Un posto speciale: Luoghi segreti per l’immaginazione

Tema: tane, rifugi e luoghi speciali

Attività: lenzuolo-tana + visualizzazione del posto speciale

Età: per tutti

Opera: Celula Nave, installazione fatta di nylon, sabbia, spezie. 2004  Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam

Autore: Ernesto Neto

Ernesto Neto è un artista contemporaneo brasiliano che adoro. Tutta la sua opera è incentrata sulla creazione di sculture a metà tra l'installazione e veri e propri ambienti: intere stanze in cui il pubblico può entrare ed interagire con lo spazio e le strutture che lo abitano.

Tutti i materiali preferiti dall'artista sono interessanti ed invitanti a livello sensoriale: sculture morbide e soffici in cui potersi sdraiare, rotolare, o addirittura da 'indossare' per farcisi abbracciare. Perlopiù bianche o monocromatiche in tonalità di colori delicati, non aggressivi che accarezzano gentilmente i sensi.

Spesso queste sculture sono riempite di spezie per aggiungere una caratterizzazione olfattiva agli ambienti e alle opere in generale, offrendo così complessi messaggi multisensoriali.

Trovo in questo caso interessantissimo sia il concetto dell'interazione del fruitore con l'opera d'arte (portata all'estremo nei casi in cui l'opera è un intero ambiente ed il pubblico è invitato ad entrare completamente nell'opera) sia questa caratterizzazione sensoriale accogliente ed invitante che coccola il pubblico offrendo nicchie rilassanti, piccole alcove di morbidezza. Sono parentesi ambientali in cui i sensi vengono viziati ed abbracciati, in cui le persone si possono rifugiare, sentendosi sicure e protette in un posto speciale.

Questo mi fa pensare all'importanza, soprattutto nella prima infanzia, di posti speciali per l'immaginazione.

Penso anche all'importanza di giocare a crearsi  angoli magici, segreti, nascosti.

Costruire tane, sia all'aperto che in casa (nella natura usando legni, foglie e quello che il bosco mette a disposizione, o semplicemente in salotto, con un cuscino, due sedie ed una coperta....). O ancora, tane mentali, posti immaginari che creano contesti fantastici, base per infinite avventure di gioco. Ricordo con tenerezza le ore passate all'età di 7 anni, con la mia migliore amica Cinzia, semplicemente sedute su un telo steso a terra a giocare di essere su una zattera, scappando dai nostri finti cattivissimi genitori (chissà poi perché quel gioco era uno dei nostri preferiti!).

Avere un angolo o un posto speciale (una tana temporanea, una tenda, una casetta sull'albero, o anche solo sapere di potersi rintanare con un cuscino sotto alla scrivania) è fondamentale sia per rilassarsi e ricaricarsi sia per sviluppare e nutrire l'immaginazione e la fantasia. Inventare mondi ed episodi. Sperimentarsi nella narrazione, ma anche sentirsi in un posto sicuro in cui la mente può spaziare libera.

È qualcosa fondamentale anche per noi adulti, anche se non sempre è possibile avere il lusso di un posto fisico tutto per noi. A volte è perfino il tempo che ci manca, il tempo per fermarci e rilassarci. É fondamentale peró anche per noi adulti imparare a ritagliarsi degli angoli mentali in cui rifugiarsi, spazi virtuali (e se ce n’é la possibilita anche concreti!) per ricaricarsi. In questo senso é molto utile lavorare con semplici tecniche di rilassamento basate su delle visualizzazioni. Nulla di complicato, semplicemente chiudere gli occhi, cercando di svuotare la mente, e visualizzare un posto speciale , un luogo che amiamo e in cui ci si sente al sicuro (reale, che conosciamo o abbiamo visitato nella nostra vita, o perfino immaginario, creato magari combinando piú aspetti di posti diversi che ci piacciono), e immaginarsi lí. Nella sua banalitá é un esercizio che non richiede molto ma si rivela estremamente utile per ricaricare le batterie interiori.

Possiamo invitare anche i nostri bambini a farlo, aiutandoli nella visualizzazione guidandoli con la nostra voce. É una pratica utile prima di dormire, soprattutto in caso di paure e agitazione legate al sonno.

Se invece volete creare qualcosa di speciale per i vostri bambini ed esplorare le vostre doti sartoriali, il lenzuolo-tana é quello che fa per voi!

