell’alfabeto, delle emozioni, dei sentimenti e delle relazioni, che è la base per esprimersi, per costruire un’identità sia personale sia sociale. Il discorso sulle forme di illegalità e sulle mafie viene di conseguenza. Educare alla legalità non è fare lezioni astratte sul bene e sul giusto, né solo indicare le regole per garantirli: il bene e il giusto partono dai nostri comportamenti, dai piccoli gesti quotidiani, dall’attenzione per gli altri – soprattutto se più deboli o meno dotati – dalla disponibilità a condividere, dall’impegno nello studio e nel conoscere, dal rifiuto dei saperi di seconda mano, delle semplificazioni, delle scorciatoie.”

In molti libri di questa bibliografia il fenomeno della criminalità organizzata viene narrato attraverso gli occhi dei piccoli protagonisti, grazie a questo i giovani lettori possono rispecchiarsi, suscitando così indignazione verso fatti così aberranti.

 

Età di lettura: da 5 anni

 

G. Floris; L. Terranera “Tu 6” Ed. Lapis, 2007

Quale può essere un modo per combattere l'esistenza delle mafie? Un modo che vada oltre le commemorazioni piene di retorica, lo scorrere dei giorni fatalista di chi crede che nulla potrà mai cambiare, il delegare tutte le responsabilità di questa lotta a qualcun altro? Floris e Terranera lanciano a tutti, grandi e bambini, un messaggio forte e preciso: se esiste un'educazione mafiosa, allora è giusto rovesciarne le regole e contrastarla attraverso un'educazione di segno opposto, basata sulla cultura dei diritti e della giustizia. Un libro realizzato in collaborazione con "Associazione Contrastamu" per parlare di mafia anche ai bambini.

 

Età di lettura: da 6 anni

 

L.Genco; A. Cavadi “Padre Pino Puglisi. Il piccole gregge”  Ed. Il Pozzo di Giacobbe, 2013

Un uomo semplice e mite che, in quartiere difficile, lotta contro la mafia, la violenza, l'ingiustizia. Un sacerdote pieno di speranza capace di cambiare i cuori e mettere le ali ai sogni

 

A.Sarfatti “I bambini non vogliono il pizzo. La scuola «Giovanni Falcone e Paolo Borsellino” Ed. Mondadori, 2012

Ci sono argomenti che non è facile trattare con i bambini, perché toccano temi complessi, difficili da comprendere, spesso anche dagli adulti. La mafia è sicuramente uno di questi, e per affrontarlo con coraggio e semplicità erano necessarie l'esperienza di un'insegnante e la sensibilità della poesia. Al ritmo della rima, che in apparenza si snoda lieve ma che scava la roccia come la proverbiale goccia d'acqua, l'autrice narra la storia di Margherita, una bambina dolce e determinata che si trova a subire sopraffazione e violenza nel microcosmo della scuola e in famiglia. E proprio la scuola si rivela il luogo fondamentale per reagire ai soprusi della mafia, primo tra tutti la richiesta ricattatoria del pizzo, grazie a una maestra generosa e a compagni di classe speciali! Con una presentazione intensa di Maria Falcone, Presidente della Fondazione Giovanni e Francesca Falcone.

 

Età di lettura: da 7 anni

 

M. Rizzo L. Bonaccorso “La mafia spiegata ai bambini. L'invasione degli scarafaggi” Ed. Becco Giallo, 2014

Castelgallo era un paesino tranquillo: una scuola, una gelateria, un panificio, tantissimo sole e un bellissimo mare. Ma un giorno cominciò a circolare tra gli abitanti uno strano morbo, capace di trasformare le persone in scarafaggi. Alcuni chiamarono quella malattia "mafia". E in pochi, all'inizio, ne volevano parlare... Questo libro parla di mafia. Insegna come riconoscerne i sintomi e mostra come si cura.

