Bibliografia. 25 Aprile, Liberi tutti!

 

Qualche consiglio di lettura per spiegare ai bambini la festa della Liberazione e la Resistenza.

 

La madre del partigiano

Sulla neve bianca bianca

c’è una macchia color vermiglio;

è il sangue, il sangue di mio figlio,

morto per la libertà.

Quando il sole la neve scioglie

un fiore rosso vedi spuntare:

o tu che passi, non lo strappare,

è il fiore della libertà.

Quando scesero i partigiani

a liberare le nostre case,

sui monti azzurri mio figlio rimase

a far la guardia alla libertà.

Gianni Rodari

 

Età di lettura: da 5 anni.

M. Paci, F. Zoppei, “Aurelio mio nonno”, Ed. Jaca Book, 2009

La guerra, lo sbarco degli alleati in Sicilia, la caduta di Mussolini, l'armistizio di Badoglio rivivono attraverso le parole di Nonno Aurelio, che con la sua cadenza veneta e il racconto breve ma incisivo, incanta il nipotino che lo ascolta e tutti i bambini che lo leggono.

Età di lettura: da 7 anni.

A. Sarfatti, M. Sarfatti, “Fulmine, un cane coraggioso. La Resistenza raccontata ai bambini”Ed. Mondadori, 2011

Fulmine è un cane che, per l'affetto che lo lega a un ragazzo, suo grande amico, si trova a partecipare alla lotta partigiana e alla liberazione d'Italia. Seguendo le vicende di Fulmine, fantastiche ma storicamente realistiche, che si concludono con la festa del 25 aprile 1945, i bambini possono farsi una prima idea di cosa fu la Resistenza, delle sue ragioni e della sua importanza. Una scheda di inquadramento storico insieme ai documenti selezionati da Michele Sarfatti, accostati ai passaggi della vita partigiana di Fulmine, vogliono aiutare i bambini a conoscere e stimolarli ad approfondire quel capitolo fondamentale della storia italiana, la loro storia.

Età di lettura: da 8 anni.

A. Roveda, S. Natalini, “Una partigiana di nome Tina”, Ed. Coccole Books, 2017

Una ragazza che diventa donna. Il coraggio e la libertà della scelta. Questo libro è dedicato a tutti i partigiani italiani e in special modo a Tina Anselmi, eroica staffetta durante la lotta di liberazione dal fascismo. Raccontare ai più giovani, con semplicità e passione, di vicende dolorose e eroiche è indispensabile per continuare ad affermare principi irrinunciabili come democrazia e libertà.

B. Bertolucci, R. Italiano Romagnoli, I. Rina Pioli, “ I miei primi 25 aprile, Perchè oggi non vado a scuola?”,Ed. L’Io e il Mondo di TJ, 2016

Che cos’è il 25 Aprile? Perchè gli autobus hanno le bandiere dell’Italia sul muso e tutti facciamo festa? E’ l’Italia liberata dal fascismo grazie alla Resistenza; si festeggia ancora non solo per ricordare il passato, ma sopratutto per il presente e ancora di più per il futuro. Abbiamo ancora molte cose di cui liberarci e alle quali resistere: la corruzione, le mafie, il terrorismo, la falsa realtà che rende difficile distinguere i buoni dai cattivi. Per questo cantiamo ancora "Bella Ciao"!

N. Bellini, “La giacca rossa”Ed. Negretto, 2010

Ultimo periodo della Seconda guerra mondiale in un paese della bassa padana sulle rive del Po. Marcella, una bambina di dieci anni, annota le vicende che si susseguono all'Armilara, la corte presso la quale è sfollata con la sua famiglia. Vicende in cui si intrecciano le parole, i gesti delle persone e le loro emozioni, a volte trattenute, altre volte espresse con rabbia e con dolore. Marcella scrive e racconta: la separazione definitiva dalla casa natale, dalla scuola e dalle cose che ama e che conosce, lo spaesamento nel vivere a contatto con persone estranee, le amicizie che intreccia e le azioni di coraggio, l'attesa del ritorno del padre, la speranza che tutto finisca e la vita possa riprendere. Una vita dove ci sia posto per le viole e le poesie da recitare a memoria.

