Espatriando per amore

Margherita Romagnoli, fiorentina doc sbarcata in Canada per amore, foodblogger (La petite casserole) per passione, a Montreal è diventata mamma ed è per questo che le rivolgiamo alcune domande sulla maternità da espatriata.

 

Ci racconti come mai hai scelto di lasciare l’Italia?

Ho lasciato l’Italia, la mia famiglia, i miei amici ed un lavoro che mi piaceva molto, semplicemente perché chi era dall’altra parte del mondo, mi piaceva di più! Ovvietà a parte, in due ci abbiamo riflettuto, per quanto amassi il mio lavoro, era lui quello in carriera, quello con moltissime opportunità di crescita e soddisfazione professionale.

 

Arrivata in Canada hai avuto difficoltà ad inserirti nel nuovo paese? Quali e come le hai superate?

La difficoltà principale sono state le lingue, giacché in Québec si parlano sia l’inglese che il francese. Ho dovuto studiare e impegnarmi un sacco, troppo frustrante non potersi esprimere!

 

Da due siete diventati in tre, in Italia durante la gravidanza è previsto un calendario di analisi e indagini a cui sottoporsi durante la gestazione, per monitorare salute della mamma e del bebè. Li come funziona?

Le famose analisi da libretto ci sono anche qui e più o meno sono le stesse. Abbiamo appuntamenti in clinica privata dal ginecologo che ci segue ogni 4 settimane (1 volta a settimana l’ultimo mese), ma anche queste sono gratuite. Il fatto che siano gratuite le rende a volte forse un po’ frettolose, questa la mia impressione. Io ho avuto una gravidanza e un parto da manuale, se ci fossero stati dei problemi o complicazioni, immagino le visite sarebbero state più approfondite. P.S siamo in 3 e mezzo in questo momento ;-) !

 

Esistono agevolazioni per i neo genitori o le famiglie in generale? In Italia come saprai c’è il cosiddetto bonus bebè, che varia a seconda delle fasce di reddito. In Canada come funziona? 

Si c’è la Canada Child Benefit il nuovo bonus fiscale (2016), un aiuto concreto a sostegno delle famiglie con figli al di sotto dei 18 anni. Consiste in una somma esentasse che le famiglie ricevono mensilmente. L’importo dipende dal numero di figli a carico e dal reddito familiare. Inoltre tenete poi presente che le donne in Québec hanno 1 anno intero di maternità al 80%, ed in molti casi possono allungare con un abbassamento  dello stipendio.

 

Il tuo bambino adesso frequenta il nido, le strutture sono pubbliche o private? Hai voglia di raccontarci com’è l’organizzazione giornaliera generale all’interno dell’asilo? Si fa un periodo d’inserimento in cui il genitore resta col figlio?

Prima di tutto fra nido e materna non c’è differenza, sono tutti nella stessa struttura. Via via che crescono, cambiano semplicemente classe e  maestre. Esistono asili pubblici con liste di attesa abbastanza lunghe, asili privati e Garderie familiale, ovvero piccole strutture in casa di privati. Moltissime le aziende/strutture con asilo interno, come nel nostro caso (asilo pubblico per i dipendenti dell’ospedale dove lavora mio marito).

Generalmente gli asili sono aperti dalle 7 alle 18 e non chiudono mai, solo per le feste come il Natale, o il primo dell'anno. La routine non credo sia diversa da quella italiana, si aggiunge forse la colazione per quelli che arrivano molto presto e generalmente la mensa è interna. La domanda che mi fanno tutti è se i bambini vanno fuori anche d’inverno. La risposta è si, ci vanno, a patto che non nevichi e che le temperature siano adatte all’età (credo che alle elementari/medie si vada fuori fino a -20!).  

Per quanto riguarda l’inserimento lo si fa, ma è molto soggettivo. Io personalmente credo di averlo lasciato a pranzo e nanna dopo quattro giorni, tanto era sereno e tranquillo. Il costo per i pubblici varia dai 7,55 (circa 5,50 euro) ad un massimo di 20$ canadesi, a seconda della fascia di reddito. Questa cifra comprende tutto, tranne pannolini e trasporto. Per quanto riguarda i privati i prezzi salgono tantissimo, ma si ha la possibilità di avere un rimborso fino ad un massimo del 27%, a seconda del reddito.

 

Il vostro bambino avrà la possibilità di crescere imparando due lingue, che cosa pensi del bilinguismo, che lingua parlate in casa?

Credo che sia una grandissima opportunità e sono felicissima che sia capitata a mio figlio. Noi parliamo italiano, per noi è la lingua del cuore, sarebbe difficile fare altrimenti, ma la babysitter che ogni tanto mi aiuta, parla inglese e a scuola su tre insegnanti,  due sono anglofone e una francofona (asilo in struttura anglofona).