 

A.Roveda “E Vallo a spiegare a nino” Ed. Caccole e Coccole, 2011

Nino, Federico e Elena sono fratelli. Sulla strada verso scuola si affaccia una casa con le finestre sempre chiuse. Nino è il più piccolo e ha un po' paura di quel luogo misterioso. Non è il solo a essere curioso: chi ci abita? Che cosa ci fanno dentro? Perché c'è sempre un'automobile parcheggiata fuori?

Trovare risposte è più difficile di quel che sembra, ma Nino è cocciuto e Elena, la sorella grande, ha le idee chiare. Poi finalmente le finestre si spalancano e la casa diventa un centro d'aggregazione per i bambini e i ragazzi del paese. Ma una notte...

Il testo ispirato ad una storia vera, racconta ai ragazzi dei beni confiscati alla mafia. 

 

Età di lettura: da 8 anni

 

E. Iannelli “Meglio il lupo che il mafioso” Ed Navarra, 2016

La mafia raccontata con gli occhi e Le parole del bambini: dai "delitti eccellenti" alle stragi degli anni Ottanta e Novanta; dal sacrificio dei servitori dello stato a quello di tanti altri eroi meno conosciuti; dai vecchi mafiosi, con coppole e lupare, ai "colletti biacchi" di oggi. Sono loro i "lupi" di cui avere paura, più. cattivi e pericolosi di quelli delle fiabe. Meglio il lupo che il mafioso è un libro-esperimento scritto tra i bacchi di scuola, al termine di un progetto di legalità della Fondazione "Rocco Chinnici". Un viaggio nella memoria della società civile, per i piccoli lettori tra gli otto e i dodici anni, per genitori e insegnanti: storie, testimonianze, curiosità, con un guizzo di arte e fantasia

 

L. Garlando “Per questo mi chiamo Giovanni” Ed Rizzoli, 2012

Giovanni è un bambino di Palermo. Per il suo decimo compleanno, il papà gli regala una giornata speciale, da trascorrere insieme, per spiegargli come mai, di tutti i nomi possibili, per lui è stato scelto proprio Giovanni. Tappa dopo tappa, mentre prende vita il racconto, padre e figlio esplorano Palermo, e la storia di Giovanni Falcone, rievocata nei suoi momenti chiave, s'intreccia al presente di una città che lotta per cambiare. Giovanni scopre che il papà non parla di cose astratte: la mafia c'è anche a scuola, nelle piccole prepotenze dei compagni di classe, ed è una nemica da combattere subito, senza aspettare di diventare grandi. Anche se ti chiede di fare delle scelte e subirne le conseguenze. Con la prefazione di Maria Falcone e un'intervista all'autore.

 

C. Colmegna “Valeria e Luca. La legalità a misura di teenagers” Ed. San Paolo, 2008

La storia dei due protagonisti, Valeria e Luca, si svolge a Milano. Valeria e Luca sono fratelli di fatto ovvero vivono tutti i sentimenti dei fratelli ma hanno genitori biologici diversi, infatti la mamma di Valeria ed il papà di Luca hanno formato una nuova famiglia dopo una separazione. Quando si ritrovano dopo aver trascorso le giornate lontane, usano andare insieme da Margherita, una signora di 78 anni proprietaria di una tintoria nel quartiere, e raccontarle cosa è capitato loro e avere da lei consigli e risposte. Da questi dialoghi nasce la presentazione dei problemi "giuridici" e una via di possibile soluzione.

 

Età di lettura: da 10 anni

 

L. Gerlando “'O maé. Storia di judo e di camorra” Ed. Piemme, 2015

Filippo ha quattordici anni e abita a Scampia, dove la vita gli dà una sola possibilità: entrare nel Sistema, la camorra. Un pomeriggio, però, suo zio gli chiede di accompagnarlo alla palestra di judo di Gianni Maddaloni. Con il tempo, il judo gli insegna a guardare le cose in modo nuovo, e presto il ragazzo dovrà scegliere tra un destino segnato dal clan di Toni Hollywood e la speranza di una nuova vita di quello dei Maddaloni. Con la prefazione di Gianni Maddaloni.