F. Roccheggiani, “La bicicletta di mio padre”, Ed. Lapis, 2009

Roma, 1943. I tedeschi occupano la "città aperta". Il diario di un bambino tiene traccia di quei giorni terribili e degli anni che seguirono. I bombardamenti, i rastrellamenti, le prime deportazioni, il papà partigiano e la Resistenza, l'eccidio delle Fosse Ardeatine, la Liberazione e la lenta ripresa del dopoguerra vengono raccontati con un'impronta serena, senza polemiche, come solo un bambino potrebbe fare. Un diario vero, autobiografico, emozionante. Pagine di memoria da custodire e tramandare. In sella alla sua bicicletta, il papà di Fabrizio ha condotto la sua battaglia. In sella a quella bici, Fabrizio respirerà per la prima volta il profumo della libertà.

Età di lettura: da 9 anni.

E. Detti, “Storia di Leda. La piccola staffetta partigiana”, Ed. Gallucci, 2017

Maggio 1944. Leda è una bambina di dieci anni che fa la staffetta partigiana. Un giorno, in bicicletta, è intercettata dai tedeschi. Mentre sta per essere raggiunta, un vecchio stravagante e ubriacone, che si fa chiamare il Mago, la trae in salvo. Leda sospetta che si tratti di una spia e gli vorrebbe nascondere il messaggio cifrato in suo possesso, ma l'uomo scopre la lettera e... Una bambina coraggiosa, un'avventura incalzante durante l'occupazione nazista.

A. Bouchard, “Fuochi d’artificio. Il piano segreto di quattro giovanissimi partigiani”Salani, 2015

Alpi piemontesi, negli anni cruciali della Resistenza. Marta ha tredici anni, è magrolina, poco formosa e ha lunghi capelli biondi che la fanno sembrare tedesca. Un giorno suo fratello Davide, poco più grande di lei, le propone di aiutare la Resistenza contro nazisti e fascisti, all'insaputa degli stessi partigiani, che non li accetterebbero alla loro età. Davide ha un piano geniale, ma Marta si sente piccola, ha paura ed è contraria alla guerra. Il fratello però coinvolge anche Marco, un compagno di cui lei è innamorata, e quando conosce i partigiani da vicino Marta ne rimane affascinata. Così si ritroverà dentro un'avventura più grande di lei, che la esporrà a pericoli spaventosi, ma le permetterà di tirare fuori grinta, fantasia e indicibile coraggio, riuscendo infine a sconvolgere la guarnigione nazista della zona.

L. Levi, “La ragazza della foto”Ed. Piemme, 2014

Federica non crede ai suoi occhi: tra le foto della grande mostra organizzata a Roma per celebrare la liberazione della città dai tedeschi nel 1944, c'è il ritratto di una ragazzina identica a lei, che applaude le truppe americane! Il mistero è presto risolto: la ragazza della foto è in realtà sua nonna Teresa, donna formidabile che da sempre si rifiuta di parlare di quel lontano tempo di guerra, come se il passato nascondesse un segreto troppo doloroso per poterlo affrontare. L'insistenza di Federica, però, avrà ragione del silenzio della nonna, che finalmente racconta degli anni in cui, insieme a un coetaneo e al padre, ha partecipato in prima persona alla Resistenza

G. Quarto, “Ritorno al mittente”Ed. Lapis, 2011

Torino, aprile 1945. L'esercito nazista è ormai un esercito di occupazione e chi si rifiuta di combattere al fianco dei tedeschi è considerato un prigioniero di guerra. Molti uomini sono fuggiti, altri si nascondono nelle campagne e si organizzano in brigate partigiane per cacciare il nemico e favorire l'avanzata degli Alleati. Mariolino ha quasi 7 anni e non sa ancora tante cose. Sa però che c'è la guerra, che suo padre è lontano, che a sua madre fanno paura i soldati e che i tedeschi hanno preso il loro amico Domenico. Ma la Liberazione è vicina... La Resistenza, la fine della guerra e la Liberazione. Una storia vera, senza buoni né cattivi. E una lettera d'addio che non ci sarà più bisogno di spedire.

R. Denti, “Ancora un giorno”Ed. Piemme, 2015

I quattro amici di via Cicco Simonetta non hanno più di tredici anni quando i nazisti occupano l'Italia e in tutto il Paese si comincia a organizzare la Resistenza. A Milano, nel caseggiato dove abitano, i ragazzi scoprono un gruppo di partigiani e, quasi per gioco, cominciano a spiarli. Presto però vengono coinvolti in piccole azioni e finiscono perfino sulle tracce di una spia del regime.

