Bibliografia. Terremoto, affrontiamo la paura

Leggere aiuta.  Aiuta i bambini che sono stati sottoposti all’evento traumatico del terremoto e che devono gestire la paura, il lutto di una perdita, lo smarrimento di non poter ritornare a casa. Aiuta perché,  attraverso la favola o la trasfigurazione letteraria o l’illustrazione scientifica, fa comprendere ciò che è accaduto. Aiuta perché consente agli adulti di star più vicini ai più piccoli in questi momenti in cui si devono sentire protetti, rassicurati, tranquillizzati. Aiuta perché spesso sono le storie raccontate da altri bambini che prima di loro, in altri luoghi, hanno vissuto questo terribile evento in una totale e sincera condivisione di angosce e sgomenti, ma anche di  sentimenti, di amicizia e solidarietà.  Aiuta perché li allontana dalle immagini strazianti e ripetute in televisione che potrebbero accentuare i loro turbamenti. Aiuta a far recuperare anche agli adulti la dimensione della “normalità”, accanto ai loro figli o nipoti per poter dialogare con loro e ripartire piano piano a sperare nel futuro. Aiuta anche tutti i bambini che per fortuna non hanno vissuto l'evento del terremoto in prima persona, ma che ne sentono parlare tutti i giorni in famiglia o attraverso i mezzi d'informazione.

 

 

Età di lettura: da 4 anni.


M. Monari; L. Sforza “Trema la terra, tutti giù per terra!" Ed. Artelibri, 2013

Dopo un terremoto si ha paura della Terra? Forse sì. Eppure la Terra si mette ogni giorno a nostra disposizione per farci fare un sacco di cose: correre, saltare, inciampare, fare le capriole, cogliere i suoi bellissimi fiori... E se ogni tanto gorgoglia e singhiozza un po' non bisogna disperare, ma trovare la forza di ricostruire.

 

Età di lettura: da 5 anni.


“Radici”
Ed. Franco Cosimo Panini, 2013

"Radici" nasce dal progetto del Cantiere della fantasia che nell'estate del 2012 ha portato autori e illustratori per l'infanzia tra i bambini delle zone colpite dal sisma in Emilia. Durante i laboratori del Cantiere, oltre 80 persone hanno rallegrato e arricchito le giornate nei centri estivi dei comuni della provincia di Modena più colpiti dal terremoto. Libri, storie, letture animate, canzoni e attività creative, hanno coinvolto oltre 2000 bambini. "Radici" racchiude lo spirito di quella preziosa esperienza e molto altro. È un libro a più voci e più mani con allegato un CD audio. Attraverso racconti, illustrazioni e musica, ogni autore racconta le "radici". Un libro speciale per grandi e piccoli, in cui autori e illustratori donano un po' di sé e della loro arte con grande generosità. Il ricavato della vendita sarà interamente devoluto al finanziamento del progetto Cantiere della fantasia che si occuperà di attività dedicate all'infanzia.

 

C. Scataglini "Le formiche sono più forti del terremoto” Ed. Erickson, 2009

"Mika è una formica di sei anni che vive con la sua famiglia e i suoi amici a Formicopoli, finché una notte un violento terremoto non si porta via le case, le strade, la vita "normale". In questa favola Carlo Scataglini, scrittore di L'Aquila, dà voce alle emozioni di Mika. Il terrore della distruzione, la disperazione per aver perso tutto, la rabbia, la malinconia e la nostalgia di casa. Poi, più forti del terremoto, l'ottimismo, il calore dell'amicizia, la potenza del "fare insieme" e infine la gioia della rinascita." (Dalla prefazione di Giovanni Floris)

 

G. Daniele “La bimba volpe nel terremoto” Ed. Rea, 2009

"La bimba volpe nel terremoto" è la logica evoluzione della favola dello stesso autore. La protagonista di nome Frisia si trasferisce a L'Aquila dalla nonna per frequentare la scuola media ma accade che le scosse sismiche turbano la quiete della città capoluogo d'Abruzzo. La bambina incontra di nuovo l'amica volpe e, insieme a quattro amici, vivrà una serie di peripezie che la porteranno a risolvere il "mistero" del terremoto.

 

Età di lettura: da 6 anni.


A.Papini “Terremoto” Ed. Lapis, 2013

Il terremoto arriva senza preavviso e porta con sé paura e distruzione. Un libro che nasce dai laboratori con i bambini, dalle loro frasi, dai sogni e dalle paure ma anche dal dialogo, a volte gridato e a volte silenzioso, che passa attraverso la condivisione dello spazio e del tempo lento nella lettura e nel lavoro artistico. La fine delle cose dunque, la memoria di ciò che è stato ma anche il desiderio di rinascita, la costruzione di altre vie, parole in rima per parlare con i bambini di ciò che è stato e permettere loro di credere nel futuro a cui hanno diritto.

