Esprimersi con i pupazzi

Sappiamo che non è facile esprimere con le parole quello che proviamo. Per i bambini, poi, lo è ancor meno, non solo perché il loro linguaggio non è ancora evoluto, ma anche perché fanno fatica a distinguere le varie emozioni, la rabbia, la tristezza, il rancore. A volte sono spaventati da quello che provano e si sentono in colpa, come nel caso della gelosia per il fratellino, soprattutto se hanno un'età per capire razionalmente che non è bello odiare una creatura così piccola e indifesa.

Loro si sfogano giocando, inventando personaggi e situazioni con fantasia. Spesso però non c'è tempo per osservare questi giochi simbolici così preziosi per loro e per noi. Forse i bambini sono troppo piccoli o forse sono pressati dalle mille cose da fare che riempiono non solo la nostra giornata ma anche la loro. È il tempo che manca sempre, almeno a me. Hai voglia a dire che ci vogliono i discorsi, che le imposizioni sono deleterie. Ma che fare? Il tempo stringe, occorre vestirsi, lavarsi, le cose vanno fatte e basta. E allora lacrime, capricci e relativi sensi di colpa materni. Io credo di essere una delle tante vittime degli Uomini Grigi, i cattivissimi che trafugavano il tempo agli uomini, in Momo di Michael Ende. Quando c'è di mezzo il Tempo, sacrifico ogni altra cosa, e me ne rendo conto.

E così, i primi anni di vita delle mie figlie più grandi sono passati tra corse, urla e rimpianti. Fino a che non c'è stata Lei. L'Orsetta. Orsetta fa tutto quello che la mia piccolina sente. È stata lei, la mia figlia più piccola, a insegnarmi che l'Orsetta aveva bisogno dei suoi tempi, ma che era anche capace di fare la pipì sul water, se glielo chiedevo. E così a tutt'oggi, quando devo convincere la mia bimba più piccola a lavarsi i denti, mettersi il pigiama, bere il latte, non ho bisogno di molte parole: è Orsetta a parlare. Orsetta ha la sua tazza, sebbene preferisca il biberon. Orsetta non sempre vuole andare all'asilo, e lei stessa lo dice. I pupazzi interpretano benissimo le azioni quotidiane del bambino, che si sente incoraggiato e divertito dal gioco e ben presto il giocattolo non solo esegue quello che dovrebbe fare il bambino, ma interpreta in tutto e per tutto i suoi sentimenti.

I bambini così riescono a esprimere attraverso il peluche (o la bambola) cose che altrimenti non riuscirebbero a dire. In ogni situazione quotidiana il giochetto di far parlare il pupazzo diverte il bambino e lo aiuta ad esprimersi. A volte è lui stesso che rappresenta lo scenario, altre volte sono mamma e papà che imitano la voce del pupazzo interpretando e indovinando di volta in volta le emozioni del bambino.

Questo può essere ripetuto in situazioni più complesse, che vanno oltre il quotidiano: ci sono tanti momenti in cui notiamo che c'è qualcosa che non va, in cui non riusciamo a cogliere lo stato d'animo di nostro figlio. Può essere un'emozione o una paura inespressa. Credo che questo inoltre possa contribuire a far giocare il bambino da solo, perché man mano che cresce è lo stesso bambino che una volta avviato il gioco spontaneamente interpreta i vari personaggi inventandosi un mondo di fantasia da cui poi, finalmente, saremo esclusi.


Pin It
Accedi per commentare

Il bambino nascosto. Favole per capire la psicologia nostra e dei nostri figli.

“Sono due bambini nascosti protagonisti di queste pagine: quello che sta dietro ogni comportamento e sintomo infantile e quello che ognuno di noi adulti si porta dentro, proiettandolo spesso inconsapevolmente sui bimbi che ci camminano accanto nella vita.

Il libro vuole aiutare a scoprire attraverso la rielaborazione fantastica di effettive storie infantili come ogni comportamento, dal punto di vista psicologico, si strutturi in maniera del tutto inconscia nel mondo interno fin dai primissimi anni della nostra esistenza.

La fatica di crescere viene analizzata a partire da temi diversi (l’abbandono dell’infanzia, la nostalgia, la perdita, il tradimento, la paura), tutti ugualmente significativi del disagio infantile. Ed è così che la scoperta del mondo interno di un bambino attraverso la riappropriazione delle nostre stesse emozioni di una volta costituisce una valida chiave d’accesso al mondo dei ragazzi, per poterli capire e aiutare meglio”

autore: Alba Marcoli

editore: Mondadori (collana Oscar saggi)

Sorella del mio cuore

La vita di due bambine che diventano donne perdendosi e ritrovandosi fra le tradizioni dell'India e le sue contraddizioni. Nate e cresciute insieme si conoscono e si amano profondamente, condividendo gioie, dolori, speranze.

Ma fuori dai muri protettivi della loro famiglia le attendono i segreti del passato e le nebbie del futuro: i fantasmi dei loro padri, i fanatismi dei pregiudizi e dei riti sociali, la fatica quotidiana di una famiglia di sole donne per allevarle e mantenerle, lo spettro del matrimonio combinato e l'incanto del vero amore.

Un romanzo che ci avvicina al mondo affascinante dell'India, che ce ne fa scoprire la magia ma anche le profonde contraddizioni che lo caratterizzano.

La storia ha un seguito, nel libro "Il fiore del desiderio", che si svolge in America dove si perde la magia che caratterizza questo volume, le ragazze crescono e con loro la difficoltà e l'amarezza dei loro destini.

autore: Chitra Banerjee Divakaruni (traduzione Federica Oddera)

editore: Einaudi

Il mondo è tuo

Un albo illustrato per grandi e piccini, che insegna ai più piccoli, e ricorda ai più grandi che, si è liberi di essere e fare quello che si vuole, nonostante la strada non sarà priva di difficoltà che ci faranno crescere.

Leggi tutto...