Una bambina con le ginocchia sbucciate non si chiama “maschiaccio”, ma “bambina normale”.

 

Educare i genitori alla parità significa crescere bambini e bambine al riparo dalle discriminazioni, perché la lotta agli stereotipi di genere è una lotta di libertà e di ricerca della felicità. Crescere di pari passo è una rubrica curata da Benedetta Gargiulo, con l’efficace elaborazione grafica di Maria Caprì.

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Padri e Figlie istruzioni per l'uso

"[…] il cuore non deve appartenere al papà. Il cuore di una ragazza deve essere libero. Libero di diritto.
Guai a quei padri "idoli "che rendono impossibile un altro amore. Guai a quei padri così assillanti da impedire di vivere una vita propria. Guai infine a quei padri assenti che costringeranno la figlia a una ricerca lunga tutta una vita."



Contemporaneamente protettore del "sesso debole" ed estraneo alla natura femminile, il padre di una figlia, presente o assente, ha il potere, inevitabile, di segnare l'immaginario e l'inconscio di colei che ha visto nascere. Tutto ciò che farà o non farà, dirà o mostrerà, avrà delle ripercussioni sull'identità, sui comportamenti, sulla psiche e sulle relazioni affettive della figlia, una volta adulta.

Ecco allora un libro per capirne di più, rivolto sia ai padri in difficoltà nei rapporti con la figlia, sia, soprattutto, alle giovani donne che hanno problemi con il padre. È utilissimo anche per le mogli e madri, il cui ruolo è sempre fondamentale anche nella costruzione di questo legame speciale, per aiutare a porre e dare risposte a problemi reali, spesso elusi perché difficili da trattare, e perfino da enunciare.

Autoritario o benevolo, indifferente o attento, assente o coinvolto, biologico o adottivo, il padre è il principale modello maschile della figlia. Quest'ultima cercherà a volte di sostituire l'irreprensibile padre adorato o di rifiutare il padre violento, e a volte di soddisfare il padre esigente o di riempire il vuoto di un padre assente. Con profondità, lucidità e talvolta una vena di umorismo, per affrontare con un sorriso un legame dalle mille implicazioni, questo libro affronta tutte le sfaccettature della relazione padre-figlia, fornendo consigli utili per facilitare l'armonia, spesso complicata da sentimenti che vacillano tra amore, attrazione, paura, diversità, a volte rancore.

Véronique Moraldi, si è formata in comunicazione relazionale (metodo ESPERE di Jacques Salomé) e si è specializzata in problemi di bullismo, studio delle personalità narcisistiche e analisi dei rapporti familiari e loro conseguenze sul comportamento degli adulti. Tra i suoi libri, Figlio di sua madre (Urra, 2012).

Michèle Gaubert, psicoterapeuta, si è specializzata in disturbi adolescenziali e nei rapporti genitori-figli. È relatrice in conferenze sugli umori femminili (primi segni di identificazione dell'isterismo) e sulle rappresentazioni sessuali di Satana. È anche autrice di romanzi e donna di teatro.

Oggi a scuola è arrivato un nuovo amico

"Parlano russo, indiano, swaili o spagnolo. Sono confusi ed intimoriti, a volte sono introversi e persi nel loro mondo, a volte sono inquieti ed irrequieti. Hanno sei anni e ne dimostrano quattro, emotivamente poi sembrano ancor più piccoli. A sette e otto anni non hanno idea di quel che sia una scuola, un libro... Sono i figli dell'adozione internazionale.

Nella loro vita ci sono due madri, due famiglie, possono avere un passato segnato da traumi, possono aver vissuto per anni in un istituto, possono aver viaggiato da un continente all'altro, hanno sempre viaggiato o da un prima ad un dopo, molto diversi tra loro, per avere una famiglia stabile e serena.

Arrivano in classe con le loro lingue, le loro culture, i tradimenti degli adulti, il loro aver trovato una famiglia attraverso l'adozione. Arrivano in classe con i nuovi genitori, genitori a volte stanchi, ansiosi, desiderosi di trovare nelle insegnanti delle alleate che li aiutino nei primi bellissimi e faticosissimi mesi di formazione di una nuova famiglia.

Raramente gli operatori della scuola conoscono le realtà, le storie dei bambini, le procedure, le vicissitudini burocratiche, le attese e le avventure dei genitori adottivi. A volte sembra che manchino i canali per parlarsi e che scuola e famiglia siano due mondi che non riescono a raggiungersi.

La scuola accogliendo in sé - attraverso i bambini - le moltissime istanze del sociale, può oggi farsi promotrice di una cultura della convivenza civi­le dove ogni differenza trovi modo di esprimersi per quanto ha di ricco, nuovo, stimolante per tutti noi. È per questo che desideriamo creare un'alleanza tra genitori e maestre, un'alleanza dentro cui i bambini cresceranno serenamente, i genitori si sentiranno sostenuti e le insegnanti vedranno riconosciute al meglio le proprie capacità."

autore: Anna Guerrieri, M. Linda Odorisio

editore: Armando Editore

Insegnare a vivere. Manifesto per cambiare l’educazione

Una grande Riforma dell’educazione o meglio una vera e propria METAMORFOSI (ultima parola del libro) quella  che auspica il grande pensatore contemporaneo Edgar Morin,  oggetto di analisi anche nei suoi due precedenti saggi:  La testa ben fatta e I sette saperi necessari all’educazione del futuro. 

Partendo dalla massima di Rousseau nell’Emilio: “Vivere è il mestiere che voglio insegnargli”,  Morin si richiama anche alla tradizione filosofica greca che insegnava la saggezza della “vita buona” e lo fa proprio  perché individua nell’umanità odierna l’assunzione di un modello di pensiero legato al dominio, alla conquista di potere, all’individualismo sfrenato,  ad un sapere fatto a compartimenti stagni che determina  una iper-specializzazione  che fa perdere la visione d’insieme e ci conduce al mal-essere, all’incomprensione che regna nelle relazioni tra umani.

 

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