 

P.Varriale “Più forti della mafia” Ed. Piemme, 2013

A Ruvo, una cittadina in provincia di Bari, molti contadini della zona stanno vendendo le loro terre a una società svizzera che si occupa di energie rinnovabili. A Francesco e Alessia, due ragazzini del paese, sembra strano che tante famiglie, proprietarie da generazioni di quelle campagne, abbiano preso una decisione del genere: che cosa le ha spinte? Le loro domande si scontrano contro un muro di omertà, ma i due decidono di non arrendersi. Fino al giorno in cui Alessia sparisce misteriosamente. Mettendosi sulle tracce dell'amica, Francesco scoprirà che il nemico, anche se invisibile, è molto più vicino di quanto immaginasse.

 

R. Guido; S. Riccardi “Salvo e le mafie” Ed Simmons, 2013

Un po' graphic novel, un po' romanzo, questo libro ripercorre la storia della criminalità organizzata in Italia, i delitti, le strategie, le infiltrazioni. Ma anche i modi per combatterla, le leggi, l'organizzazione della magistratura e delle forze dell'ordine, le associazioni antimafia.

 

A.Serra “La legalità raccontata ai ragazzi. Le indagini. La mafia. La corruzio ne. Le droghe. Il carcere” Ed. Giunti Junior, 2012

Il volume in otto capitoli spiega come si combatte la criminalità: quali sono e come sono composte le forze dell'ordine, come si fanno le indagini, le nuove tecnologie utilizzate per trovare indizi e prove, come si fronteggia la mafia, in che modo viene mantenuto l'ordine pubblico durante le manifestazioni di massa, sportive, politiche o religiose, come si argina la diffusione delle droghe. Ogni capitolo è introdotto dal racconto in prima persona di vere esperienze vissute da Achille Serra: la scoperta di un covo mafioso sotto il piano di una doccia, la liberazione di un ostaggio rapito. Il testo, arricchito di immagini fotografiche o di illustrazioni, spiega poi nei dettagli i vari aspetti di ogni tema ed è ricco di informazioni e curiosità inedite su strumenti, tecniche e trucchi di un moderno investigatore. Un piccolo manuale che con semplicità parla di tutto ciò che può servire per mantenere la sicurezza di un paese moderno.

 

S. Gandolfi “Io dentro gli spari” Ed Salani, 2010

Santino vive in un piccolo paese in provincia di Palermo. Il padre lo porta spesso con sé quando incontra certi amici, dice che la sua presenza può fargli comodo, ma non lo lascia mai scendere dalla macchina mentre sta fuori a parlare con loro. Suo papà ha dei segreti. Lucio vive nella periferia di Livorno con la madre e la sorellina. È lui l'uomo di casa, anche se ha solo undici anni. La piccola Ilaria non ha mai conosciuto il padre, che lavora in Venezuela. Ma perché non scrive e non telefona mai? Lucio conosce il motivo, è il suo segreto. Ci sono tante cose che Santino non capisce, mentre Lucio ne capisce fin troppe per la sua età. Qual è il punto d'incontro tra queste due vite, così diverse da quelle di tutti gli altri ragazzi? Ispirato a una storia vera, un grande romanzo che affronta uno dei problemi più grandi del nostro Paese, e che racconta di vittime innocenti, colpevoli solo di essere nate dalla parte sbagliata. Ma questo non è un romanzo d'inchiesta o una biografia: è una storia vissuta ad altezza di bambino, che solo un'autrice come Silvana Gandolfi poteva raccontare.

