Chiude la scuola, apre il centro estivo

L' ultima campanella è suonata già da un pezzo e il “dilemma” che attanaglia molti genitori è sempre lo stesso: “E adesso mio figlio a chi lo lascio?”

No problem!

Tutte le città fino al paesino più sperduto sono dotati di centri estivi più o meno organizzati. Basta fare qualche ricerca su internet e se ne trovano dei più disparati. Centri all'interno di uno zoo, un agriturismo, in un centro di equitazione, in un parco acquatico o nella parrocchia di quartiere.

Le attività che vengono proposte sono veramente tante, si passa dall'inglese alla baby-dance, dalla pittura ai laboratori teatrali, di cucina, giardinaggio, insomma c’è n'è​ per tutti i gusti.

Pedagogicamente parlando è molto interessante, i bambini una volta finita la scuola non vedono l’ora di trascorrere della giornate all'insegna del divertimento e con i loro amici. Per gli adolescenti è un' occasione per dimostrare alla famiglia di essere abbastanza responsabili e in grado di cavarsela da soli.

Alla base di ogni centro estivo ci dovrebbe essere un progetto di condivisione, di rispetto verso gli altri, gestione dei conflitti. Oltre alle attività proposte non dovrebbero mancare momenti di riflessione che vadano a toccare vari argomenti di attualità come il bullismo o la guerra.

I bambini e i ragazzi devono avere la sicurezza che gli educatori siano persone fidate su cui poter contare e raccontare in tutta serenità eventuali disagi.

Il centro estivo è un'ottima occasione di crescita personale all' interno del quale non dovrebbe mancare  l' accoglienza e l'inclusione dei bambini diversamente abili.

Inoltre, coinvolgere le famiglie in varie attività potrebbe essere un modo di scambio generazionale non indifferente oltre a vivere qualche ora di spensieratezza e divertimento.

Permettete quindi ai vostri figli di trascorrere della vacanze con i loro amici, dopo un anno vissuto sui libri chiusi tra le mura scolastiche e casalinghe hanno bisogno di vivere il più possibile l' estate stando all' aria aperta e in compagnia.

Per concludere, “Se uno passasse un anno intero in vacanza, divertirsi sarebbe stressante  come lavorare” (W. Shakespeare)

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Il mago dei numeri

Un libro da leggere prima di addormentarsi, dedicato a chi ha paura della matematica.

Roberto è un bambino come tanti, che odia la matematica, soprattutto perché non la capisce e gli sembra noiosa. Ma una notte gli appare un mago che lo porta in un mondo affascinante e sconosciuto.

Pian piano Roberto prende familiarità con strumenti matematici che si rivelano divertenti e comincia ad apprezzare quel mondo matematico di cui prima aveva paura. Concetti matematici anche difficili spiegati ai bambini come delle favole.

La matematica è un mostro che fa un po' meno paura.

Per Enzensberger la matematica è un mondo immaginario che riserva continue sorprese ed è capace di colpirti con la sua genialità. Questo libro, scritto per una bambina di dieci anni ma destinato ai lettori di tutte le età, ne è la prova.

autore: Hans Magnus Enzensberger - Illustrazioni di Rotraut Susanne Berner

editore: Einaudi - collana Supercoralli

Il ciliegio di Isaac

La storia comincia con un nonno e un nipotino, ma andando avanti nelle pagine la vita di questo bambino, raccontata in prima persona quando ormai lui è diventato adulto, entra in una specie di sogno orribile: è il ricordo di fili spinati dentro un turbine di colori freddi. Fa molto freddo, ci sono neve e fango ovunque, si vede “un lungo inverno che sembra non finire mai”, nei visi tristi, nelle ombre a righe, nelle stelle gialle sopra gli abiti, nelle mani protese in cerca di aiuto, nella ciminiera fumante di un campo di concentramento.Leggi tutto...

Città blu città gialla

 

Città Blu e Città Gialla sono vicine e separate solo da un fiume. Una è famosa per i suoi ombrelli variopinti, l’altra per i calzolai che fabbricano scarpe eccezionali.

Gli abitanti hanno sempre vissuto in pace e un ponte permette agli abitanti di passare da una sponda all’altra e tutti andavano d’accordo, finché un giorno non decidono di ridipingere il vecchio ponte che collega le due città: già, ma di quale colore?

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