 

Sei appassionata di cucina, tanto che in questi anni ne hai fatto una professione, noi italiani soprattutto durante lo svezzamento tendiamo a rispettare delle tappe ben precise, in Canada come si regolano? L’approccio gastronomico è molto diverso dal nostro?

In Canada c’è molta libertà, nel senso che ci sono le regole base da seguire (un alimento per volta, in forma di purea, no miele fino ad 1 anno…) ma in generale si tende a far assaggiare tutto senza restrizioni. Secondo il sistema sanitario canadese i bambini che mangiano tutto fin da subito sono quelli che sviluppano meno allergie. Tenete presente che il Canada è un paese fatto principalmente da immigrati, ognuno con la propria cultura e le proprie abitudini, vedrei male, infatti,  la mamma indiana a dare ricotta e parmigiano durante lo svezzamento.

 

In Italia, dove hai la possibilità di tornare più volte durante l’anno, hai amiche con bambini piccoli, secondo te la gravidanza e la maternità nei due paesi vengono vissute nello stesso modo?

No, qui ho la sensazione che viga un po’ il motto vivi e lascia vivere…

 

C'è una domanda che non ti abbiamo fatto alla quale avresti voluto rispondere?

Se mi manca l’Italia - me lo chiedono tutti! - ma sono contenta che non me l’abbiate fatta! 

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Tommaso e i cento lupi cattivi

E' notte. Una notte nera come la pece. Le raffiche di vento fischiano alle finestre, quasi volessero spalancarle.

Ed è proprio in notti come questa che - feroci e affamati - i lupi cattivi vanno a caccia di bambini... per mangiarseli!

Cento lupi famelici... no, forse erano cinquanta.
Cinquanta lupi assetati di sangue... beh, forse erano dieci.
Dieci lupi mannari... o era soltanto uno? Comunque, con una cacciatrice di lupi esperta come la mamma, si può dormire tranquilli!

Un libro molto bene illustrato, molto bella la scena della mamma che fa tanto rumore con la scopa contro... i bidoni della spazzatura per cacciare i lupi di cui Tommaso, e di conseguenza i suoi fratellini che poco prima dormivano tranquilli, hanno paura.

Molto adatto per i bambini che hanno timore ad addormentarsi!

Età prescolare.

autore: Valeri Gorbachev

editore: Nord-Sud

Il sogno ostinato. Lettere dall'Africa

È la raccolta di lettere che l'autrice ha scritto a familiari e amici durante i suoi soggiorni in Africa come cooperante.

Un'analisi del problema Africa diversa dal solito, non permeata dal solito pietismo misto ad esaltazione che accompagna i racconti delle missioni umanitarie. Al contrario, il libro è molto lucido e critico ma contemporaneamente appassionato e empatico.

autore: Silvia Montevecchi

editore: Terre di Mezzo

Le emozioni dei bambini

"Comprendere le emozioni dei bambini significa aiutarli a crescere felici. Traendo spunti ed esempi dal vivere quotidiano Isabelle Filliozat, psicopterapeuta di fama, aiuta a capire il significato di tanti comportamenti e a trovare le parole e i modi per risolver le situazioni che appaiono più difficili.

L'autrice non dà soluzione preconfezionate, ma analizza i problemi di tutti i giorni, che lei stessa mamma, di due bimbi di 2 e 4 anni all'epoca della stesura del libro, ha provato e soprattutto non trascende da quello che sono i genitori. Per capire il bambino che abbiamo davanti occorre ascoltare il bambino che siamo stati. Le emozioni dei nostri bambini allora hanno radici profonde, quello che non sopportiamo in loro tocca le corde più intime del nostro essere.

Oltre ad esaminare sotto nuovi aspetti le problematiche più comuni dei bambini e ad offrire spunti di riflessione, Filliozat descrive quali sono le emozioni più diffuse del vivere quotidiano per aiutare a cogliere quanto c'è di gioioso in ogni attimo della vita con i figli.

Questo libro potrebbe a prima vista rientrare nel filone dell'intelligenza emotiva introdotta da Goleman (Daniel Goleman, L'Intelligenza emotiva, ed. Rizzoli, 1996), ma a mio avviso ha qualcosa in più. Oltre a "partire dal basso", nel senso che si cala nei panni della mamma e del papà, è più vicino alla nostra sensibilità europea, a cui sta stretta il libro-manuale. L'autrice cita in bibliografia Alice Miller, la psicoterapeuta zurighese che ha descritto e documentato la sofferenza inespressa dei bambini e la difficoltà dei loro genitori a essere disponibili a capirla.

Questo libro si può non amare, si può non condividere in parte o del tutto, ma sicuramente colpisce il genitore che lo legge e, oserei dire, nella maggior parte dei casi fa scaturire delle emozioni che si credevano sepolte. Nel mio caso ha rivoluzionato il mio modo di essere madre."

autrice: Isabelle Filliozat

editore: Pickwick