 

“Dal terremoto nascono fiori” Ed. Caliel, 2013

"L'editore è il lavoro più bello del mondo, ti permette di creare e rendere tangibile il pensiero di tante persone, spesso grandi esperienze segnano profondamente l'animo delle persone a tal punto da far nascere in loro il desiderio di lasciare una traccia, un segno di ciò che hanno vissuto. A volte sono storie, romanzi, lettere, altre volte sono rappresentazioni come nel "Dal Terremoto Nascono Fiori", un libro scritto praticamente da tutti i bambini delle Scuole elementari e medie di Crevalcore. Siamo stati onorati di poter pubblicare un libro nel quale è incisa la memoria dei bambini di quelle terribili giornate. I bambini hanno il dono di non avere filtri e nelle pagine del libro emergono i loro vissuti emotivi, i loro pensieri e attraverso i loro occhi ci permettono di vedere uno spaccato di istanti impressi per sempre in loro. Poter lasciare un segno, un ricordo indelebile, quanto quello che si porteranno dentro questi bambini, è un compito che un editore è chiamato ad assolvere. Ringraziamo tutti i bambini, le maestre i genitori e tutti i collaboratori per la realizzazione di questo libro."

 

“Catastrofi naturali... domande & risposte” Ed. Brancato, 2012

Cosa provoca i terremoti? Che cosa è uno tsunami? Perché eruttano i vulcani? Scopri le cause e gli effetti dei più grandi fenomeni naturali, dall'eruzione dei vulcani, ai terremoti, agli incredibili tsunami.

 

A. Battilani “Cosa c'è sotto? Il terremoto a casa mia” Ed. Artestampa, 2012

Non è facile spiegare ai bambini cosa succede quando c'è un terremoto, non è facile riuscire a trasmettere loro la calma e la serenità necessarie ad affrontare e superare l'evento, e soprattutto non è facile rispondere alla domanda "perché"? Questo libro, nato in seguito agli eventi sismici che hanno colpito l'Emilia nel 2012, prova a invertire le parti, immaginando un bambino che spiega - a se stesso prima di tutto - il fenomeno del terremoto, e a piccoli passi, con l'aiuto della scienza e della fantasia, impara a convivere con "lui". Contributi di Milena Bertacchini e di Mario Pennacchio.

 

Età di lettura: da 7 anni.


“Un drago sottosopra. Una storia scritta dai bambini delle scuola elementari di Cuneo e Ferrara insieme a Luigi Dal Cin”
E. Più Eventi, 2013

Un drago sepolto da anni in una caverna sotto terra e una bambina che vive felice in superficie si incontrano in sogno. Il sogno è la realtà drammatica del terremoto che ha sconvolto l'Emilia Romagna nel maggio 2012. Ma è anche la realtà di un'amicizia che placa i tumulti della terra e del cuore. Una favola scritta a più mani da bambini delle scuole elementari di Cuneo e Ferrara con la supervisione di Luigi Dal Cin

 

D. Morelli “Terremoto di piume” Ed Mondadori, 2010

A Giacomo non pare vero: sua sorella è uscita, la mamma con il suo pancione dorme tranquilla e lui può finalmente riprendere sonno. Ma non è facile. Non si è ancora abituato a dormire in una roulotte. Più che i rumori della vita del campo, a lui danno fastidio gli scossoni. Riuscirà un bellissimo sogno che sembra quasi vero a far superare a Giacomo il trauma del terremoto?

 

Età di lettura: da 10 anni.

 

S. Vecchini "La zona rossa" Ed. Il Castoro, 2017

Due grandi voci del fumetto italiano raccontano il terremoto vissuto dai ragazzi, in un graphic novel che emoziona, colpisce e ricorda. Matteo, Giulia. Federico. Tre ragazzi come tanti: la scuola, il calcio, i fumetti, il motorino, le famiglie che a volte sono felici e a volte no. Finché una notte cambia tutto: il terremoto arriva e si porta via le case, la sicurezza, il quotidiano. Ma quante sono le cose che cambiano? Quali sono quelle importanti, quelle che restano qualunque cosa accada? Matteo, Giulia e Federico lo capiscono a poco a poco. Nell’atmosfera sospesa del dopo terremoto, la vita continua e l’amicizia trova nuove strade e si rafforza. Un seme fertile e tenace da cui ricominciare.


