Stella stellina la notte si avvicina…

Tema: le routine della buona notte

Attività: Le bamboline scacciapensieri

Età: qualsiasi

Opera: Paloma che dorme, olio su tela 1952, collezione privata

Autore: Picasso

Paloma che dorme è un’opera di Picasso che trovo estremamente tenera e piena di dolcezza. È lo sguardo di un padre profondamente innamorato della figlia, uno sbirciare, compiaciuto e rispettoso, in un momento quasi sacro nella giornata della bambina. Paloma è serena, probabilmente avvolta da piacevoli sogni. Anche se il dipinto risale ad un’epoca in cui Picasso aveva già superato da decenni la fase cubista ed era stilisticamente andato ben oltre, la bambina è ritratta in uno stile fortemente influenzato dal cubismo: i volumi sono geometrici e semplificati verso l’astrazione. É possibile comunque ritrovare nell’immagine la morbidezza e la pacioccositá di una bimba di pochi anni. La posizione del corpo è dipinta in modo tale da ritrarre quel totale abbandono e serenità corporea tipici del sonno dei bambini.

Paloma è stata l’ultima figlia di Picasso e si dice che il pittore avesse un debole per lei, una sorta di legame speciale. Questo è sicuramente difficile da confermare, ma si può essere certi della tenerezza con cui Picasso vedeva questa sua ultimogenita.

Il sonno, il riposo, l’ora di andare a dormire…uno dei momenti potenzialmente più problematici delle routine giornaliere. Per i bambini (e a volte anche per gli adulti!) questa parte della giornata è molto delicata, e spesso scatena reazioni negative e ansia. Dopotutto, la notte ed il sonno racchiudono in sé molti ‘dubbi’ ed incertezze archetipiche: il buio, il non essere vigili che determina una certa vulnerabilità, e perfino l’incertezza di risvegliarsi. Non voglio assolutamente creare ulteriori preoccupazioni o amplificare in modo sproporzionato le ansie della sera, ma semplicemente prendere atto di quel groviglio di sensazioni e pensieri inconsci che a volte possono manifestarsi. D’altra parte, sappiamo tutti quanto sia importante assicurare a tutta la famiglia una notte di sonno e riposo tranquillo e quindi di conseguenza l’importanza di vivere il momento dell’andare a letto con serenità.

Queste modalità per avvicinarsi al sonno possono essere varie e diverse a seconda delle età dei bambini, delle abitudini della famiglia e perfino del momento particolare della vita sia dei bambini che della famiglia in generale. È fondamentale istituire delle routine della buona notte che possano agevolare questo momento. Creare dei riti e rituali per preparare la mente ed il corpo al riposo, ma anche per condividere momenti speciali prima di iniziare la notte. Dare la possibilità ai bambini di sentirsi protetti e al sicuro, rafforzando la relazione con i nostri figli, passando un messaggio implicito e silenzioso che confermi il fatto che, nonostante l’arrivo della notte e del sonno, noi ci siamo sempre se hanno bisogno. Questo è vero ad ogni età. Perfino con gli adolescenti. Ad esempio, recentemente mi sono ritrovata a riflettere proprio sulle routine della sera di mia figlia sedicenne. Ovviamente cerco di renderla il più indipendente possibile, senza costringerla ad andare a letto ad un’ora specifica, nonostante ci sia scuola il giorno dopo, sperando che piano piano impari ad autoregolarsi. Sapendo che lei tiene sempre un bicchiere d’acqua per la notte sul comodino, ho iniziato ad adottare un piccolo accorgimento: quando penso che sia ora di andare a dormire, prendo la scusa dell’acqua, e le porto un bicchiere direttamente in camera. Questo mi dà l’opportunità di segnalarle, senza però dirlo apertamente e incorrere in una scenata di ribellione, che è ora di iniziare a prepararsi. Allo stesso tempo ci permette di fare due chiacchiere veloci e darle la buona notte in un modo quasi ‘casuale’. E dopo questo piccolo rituale quotidiano, normalmente poi la luce nella sua stanza si spegne dopo poco.

Mio figlio di dieci anni di solito legge per una mezz’oretta prima di addormentarsi. Quando era più piccolo gli leggevamo noi delle storie. Mesi fa ha passato un periodo un po’ difficoltoso e le difficoltà della giornata si traducevano in ansia ed agitazione nel momento del sonno. Quasi per caso mi sono imbattuta in alcuni esercizi di rilassamento e visualizzazione per bambini (se ne trovano numerosi esempi online, sia su YOUTUBE che in specifici APPs) e gli ho proposto di provare a farne qualcuna insieme. Il risultato è stato strabiliante, poiché questo tipo di esercizi mentali, non solo gli hanno permesso di rilassarsi ed affrontare le cose con meno ansia (e dormire in modo più tranquillo), ma si sono rivelati anche strumenti che ha imparato ad usare autonomamente per calmarsi in momenti di agitazione durante il resto della giornata.

Un’altra pratica creativa, utile per scacciare le ansie e le preoccupazioni dei bambini, è la creazione di un set di Quitapena Munecas (o Worry Dolls, Bambole ‘Scacciapensieri’). Prese in prestito dalle tradizioni del Guatemala, Quitapena munecas sono micro-bamboline (fatte di solito con bastoncini grandi quanto un cerino e fili colorati o ritagli di stoffa) che vengono messe sotto i cuscini dei bambini. L’idea è che il bambino racconta le sue preoccupazioni e le cose che gli creano ansia alle bamboline, le quali, stando sotto il cuscino, poi tengono tutti i problemi lontano dalla mente del piccolo assicurando sonni tranquilli e senza incubi. Una versione umanizzata dell’acchiappasogni degli indiani d’America.