G. Petter, “Ci chiamavano banditi”Ed. Giunti Junior, 2008

Per chi vuole conoscere uno scorcio di storia contemporanea attraverso una testimonianza reale, tradotta in letteratura, ecco la storia di un gruppo di partigiani. "Nemo-tre" (questo sarà il suo nome di battaglia) è un giovane che decide di salire un giorno sui monti della Valdossola per unirsi ai partigiani, nella lotta di liberazione contro i fascisti. Dal primo timido e non facile approccio con i compagni più esperti, all'inserimento e all'accettazione nel gruppo, attraverso imprese, scontri, emozioni, discussioni che testimoniano per il protagonista un cammino di crescita in una condizione del tutto anomala e un po' inquietante. Alla fine, con la liberazione, sembrano sciogliersi nella vittoria le ansie, le paure, i dubbi.

T. Buongiorno, “La banda della rosa”, Piemme, 2008

Sono gli anni dell'immediato dopoguerra, delle bombe su Hiroshima e Nagasaki, del referendum tra monarchia e repubblica, a cui partecipano anche le donne, per la prima volta al voto in Italia. A Roma, Isotta, la protagonista narratrice, decide di dare vita con le sue compagne a una banda di ragazze. La banda della ROSA, all'insegna del Resteremo Ovunque Sempre Amiche. Dopo le prime bambinate, la banda si impegna via via in operazioni più serie, rivendicando i propri diritti e la parità con i maschi. Ma quando l'Italia festeggia la Costituzione, Isotta capisce che questa è la vera rivoluzione.

Età di lettura: da 12 anni.

M.A. Quarello, “ ‘45”Ed. Orecchio Acerbo, 2017

Un altro inverno, e gli Alleati ancora non sono arrivati. Sui monti del nord dell'Italia le bande partigiane si vanno ingrossando dei giovani che rifiutano di arruolarsi nelle fila della Repubblica di Salò e fuggono dalle deportazioni in Germania. Le azioni partigiane si fanno sempre più audaci, contro i repubblichini, contro i tedeschi. Più numerosi anche i rastrellamenti, più feroci le rappresaglie. Poi, finalmente, l'ordine dell'insurrezione. Tutti a valle, per unirsi ai nuclei cittadini, agli operai in rivolta. Per riscattarsi dal fascismo, per liberarsi dai tedeschi prima ancora dell'arrivo degli Alleati. E intrecciata alla grande storia, quella minuta di Maria. Delle sue apprensioni per il marito partigiano e per il figlio alpino in Russia; della sua paura per i soldati della Wehrmacht che le piombano in casa; della sua gioia per la Liberazione e per il ritorno del figlio; della pietà per quel soldato tedesco ora vinto e prigioniero.

F. Silei, “Bernardo e l’angelo nero”Ed. Salani, 2016

Bernardo ha dodici anni ed è un balilla con tanto di bicicletta, divisa nera, fez e pistola. Proprio così, Bernardo ha anche una piccola pistola a tamburo che gli ha regalato suo padre per difendersi dai partigiani. Suo padre è il podestà del paese e da giorni è sempre più nervoso e preoccupato: gli Alleati risalgono l'Italia e si avvicinano alla Toscana, iniziano a bombardare i punti strategici e mandano aerei cicogna in perlustrazione. In questo clima di tensione e di odio per il nemico un giorno Bernardo trova, appeso a un albero con il suo paracadute, un pilota afroamericano ferito. Credendolo morto decide di tirarlo giù, ma l'uomo riprende i sensi e il ragazzino desideroso di riabilitarsi agli occhi del padre che non ha una grande opinione di lui, estrae la sua pistola e decide di farlo prigioniero. Il ragazzo non può sapere che presto il suo paese sarà liberato e verrà il tempo della rivincita dei partigiani e delle frange antifasciste. Se lo sapesse forse si comporterebbe diversamente.

