La vita in ogni donna

Ho letto questa poesia  di Silvana Stremiz dedicata alla madre e mi sono commossa: 

 

Ti guardo, Mamma.
Smarrita tra i ricordi
a caccia di memoria
con l’aria impaurita
di chi è quasi arrivata
all’ultima fermata.

Mi chiedi del tempo
che non posseggo
e un miracolo
che non posso concedere.

E io invece
chiedo per Te
la serenità
e il coraggio
per affrontare
questo ultimo
giro di giostra.

Ti tengo la mano
per scaldarti il cuore
ingannandoti
con una favola che non c’è.

Mamma
se non vuoi
non mollo la presa
ma non ti trattengo
oltre se sei pronta.

A volte è giusto
lasciarsi andare
mollare la stretta
e guardare le stelle
laddove tutti insieme
un giorno danzeremo.

Forse…
È giusto per Te
ed è giusto per Me
mollare la presa
e lasciarsi andare
anche se è tutto
tremendamente ingiusto,
anche se le lacrime
affogano il cuore.

Ho sentito, attraverso questa lirica, vicinanza ad ogni figlia, ad ogni madre nel momento dell'ultimo saluto, in cui si definisce il valore di un viaggio profondo di condivisione e lo si trasforma in altro di significativo che rimane "oltre".

Si salva il buono e il bello di ogni rapporto che ha rappresentato, nel suo disvelarsi, l'incontro con la nostra femminilità.

Essere Donne prima che compagne, spose, madri e figlie, presuppone conoscere chi siamo nella nostra essenza, i nostri desideri, speranze, doni, luci ed ombre che non si rivelano solo in un'identificazione di ruolo.

Significa definire i contorni del nostro fiore profumato, grazie e solo oltre agli insegnamenti di una madre che molte volte combattiamo per trovare una nostra dimensione.

Ad un certo punto, da figlie diventiamo adulte, e lasciamo alle nostre spalle le risorse educative acquisite nella vicinanza di nostra madre e che ci hanno regalato appartenenza. Tratteniamo come dono quanto sentiamo di prezioso nell’esempio ricevuto e, finalmente, guardiamo quanto resta di conflittuale e lo lasciamo andare.

Ci coloriamo di nuovo, abbracciando le nostre potenzialità peculiari, da esplorare per noi stesse e da donare ai nostri figli.

Ogni donna è terra calda, utero anche simbolico, da coltivare per far nascere un seme: un figlio, un progetto, un'idea.

Ogni donna dona la vita perché è vita.

Incontro molte donne in consulenza pedagogica perché madri o perché semplicemente si interrogano sul senso da donare alla propria vita da e-ducare, traendolo fuori da se stesse.

Sono attente, critiche, generose, disponibili all'ascolto, hanno compassione e sguardo ampio, sono previdenti, pazienti e tenaci.

Riescono a mettersi in discussione.

Alle volte, si sentono caricate di un ruolo, o funzione genitoriale, che si donano come opportunità ma che, alle volte, non vivono in pienezza, bensì in modo conflittuale.

Incontro Madri che non sanno più che "donne sono": hanno dimenticato di desiderare e di sognare perché, da anni, si sono identificate nell'essere madri, spose, donne che lavorano, sacrificando parti di sé.

Eppure, vedo in loro il desiderio di ricercare, crescere e migliorare per recuperare dimensioni che hanno perduto di se stesse e per se stesse, donandosi "cura" e amore.

Non è un caso che una donna acceda più facilmente, per sua scelta, a ogni consulenza psicologica, di Counseling, educativa , etc. 

Voglio sperare che la ricchezza del mondo di una donna, fatto di luci e ombre, possa essere pienamente colta e trovare piena manifestazione anche in una relazione a due, capace di accarezzarne l'essenza senza snaturarla; in grado di gioire della sua bellezza senza calpestarne il profumo.

Il viaggio a due, io personalmente, lo sento ancora come un bel ponte costruito tra due sponde, nello scorrere del fiume della vita.

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La sottile linea scura

Lansdale Joe R. é un autore americano che spazia dal giallo al western, dall'horror al romanzo storico, dalla satira sociale al romanzo di formazione come 'La sottile linea scura'.

Ambientato nel Texas del 1958 è la storia del tredicenne Stanley, che lavora nel drive-in del padre e mette il naso in un segreto che doveva rimanere celato. In quell'estate avviene "la perdita dell'innocenza" di Stanley, il mondo per lui cambierà per sempre.

La 'sottile linea scura', che segna per lui la scoperta del male, del dolore e della morte insieme con l'esplosione del sesso e la consapevolezza del conflitto razziale, diventa il mezzo con cui l'autore ci fa immergere in quegli anni Cinquanta che sembrano così lontani.

Se avete letto con passione 'Il buio oltre la siepe' di Harper Lee questo è un libro che fa per voi.

Autore: Lansdale Joe R.

Editore: Einaudi

Requiem per il giovane Borgia

 

Si tratta di un romanzo storico e nello stesso tempo di un avvincente giallo scritto da due giovani autrici milanesi esordienti che hanno svolto approfondite ricerche storiche sulla opulenta e maestosa Roma rinascimentale e le ricche corti italiane, soggiogate dalla morale del tempo, individualista e brutale, tesa al conseguimento dei fini senza curarsi dei mezzi con i quali ottenerli.

La vicenda parte dal brutale omicidio di Juan Borgia, duca di Gandia, figlio prediletto di papa Alessandro VI, al secolo Rodrigo Borgia.

Chi è il mandante dell'assassinio? L'indagine non è facile. È possibile il movente politico (il dominio dei Borgia è inviso alle potenti famiglie romane, agli Orsini, agli Sforza di Milano, a Guido da Montefeltro, ai baroni romani e a molti prelati che disapprovano la scandalosa condotta del papa), ma può essere un movente passionale o può essere maturato nell'ambito familiare....

La scrittura è scorrevole e varia e si presta facilmente ad una trasposizione filmica.

autore: Elena Martignoni, Michela Martignoni

editore: TEA

Il giardino dei giochi dimenticati

"Giocare non è solo giocare: è cercare (quello che serve per realizzare un'idea), è immaginare (qualcosa che nessuno ha mai fatto), è costruire (un oggetto che sarà per noi indimenticabile)".
In questo manuale i due autori restituiscono a genitori smemorati e a bambini curiosi i giochi che i padri e i nonni facevano per strada e nei cortili: giochi contadini, giochi rari, giochi storici, giochi dimenticati e soprattutto insegnano loro a costruirli con divertenti e dettagliate illustrazioni.

In realtà oltre a essere un libro per bambini è un libro per i loro genitori e per chi continua a essere un po' bambino; raccoglie infatti un patrimonio culturale che ci tramandiamo, e che ricordiamo con nostalgia. I giochi descritti hanno due ingredienti fondamentali: i costi bassissimi di realizzazione e la fantasia. Per dirla con le parole dell'autore: "un bambino rimane piccolo per poco tempo, poi ha tutta la vita per ricordare chi ha passato del tempo a giocare con lui".

Giorgio F. Reali è il fondatore dell'Accademia del gioco dimenticato.

La prefazione è di Stefano Bartezzaghi.

autore: Giorgio F. Reali, Niccolò Barbiero

editore: Salani