Filmografia. Quando la coppia scoppia

Quando la coppia scoppia coinvolge tutta una famiglia e va anche oltre il ristretto nucleo familiare spesso compromettendo amicizie, lavoro, stile di vita, rapporti interpersonali. I conflitti nascono non solo tra padre e madre, ma anche tra i figli, i nuovi compagni e i  vari parenti.  Alcune pellicole di questi ultimi anni hanno saputo cogliere le diverse dinamiche e soprattutto i diversi punti di vista attraverso i quali è possibile raccontare la fine di un amore.

Quando i protagonisti sono i figli. Lo sguardo di Pupi Avati nel suo film per la televisione “Il bambino cattivo” si ispira ad un fatto di cronaca, il caso del bambino di Cittadella conteso dai due genitori. Qui il piccolo Brando vivrà in modo drammatico la disgregazione familiare, tra un padre assente e una madre in continua crisi depressiva. Situazione diversa quella della piccola Maisie nel film "Quel che sapeva Maisie", una seienne  smarrita e innocente già sottoposta  alla manipolazione ricattatoria dei propri genitori egocentrici  in grado però  di farsi forza  apparendo più matura dei suoi infantili genitori. Nel film cubano “Tutti se ne vanno” attraverso il diario della piccola Nieva di 9 anni, scopriamo il coraggio di affrontare l’allontanamento dalla madre e la convivenza con un padre violento fino alla frustrante consapevolezza che nel clima ideologizzato della post-rivoluzione cubana anche i bambini devono lottare tra libertà e autorità. Ne "Il calamaro e la balena" i figli sono due, questa volta dei ragazzi che vedono sgretolarsi le fondamenta della loro normale famiglia nel difficile percorso della propria crescita adolescenziale.

 

 

Quando le protagoniste sono le mogli o le compagne. Olga, ne "I giorni dell’abbandono", è lasciata improvvisamente dal marito apparentemente senza una causa e questo per lei è un evento traumatico che la getta nella disperazione più assoluta, che passa attraverso anche l’errore del coinvolgimento dei figli nel suo dolore.  Solo attraverso un percorso di consapevolezza e di rielaborazione della perdita riuscirà a cavarsela. Una storia per molti versi simile a quella che vivono nella realtà molte donne.  Viviane è invece una donna israeliana ben decisa a divorziare, i problemi per lei sono giuridici dato che nel suo Paese dovrà affrontare il tribunale rabbinico non disposto a concederle il divorzio finché il marito si dichiarerà contrario. Cinque anni di strenua lotta per essere libera.

Quando i protagonisti sono i mariti o i compagni. "Gli Equilibristi" mostra il lento decadimento materiale e psicologico di un uomo separato, una realtà ormai presente nel nostro Paese dove attorno alle mense dei più poveri si siedono anche numerosi padri separati, perché il divorzio ormai è solo per i ricchi. "La Prima luce" ci racconta invece di un padre devastato dalla separazione dal figlio che gli viene sottratto e portato oltre oceano dalla madre. 

Infine i racconti in cui i punti di vista si perdono cadenzati da rivelazioni su rivelazioni e i personaggi diventano chiaroscurali in un contesto in cui le verità si cancellano nelle menzogne ( "Una separazione" e "Il passato"). Il documentario “Oggi insieme domani anche” è un po’ una carrellata delle visioni dell’amore e della crisi delle relazioni lungo le strade italiane.  Ultimo della lista "Dopo l’amore", uscito recentemente in Italia, porta all’interno della casa il lento e inesorabile disgregarsi di una unione così come è nella dinamica dei nostri giorni. 

 

La separazione. I punti di vista

Cortometraggio

 

Il bambino cattivo

Regia: Pupi Avati. Interpreti: Luigi Lo Cascio, Donatella Finocchiaro, Leonardo Della Bianca, Erica Blanc, Isabella Aldovini – Italia, 2013 – Film-tv, 102’ – Rating: PG - Film integrale: link

Brando è un bambino di 11 anni, figlio di una famiglia che sta per disgregarsi. I genitori Flora e Michele, una coppia di professori universitari in conflitto da anni, lo usano coinvolgendolo nei litigi e nelle recriminazioni senza che egli abbia la forza di difendersi. Quando la situazione precipita a causa della relazione con Lilletta, una ragazza di cui era innamorato ai tempi della scuola, e del tentativo di suicidio di Flora, Brando si ritrova sballottato prima dai nonni e poi in una casa famiglia. In collaborazione con il Garante per i minori, è stato presentato in occasione della Giornata internazionale per i diritti dell'infanzia.

