Aperti al cambiamento

Questa volta Michele Palazzetti apre il suo sipario all’interno di una classe di scuola primaria e come al solito cambia il punto di vista e con la sua ironia ci fa stare dalla parte dei bambini perché come diceva l’educatore tedesco Friedrich Froebel: “Vi sono molti insegnanti e pochi maestri”.  

 

 

- Oggi, bambini, abbiamo parlato molto di cosa significhi "essere aperti al cambiamento". 

Una maestra coraggiosa, che si spende per i suoi allievi. C'ha dato dentro con passione. È riuscita a portare a spasso quei bambini su un cammino impervio. 

- Abbiamo visto quanto sia necessario, per vivere bene con sé e con gli altri, essere disponibili a rivedere le proprie convinzioni. A discuterle. A riconsiderarle.

Fanno di sì con le capocce e così aprono il cuore della maestra. Giusto uno, che è più impegnato a frugarsi dentro il naso; ma la statistica è a netto favore dell'insegnante.

- Adesso, vi chiedo di scrivere un vostro breve pensiero su tutto questo. Sarà un bel modo di portarci a casa il risultato del nostro lavoro.

Il tempo di un sospiro, poi una ventata di movimenti a tirare fuori carta e penna.

Scrivono.

Per lo più, veloci.

Una arriva già alla cattedra e consegna il foglio. Sorride, soddisfatta e torna indietro.

La maestra ricambia il sorriso, altrettanto soddisfatta e in silenzio affonda nella lettura:

"Io nella vita cambierò. Mi modificherò. Per ora sto bene. Grazie dell'interessamento"

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I ragazzi felici di Summerhill

L'esperienza della scuola non repressiva più famosa al mondo

Quanta libertà è giusto concedere a un bambino, a un ragazzo? E quando la libertà si trasforma in licenza?

Summerhill è la scuola che Neill fondò in cui il principio inspiratore è un'educazione che non ha bisogno di ricorrere alla paura. Una scuola senza autorità dove le regole sono dettate da un'Assemblea Generale formata da alunni e insegnanti in cui il fondatore ha lo stesso potere di voto di un fanciullo.

Neill dimostra che la libertà funziona, che i bambini sono capaci di autoregolarsi qualora non abbiano già assorbito il sistema educativo violento e coercitivo delle scuole tradizionali.
Summerhill ha uno spirito comunitario e di autogoverno in anticipo sui tempi. Questo avviene perché la scuola stessa è un'isola:
Neill non si propone di cambiare la società, lui desidera solo che i suoi ragazzi siano felici. Quando un ragazzino arriva a Summerhill inizialmente è disorientato e approfitta di tutto quello che si pensa (sbagliando) sia "libertà", ovvero fare quello che si vuole. A Summerhill le lezioni sono facoltative, se un bambino non vuole imparare a leggere e a scrivere non lo fa, e non è giudicato ma viene trattato con rispetto. Eppure entro breve tempo (quasi) tutti frequentano le lezioni, rispettano la libertà degli altri e se questo non avviene, gli stessi bambini decidono la sanzione, nell'assemblea settimanale di autogoverno.

E' una bella utopia, un invito a riflettere sulla violenza e sulle ipocrisie del nostro sistema scolastico, una proposta di antiscuola inimitabile, perché molte scuole ispirate a quel modello scambiarono proprio libertà con licenza, l'errore più comune che proprio Neill stesso tendeva a sottolineare: libertà non è assenza di regole come molti credono, ma è autoregolazione. La comunità infatti si detta da sola le regole, spesso ferree e precise, improntate sul rispetto reciproco.

autore: Alexander S. Neill

editore: Red Edizioni