Il ciliegio di Isaac

La storia comincia con un nonno e un nipotino, ma andando avanti nelle pagine la vita di questo bambino, raccontata in prima persona quando ormai lui è diventato adulto, entra in una specie di sogno orribile: è il ricordo di fili spinati dentro un turbine di colori freddi. Fa molto freddo, ci sono neve e fango ovunque, si vede “un lungo inverno che sembra non finire mai”, nei visi tristi, nelle ombre a righe, nelle stelle gialle sopra gli abiti, nelle mani protese in cerca di aiuto, nella ciminiera fumante di un campo di concentramento.

 

Evanescenti illustrazioni della vicenda più oscura della storia del Novecento, piccoli quadri sfumati che fanno emergere solo ciò che vale la pena di mostrare entrando in uno stretto rapporto con le parole e lo sguardo innocente di Isaac. Evocative si stagliano le immagini che cercano l’anima delle cose, mentre la scrittura accompagna il piccolo lettore e con un pacato e delicato realismo lo conduce a scoprire i pensieri, i sentimenti e tutta l’intima e umana tristezza di un bambino ebreo.

Su tutto però, domina un albero di ciliegio con i suoi bellissimi fiori bianchi, simbolo di primavera e di rinascita, speranza e bellezza dell’esistenza. Prenderà il nome di un piccolo zingaro perché anche nei momenti più bui è possibile trovare un “cavaliere” coraggiosoee e senza paura disposto a stare sempre al fianco dell’amico, fino all’ultimo respiro. Importante l’epilogo perché fa interiorizzare l’importanza della memoria che, come le stelle che brillano nel cielo notturno, illumina le nostre coscienze e non ci fa scordare che bisogna sempre credere nella pace e in un mondo migliore.

L’autrice Lorenza Farina ha già scritto un altro libro per bambini che, come questo, è uscito in occasione del Giorno della Memoria, Il volo di Sara, indicato per piccoli lettori a partire dai 6 anni. Il ciliegio di Isaac è indicato ai bambini sopra gli 8 anni.

Autore: Lorenza Farina – Illustratore: Anna Pedron

Editore: Paoline Editoriale Libri

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