Aperti al cambiamento

Questa volta Michele Palazzetti apre il suo sipario all’interno di una classe di scuola primaria e come al solito cambia il punto di vista e con la sua ironia ci fa stare dalla parte dei bambini perché come diceva l’educatore tedesco Friedrich Froebel: “Vi sono molti insegnanti e pochi maestri”.  

 

 

- Oggi, bambini, abbiamo parlato molto di cosa significhi "essere aperti al cambiamento". 

Una maestra coraggiosa, che si spende per i suoi allievi. C'ha dato dentro con passione. È riuscita a portare a spasso quei bambini su un cammino impervio. 

- Abbiamo visto quanto sia necessario, per vivere bene con sé e con gli altri, essere disponibili a rivedere le proprie convinzioni. A discuterle. A riconsiderarle.

Fanno di sì con le capocce e così aprono il cuore della maestra. Giusto uno, che è più impegnato a frugarsi dentro il naso; ma la statistica è a netto favore dell'insegnante.

- Adesso, vi chiedo di scrivere un vostro breve pensiero su tutto questo. Sarà un bel modo di portarci a casa il risultato del nostro lavoro.

Il tempo di un sospiro, poi una ventata di movimenti a tirare fuori carta e penna.

Scrivono.

Per lo più, veloci.

Una arriva già alla cattedra e consegna il foglio. Sorride, soddisfatta e torna indietro.

La maestra ricambia il sorriso, altrettanto soddisfatta e in silenzio affonda nella lettura:

"Io nella vita cambierò. Mi modificherò. Per ora sto bene. Grazie dell'interessamento"

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La Shoah dei bambini. La persecuzione dell'infanzia ebraica in Italia 1938 -1945

Il Novecento è stato anche il secolo dei bambini, in cui è nata una cultura dell'infanzia, in cui ci si è accorti dell'importanza del vissuto infantile sullo sviluppo della persona, anche da adulta. Eppure o forse proprio per questo, nello stesso tempo, il progetto nazista ha rimosso proprio l'infanzia nella sua specificità, per estirpare le radici di una popolazione. 
L'attenzione ai bambini è necessaria per fondare un futuro di diritti e di pace, eppure anche adesso in tutto il mondo l'infanzia è violata, non rispettata, negata.

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L'ozio come stile di vita

"Svegliarsi la mattina presto, precipitarsi al lavoro, ingurgitare un caffè durante una pausa volante, sbocconcellare un panino davanti al video, correre a casa, sudare un paio d’ore in palestra, fare un salto al supermercato, preparare in fretta la cena e poi uscire di nuovo per un serata al cinema, a teatro, in discoteca oppure crollare esausti nel letto: la vita moderna è sempre più frenetica e assomiglia spesso a un tour de force.

Fin da bambini siamo stati tiranneggiati dalla presunta virtù dell'alzarsi presto la mattina. Poi ci hanno insegnato a non sprecare il tempo dormendo, sempre in nome di una logica per cui lo scopo della vita è lavorare, produrre, guadagnare.
Perché non ritornare ai ritmi naturali e rilassati di un tempo quando ogni gesto era meditato e assaporato in tranquillità? Perché non riscoprire il valore positivo dell’ozio e metterlo al centro di uno stile di vita più sostenibile?

È questo l’invito che l’inglese Tom Hodgkinson avanza con serietà ed ironia in questo libro originale e provocatorio, che si propone come una guida preziosa alla “nobile arte dell’ozio”, che non è il padre dei vizi ma la condizione per riappropriarci della vita e lasciare campo libero alle più elevate attività dello spirito , “probabilmente la più piacevole rivoluzione che il mondo abbia visto.”

autore: Tom Hodgkinson

editore: BUR

Padri e Figlie istruzioni per l'uso

"[…] il cuore non deve appartenere al papà. Il cuore di una ragazza deve essere libero. Libero di diritto.
Guai a quei padri "idoli "che rendono impossibile un altro amore. Guai a quei padri così assillanti da impedire di vivere una vita propria. Guai infine a quei padri assenti che costringeranno la figlia a una ricerca lunga tutta una vita."

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