 

Quel che sapeva Maisie (What Maisie Knew)

Regia: Scott McGehee. Interpreti: Julianne Moore, Alexander Skarsgård, Onata Aprile, Joanna Vanderham, Steve Coogan – USA, 2013 – Drammatico, 99’ – Rating: PG - Trailer

Maisie è una bambina di sei anni che inevitabilmente vive sulla propria pelle gli strascichi dell'amaro divorzio tra la madre Susanna , un'icona del rock 'r roll, e il padre, un mercante d'arte affascinante ma distratto. Man mano che fa la spola avanti e indietro dalle rispettive case dei genitori, Maisie entra in contatto con i nuovi loro partner e, intuendo quanto stupidi ed egoisti siano il padre e la madre, cerca di trovare una soluzione per aiutarli a crescere. Ispirato all’omonimo romanzo di Henry James.

 

Il calamaro e la balena (The squid and the whale)

Regia: Noah Baumbach. Interpreti: Jeff Daniels, Laura Linney, Jesse Eisenberg, Owen Kline, Anna Paquin – USA, 2005 – Drammatico, 88’ – Rating: A

Bernard Berkman era destinato ad un brillante futuro di scrittore, ma per mandare avanti la famiglia ha dovuto ripiegare sull'insegnamento. Quando sua moglie Joan scopre di avere lei stessa un grande talento come scrittrice, la coppia entra in crisi e il divorzio appare l'unica soluzione possibile ai loro problemi. A farne le spese saranno i figli Walt e Frank che usciranno da questa esperienza traumatizzati e disillusi nei confronti del matrimonio...

 

Tutti se ne vanno (Todos sen van)

Regia: Sergio Cabrera. Interpreti: Yoima Valdés, Abel Rodriguéz, Rachel Mojena Gonzàles , Scott Cleverdon – Cuba, 2015 – Drammatico, 108’ – Rating: PG - Trailer:

A Cuba nei turbolenti Anni ’80 una madre artista e un padre drammaturgo si contendono la figlia dopo aver divorziato e preso strade separate. Il film si ispira all’autobiografia della scrittrice dissidente cubana Wendy Guerra  (nel film Nieva Guerra).  Attraverso il diario di Nieva, una bambina di 9 anni, vediamo il padre violento e una bambina contesa alla quale un giudice chiede: “Nieve, con chi preferisci vivere? Con tuo papà e con tua mamma?” Il film è in spagnolo sottotitolato in italiano ed è visibile su Netflix.

 

Gli equilibristi 

Regia: Ivano De Matteo. Intepreti: Valerio Mastandrea, Barbora Bobulova, Rosabell Laurenti Sellers, Grazia Schiavo – Italia, 2012 – Drammatico, 100’ – Rating: PG+13

Giulio  si ritrova da un momento all'altro a dover cambiare vita quando la moglie, dopo aver scoperto il suo tradimento, chiede la separazione e, all'improvviso, la realtà intorno a lui non è più la stessa. Quarantenne e padre di due figli, Giulio è costretto dalle circostanze a dire addio al benessere familiare ed economico e a studiare nuove soluzioni pur di rimanere a galla e non affogare in una nuova povertà fatta di doppi affitti e doppie bollette da pagare, di  pranzi solitari in trattorie di quart'ordine, di desideri dei figli da non disattendere e di creditori da cui nascondersi.

 

La prima luce

Regia: Vincenzo Marra. Interpreti: Riccardo Scamarcio, Daniela Ramirez, Gianni Pezzolla, Luis Gnecco, Alejandro Goic – Italia, 2015 – Drammatico, 108’ – Rating: PG+13 - Trailer

Marco, giovane e cinico avvocato rampante, vive a Bari con la sua compagna Martina e il loro piccolo Mateo di 8 anni. Martina, latino americana, si è trasferita in Italia dopo aver conosciuto Marco. La nostra storia inizia quando il rapporto tra i due è ormai alla fine. Martina vuole tornare a vivere nel suo paese con Mateo ma questa scelta escluderebbe Marco e lui non glielo consente, troppo profondo è l'amore e il legame con suo figlio. Dopo un periodo lacerante, Martina decide di scappare insieme a Mateo e si reca nel suo paese facendo perdere ogni traccia. Il tempo per Marco inizia a scorrere più lento, non ha nessuna notizia di suo figlio e dopo un periodo di angoscia e sbandamento decide di andare a cercarlo.