P. Capriolo, “Partigiano Rita”Ed. Einaudi, 2016

A diciott'anni Rita Rosani non immagina certo di essere destinata a diventare un'eroina della Resistenza. La sua vita è quella normale di un'adolescente nella Trieste degli anni '30, ma Rita è una ragazza ebrea e dal 1938, con la promulgazione delle leggi razziali, il mondo comincia a crollarle addosso. Viene espulsa da un giorno all'altro dalla scuola; patisce con la sua famiglia ogni sorta di discriminazioni; perde il fidanzato, deportato in un campo d'internamento allo scoppio della guerra; finché in lei si compie quella trasformazione che la porterà a combattere nelle file partigiane.

R. Denti, “La mia resistenza”Ed. BUR Biblioteca Univ. Rizzoli 2014

Roberto è solo un ragazzo quando compie la prima di tante scelte importanti: a Cremona, in un'Italia divisa in due, nel cuore della guerra si aggrega a una singolare compagnia di finti teatranti, che di notte fanno saltare i ponti sul Po per impedire il passaggio delle truppe tedesche. Il gruppo viene scoperto, molti componenti sono arrestati. Roberto riesce a fuggire. È solo il primo episodio di una lunga, dolorosa, faticosa avventura: la separazione dalla famiglia, la fuga in montagna, l'arresto e la cella d'isolamento, infine la lotta con una brigata partigiana fino all'arrivo degli Alleati. Una storia di resistenza, di coraggio inevitabile, raccontata con semplicità a chi vuole sapere oggi com'è stato fare la Storia senza saperlo.

Età di lettura: da 13 anni.

L. Guadagnucci, “Era un giorno qualsiasi. Sant'Anna di Stazzema, la strage del '44 e la ricerca della verità. Una storia lunga tre generazioni”Ed. Terre di Mezzo, 2016

"La mattina presto del 12 agosto - un sabato - eravamo già tutti in piedi quando qualcuno arrivò gridando: 'I tedeschi! I tedeschi!". Alberto ha 10 anni e si salva solo per caso dall'eccidio nazista di Sant'Anna di Stazzema, in cui vengono uccise sua madre Elena e altre 400 persone. Eccidio che in Italia viene dimenticato fino al processo, clamoroso, del 2004, al quale si arriva grazie alla tenacia di un magistrato che riesce a individuare i responsabili della strage strappandola all'oblio. Anni più tardi, durante il G8 di Genova del 2001, ancora una violenza cieca, insensata, toma a farsi spazio nella storia personale dell'autore di questo libro, nipote di Elena, che qui ricostruisce le vicende drammatiche e appassionanti della propria famiglia lungo tre generazioni, ma anche uno spaccato del nostro Paese dove Sant'Anna di Stazzema diventa un simbolo e un punto di partenza "per un pensiero nuovo, una cultura diversa".

A.Cavaglion, “La resistenza spiegata a mia figlia”Ed. Feltrinelli, 2015

La Resistenza è stata la dimostrazione del meglio di cui gli italiani fossero capaci: un'assunzione di responsabilità, una volontà di riscatto che non riguarda solo la storia del fascismo e della partecipazione italiana alla Seconda guerra mondiale. Si affrontano qui alcuni problemi controversi della storia della Resistenza senza cedere alla sacralità o alla strumentalizzazione politica: si ricostruisce infatti una narrazione anti-eroica, senza aggettivi, ma ricca di colori. L'obiettivo è cercare una via d'uscita alternativa alla ricostruzione spesso rancorosa degli eventi. Non una storia di fatti sanguinosi, di efferatezze, di morti e di corpi violati, ma un tentativo di individuare le motivazioni profonde di un periodo di grandi speranze e di crescita collettiva. E di cogliere le ragioni di una storia, ma anche le ragioni della vita. Un libro per le giovani generazioni che cerca di dare risposte esaurienti a quesiti difficili e spesso trascurati.

I. Calvino, “Il sentiero dei nidi di ragno”Ed. Mondadori, 2014

Dove fanno il nido i ragni? L'unico a saperlo è Pin, che ha dieci anni, è orfano di entrambi i genitori e conosce molto bene la radura nei boschi in cui si rifugiano i piccoli insetti. È lo stesso posto in cui si rifugia lui, per stare lontano dalla guerra e dallo sbando in cui si ritrova il suo piccolo paese tra le colline della Liguria, dopo l'8 settembre 1943. Ma nessuno può davvero sfuggire a ciò che sta succedendo qui e nel resto d'Italia. Neppure Pin. Ben presto viene coinvolto nella Resistenza e nelle lotte dei partigiani, sempre alla ricerca di un grande amico che sia diverso da tutte le altre persone che ha conosciuto. Ma esisterà davvero qualcuno a cui rivelare il suo segreto? Il romanzo che ha segnato l'esordio di Italo Calvino, in edizione illustrata da Gianni De Conno.