F. Panza “Voglio tornare a vivere nella mia casa. I bambini d'Abruzzo raccontano il terremoto” Piemme, 2009

"La mamma urlava. La casa ballava tanto forte che i mattoni cadevano davanti a noi". I bambini dell'Aquila raccontano il terremoto, le emozioni, lo sgomento, i sentimenti della notte del terrore e di tanti altri giorni "straordinari" e "normali" fuori casa, in tenda o in albergo. "Quell'immagine non voglio vederla" dice Marta parlando della sua foto apparsa sui giornali, ferita e trasportata dai vigili a cui aveva raccomandato di salvare il suo computer. "Abbiamo tanta paura delle scosse che durano da dicembre e che non finiscono mai, l'ultima fortissima oggi. Comincio a stancarmi di questa vita. Voglio che il terremoto finisca perché voglio tornare a vivere nella mia casa." Scrive Sara. "Ora passo tutto il giorno con i miei genitori e gioco a carte con il mio papa" si confida Peppe, augurandosi che la sua città "possa presto tornare a volare". Questo libro è un reportage costruito con i temi e i disegni colorati dei bambini aquilani, per la prima volta raccolti su tutto il territorio del sisma, dai centri urbani alle comunità montane.

 

“Io spero che non facciamo più il terremoto” Minerva Edizioni, 2009

Questo volume raccoglie le voci dei bambini e bambine, ragazzi e ragazze riportate direttamente da interviste, oppure attraverso temi e disegni. Si tratta di testimonianze sia delle prime fasi del terremto dell'Abruzzo, cariche di paure e di speranze per il loro futuro, sia delle esperienze maturate attraverso la partecipazione ad un campus, dove sport, amicizia e solidarietà sono inscindibili per dare corpo alle loro aspettative. Sono state raccolte anche le dichiarazioni dei rapresentanti delle istituzioni dell'Abruzzo, dell'Emilia-Romagna, della Protezione Civile e di tecnici qualificati che raccontano quale impegno sia stato profuso, di volontariato e di risporse economiche, per iniziare a riportare alla normalità le zone martotiate dal sisma del 6 aprile. Il libro si chiude con l'auspicio che, attraverso il mondo della scuola, possa continuare un rapporto solidale tra le comunità delle due regioni. Introduzione di Toni Capuozzo, con un intervento di Ivan Zazzaroni.

 

Ultimo Aggiornamento Novembre 2017

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I conquistatori

Un bel libro pacifista per bambini della scuola dell'infanzia, che racconta in modo semplice e intuitivo come fece una nazione piccola e disarmata a non farsi conquistare da un Grande Paese che aveva il Cannone.

Sottilmente attuale: le donne del piccolo paese si vestono con lunghi abiti dai colori sgargianti e portano il capo coperto...

 

Si presta ad essere abbinato all'ascolto della canzone Napoleone di Endrigo/Rodari.

autore: David McKee

editoreIl Castoro

Il fanciullo difficile

E' uno dei primi libri scritti dal pedagogista scozzese Neill, ma è già ricco di quelle tematiche rivoluzionarie in campo pedagogico che fecero dell'autore un punto di riferimento per tutti coloro che, nei decenni successivi, vollero cercare strade alternative ad un'educazione autoritaria e repressiva.

Alexander S. Neill è il creatore della scuola di Summerhill, dove i bambini sono liberi di fare quello che vogliono, senza che l'autorità dell'adulto imponga le sue regole di morale e di condotta. A Summerhill non ci sono punizioni per chi si comporta male, e le regole del vivere insieme sono regole sociali, dettate dalla stessa comunità, formata dai ragazzi.

Il libro è scritto nel 1927, può sembrare datato per certi aspetti, ma alcune idee sono davvero interessanti e meritano uno spunto di riflessione. Il titolo "il fanciullo difficile" non tragga in inganno, anche se l'autore prende spunto da casi di ragazzini con problemi le sue riflessioni hanno valenza universale: "[...]non vedo che una via per l'educazione: dire coraggiosamente che noi adulti non sappiamo cosa sia l'educazione; confessare che noi ignoriamo cosa sia il meglio per un fanciullo[...]" e ancora "[...] nessun uomo è tanto buono da poter dire a un altro come deve vivere; nessun uomo è tanto saggio da poter guidare i passi di un altro". 

Il libro è preceduto da un saggio introduttivo di Annalisa Pinter, che fa notare come in quest'opera, ancora più che in Summerhill, l'autore cerchi di costruire una teoria organica. A volte, dice sempre la Pinter, "non vi è molto impegno nel cogliere l'eziologia dei problemi" e certo non fornisce una metodologia di analisi e intervento.

