Tra il dire e il fare, c'è di mezzo la piscina

Siamo anche noi forse gli stessi genitori che ha incontrato Michele Palazzetti, quelli che si trovano di fronte  ad un giovane.  Gli parliamo, senza spiegare. Ecco un’altra storia di vita quotidiana questa volta all’interno dell’ ”oscuro” mondo adolescenziale.

  

 

 

La sacca e il muso li trascina lunghi. Struscia le scarpe a suola gommata spessa. Quel tanto che basta a far stridere i nervi del genitore. Che lo aspetta da un pezzo dopo la gara, lo guarda e sforzandosi di non infierire sullo sconfitto gli dispensa un bacio, un amorevole buffetto che va liscio (il ragazzo è lesto a mettere la testa, brufoli compresi, fuori tiro) e una perla di saggezza:

“Non eri concentrato”.

 

L’adolescente solleva gli occhi da terra come una piattaforma di razzi terra-aria. Li riabbassa, ma il genitore ha visto e sta in allarme rosso:

 

“Non è mica un novità. Lo sai, ti devi concentrare”.

 

Se in quel preciso istante, il giovane atleta riuscisse a non farsi rapire della frustrazione e dalla rabbia e risfoderando l’aria angelica di quand’era piccolino chiedesse dritto dritto:

“Me la fai la faccia di uno concentrato?”, allora avrebbe vittoria secca a tavolino.

 

Perché, diciamocelo, chi gliel’ha mai spiegato che caspita sia la concentrazione e come si ottenga? Non solo. Chi, tra gli adulti che gli chiedono concentrazione, sa esattamente che cosa sia?

Ho provato a chiederlo a molti genitori.

Qualcuno, stringendo vigorosamente il pugno, m’ha detto:

“La capacità di stare sull’obiettivo”. “Di fare al meglio qualcosa”, ha aggiunto qualcun altro, mentre faceva gli occhi stretti, come a mirare e serrava la punta del pollice con quella dell’indice della stessa mano. “E’ la capacità di non distrarsi”, provano altri ancora, con una figura retorica che poco aiuta a dirimere la questione.

 

E intanto, nella vacanza di significati chiari e di metodi applicabili, i nostri figli rischiano di sentire l’effetto di un fuoco amico che li mitraglia come “inadatti”.

Perché il succo è questo: se non ritengono di dovermi spiegare è perché dovrei già sapere; la concentrazione che mi chiedono la dovrei avere dentro; non ce l’ho; non vado bene.

 

In genere, a questo punto, un buon numero di genitori mi guarda come un clochard guarderebbe il giudice che lo accusasse di falso in bilancio: “Io? Ma che ho fatto?”

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Le favolette di Alice

"Anche se non va nel paese delle meraviglie, l'Alice di Rodari porta a termine straordinari, inaspettati e simpaticissimi percorsi: la sua piccolissima statura le consente infatti di esplorare oggetti e angoli nascosti della vita quotidiana.

In famiglia ormai conoscono la sua predilezione per le avventure imprevedibili e non si stupiscono più delle improvvise scomparse e delle altrettanto prodigiose riapparizioni.

Rodari nascondeva in ognuno dei suoi personaggi un fondo di verità e con Alice il nostro favoloso Gianni sembra valorizzare la curiosità, che è una delle stupende, preziose qualità dell'infanzia."

 

autore: Gianni Rodari

editore: Einaudi Ragazzi

Requiem per il giovane Borgia

 

Si tratta di un romanzo storico e nello stesso tempo di un avvincente giallo scritto da due giovani autrici milanesi esordienti che hanno svolto approfondite ricerche storiche sulla opulenta e maestosa Roma rinascimentale e le ricche corti italiane, soggiogate dalla morale del tempo, individualista e brutale, tesa al conseguimento dei fini senza curarsi dei mezzi con i quali ottenerli.

La vicenda parte dal brutale omicidio di Juan Borgia, duca di Gandia, figlio prediletto di papa Alessandro VI, al secolo Rodrigo Borgia.

Chi è il mandante dell'assassinio? L'indagine non è facile. È possibile il movente politico (il dominio dei Borgia è inviso alle potenti famiglie romane, agli Orsini, agli Sforza di Milano, a Guido da Montefeltro, ai baroni romani e a molti prelati che disapprovano la scandalosa condotta del papa), ma può essere un movente passionale o può essere maturato nell'ambito familiare....

La scrittura è scorrevole e varia e si presta facilmente ad una trasposizione filmica.

autore: Elena Martignoni, Michela Martignoni

editore: TEA

Cane nero

Conoscete la leggenda del terribile Cane Nero? Pare basti un suo sguardo per scatenare gli eventi più funesti. 

Così, quando una mattina d'inverno si presenta fuori dalla casa dalla famiglia Hope, tutti scappano impauriti. Tranne la giovane Small, che saprà riportare la bestia alle giuste dimensioni.
Un libro che insegna ai bambini (e non solo) a guardare in faccia e ad affrontare le proprie paure e le proprie ansie, non importa l'età. Magari scoprendo che non sono poi così tremende come uno pensa.

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