Prevenzione primaria dell’uso delle sostanze stupefacenti in età evolutiva

Per comprendere il fenomeno delle dipendenze, occorre innanzitutto attuare dei programmi di prevenzione primaria che si focalizzino fin da subito su conoscenza e studio del temperamento in età evolutiva e sulla parabola di sviluppo della personalità. In particolare, risultano più esposti all’uso delle sostanze coloro che presentano un temperamento novelty seekingcaratterizzato dai seguenti tratti: sentimento prevalente, lo stress; combatte lo stress cercando il piacere; intuizione e creatività; curiosità;  impulsività; accetta e cerca la novità (Cloninger C.R., 1983/1987). Ed è  soprattutto  nella fase adolescenziale, nella quale si costruisce l’identità di ciascuno attraverso differenti e rapidi mutamenti, che possono nascere i primi approcci alla droga.

 

 

L’effetto gratificante delle droghe è dovuto alla loro capacità di attivare i recettori del sistema limbico, che intervengono anche nei processi di apprendimento in cui siano presenti stimoli ad elevato contenuto motivazionale.

Oltre al consumo di cannabinoidi e di cocaina, sempre più si registra fra i ragazzi un maggior uso delle seguenti sostanze: anfetamine, metanfetamine, metossianfetamine e metilendiossianfetamine. Interessanti dati, a tal proposito, sono stati presentati dalI’Istituto Bambino Gesù per la Salute del Bambino e dell’Adolescente nel nuovo numero di “A Scuola di Salute” ed hanno come fonti l’Osservatorio europeo sulle droghe, Doxa, Istat, Nomisma e Unipol. 

In Italia il 20% dei giovani tra i 15 e i 34 anni consuma frequentemente alcolici, il 16% fuma fino al compimento dei 24 anni e il 19% ha consumato cannabis nell’arco di un anno. Inoltre, è del 49% la percentuale dei giovani tra i 14 e i 19 anni che hanno giocato d’azzardo almeno una volta all’anno. Secondo i dati pubblicati dall’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze, nel 2017 la cannabis è stata la sostanza stupefacente più consumata nel mondo. Ne hanno fatto uso in Europa 87,7 milioni di persone e di questi, 17,1 milioni di persone di età compresa tra i 15 e i 34 anni hanno dichiarato di averla assunta almeno una volta nell’ultimo anno. Fra i più giovani, il rapporto tra sesso maschile e femminile è di 2 a 1.

Secondo una ricerca pubblicata su The Lancet Psychiatry del 2014, il 17% dei consumatori adolescenti di cannabis ne diventa dipendente, e la percentuale aumenta fino alla metà quando la sostanza viene consumata quotidianamente.

L’alcol è spesso presente sulle nostre tavole, e di frequente per i bambini il primo contatto con esso avviene proprio tra le mura domestiche. Inoltre, nel gruppo dei pari, non è raro che l’alcol sia presente alle feste o nelle uscite. Recenti indagini hanno mostrato come l’uso di alcol sia frequente già tra gli 11 e i 15 anni, nonostante in ambito medico se ne raccomandi la totale astensione fino ai 16 anni perché l’organismo non è ancora in grado di metabolizzarlo correttamente.

Tutte le droghe e l’alcol, soprattutto in questo periodo, possono causare anomalie gravi nel funzionamento neuro-psichico dell'individuo. Utilizzando le moderne tecniche di neuroimmagine, che rappresentano ad oggi uno tra gli strumenti migliori per studiare il cervello, si possono “guardare” i cambiamenti nella struttura e nel funzionamento cerebrale sottostanti alla compromissione delle funzioni cognitive nei soggetti che fanno uso di droghe.

Risulta fondamentale, dunque, riconoscere i segnali d’allarme, come i diversi temperamenti in età evolutiva, e strutturare un percorso di affiancamento efficace individuale e di gruppo, permettendo cosi una graduale maturazione  e consapevolezza individuale, canalizzando il desiderio del raggiungimento del piacere verso mete più positive (Villanova M., 2010).

