Errori ed incertezze, nella vita e nella genitorialitá

Tema: Accettare errori ed incertezze, nella vita e nel proprio ruolo di genitore

Attività: Ciotola kintsugi

Età: Per genitori, ma adattabile anche per bambini e ragazzi

Opera: Ciotola kintsugi

 

Quante volte nella vostra vita, e soprattutto nella vostra esperienza da genitore, vi siete trovati a fare i conti con l’incertezza, l’imperfezione, e l’impossibilita di controllare l’andamento degli eventi?

È tutto parte della vita ed è sicuramente parte del processo di apprendimento. È qualcosa che però purtroppo non viene accettato nella nostra società della perfezione, delle pubblicità immacolate e dei selfie ritoccati.

Questa volta, invece che partire da una specifica opera d’arte, vorrei parlarvi di una tecnica di lavorazione della ceramica che a mio parere racchiude in sé moltissimi interessanti spunti di riflessione a questo proposito. In realtà vi parlerò di più tecniche diverse (scusate, la mia passione per l’arte e il desiderio di condividere il più possibile mi portano spesso a "barare" e a trattare più di un concetto artistico alla volta!).

La ceramica RAKU ha le sue origini principalmente in Giappone (benché ci siano esempi di tecniche simili in altre parti dell’Asia e del Mondo) ed è stata per molto tempo legata alla cerimonia del tè.

Quello che amo della ceramica RAKU è l’imprevedibilità del processo ed il fatto che non sia possibile controllarlo completamente. C’è qualcosa di misterioso e profondamente alchemico. Mi spiego meglio. Un pezzo d ceramica raku (scultura, vaso o semplice ciotola che sia) attraversa diverse fasi: prima viene cotto normalmente in forno, poi viene smaltato (con degli smalti cremosi che da “crudi” non hanno nessun tipo di legame cromatico con quello che apparirà a prodotto finito) e ricotto in forno. Quando raggiunge una certa temperatura viene poi estratto dal forno e, ancora incandescente, viene messo in un barile con del materiale infiammabile (segatura, carta, alghe secche…) che ovviamente prende fuoco non appena i due elementi entrano in contatto. É davvero uno spettacolo affascinante, anche solo da osservare. La combustione ed il denso fumo che ne consegue sono elementi del processo che regalano al pezzo la sua eleganza dei neri. Lo shock termico determina le sfumature metalliche degli smalti e soprattutto l’affascinante intelaiatura di crepe (conosciuto come effetto crackle) che si viene a creare su parte della superficie del pezzo. Ceramisti raku esperti ovviamente sanno come determinare certi effetti cromatici, ma l’intero processo rimane molto aperto al caso e la maggior parte delle volte vi sono risultati inaspettati.

Inoltre i pezzi raku “vivono”: gli smalti trattati in questo modo cambiano col tempo, mutando lentamente le loro sfumature e gli effetti creati, influenzati dalle condizioni dell’ambiente in cui si trovano.

Adoro questa tecnica, e non solo per il suo carattere spettacolare, ma anche e soprattutto per questa imprevedibilità, questa impossibilità di controllare al 100% il processo ed il risultato.

Come genitori dobbiamo certamente imparare tutti ad essere un pó ceramisti raku. Lasciarci trasportare dal processo e saper cogliere la bellezza dei risultati inattesi ed inaspettati, qualunque essi siano.

E soprattutto imparare ad accogliere a braccia aperte la filosofia su cui la tecnica raku (ed altri aspetti della cerimonia del tè e della cultura giapponese) si basa: wabi-sabi.

WABI può essere tradotto come la bellezza della semplicità mentre SABI altro non è che la bellezza dell’impermanenza. La combinazione di queste due dà vita ad un impegno e ad una dedizione costante verso la celebrazione della bellezza dell’imperfezione dell’esistenza. L’estetica dell’imperfezione.

Un'altra espressione di questa filosofia, probabilmente la più importante e rappresentativa, è la tecnica KINTSUGI. Questa tecnica artistica ceramista altro non è che la meravigliosa e profonda arte di riparare ciotole e piatti rotti riattaccandone insieme i pezzi con delle lacche dorate, evidenziando le crepe e le rotture e quindi dando loro importanza e valore. È un modo incredibilmente poetico di accettare ed accogliere imperfezioni ed errori come parti fondamentali della vita.

Vorrei invitarvi quindi a cercare di vedere la vostra esistenza ed il vostro ruolo da genitori come un’affascinante e preziosa ciotola kintsugi, in cui errori, crepe e rotture vengano enfatizzate in quanto parte di un processo di crescita, e considerate essenziali fasi dello sviluppo personale.

L’ideale sarebbe avere una vera ciotola o un piatto rotto su cui poter lavorare, ma in alternativa potete anche ricorrere alla versione bidimensionale dell’attività, disegnando una ciotola o un piatto e strappandoli in pezzi. In entrambi i casi si tratta di ricomporre il vostro oggetto e rincollare i pezzi con della colla (adatta al tipo di materiale). Una volta che la colla sarà asciutta usate delle tempere acriliche dorate (o in alternativa argentate o color bronzo, o perfino qualsiasi altro colore a vostra scelta, l’importante è che sia molto acceso e ben visibile). Nella versione di carta potete usare dei pennarelli o degli indelebili metallizzati.