 

I giorni dell’abbandono

Regia: Roberto Faenza. Interpreti:  Margherita Buy, Luca Zingaretti, Goran Bregovic, Alessia Goria, Fausto Maria Sciarappa – Italia, 2005 – Drammatico, 96’ – Rating: PG+13

Olga, una 35enne abbandonata dal marito, sprofonda in una crisi di autostima e inadeguatezza. Finché un'autoanalisi sofferta e una serie di incontri la aiuteranno a riemergere. Tratto dall'omonimo libro di Elena Ferrante.

 

Viviane (Gett le Procès de Viviane Amsalem)

Regia: Ronit Elkabetz, Shlomi Elkabetz. Interpreti: Ronit Elkabetz, Menashe Noy, Simon Abkarian, Sasson Gabai, Eli Gornstein - Israele, Francia, Germania 2014 – Drammatico, 115’ – Rating: PG+16

Protagonista del film è Viviane Amsalem, una donna che da cinque anni cerca invano di ottenere il divorzio dal marito Elisha, davanti all'unica autorità che in Israele possa concederglielo: il tribunale rabbinico. L'ostinata determinazione di Viviane nel voler conquistare la propria libertà si scontra con l'intransigenza di Elisha e con il ruolo ambiguo dei giudici. In tribunale sfilano i testimoni convocati dalle parti, mentre il "processo" si trascina coi suoi contorni al tempo stesso drammatici e assurdi.

 

Una separazione (Jodaeiye Nader az Simin)

Regia: Asghar Farhadi. Interpreti: Sareh Bayat, Sarina Farhadi, Peyman Moadi, Babak Karimi, Ali-Asghar Shahbazi  - Iran, 2011 – Drammatico, 123’ – Rating: PG+13 -Trailer

Tutto è pronto per la partenza che Simin, suo marito Nader e la loro figlia Termeh hanno progettato. Lasceranno l'Iran per una nuova vita e uno nuova nazione. Tuttavia, all'ultimo, Nader ci ripensa: non osa lasciare solo il padre, malato di Alzehimer. La decisione porta un enorme scompiglio e Simin chiede il divorzio, che il tribunale non le concede. Lascia allora casa e Termeh decide di restare con il padre, sperando che la madre torni a casa. Ma la scelta fatta da Nader, che assume una giovane donna per accudire al padre in sua assenza, si rivelerà drammatica. Oscar Miglior film straniero. Orso d’oro Festival di Berlino.

 

Il passato (Le passé)

Regia: Asghar Farhadi. Interpreti: Bérénice Bejo, Tahar Rahim, Ali Mosaffa, Pauline Burlet, Elyes Aguis –Francia, 2013 – Drammatico, 130’ – Rating:  PG+13 - Trailer

Dopo quattro anni di separazione, Ahmad arriva a Parigi da Teheran su richiesta di Maria, la moglie francese, per espletare le formalità del loro divorzio. Durante il suo breve soggiorno, Ahmad scopre il rapporto conflittuale che Maria ha con sua figlia, Lucia. Gli sforzi Ahmad per cercare di migliorare questo rapporto sveleranno un segreto del passato.

 

Oggi insieme domani anche

Regia: Antonietta De Lillo. Italia, 2013 – Documentario, 85’ – Rating: PG - Trailer

Un mosaico di sguardi, volti, storie raccolti da numerosi autori in giro per l’Italia. Un film partecipato, ideato e curato da Antonietta De Lillo, che, attraverso frammenti di materiali diversi (documentari, inchieste, animazione, immagini di attualità e di repertorio), compone un ritratto dell’amore oggi, a quarant’anni dal referendum sul divorzio e dai Comizi di Pasolini. 

 

Dopo l’amore (L'économie du couple)

Regia: Joachim Lafosse. Intepreti: Bérénice Bejo, Cédric Kahn, Marthe Keller, Jade Soentjens, Margaux Soentjens - Francia, Belgio 2016 – Drammatico, 100’ – Rating: PG+13 - Trailer

Dopo quindici anni di vita insieme, Marie e Boris decidono di divorziare. Marie è colei che ha comprato la casa in cui hanno vissuto con le due figlie ma Boris, che l'ha completamente rinnovata, non ha altro posto in cui andare. Nessuno dei due è disposto a rinunciare alla loro abitazione.