 

Età di lettura: da 11 anni

 

A.Strada “Io, Emanuela. Agente della scorta di Paolo Borsellino” Ed. Einaudi, 2016

Emanuela Loi non ha neanche vent'anni quando sua sorella la convince a tentare il concorso per entrare in polizia. È un percorso che la fa crescere in fretta, lontano dalla sua terra, dai suoi affetti, soprattutto quando, a Palermo, viene assegnata al servizio scorte Di Paolo Borsellino. Sono anni bui per la città, che è sede del maxiprocesso contro Cosa Nostra e bersaglio facile della mafia, che colpisce chi, la mafia, cerca di combatterla. Emanuela ha paura, ma il suo senso del dovere, che da sempre la accompagna, non la fa desistere. Fino alla fine

 

P. Varriale “Ragazzi di Camorra” Ed. Piemme 2015

Antonio ha dodici anni e a Scampia, il quartiere dove vive, sono già abbastanza: è il momento di entrare nella criminalità organizzata per cominciare la carriera di camorrista. Ma se a Scampia tutto questo è normale, Antonio, invece, spera ancora in un'altra vita. E, proprio quando si sta guadagnando la fiducia del boss, conosce Arturo, un insegnante che tenta di diffondere la cultura della legalità nel quartiere. Iniziando a frequentare il suo "rifugio", Antonio scopre quell'infanzia che gli era stata negata.

 

A.Gentile “Volevo nascere vento. Storia di Rita che sfidò la mafia con Paolo Borsellino” Ed. Mondadori, 2014

Rita ha diciassette anni quando si trasferisce a Roma e abbandona per sempre Partanna, il suo paese in provincia di Trapani. Il perché non è facile da raccontare: non è facile guardare in faccia il Mostro che le ha rubato l'infanzia e la famiglia. Ma poi, un giorno, l'incontro con il giudice Paolo Borsellino le cambia la vita: Rita si sente al sicuro e a lui decide di raccontare tutto quello che sa. Quell'uomo con i baffi, in giacca e cravatta, diventa da subito uno zio, "lo zio Paolo", un cantastorie di verità. E nonostante la verità sia dolorosa da accettare, Rita non smette mai di circondarsi di musica e colori, di amore e sogni, come faceva da bambina. La storia di Rita Atria si lega tragicamente alle stragi di mafia del 1992 in cui morirono i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Oggi, un romanzo per ricordarla e continuare a credere che un'altra strada c'è: quella verso la giustizia.

 

S. Bonariva “Mafia e grafficti” Ed. Einaudi, 2014

Un lupo si aggira per le strade della città, un lupo cattivo con la coppola e una gamba zoppa. È potente, è spietato e tutti hanno paura di lui, perché questa è la mafia. Quando il lupo passa, tutti si tolgono il cappello, fanno un inchino e fingono di non sapere chi è davvero e quello che fa, finché un ragazzino, armato solo del suo talento e di amici sinceri e coraggiosi, decide che questo lupo è in realtà un coniglio e che bisogna farlo vedere a tutti per quello che è. Così disegna sui muri, riempie le piazze e le vie, e tutti vedono i disegni. E non possono più fare finta di non sapere

 

A.Melis “Da che parte stare. I bambini che diventarono Giovanni Falcone e Paolo Borsellino” Ed. Pienne, 2012

Sono passati vent'anni da quando, nelle stragi di Capaci e di via d'Amelio, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sono stati assassinati dalla mafia insieme agli agenti della scorta. Alberto Melis, attraverso le parole delle loro sorelle, Maria Falcone e Rita Borsellino, ricostruisce l'infanzia dei due magistrati con l'intento di ricordare ai ragazzi il loro esempio, ma anche di dare un messaggio di speranza. Perché la mafia si può davvero sconfiggere se tutti noi, anche da piccoli, facciamo il nostro dovere, come diceva Falcone, e scegliamo di stare dalla parte giusta del mondo. Quella dell'onestà.