Riflettete sulla vostra vita e su come questa si sia sviluppata in relazione al vostro ruolo da genitore, sugli eventi salienti che l’hanno caratterizzata fino adesso. Pensate a quanto é stupenda ed unica la vostra ciotola e come problematiche, crepe ed imperfezioni abbiano contribuito a renderla cosí speciale.

Riflettete sui momenti di profonda difficoltà, sugli errori commessi, sulle crisi che avete dovuto affrontare. Probabilmente molte delle cose che emergono saranno legate a ricordi negativi e perfino dolorosi, ma vi invito a concentrarvi sulle modalità con cui avete superato i problemi, su quello che avete imparato, su come siete stati capaci di cambiare e migliorare, risolvendo la situazione problematica, imparando qualcosa di nuovo, scoprendo qualità inaspettate in voi stessi.

Scrivete tutte queste riflessioni lungo le crepe della vostra ciotola, un pò in stile "flusso di coscienza", in modo molto libero e magari perfino un pó sconnesso. Potete anche decidere di ripetere l’attività con più ciotole e perfino usare una ciotola per ogni aspetto della vostra vita (ad esempio: una specifica che riguardi l’evoluzione del vostro ruolo genitoriale, un’altra focalizzata sui cambiamenti professionali e sul lavoro, un’altra ancora che simboleggi il modificarsi della vostra relazione di coppia…).

Mi rendo conto che sia una cosa molto privata e personale, ma vi invito a tenere la ciotola (sia che sia reale sia che sia soltanto un disegno) da qualche parte ben visibile, in modo tale che possiate vederla spesso e ricordarvi del percorso fatto e del valore degli errori, delle problematiche e della bellezza dell’imperfezione.


Consigli di approfondimento

Video esplicativi della tecnica RAKU:

https://www.youtube.com/watch?v=o0EyA5JQN6Y

https://www.youtube.com/watch?v=RNgFFilCiug

Libri:

Chiara Lorenzetti “Kintsugi, l'arte di riparare con l'oro” LULU.COM editore

Leonard Koren e G. Calza “Wabi-sabi per artisti, designer, poeti e filosofi” Ponte delle Grazie Editore

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La bambina che mangiava i lupi

E' la storia di una bambina di nome Bambina, che aveva una gallina di nome Gallina e che viveva in una casetta in cima a un albero di un bosco.

D'inverno Bambina aveva così tanta fame da mangiare i lupi. Così che la favola di Cappuccetto Rosso viene ribaltata; nel bosco si sparge la voce che c'è una bambina che mangia i lupi e sono i lupi ad avere paura dei bambini.

Bambina infine diventa essa stessa un lupo, troppi avendone mangiati.
(E dunque non abbiate paura dei lupi, bambini. Dentro di loro batte il cuore di Bambina).

Per bambini di età 3-6 anni

autore: Vivian Lamarque

editore: Emme Edizioni (collana Prime Letture)

La città dei bambini

La rivoluzione proposta in questo libro è ripensare alle nostre città a partire dai bambini: una città fatta per i bambini è garanzia di una vita migliore per tutti.

Francesco Tonucci è un ricercatore del CNR che ha avviato con il comune di Fano il progetto "La città dei bambini".

Questo libro rivede tutte le priorità della vita di città, dove sono le macchine a farla da padrone. I bambini sono prigionieri delle case, non possono uscire a giocare da soli, non possono andare a scuola da soli. Non vivono la città, perché in realtà le città non sono più vivibili.

Ma considerando il punto di vista dei bambini, contemporaneamente si rispettano anche le altre categorie più deboli: gli anziani, i disabili. Una città pensata per i bambini è in realtà una città per tutti, e il libro ci mostra come e perché. La soluzione potrà sembrare utopica, forse, ma per l'autore è molto più utopico e folle procedere nel cammino senza futuro che le nostre città hanno imboccato. Quella dei bambini è un'utopia concreta, un'utopia sostenibile.

La prefazione è di Bobbio.
L'autore è anche disegnatore, con lo pseudonimo di FRATO.

autoreFrancesco Tonucci

editore: Laterza

Le favolette di Alice

"Anche se non va nel paese delle meraviglie, l'Alice di Rodari porta a termine straordinari, inaspettati e simpaticissimi percorsi: la sua piccolissima statura le consente infatti di esplorare oggetti e angoli nascosti della vita quotidiana.

In famiglia ormai conoscono la sua predilezione per le avventure imprevedibili e non si stupiscono più delle improvvise scomparse e delle altrettanto prodigiose riapparizioni.

Rodari nascondeva in ognuno dei suoi personaggi un fondo di verità e con Alice il nostro favoloso Gianni sembra valorizzare la curiosità, che è una delle stupende, preziose qualità dell'infanzia."

 

autore: Gianni Rodari

editore: Einaudi Ragazzi