E' chiaro che non è un saggio pedagogico che possa illuminare un genitore in crisi: ma è un arricchimento, anche storico per chi si interessa di tematiche sull'educazione e sulla scuola. Summerhill è lontanissima dal concetto di scuola a cui siamo abituati, ma proprio per questo vale la pena sognare, perché tutti noi, nella nostra infanzia abbiamo sognato una scuola così. Ma la realtà è un'altra cosa.

autore: Alexander S. Neill

editore: La Nuova Italia (collana Classici dell'educazione contemporanea)

[Copertina del libro non disponibile] 

Asino chi legge

Se scrivo, soffro, dice Irene, 16 anni. Mi piace, è rilassante ma se insisto soffro. Perché scavo e scavo. Alessandra, invece, fa il liceo "Psicopedagogico", e si indigna perché tutte le compagne votano come rappresentanti di scuola i pochi maschi, dell'unica classe dello Scientifico. Sara legge Bakunin e sa di essere diversa. Mosche bianche, perle rare che si annidano tra le pareti cadenti, tra i brutti casermoni di cemento della scuola italiana.

Si stringe il cuore a leggere Antonella Cilento, che racconta con passione l'esperienza dei suoi laboratori di scrittura creativa tenuti come Esperto Esterno nelle scuole pubbliche italiane. Nell'insegnare scrittura "mostro tecniche che la scuola non insegna, risolvo problemi di relazione, riporto i ragazzi alla lettura, suggerisco letture a insegnanti che non leggono o non sanno bene come orizzontarsi tra i libri, a volte riporto anche ragazzi che hanno abbandonato l'obbligo a scuola", scrive. Il quadro che ne emerge non è molto diverso se a seguire i laboratori sono i ragazzi di una media della periferia di Napoli o del liceo bene della città o di una bella scuola di Bolzano: si, diverso l'ambiente, ma ovunque si nota la stessa povertà culturale di fondo, l'incapacità di concentrarsi per più di 5 minuti fosse anche guardare un film di Hitchocock (che per altro non conoscono) gli stessi "sogni diventati sintetici o semplicemente estinti". Ma la lettura, la passione, per fortuna, si trasmettono e quasi sempre ne emerge profonda soddisfazione per un lavoro così impegnativo, e poco gratificante in termini economici e di riconoscimenti. Abbiamo allora un problema, almeno in Italia. Lo sapevamo già, d'altronde, però non è irrisolvibile se poi emerge della vera poesia in qualche incipit di ragazzine che sanno raccontare uno stato d'animo in maniera struggente, o un idraulico descrive in maniera suggestiva gli attrezzi blu del suo lavoro. Ma viva i ragazzi, scrive Cilento, perché non è certo colpa loro. Troppo spesso inascoltati, sia che abbiano in tasca troppi soldi, sia che vivano nell'indigenza dei quartieri più malfamati e abbandonati.

Questi ragazzi crescono con l'idea che sia facile ottenere ciò che si vuole, che conta l'apparire, dove tutto si può improvvisare: mentalità che hanno appreso dagli adulti, anche dagli stessi insegnanti che improvvisano laboratori, teatri come se la tecnica, la professionalità non contassero. E naturalmente colpa è anche dei genitori, sempre di fretta, che fanno al posto dei figli, piuttosto che aspettare che facciano e magari sbaglino, che li proteggono dalle frustrazioni, dalla disciplina e rigore, dove disciplina non è intesa con ordine precisione obbedienza, fare i compiti, ma applicazione, imparare con passione, impegno e metodicità.

Allora, in un'Italia che non legge se non il best seller del momento o il giallo dove c'è una rivelazione in ogni riga altrimenti ci si annoia, queste persone riscoprono il "piacere degli asinI" quello della lettura, perché come si fa a scrivere senza leggere? La letteratura, i racconti, le storie, sono come internet, scrive Cilento, è avere relazioni, scoprire che prima di te tanti altri hanno sofferto, pianto, amato. E dopo aver scoperto il piacere di leggere ci si accorge che scrivere "è una disciplina , è accorgesi del tempo, lasciarlo andare, ritmare il lavoro.
È un balsamo per l'anima. Abbiamo bisogno di tutto questo, ne abbiamo bisogno noi per poter aiutare i nostri ragazzi, ne abbiamo bisogno per indignarci, per non accettare le apparenze e andare oltre.

Paola Crisafulli per Officina Genitori