 

Galiardi “Nei campi di oro rosso” Ed. Piemme, 2011

Obi è un immigrato nigeriano, vive in Puglia e lavora a ritmi massacranti nei campi di pomodoro, tra soprusi e angherie. La situazione precipita quando l'uomo, venuto a conoscenza di un piano per rapire il figlio di don Tano, un contadino che si rifiuta di pagare il pizzo al boss locale, nasconde il bambino in un posto sicuro. Obi viene accusato di rapimento e nel paese si scatenano tumulti razzisti, con barricate e atti di vandalismo contro gli immigrati. Nel frattempo Amabi, il figlio di Obi, ha raggiunto fortunosamente l'Italia scampando al massacro del suo villaggio in Nigeria. Con l'aiuto di due ragazzini italiani si mette alla ricerca del padre. Tra inseguimenti, ricatti e minacce, la situazione si sbroglierà con la cattura dei colpevoli e il ritorno a casa del figlio di don Tano.

 

Età di lettura: da 12 anni

 

A.Nicaso “La mafia spiegata ai ragazzi”  Ed. Mondadori, 2010

Gerlando Alberti, vecchio boss di Palermo, a un poliziotto che gli chiede cosa sia la mafia, risponde ridendo: "Che cos'è? Una marca di formaggio?" Totò Riina, uno dei mandanti delle terribili stragi di Palermo, alla domanda di un magistrato, finge di non conoscerla: "Questa mafia di cui tutti parlano io l'ho letta solo sui giornali". Anche Mommo Piromalli, importante boss della 'ndrangheta, risponde con sarcasmo: "Che cosa è la mafia? E qualcosa che si mangia? È qualcosa che si beve? Io non conosco la mafia, non l'ho mai vista". Nonostante quello che dicono i boss mafiosi, noi sappiamo che la mafia esiste sul serio. E sicuramente non è una marca di formaggio. Antonio Nicaso, forte anche della sua decennale esperienza giornalistica, ha messo insieme tutte le principali informazioni sulla mafia e sulle mafie, in Italia e nel mondo. In questo libro si parla di ingiustizie, ma anche di giustizia, impegno e legalità. Dopo averlo letto, anche voi vorrete fare la vostra parte.

 

L. Maniaci “Mai chiudere gli occhi” Ed. Rizzoli, 2009

La telecamera sempre pronta, le corse in macchina, poco tempo per il fidanzato, la scorta sotto casa: vita normale di Letizia. Perché, sostiene lei, per fare un telegiornale antimafia in una delle zone più calde della Sicilia non bisogna essere supereroi. Basta tenere gli occhi aperti, come fanno lei e tutta la sua famiglia. Pensieri, desideri, speranze e paure di una ragazza che ha scelto di fare la telegiornalista per passione. E che nonostante aggressioni e minacce ha fiducia nel futuro. Con la prefazione di Rita Borsellino.

 

Età di lettura: da 14 anni

 

G. Di Gregorio; C. Stassi “Brancaccio. Storie di mafia quotidiana” Ed. Bao Publishing, 2016

La mafia uccide anche senza pallottole o bombe. Basta far finta che non ci sia. Un libro doloroso e necessario, in una nuova edizione con una storia inedita a colori. Prefazione di Rita Borsellino.

 

E. Emira Festa “Malerva” Ed. Piemme, 2016

Imma vive a Napoli, in uno di quei quartieri tutti casermoni scrostati e rifiuti, dove la Camorra fa paura ma è anche un’aspirazione sociale. La sua vita è come quella di tante ragazze: scuola (poca), famiglia (complessa), amici (e nemici)… Finché un giorno, sulla via di casa, non viene notata dal fratello maggiore di un suo compagno, che oltre a essere più grande e bellissimo, è anche il figlio maggiore del boss della zona. Inaspettatamente inizia il corteggiamento, e dopo qualche tempo Imma diventa la sua fidanzata ufficiale. Le tocca crescere rapidamente, acquisendo una serie di privilegi ma anche di doveri. Così, quando il padre di Imma viene catturato durante una retata e comincia a parlare, lei non ha dubbi: rinnega la famiglia di origine e si rifugia a casa del boss. Lei viene risparmiata e perdonata ma a farne le spese sarà il fratello minore di Imma, ucciso senza pietà per il tradimento.