Non lasciatevi spaventare dall’impresa sartoriale, non c’é bisogno di saper cucire alla perfezioni per creare qualcosa di speciale! Basta avere un vecchio lenzuolo o una tovaglia molto piú grande del vostro tavolo, in modo che qulasiasi sia il telo che usate, vada a coprire il tavolo e raggiunga il pavimento su tutti i lati. Giá cosí avrete creato uno spazio magico sotto il tavolo che il vostro bambino adorerá usare. In base alle vostre inclinazioni e alle passioni dei vostri figli, potete decorare e personalizzare (e qui entrano in gioco le tecniche di taglio e cucito!) il vostro telo. La soluzione piú semplice é lo stile casetta, con una porta e qualche finestra. Ma la fantasia puó veramente spaziare selvaggiamente e portarvi a creare navi pirate, fattorie, negozi, castelli, fondali marini, navicelle spaziali...internet é sicuramente una fonte inesauribile di idee e ispirazioni (e tutorials!).

Se il taglio e cucito vi atterisce chiedete aiuto a qualche nonna, vicina di casa, o semplicemente semplificate. I bambini adoreranno l’idea in sé ed arricchiranno la semplicitá estetica con la loro immaginazione.

Le immagini qui sotto sono foto del mio primo (e unico!) tentativo di casetta sotto il tavolo che ho creato qualche anno fa per il mio nipotino. Giusto per farvi capire cosa intendo...

 Consigli di approfondimento:

 http://www.artbabble.org/video/boijmans/building-ernesto-netos-c%C3%A9lula-nave

lenzuolo tana1lenzuolo tana2

 

 

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Dov'é la mia mamma?

"Ho perso la mamma!" esclama la scimmietta che si è perduta nella foresta.

"Dai, piccolino, su con la vita" dice alla scimmia la farfalla Rita. "Ti aiuto a cercarla...".

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La storia, rilassante, è tutta in rima ed è divertente, oltre che didattico, scoprire che la Rita continua a sbagliarsi perchè non sapeva di dover cercare un animale somigliante alla scimmietta... dopotutto i suoi bambini, i bruchi, non sono uguali a lei, una farfalla!
Dolcissimi l'ultimo errore di Rita (trova il papà) e il ritrovo della mamma.

Per bambini di 2-5 anni.

autore: Julia Donaldson, Alex Scheffler

editore: Emme Edizioni

Desiderare un figlio, adottare un bambino

L'adozione di un bambino è una scelta complessa ed articolata che inizia dal desiderio di prendersi cura di un figlio nato da altri. Il nostro lavoro, che ci mette in contatto quotidianamente con questa realtà, ci ha fornito uno spazio privilegiato di osservazione, e ci ha indotte a riflettere su quale ruolo possano svolgere i servizi per sostenere le famiglie adottive. Abbiamo cercato di dare voce a tutti i protagonisti dell\'adozione: i genitori, i bambini, gli operatori, gli insegnanti e gli educatori delle case-famiglia, proponendo una chiave di lettura in cui ognuno possa ritrovare un terreno di confronto e trasformare le peculiarità in risorse.

Autore: Simonetta Cavallie Maria Cristina Aglietti

Editore: Armando

Il giardino dei giochi dimenticati

"Giocare non è solo giocare: è cercare (quello che serve per realizzare un'idea), è immaginare (qualcosa che nessuno ha mai fatto), è costruire (un oggetto che sarà per noi indimenticabile)".
In questo manuale i due autori restituiscono a genitori smemorati e a bambini curiosi i giochi che i padri e i nonni facevano per strada e nei cortili: giochi contadini, giochi rari, giochi storici, giochi dimenticati e soprattutto insegnano loro a costruirli con divertenti e dettagliate illustrazioni.

In realtà oltre a essere un libro per bambini è un libro per i loro genitori e per chi continua a essere un po' bambino; raccoglie infatti un patrimonio culturale che ci tramandiamo, e che ricordiamo con nostalgia. I giochi descritti hanno due ingredienti fondamentali: i costi bassissimi di realizzazione e la fantasia. Per dirla con le parole dell'autore: "un bambino rimane piccolo per poco tempo, poi ha tutta la vita per ricordare chi ha passato del tempo a giocare con lui".

Giorgio F. Reali è il fondatore dell'Accademia del gioco dimenticato.

La prefazione è di Stefano Bartezzaghi.

autore: Giorgio F. Reali, Niccolò Barbiero

editore: Salani