Perché non aiutare i vostri figli a creare il proprio set di bamboline scacciapensieri? Potete usare qualsiasi materiale, tenendo presente che le bamboline possono essere stilizzate, senza avere troppi dettagli…

                                 worrydolls3                                               worry dolls2

La cosa più semplice è arrotolare fili di lana o cotone intorno a del fil di ferro (quello flessibile ricoperto da una plastichina, di solito verde, che si usa per il giardinaggio è l’ideale perché permette ai bambini di modellarlo come vogliono), usando magari delle perline per il viso. Ma anche semplicemente disegnare gli elementi del viso su mollette di legno da bucato e creare i vestiti con dei ritagli di stoffa…

Fidatevi della creatività dei bambini.

Provate ad includere, nelle vostre routine della buona notte, qualche minuto in privato per ‘parlare’ con le bamboline, per raccontare loro le cose che disturbano e preoccupano i vostri bambini. Poi fate in modo che sia il bambino stesso a mettere le bamboline ‘a nanna’ nel loro sacchettino e a riporle sotto il cuscino o anche semplicemente sul comodino, vicino al letto.

e buona notte.

 


Consigli di approfondimento

 

Siti web:

Perché non cercare inspirazione per la creazione delle bamboline scacciapensieri su Pinterest?

O imparare a creare un Acchiappasogni o cucire un Mostro Mangiapaure

 

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Arcobaleno fa la pace

Il pesciolino Arcobaleno e i suoi amici vivono spensierati in fondo all'oceano. Poco lontano, una bella balena blu si lascia cullare dalle onde osservandoli placidamente.

"Perché ci guarda in quel modo?" si chiedono un giorno, insospettiti, i pesciolini.

"Grande e grossa com'è, chissà quanto mangia. E se divorasse tutto quello che c'è in giro?".

Sentendoli parlare così, la balena, che in realtà stava solo ammirando le loro belle scaglie brillanti, s'indispettisce e la sua rabbia non resterà senza conseguenze...

"Dobbiamo fare la pace" decide allora Arcobaleno "perché quando si litiga si finisce per stare male tutti".

Sì, ma in che modo?

Sembrava complicato, ma quanto è semplice fare la pace! Balena e Arcobaleno parlano a lungo. La balena spiega ad Arcobaleno perché si è arrabbiata... i due ridono insieme e trovano un accordo e ben presto nessuno riesce a spiegarsi più perché quel bisticcio sia mai avvenuto.

Le illustrazioni sono ulteriormente abbellite dalle lamine rifrangenti che fanno luccicare le scaglie dei pesciolini.

Per bambini in età prescolare.

Della stessa serie
"Arcobaleno, il pesciolino più bello di tutti i mari" che insegna la felicità nel donare 
"Arcobaleno, non lasciarmi solo!", che insegna a non creare gruppi esclusivi e ad accettare anche coloro che sono diversi da noi.

autore: Isabella Bossi Fedrigotti, Marcus Pfister

editore: Nord-Sud

E ora andiamo felici all’asilo?

Per la maggior parte dei bambini arriva a un certo punto il momento dell’ingresso alla scuola materna, luogo che riveste un ruolo fondamentale nel processo di crescita di ogni bambino.

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Le emozioni dei bambini

"Comprendere le emozioni dei bambini significa aiutarli a crescere felici. Traendo spunti ed esempi dal vivere quotidiano Isabelle Filliozat, psicopterapeuta di fama, aiuta a capire il significato di tanti comportamenti e a trovare le parole e i modi per risolver le situazioni che appaiono più difficili.

L'autrice non dà soluzione preconfezionate, ma analizza i problemi di tutti i giorni, che lei stessa mamma, di due bimbi di 2 e 4 anni all'epoca della stesura del libro, ha provato e soprattutto non trascende da quello che sono i genitori. Per capire il bambino che abbiamo davanti occorre ascoltare il bambino che siamo stati. Le emozioni dei nostri bambini allora hanno radici profonde, quello che non sopportiamo in loro tocca le corde più intime del nostro essere.

Oltre ad esaminare sotto nuovi aspetti le problematiche più comuni dei bambini e ad offrire spunti di riflessione, Filliozat descrive quali sono le emozioni più diffuse del vivere quotidiano per aiutare a cogliere quanto c'è di gioioso in ogni attimo della vita con i figli.

Questo libro potrebbe a prima vista rientrare nel filone dell'intelligenza emotiva introdotta da Goleman (Daniel Goleman, L'Intelligenza emotiva, ed. Rizzoli, 1996), ma a mio avviso ha qualcosa in più. Oltre a "partire dal basso", nel senso che si cala nei panni della mamma e del papà, è più vicino alla nostra sensibilità europea, a cui sta stretta il libro-manuale. L'autrice cita in bibliografia Alice Miller, la psicoterapeuta zurighese che ha descritto e documentato la sofferenza inespressa dei bambini e la difficoltà dei loro genitori a essere disponibili a capirla.

Questo libro si può non amare, si può non condividere in parte o del tutto, ma sicuramente colpisce il genitore che lo legge e, oserei dire, nella maggior parte dei casi fa scaturire delle emozioni che si credevano sepolte. Nel mio caso ha rivoluzionato il mio modo di essere madre."

autrice: Isabelle Filliozat

editore: Pickwick