La leggerezza di un palloncino

I bambini ci "donano" spunti  e possibilità per leggere i loro comportamenti e farci riflettere sui nostri.

Ed è proprio questo, che mi ha fatto ricordare M. otto anni, alle prese con le sue non facili relazioni in classe. La sua  intelligenza lo porta a riflettere, a pensare ma, alle volte, non è sostenuta pienamente da una consapevolezza emozionale, che lo farebbe essere più efficace con gli altri. 

 "Sai, alle volte in classe mi sento un vulcano pronto ad esplodere" - mi dice - "e, proprio per questo, temo di trasformarmi  nel vulcano che ha distrutto Pompei. Le ho viste le foto di ciò che ha causato, intorno a se stesso, in un libro di storia"

Raccontandomi questo, disegna su di un foglio tanti vulcani ed uno al centro più grande. Lui e i suoi compagni.

Gli faccio notare la preziosità della terra che li unisce e li fa essere un gruppo di vulcani. Forse, parlano tra loro. La terra gli aiuta a comunicare. Chissà, magari laggiù sotto, nelle viscere del pianeta, tutti si nutrono di uno stesso fuoco. 

Ad un certo punto:  "Ho trovato una soluzione…! " lui  grida,  esultante ed entusiasta.

 Io stupita, chiedo "Quale? "

 Lui disegna un omino che si solleva in cielo con un palloncino. "È quest"   - mi dice - .... "Io l'ho trovata".

Rimango davanti a quella immagine e mi ritrovo ad  interrogarmi, come farà mai quell'omino a respirare e sopravvivere con le condizioni atmosferiche che generano i vulcani, e glielo chiedo ma non ho in tasca, in quel momento, la capacità immaginale di quel bambino.

Lui semplicemente risponde "Vedi, ho capito che per sopravvivere ai vulcani che ho intorno e alla forza del mio vulcano, ci vuole questo... un omino e la leggerezza del suo palloncino. Essere leggeri e sorridenti aiuta!"

Rimango stupita e sorpresa di questo “rimando” che solo il recupero di una immagine interiore messa sul foglio a colori, è stata capace di  generare.

Racconto la riflessione del figlio al padre che lo passa a prendere, dopo il laboratorio creativo. Inaspettatamente, si commuove e mi dice "Oggi, mio figlio mi ha fatto capire come devo affrontare le mie giornate faticose: la leggerezza aiuta e ce ne vuole molta!"

Si abbracciano, ed io osservo con gioia quell’incontro.

Ora so, che un omino con un palloncino,  può superare ogni vulcano in azione anche i più difficili, e farli parlare tra loro. 

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La città dei bambini

La rivoluzione proposta in questo libro è ripensare alle nostre città a partire dai bambini: una città fatta per i bambini è garanzia di una vita migliore per tutti.

Francesco Tonucci è un ricercatore del CNR che ha avviato con il comune di Fano il progetto "La città dei bambini".

Questo libro rivede tutte le priorità della vita di città, dove sono le macchine a farla da padrone. I bambini sono prigionieri delle case, non possono uscire a giocare da soli, non possono andare a scuola da soli. Non vivono la città, perché in realtà le città non sono più vivibili.

Ma considerando il punto di vista dei bambini, contemporaneamente si rispettano anche le altre categorie più deboli: gli anziani, i disabili. Una città pensata per i bambini è in realtà una città per tutti, e il libro ci mostra come e perché. La soluzione potrà sembrare utopica, forse, ma per l'autore è molto più utopico e folle procedere nel cammino senza futuro che le nostre città hanno imboccato. Quella dei bambini è un'utopia concreta, un'utopia sostenibile.

La prefazione è di Bobbio.
L'autore è anche disegnatore, con lo pseudonimo di FRATO.

autoreFrancesco Tonucci

editore: Laterza

E l'eco rispose

L’eco è la propria voce che si ripete all’infinito. Qui si tratta di vite di uomini e donne che si intrecciano come le radici di un albero e che nel libro sembrano riflettersi come in uno specchio. All’inizio una sorella sarà strappata al proprio fratello in un piccolo paese dell’Afghanistan  e da questo dolore nasceranno le storie di tanti personaggi che dal passato arrivano al presente: quella di Sabur il padre, amato da due sorelle gemelle, la più bella Masuma e la meno bella Parawami, quella dello zio Nabi , fedele domestico della ricca, ma infelice coppia di Nali e Wahdati, quella di Idris e di Roshi, quella del medico volontario Marcos , di sua madre e della ragazza sfigurata, quella di un ragazzo e della sua disillusione nei confronti di un padre  e quella delle due Pari una figlia e l’altra sorella di Abdullah che alla fine del libro, ormai vecchio e malato di demenza, riuscirà a re-incontrare .

 

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