Chiude la scuola, apre il centro estivo

L' ultima campanella è suonata già da un pezzo e il “dilemma” che attanaglia molti genitori è sempre lo stesso: “E adesso mio figlio a chi lo lascio?”

No problem!

Tutte le città fino al paesino più sperduto sono dotati di centri estivi più o meno organizzati. Basta fare qualche ricerca su internet e se ne trovano dei più disparati. Centri all'interno di uno zoo, un agriturismo, in un centro di equitazione, in un parco acquatico o nella parrocchia di quartiere.

Le attività che vengono proposte sono veramente tante, si passa dall'inglese alla baby-dance, dalla pittura ai laboratori teatrali, di cucina, giardinaggio, insomma c’è n'è​ per tutti i gusti.

Pedagogicamente parlando è molto interessante, i bambini una volta finita la scuola non vedono l’ora di trascorrere della giornate all'insegna del divertimento e con i loro amici. Per gli adolescenti è un' occasione per dimostrare alla famiglia di essere abbastanza responsabili e in grado di cavarsela da soli.

Alla base di ogni centro estivo ci dovrebbe essere un progetto di condivisione, di rispetto verso gli altri, gestione dei conflitti. Oltre alle attività proposte non dovrebbero mancare momenti di riflessione che vadano a toccare vari argomenti di attualità come il bullismo o la guerra.

I bambini e i ragazzi devono avere la sicurezza che gli educatori siano persone fidate su cui poter contare e raccontare in tutta serenità eventuali disagi.

Il centro estivo è un'ottima occasione di crescita personale all' interno del quale non dovrebbe mancare  l' accoglienza e l'inclusione dei bambini diversamente abili.

Inoltre, coinvolgere le famiglie in varie attività potrebbe essere un modo di scambio generazionale non indifferente oltre a vivere qualche ora di spensieratezza e divertimento.

Permettete quindi ai vostri figli di trascorrere della vacanze con i loro amici, dopo un anno vissuto sui libri chiusi tra le mura scolastiche e casalinghe hanno bisogno di vivere il più possibile l' estate stando all' aria aperta e in compagnia.

Per concludere, “Se uno passasse un anno intero in vacanza, divertirsi sarebbe stressante  come lavorare” (W. Shakespeare)

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L'ozio come stile di vita

"Svegliarsi la mattina presto, precipitarsi al lavoro, ingurgitare un caffè durante una pausa volante, sbocconcellare un panino davanti al video, correre a casa, sudare un paio d’ore in palestra, fare un salto al supermercato, preparare in fretta la cena e poi uscire di nuovo per un serata al cinema, a teatro, in discoteca oppure crollare esausti nel letto: la vita moderna è sempre più frenetica e assomiglia spesso a un tour de force.

Fin da bambini siamo stati tiranneggiati dalla presunta virtù dell'alzarsi presto la mattina. Poi ci hanno insegnato a non sprecare il tempo dormendo, sempre in nome di una logica per cui lo scopo della vita è lavorare, produrre, guadagnare.
Perché non ritornare ai ritmi naturali e rilassati di un tempo quando ogni gesto era meditato e assaporato in tranquillità? Perché non riscoprire il valore positivo dell’ozio e metterlo al centro di uno stile di vita più sostenibile?

È questo l’invito che l’inglese Tom Hodgkinson avanza con serietà ed ironia in questo libro originale e provocatorio, che si propone come una guida preziosa alla “nobile arte dell’ozio”, che non è il padre dei vizi ma la condizione per riappropriarci della vita e lasciare campo libero alle più elevate attività dello spirito , “probabilmente la più piacevole rivoluzione che il mondo abbia visto.”

autore: Tom Hodgkinson

editore: BUR

Genitori Manipolatori. Riconoscere e fuggire l'amore malato

Sappiamo tutti che colpevolizzare i figli, insultarli o denigrarli in pubblico sono azioni abominevoli, che intaccano l'autostima dei ragazzi, rendendoli insicuri delle proprie sensazioni. Ma a nessuno viene in mente che ciò significhi non amare i figli, né tanto meno essi hanno la percezione di subire un sopruso. 

In effetti non è facile capire dove sta il limite tra un normale sbotto genitoriale, un momento di debolezza o insicurezza educativa e un comportamento persistente di maltrattamento emotivo. La differenza sta nella frequenza e nei modi impiegati per esercitare il proprio potere, instillando sensi di colpa con comportamento spesso insensati e ingiustificati. I genitori di questo tipo sono "manipolatori" patologici, sono quelli che in psichiatria vengono definiti con personalità narcisistica.

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Oggi a scuola è arrivato un nuovo amico

"Parlano russo, indiano, swaili o spagnolo. Sono confusi ed intimoriti, a volte sono introversi e persi nel loro mondo, a volte sono inquieti ed irrequieti. Hanno sei anni e ne dimostrano quattro, emotivamente poi sembrano ancor più piccoli. A sette e otto anni non hanno idea di quel che sia una scuola, un libro... Sono i figli dell'adozione internazionale.

Nella loro vita ci sono due madri, due famiglie, possono avere un passato segnato da traumi, possono aver vissuto per anni in un istituto, possono aver viaggiato da un continente all'altro, hanno sempre viaggiato o da un prima ad un dopo, molto diversi tra loro, per avere una famiglia stabile e serena.

Arrivano in classe con le loro lingue, le loro culture, i tradimenti degli adulti, il loro aver trovato una famiglia attraverso l'adozione. Arrivano in classe con i nuovi genitori, genitori a volte stanchi, ansiosi, desiderosi di trovare nelle insegnanti delle alleate che li aiutino nei primi bellissimi e faticosissimi mesi di formazione di una nuova famiglia.

Raramente gli operatori della scuola conoscono le realtà, le storie dei bambini, le procedure, le vicissitudini burocratiche, le attese e le avventure dei genitori adottivi. A volte sembra che manchino i canali per parlarsi e che scuola e famiglia siano due mondi che non riescono a raggiungersi.

La scuola accogliendo in sé - attraverso i bambini - le moltissime istanze del sociale, può oggi farsi promotrice di una cultura della convivenza civi­le dove ogni differenza trovi modo di esprimersi per quanto ha di ricco, nuovo, stimolante per tutti noi. È per questo che desideriamo creare un'alleanza tra genitori e maestre, un'alleanza dentro cui i bambini cresceranno serenamente, i genitori si sentiranno sostenuti e le insegnanti vedranno riconosciute al meglio le proprie capacità."

autore: Anna Guerrieri, M. Linda Odorisio

editore: Armando Editore