Come si diventa fratelli?

Come si diventa fratelli? E dopo quanto tempo succede?
Queste sono due delle domande che mi sono fatta per mesi, mentre aspettavo il mio secondo abbinamento e pensavo a mia figlia. La mia bimba, adottata qualche anno fa in un altro paese, cresciuta come una piccola principessa, coccolata, viziata e, soprattutto, con due genitori interamente dedicati a lei.

Non ha mai voluto avere un fratello e l'ha sempre detto. Poi abbiamo avuto l'abbinamento che aspettavamo, ma un maschio e non la femmina desiderata, ed è stata una sorpresa per tutti. Siamo partiti, tutti e tre, per andarlo a prendere e la mia bimba si è comportata benissimo, molto attenta, controllata, protettiva nei confronti di un bimbo mai visto prima.

Tutto troppo perfetto ed infatti, arrivati a casa, è scoppiata la bufera. Due bimbi, storie passate diverse, paesi diversi, età diverse. Eppure dovevano diventare fratelli. Anzi, lo erano già per i giudici, ma non per il loro cuore.

Questo è uno dei problemi principali delle seconde adozioni: trasformare due bimbi sconosciuti in due fratelli. Dimostrare al primo che non cambia nulla, ma per farlo si deve essere veramente certi che, per i genitori, non cambia nulla. Il secondo non può essere la risposta ad una genitorialità mancata, non deve essere il desiderio di recuperare gli errori fatti con il primo perchè il bimbo, in qualche modo, non soddisfa completamente. Il primo bimbo deve essere sicuro del suo posto nel cuore di mamma e papà.

Bisogna lasciare al primo figlio il tempo che gli serve per avere questa consapevolezza. La fretta e la voglia di adottare ancora possono essere un enorme rischio nei confronti della famiglia.

E il secondo figlio? Anche per lui è difficile: non avrà mai due genitori interamente dedicati a lui, ci sarà sempre un fratello con il quale dividere tempo e attenzioni. Non è facile, per un bimbo affamato di amore, sapere che non è da solo al centro della vita dei due adulti che, improvvisamente, sono diventati così importanti. Per noi genitori la difficoltà ancora maggiore è fare spazio a tutti e due, nel modo più equo possibile ma anche tenendo conto del carattere, delle necessità e dei desideri che ogni figlio ha. A questo si deve aggiungere il fatto che l'affetto per il primo figlio è (dovrebbe essere) ormai totale mentre quello per il secondo è ancora in crescita.

Siamo tutti estranei e ci si deve conoscere. Sono diventata bis-mamma da un mese e ho trovato le risposte alle mie due domande: il tempo e la convivenza trasformano due estranei in fratelli.

Il tempo, la convivenza e l'amore trasformano tutti in una famiglia.

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Manuale a uso dei bambini che hanno genitori difficili

Con molto humour Jeanne Van den Brouck, pseudonimo dietro il quale si nasconde una psicoanalista parigina, cerca tutte le situazioni familiari in cui possono incappare i bambini di ogni età, attraverso le quali essi devono costruire la propria personalità e “educare” i loro genitori difficili.

Un estratto:
In breve bisogna aiutare quanto più si può la maturazione dei genitori; in caso contrario saranno soltanto dei “grandi” sempre più decrepiti ma non diventeranno mai adulti. Sembra siano i figli adolescenti quelli che si accollano più volentieri questa parte del lavoro educativo. Si tratta essenzialmente di scuotere le strutture sclerotiche nelle quali i genitori tendono a rinchiudersi appena cessano di venir stimolati. Per permettere ai genitori di conservare l’agilità necessaria, il figlio diventa allora fonte di difficoltà permanenti a tutti i livelli: affettivo, morale, intellettuale, materiale. Il lavoro è enorme, spossante e impegna tutta l’energia del figlio. In molti casi si rivela anche deludente: spesso i genitori non si rendono conto degli sforzi compiuti per loro e non mostrano alcuna riconoscenza. A volte si ribellano, o reagiscono con atteggiamenti quasi paranoici. Soltanto i figli pronti a pagare di persona dovranno dunque intraprendere un lavoro tanto ingrato.

autore: Jeanne Van den Brouck (tradotto da A. Vittorini)

editore: Cortina Raffaello

Il mondo è tuo

Un albo illustrato per grandi e piccini, che insegna ai più piccoli, e ricorda ai più grandi che, si è liberi di essere e fare quello che si vuole, nonostante la strada non sarà priva di difficoltà che ci faranno crescere.

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Il fanciullo difficile

E' uno dei primi libri scritti dal pedagogista scozzese Neill, ma è già ricco di quelle tematiche rivoluzionarie in campo pedagogico che fecero dell'autore un punto di riferimento per tutti coloro che, nei decenni successivi, vollero cercare strade alternative ad un'educazione autoritaria e repressiva.

Alexander S. Neill è il creatore della scuola di Summerhill, dove i bambini sono liberi di fare quello che vogliono, senza che l'autorità dell'adulto imponga le sue regole di morale e di condotta. A Summerhill non ci sono punizioni per chi si comporta male, e le regole del vivere insieme sono regole sociali, dettate dalla stessa comunità, formata dai ragazzi.

Il libro è scritto nel 1927, può sembrare datato per certi aspetti, ma alcune idee sono davvero interessanti e meritano uno spunto di riflessione. Il titolo "il fanciullo difficile" non tragga in inganno, anche se l'autore prende spunto da casi di ragazzini con problemi le sue riflessioni hanno valenza universale: "[...]non vedo che una via per l'educazione: dire coraggiosamente che noi adulti non sappiamo cosa sia l'educazione; confessare che noi ignoriamo cosa sia il meglio per un fanciullo[...]" e ancora "[...] nessun uomo è tanto buono da poter dire a un altro come deve vivere; nessun uomo è tanto saggio da poter guidare i passi di un altro". 

Il libro è preceduto da un saggio introduttivo di Annalisa Pinter, che fa notare come in quest'opera, ancora più che in Summerhill, l'autore cerchi di costruire una teoria organica. A volte, dice sempre la Pinter, "non vi è molto impegno nel cogliere l'eziologia dei problemi" e certo non fornisce una metodologia di analisi e intervento.

E' chiaro che non è un saggio pedagogico che possa illuminare un genitore in crisi: ma è un arricchimento, anche storico per chi si interessa di tematiche sull'educazione e sulla scuola. Summerhill è lontanissima dal concetto di scuola a cui siamo abituati, ma proprio per questo vale la pena sognare, perché tutti noi, nella nostra infanzia abbiamo sognato una scuola così. Ma la realtà è un'altra cosa.

autore: Alexander S. Neill

editore: La Nuova Italia (collana Classici dell'educazione contemporanea)

[Copertina del libro non disponibile]