 

I.Ferramosca; G.M. De Francesco “Ragazzi di scorta. Rocco, Vito, Antonio: gli agenti di scorta di Giovanni Falcone“ Ed. Becco Giallo, 2014

È il 23 maggio del 1992. Alle 17.58 il silenzio delle campagne di Capaci viene squarciato da un tremendo boato causato dall'esplosione di cinque tonnellate di tritolo piazzate sull'Autostrada A29. Poche ore dopo due famiglie partono da Brindisi con una manciata di notizie date loro frettolosamente. Sono quella d'origine del ventinovenne Antonio Montinaro, capo della scorta di Falcone, e dell'agente scelto Rocco Dicillo, trent'anni appena compiuti. Le famiglie non si conoscono né hanno informazioni precise su quanto accaduto. In un volo notturno di poche interminabili ore, i fratelli minori di Antonio e Rocco, Matilde e Michele, ripercorrono i ricordi d'infanzia e adolescenza dei loro cari: il legame con la propria terra d'origine, gli affetti, la quotidianità, le scelte che li hanno portati a svolgere il lavoro di agenti di scorta.

 

M. Salvi “E sarà bello morire insieme. Una storia d'amore e di mafia” Ed. Mondadori, 2013

Bianca è la figlia di un giudice antimafia. Il padre di Manuel era un boss ucciso da un clan rivale. Nello zaino di Bianca c'è un album da disegno. Dai jeans di Manuel sbuca una pistola. Quando si incontrano all'ultimo anno del Liceo Artistico, Bianca e Manuel hanno una sola cosa in comune: la passione per l'arte. Qualcosa in quel ragazzo scostante e bellissimo risveglia i sentimenti di Bianca, soffocati da tempo a causa di una tragedia familiare. Ma anche se Manuel prova lo stesso per lei, non può lasciarsi andare: i suoi doveri all'interno del clan prevedono che vendichi la morte di suo padre e segua un destino che è stato scritto per lui da tempo. Ma la passione, l'amore e la voglia di una vita diversa li uniscono sempre di più, finché Bianca metterà Manuel davanti alla scelta più difficile: tradire la sua famiglia o la ragazza che ama?

 

N. Gratelli; A.Nicaso “La mafia fa schifo. Lettere di ragazzi da un paese che non si rassegna” Ed. Mondadori, 2011

Lo conoscono, loro, quel male. Lo conoscono da dentro. E adesso di mafia, di camorra, di 'ndrangheta vogliono parlare, o meglio vogliono scrivere. Sono gli studenti e i ragazzi che alzano la mano, in classe come in famiglia. Si chiedono perché i mafiosi opprimono le persone che lavorano onestamente e come riescono a dormire tranquilli, sapendo di fare del male a tanta gente. Come hanno potuto le mafie diventare così potenti, al Sud e al Nord, tanto che oggi pochi sembrano in grado di fare a meno dei loro soldi e dei loro voti. Se c'è un pezzo di Stato dietro le morti di Falcone e Borsellino, o perché la Chiesa non insiste su questi temi con la stessa veemenza con cui si scaglia contro il divorzio e l'aborto. Il magistrato Nicola Gratteri e il giornalista Antonio Nicaso, da sempre impegnati nella lotta alla mafia, hanno raccolto le lettere di questi ragazzi e adolescenti dalle quali emergono paura, rabbia, desiderio di rivalsa e ribellione contro l'illegalità, e solo raramente sconforto e rassegnazione. Per tutti loro la mafia non è più un tabù da rispettare in silenzio per quieto vivere o vigliaccheria, ma "un letto pulcioso" che infesta il Paese, un "tanfo di stalla" che ammorba l'aria e che "si arrimina nella pancia come un animale inferocito". È un segnale confortante quello lanciato da questi ragazzi con la loro scelta di non tacere, perché, come diceva Paolo Borsellino, "se la gioventù le negherà il consenso, anche l'onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo".