Utile nell’intervento di affiancamento e di maturazione della personalità è il lavoro sulle emozioni, sia individuale che mediante i laboratori pedagogici, dove vengono effettuate tecniche di problem solving, role playing, simulate e soprattutto l’esperienza di Teatro Pedagogico, in cui il mettersi nei panni dell’altro e delle sue emozioni facilita il processo di empatizzazione, mentalizzazione e riduzione del conflitto.

Ulteriori interventi preventivi risultano essere quello psicoeducativo, rivolto all’adolescente e alle famiglie facendo comprendere i fattori di rischio ed i fattori di protezione coinvolti nell’uso delle sostanze, e il  sostegno alla genitorialità e comunicazione efficace con l’adolescente nelle situazioni a rischio.

Pin It
Accedi per commentare

Il sogno ostinato. Lettere dall'Africa

È la raccolta di lettere che l'autrice ha scritto a familiari e amici durante i suoi soggiorni in Africa come cooperante.

Un'analisi del problema Africa diversa dal solito, non permeata dal solito pietismo misto ad esaltazione che accompagna i racconti delle missioni umanitarie. Al contrario, il libro è molto lucido e critico ma contemporaneamente appassionato e empatico.

autore: Silvia Montevecchi

editore: Terre di Mezzo

L'ombra del vento

"Una mattina del 1945 il proprietario di un modesto negozio di libri usati conduce il figlio undicenne, Daniel, nel cuore della città vecchia di Barcellona al Cimitero dei Libri Dimenticati, un luogo in cui migliaia di libri di cui il tempo ha cancellato il ricordo, vengono sottratti all'oblio. Qui Daniel entra in possesso del libro "maledetto" che cambierà il corso della sua vita, introducendolo in un labirinto di intrighi legati alla figura del suo autore e da tempo sepolti nell'anima oscura della città. Un romanzo in cui i bagliori di un passato inquietante si riverberano sul presente del giovane protagonista, in una Barcellona dalla duplice identità: quella ricca ed elegante degli ultimi splendori del Modernismo e quella cupa del dopoguerra."

Un'ottima opera prima, di questo scrittore che finora si era cimentato solo nella narrativa per bambini; un libro che, uscito in sordina, è diventato un best-seller grazie al passaparola dei lettori. Un romanzo a tratti inquietante, che mescola mistero, Storia e vita vissuta; e che ha, soprattutto, un grande pregio: è sempre coerente alla trama e ai riferimenti. Ogni rimando, ogni indizio, alla fine trova una sua collocazione, ogni mistero ha una spiegazione, ogni rapporto una sua conclusione. Bellissime le descrizioni di una Barcellona cupa, invernale e lontana dall'idea che si può avere di questa città, vittima di un triste dopoguerra ed un ancor più triste strascico del regime. Ancor più belle, seppur drammatiche alcune, le descrizioni delle coppie: coppie di padri e figli, coppie di amici, coppie di fidanzati, e degli intrecci che li legano.

Da leggere d'un fiato, e rileggere con calma una seconda volta.

autore: Carlos Ruiz Zafon

editore: Mondadori

DIVERGENT

Ho sempre adorato i libri per gli adolescenti, ma ultimamente ho sviluppato un nuovo amore per una serie in particolare. Divergent, é il primo dell’omonima trilogia di libri di Veronica Roth. Popolarissima tra i giovani, é l’ennesima serie di libridistopici. O almeno credo si dica così...non conoscevo questo termine finché mia figlia Penelope ha iniziato a leggere questo nuovo genere di romanzi. Utilizzando un linguaggio ed una classificazione ‘tradizionale’ potremmo definirli romanzi di fantascienza, con delle sfumature di significato un pò particolari. Ambientati nel futuro, offrono la rappresentazione di una società fittizia nella quale alcune tendenze sociali, politiche e tecnologiche avvertite nel presente sono portate a estremi negativi. Il padre di questo genere potrebbe essere considerato1984(G. Orwell) oFahrenheit 451(R. Brandbury). The Hunger Gamesne é un’altro esempio contemporaneo popolarissimo, già diventato un cult.

Leggi tutto...