 

 

Legenda "Rating" 

T: il film è classificato come "per Tutti"
PG: si suggerisce una visione accompagnata dai genitori
PG + 13: si suggerisce visione accompagnata dai genitori, ad un pubblico sopra i 13 anni
PG + 16: si suggerisce visione accompagnata dai genitori, ad un pubblico sopra i 16 anni
A: si suggerisce la visione ad un pubblico adulto

         

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La città dei bambini

La rivoluzione proposta in questo libro è ripensare alle nostre città a partire dai bambini: una città fatta per i bambini è garanzia di una vita migliore per tutti.

Francesco Tonucci è un ricercatore del CNR che ha avviato con il comune di Fano il progetto "La città dei bambini".

Questo libro rivede tutte le priorità della vita di città, dove sono le macchine a farla da padrone. I bambini sono prigionieri delle case, non possono uscire a giocare da soli, non possono andare a scuola da soli. Non vivono la città, perché in realtà le città non sono più vivibili.

Ma considerando il punto di vista dei bambini, contemporaneamente si rispettano anche le altre categorie più deboli: gli anziani, i disabili. Una città pensata per i bambini è in realtà una città per tutti, e il libro ci mostra come e perché. La soluzione potrà sembrare utopica, forse, ma per l'autore è molto più utopico e folle procedere nel cammino senza futuro che le nostre città hanno imboccato. Quella dei bambini è un'utopia concreta, un'utopia sostenibile.

La prefazione è di Bobbio.
L'autore è anche disegnatore, con lo pseudonimo di FRATO.

autoreFrancesco Tonucci

editore: Laterza

Io sono Malala. La mia battaglia per la libertà e l'istruzione delle donne

Malala Yousafzai è una ragazza nata in Pakistan nella valle dello Swat. Nel libro descrive con orgoglio la bellezza della sua terra: la natura meravigliosa, la bellezza delle montagne e delle sue acque; racconta con sguardo attento anche la storia del suo paese e del suo popolo: i Pashtun, suddivisi in varie tribù sparse nel Pakistan e nell’Afghanistan dove l’ospitalità e l’onore sono i valori fondamentali. Malala ci racconta della sua famiglia, di suo padre e di sua madre che si sono sposati per amore e non attraverso un accordo stipulato dalle rispettive famiglie.

Il padre, in particolare, figlio di un Imam insegnante di teologia, è un padre diverso dagli altri che usano violenza contro le loro mogli. Suo padre condivide ogni scelta di vita con la propria moglie. Anche il nome Malala fu scelto da lui perché era il nome di un’eroina afghana che nel 1880 incitò le truppe del suo paese che stavano per essere sconfitte dall’esercito inglese: innalzò una bandiera afghana, venne uccisa, ma il suo coraggio servì a vincere una sanguinosa battaglia.

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Tecnobarocco. Tecnologie inutili e altri disastri

Leggendo questo libro molti troveranno delle conferme a dei ragionamenti  che spesso sorgono spontanei di fronte a innovazioni tecnologiche che la gente ha subito come traumi e che invece di semplificare l’esistenza  l’hanno resa più complicata. La domanda è quasi sempre la stessa: “Ne abbiamo veramente bisogno?”  Cambiamo ogni due o tre anni sistemi operativi che non comportano necessariamente miglioramenti;  affrontiamo lunghissime telefonate presso enti e aziende, digitando vari codici di accesso col telefono a pulsanti, solo per ascoltare un’alberatura di messaggi vocali che rende impossibile il contatto con un operatore; immagazziniamo una mole immensa di immagini digitali di cui non ricordiamo più niente; compriamo il cellulare di ultima generazione quando per comunicare ci bastava la prima versione.  Mario Tozzi (geologo e noto conduttore di trasmissioni televisive di divulgazione scientifica) e molti altri della sua stessa generazione,  non “nativi digitali”,  hanno vissuto l’epoca in cui si andava in biblioteca a fare le ricerche scolastiche, si usava il telefono con il duplex, ci si muoveva con la mappa geografica, si giocava al biliardino e al flipper, ma soprattutto ci si spostava  con automobili dotate di quel magnifico e comodo aggeggio chiamato deflettore per il quale anche Francesco Guccini nel suo libro “Dizionario delle cose perdute” pensa di  fondare una Lega (Prodeflettore!).

 

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