 

L. Biffi; R. Lupoli; R. Innocenti “Non sono pazzo, non mi piace pagare. Io non divido le mie scelte con i mafiosi" Ed. Round Robin, 2011

È l'11 aprile 1991 e in diretta tv Libero Grassi, industriale tessile proprietario della Sigma di Palermo, racconta la sua vicenda d'imprenditore che rifiuta di pagare il pizzo alla mafia. Il caso varca i confini della Sicilia e diventa di dominio nazionale.Il 29 agosto alle 7.30 muore in un agguato per mano di Salvo Madonia, figlio del boss del quartiere San Lorenzo. Lo ammazza perché può essere un "cattivo esempio" per gli altri commercianti. Potrebbero alzare la testa anche loro. Libero Grassi quella mattina di vent'anni fa viene ucciso due volte: da Cosa nostra e dall'indifferenza dei suoi colleghi imprenditori. Lo hanno lasciato solo e sopportato con fastidio.Poi arriva il 1992, con le stragi di Capaci e via D'Amelio. L'indignazione popolare divampa. Per un po' la reazione sembra sopita ma gradualmente i commercianti palermitani escono dall'angolo, si alleano e seguendo l'esempio di Libero Grassi denunciano gli estortori. Nasce Addio Pizzo e poi l'associazione antiracket Libero Futuro. Ci sono i processi e le condanne. La strada è in salita, ma ormai non si può più tornare indietro. Il seme della ribellione di Libero Grassi è germogliato. Perché se "un popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità", un popolo che ritrova la sua dignità è più forte di qualsiasi mafia.

 

G. Ardica “Baby killer. Storia dei ragazzi d'onore di Gela” Ed. Marsili, 2010

Erano tutti ragazzini. Tutti tra i tredici e i sedici anni. Tutti o quasi cresciuti in ambienti malavitosi. Tutti con un destino già segnato. Tutti avrebbero dovuto sedere ancora tra i banchi di scuola e invece, tra la fine degli anni Ottanta e l'inizio degli anni Novanta, diventano il braccio armato della "Stidda", l'organizzazione criminale nata da una costola di Cosa Nostra e diventata in pochissimo tempo la "padrona" della parte meridionale dell'isola grazie al traffico di droga, alle estorsioni e alle esecuzioni spietate. Nel libro si incrociano le loro storie e le loro confessioni davanti a un tribunale dove raccontano in un crescendo di violenza, che forse non ha eguali, come si sviluppò la Stidda. Due di loro già a 14 anni vengono cooptati dalla cosca prima per attentati incendiari e poi per uccidere i nemici del clan, i commercianti che non si piegavano al pizzo e uomini delle forze dell'ordine. Nel caso di uno, per esempio, c'è un episodio terribile: per il tredicesimo compleanno il padre gli regala la prima pistola, commissionandogli anche il primo omicidio. Sullo sfondo una Sicilia quasi da girone infernale.

 

Età di lettura: da 15 anni

 

B. Stancanelli “A testa alta. Don Giuseppe Puglisi: storia di un eroe solitario” Ed. Einaudi, 2015

Tre anni prima di essere ucciso padre Pino Puglisi, che a volte si firmava 3P come un personaggio dei fumetti, accettò l'incarico di parroco nel quartiere Brancaccio di Palermo. Quella scelta gli costò la vita per mano della mafia. Una giornalista di "Panorama" studia l'omicidio (i responsabili hanno confessato), ma soprattutto la situazione tragica del quartiere, l'impegno del prete con i bambini e il suo tentativo di ottenere per Brancaccio almeno le infrastrutture fondamentali del vivere civile.