Pin It
Accedi per commentare

Il volo di Sara

In un grigio pomeriggio autunnale la piccola Sara scende dal treno che la porta insieme a tanti altri verso le baracche di un campo di concentramento.

Leggi tutto...

I No che aiutano a crescere

A prima vista si può pensare che questo libro presenti il "No" come strumento educativo e non come conseguenza di un normale rapporto tra le persone.

Almeno, così pare leggendo la quarta di copertina:
Un neonato strilla, un bambino vampirizza la madre, un adolescente sta fuori fino a notte fonda. Per paura di frustrarli, i genitori spesso rinunciano a educare i figli, a riconoscere i confini tra l'io e il mondo, a controllare gli impulsi, a dominare l'ansia, a sopportare le avversità. Nelle famiglie si creano cosi situazioni di disagio per la semplice incapacità di dire un no. Dovrebbe essere ovvio che in certi casi bisogna dire di no, eppure l'opinione comune è che sia meglio dire di sì. Non saper negare o vietare qualcosa al momento giusto può pero avere conseguenze negative sulla relazione tra genitori e figli, come anche sullo sviluppo della personalità dei bambini.

In realtà, il libro è un'analisi lucida e profonda del comportamento dei bambini dalla nascita all'adolescenza e del loro rapporto con i genitori. I "No" e i limiti non sono solo quelli che il genitore dice al bambino, ma sono soprattutto quelli che il genitore impara a dire a se stesso per favorire la crescita del figlio. Le ragioni del bambino sono sempre tenute in considerazione, come pure l'interazione madre-figlio. I limiti sono anche per la madre, quando non sa accettare che il figlio possa essere diverso da come lei se lo immagina, quando non accetta che possa essere autonomo, o quando interferisce con il ritmo e le sue modalità di apprendimento.

È pieno di ottimi spunti e di buon senso e, a dispetto del titolo, non è affatto un incoraggiamento a una revisione autoritaria del ruolo genitoriale.

autore: Asha Phillips (traduzione L. Cornalba)

editore: Feltrinelli

Oggi a scuola è arrivato un nuovo amico

"Parlano russo, indiano, swaili o spagnolo. Sono confusi ed intimoriti, a volte sono introversi e persi nel loro mondo, a volte sono inquieti ed irrequieti. Hanno sei anni e ne dimostrano quattro, emotivamente poi sembrano ancor più piccoli. A sette e otto anni non hanno idea di quel che sia una scuola, un libro... Sono i figli dell'adozione internazionale.

Nella loro vita ci sono due madri, due famiglie, possono avere un passato segnato da traumi, possono aver vissuto per anni in un istituto, possono aver viaggiato da un continente all'altro, hanno sempre viaggiato o da un prima ad un dopo, molto diversi tra loro, per avere una famiglia stabile e serena.

Arrivano in classe con le loro lingue, le loro culture, i tradimenti degli adulti, il loro aver trovato una famiglia attraverso l'adozione. Arrivano in classe con i nuovi genitori, genitori a volte stanchi, ansiosi, desiderosi di trovare nelle insegnanti delle alleate che li aiutino nei primi bellissimi e faticosissimi mesi di formazione di una nuova famiglia.

Raramente gli operatori della scuola conoscono le realtà, le storie dei bambini, le procedure, le vicissitudini burocratiche, le attese e le avventure dei genitori adottivi. A volte sembra che manchino i canali per parlarsi e che scuola e famiglia siano due mondi che non riescono a raggiungersi.

La scuola accogliendo in sé - attraverso i bambini - le moltissime istanze del sociale, può oggi farsi promotrice di una cultura della convivenza civi­le dove ogni differenza trovi modo di esprimersi per quanto ha di ricco, nuovo, stimolante per tutti noi. È per questo che desideriamo creare un'alleanza tra genitori e maestre, un'alleanza dentro cui i bambini cresceranno serenamente, i genitori si sentiranno sostenuti e le insegnanti vedranno riconosciute al meglio le proprie capacità."

autore: Anna Guerrieri, M. Linda Odorisio

editore: Armando Editore