 

M. Salvi “E sarà bello morire insieme. Una storia d'amore e di mafia” Ed. Mondadori, 2013

Bianca è la figlia di un giudice antimafia. Il padre di Manuel era un boss ucciso da un clan rivale. Nello zaino di Bianca c'è un album da disegno. Dai jeans di Manuel sbuca una pistola. Quando si incontrano all'ultimo anno del Liceo Artistico, Bianca e Manuel hanno una sola cosa in comune: la passione per l'arte. Qualcosa in quel ragazzo scostante e bellissimo risveglia i sentimenti di Bianca, soffocati da tempo a causa di una tragedia familiare. Ma anche se Manuel prova lo stesso per lei, non può lasciarsi andare: i suoi doveri all'interno del clan prevedono che vendichi la morte di suo padre e segua un destino che è stato scritto per lui da tempo. Ma la passione, l'amore e la voglia di una vita diversa li uniscono sempre di più, finché Bianca metterà Manuel davanti alla scelta più difficile: tradire la sua famiglia o la ragazza che ama?

 

N. Blunda; M. Rizzo; G. Lo Bocchiaro “Prove tecniche per un mondo migliore” Ed. Becco Giallo, 2012

Sociologo e giornalista, Mauro Rostagno nasce a Torino nel 1942. Giovane studente presso l'Università di Trento, tra le menti più vivaci del movimento studentesco e del Sessantotto italiano, è stato uno dei fondatori di Lotta Continua. Ha inaugurato a Milano Macondo, uno dei primi centri sociali autogestiti d'Italia, punto di riferimento della sinistra alternativa dell'epoca. Ha fondato a Trapani Saman, comunità terapeutica laica per alcolisti e tossicodipendenti. Muore il 26 settembre 1988, a soli 46 anni, vittima di un agguato mafioso, per aver denunciato dai teleschermi dell'emittente privata locale RTC speculazioni, sprechi e collusioni tra mafia e politica locale.

 

M. Rizzo; L. Bonaccorso “Peppino Impastato, un giullare contro la mafia” Ed. Becco Giallo, 2009

Dai microfoni di Radio Aut, con l'arma tagliente della satira, poche settimane prima del suo assassinio Peppino Impastato attacca ancora una volta i mafiosi di Cinisi, e in particolare il terribile boss Tano Badalamenti. Come nel film "I cento Passi" e ora a fumetti, dalle reazioni degli abitanti di Cinisi e dalle testimonianze inedite di amici e parenti, ecco il ritratto del giovane Peppino: amico sincero in prima linea nella lotta alla mafia, fonte di ispirazione continua ed esempio di impegno civile per i più giovani, figlio coraggioso che ha rinunciato al retaggio mafioso della famiglia, seccatura da levare di mezzo il prima possibile, nell'interesse dei mafiosi e dei politici locali.

Ultimo aggiornamento settembre 2016

Pin It
Accedi per commentare

1940-1945 Gioele, fuga per tornare

Un viaggio a ritroso nel tempo, basato su documenti originali e su frammenti di memoria, dove l'autore Giulio Levi, trova la forza di ritornare alla sua infanzia per raccontare ai bambini di oggi, sono passate due generazioni, la storia della sua famiglia; siamo negli anni bui che vedono le leggi razziali applicate anche in Italia.

Leggi tutto...

La musica in testa

Autobiografia del giovane pianista e compositore Giovanni Allevi che intervalla il racconto degli episodi che hanno contrassegnato la propria ascesa al successo con riflessioni filosofiche sulla vita e sull’importanza che l’arte musicale ha esercitato su di essa. Il libro inizia con il primo concerto di Napoli quando a 22 anni  era ancora agli inizi della propria carriera e a vederlo erano solo 5 spettatori e approda ai trionfi conquistati negli Stati Uniti.

 

Leggi tutto...

Il mondo è tuo

Un albo illustrato per grandi e piccini, che insegna ai più piccoli, e ricorda ai più grandi che, si è liberi di essere e fare quello che si vuole, nonostante la strada non sarà priva di difficoltà che ci faranno crescere.

Leggi tutto...